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Winter dreams / Sogni d'inverno

Short Stories 2012 n°1

Di

Editore: Gruppo Editoriale l'Espresso (E-books la Repubblica)

3.7
(31)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: eBook

Isbn-10: 8888240004 | Isbn-13: 9788888240008 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
Esiste versione cartacea, versione e-book in formato e-pub - entrambe con testo italiano/inglese a fronte - e versione audio in inglese mp3 (scaricabile gratuitamente dal sito) "Sogni d'inverno" è considerato da molti l'antecedente diretto de "Il grande Gatsby", il romanzo che nel 1925 consacrò definitivamente la fama letteraria di Francis Scott Fitzgerald. In effetti anche qui, come nel romanzo, i temi centrali sono l'amore, tanto più duraturo e fervente quanto più impossibile, e il denaro, i fiumi di denaro che scorrono più o meno tranquillamente nel bel mondo americano, ancora ben lungi dall'avvertire gli scricchiolii della Grande Depressione prossima ventura. A differenza del romanzo, però, "Sogni d'inverno" è in fondo un racconto di formazione: per pochi tratti salienti ci vengono infatti narrati diciotto anni della vita del protagonista Dexter Green, dai quattordici ai trentadue anni d'età; anni segnati dalla figura di Judy Jones, nei confronti della quale Dexter prova immediatamente una forte attrazione mista a sospetto, che si trasformerà ben presto in amour fou. Ma un giorno Dexter dovrà definitivamente rinunciare al filo rosso della sua vita, scandito dai suoi immarcescibili "sogni d'inverno". È questa la tristezza più vicina a noi di Fitzgerald: la constatazione che nel mondo dorato in cui lui stesso viveva c'è sempre e comunque una ferita che non si rimargina, un sogno che non si realizza, un rimpianto che non può sparire
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  • 1

    In una parola: superfluo. Più che un racconto, mi è parso di leggere la sceneggiatura di un film. Frasi brevi e descrittive, giustapposte come tanti fotogrammi. Un pre-Gatsby privo di atmosfera, di ...continua

    In una parola: superfluo. Più che un racconto, mi è parso di leggere la sceneggiatura di un film. Frasi brevi e descrittive, giustapposte come tanti fotogrammi. Un pre-Gatsby privo di atmosfera, di quello stano mix di sfavillio e malinconia senza cui Gatsby sarebbe solo una storia di ordinaria disillusione.

    ha scritto il 

  • 1

    Once a Gatsby, always a Gatsby.

    Diceva Steinbeck, ne La valle dell'Eden, che l'umanità ha un'unica storia, e che sulla base di questa sono costruiti tutto il romanzo e tutta la poesia; se tale massima può applicarsi alla ...continua

    Diceva Steinbeck, ne La valle dell'Eden, che l'umanità ha un'unica storia, e che sulla base di questa sono costruiti tutto il romanzo e tutta la poesia; se tale massima può applicarsi alla letteratura in generale, quando si tratta di Fitzgerald, sembra che essa valga in modo particolare. Il dubbio che ho avuto, leggendo questa short story, è infatti che l'autore americano, nella sua vita, abbia avuto in testa essenzialmente un'unica storia, e che poi, nel corso degli anni, abbia deciso, più o meno consapevolmente, di proporla in tutte le declinazioni possibili. La storia cui mi riferisco, ovviamente, è quella di Jay Gatsby, e dell'inarrivabile sogno americano, destinato a infrangersi rovinosamente di fronte alla realtà della vita e al tempo che passa inesorabile, trasformando le fantasie d'amore del protagonista di turno, in sterili e patetiche memorie, da cui affrancarsi sembra impossibile.

    Winter Dreams, questo compatto raccontino articolato in appena una manciata di pagine, pare proprio un Gatsby in forma embrionale, che rispetto al suo più famoso fratello letterario, è caratterizzato però da uno stile più fluido e semplice, e i cui personaggi, probabilmente grazie alla brevità dell'opera stessa, sebbene altrettanto antipatici, risultano, se non altro, un po'meno irritanti.

    La vicenda, come anticipavo, è fin troppo simile. Dexter, un ragazzino di modesta estrazione sociale che lavora come caddy per racimolare qualche soldo, conosce casualmente la benestante Judy, ancora bambina ma già intrisa di una buona dose di snobismo, e ne rimane ammaliato. Nove anni dopo, arricchitosi grazie a una catena di lavanderie, Dexter viene automaticamente ammesso nei circoli dell'alta società, e cade nella rete di Judy, divenuta intanto un'affascinante ragazza dedita ai flirt senza impegno e alla bella vita. E così, tra un continuo e noiosissimo tira e molla, e il ridondante, e sempre menzionato, susseguirsi di mesi e stagioni, la spoglia trama sfocia finalmente nella conclusione che, chi conosce Fitzgerald, non avrà difficoltà ad immaginare fin dal principio.

    Ci sono tutti gli elementi ricorrenti del genere: l'ennesimo uomo senza spina dorsale che spreca la vita inseguendo un'assurda ossessione amorosa; la solita civetta senza un briciolo di qualità, che gioca coi sentimenti altrui, assicurandosi un biglietto solo andata per l'infelicità eterna; e le medesime riflessioni (qui in tono sensibilmente minore) sul dramma di chi resta ancorato alle vuote illusioni del passato, precludendosi così ogni opportunità di essere felice. La sola nota positiva rispetto al Grande Gatsby, è che Dexter, più per fortuna che per merito personale, invece di perdere la vita, perderà solo le proprie illusioni, trovandosi costretto, volente o nolente, a rinunciare una volta per tutte ai suoi famosi "sogni d'inverno". Una conclusione, dunque, che conferisce al racconto un'aura da pseudo-Bildungsroman, raccontato tuttavia in modo troppo frettoloso, distaccato e prevedibile, per riuscire, sia pure in minima parte, a regalare, alla sottoscritta, una qualsivoglia impressione positiva. Una lettura insomma da consigliare ai soli estimatori di Fitzgerald, o a chi desiderasse approcciarsi a lui per la prima volta, senza aver voglia di affrontare la sua opera più celebre.

    P.s. Un'ultima doverosa considerazione: se la matematica non è un'opinione, mi sarebbe piaciuto domandare all'autore, in virtù di quale inconfessabile sortilegio, la differenza anagrafica tra i due protagonisti, inequivocabilmente rimarcata durante il racconto, si sia estesa da tre a cinque anni col passare del tempo... Mah, uno dei soliti irrisolvibili dubbi che Fitzgerald mi lascia.

    ha scritto il 

  • 5

    Notti d'estate

    Una piccola pietra dura scintillante d'iridescenze. Un frutto turgido e dai profumi acerbi. Il ricordo voluttuoso dell'amor giovane bagnato da una notte di luna velata d'umide ombre. Breve, ...continua

    Una piccola pietra dura scintillante d'iridescenze. Un frutto turgido e dai profumi acerbi. Il ricordo voluttuoso dell'amor giovane bagnato da una notte di luna velata d'umide ombre. Breve, seducente lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Sogni d’inverno è un racconto propedeutico a Il grande Gatsby, quasi una prova generale prima di scrivere il capolavoro. E’ un Fitzgerald ancora acerbo come scrittore ma i temi a lui cari ci ...continua

    Sogni d’inverno è un racconto propedeutico a Il grande Gatsby, quasi una prova generale prima di scrivere il capolavoro. E’ un Fitzgerald ancora acerbo come scrittore ma i temi a lui cari ci sono tutti, e già cavalca il mito degli anni Ruggenti, quelli immediatamente prima della catastrofe del ’29. In poche decine di pagine egli tratteggia la vita di Dexter, il protagonista, dall’adolescenza, quando è solo un caddy all’età adulta quando ormai ha fatto fortuna ed è un uomo ricchissimo e di successo, nei passaggi cruciali della sua vita, e naturalmente del suo amore non corrisposto. Lei, Judy, superficiale, ricca, viziata, eppure lui l’ama e l’amerà per tutta la vita. A grandi linee anticipa la storia di Gatsby e già si percepisce il talento dello scrittore.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Gironzolando per la rete, si scopre che, per molti statunitensi, questo racconto ha seguito il triste destino delle lettura obbligatoria, sopportata quando non odiata a scuola e bisognosa di un ...continua

    Gironzolando per la rete, si scopre che, per molti statunitensi, questo racconto ha seguito il triste destino delle lettura obbligatoria, sopportata quando non odiata a scuola e bisognosa di un recupero nell’età adulta. E’ un vero peccato perché la breve storia che narra l’evoluzione di Dexter Green è un piccolo capolavoro per ritmo ed equilibrio: vagamente autobiografica, rappresenta la riconosciuta radice su cui crescerà ‘Il grande Gatsby’ e al romanzo risulta probabilmente superiore (le poche pagine favoriscono la cristallina perfezione difficile da mantenere in un libro più lungo). I sogni d’inverno di Dexter sono, in fondo, il Sogno Americano: caparbio e intelligente, il ragazzo sale con naturalezza la scala sociale dalla piccola borghesia del Minnesota all’attico da squalo di Wall Street, ma da questo successo economico non ricava nulla più che soddisfazioni banalmente materiali (oltretutto a rischio di andare in fumo, visto che l’ultimo capitolo è ambientato nel 1925, con la Grande Crisi ormai all’orizzonte – anche se, scrivendo, Fitzgerald non poteva saperlo). L’appagamento vero continua a sfuggirgli, come la capricciosa Judy Jones, bella figlia di un magnate locale che fa l’elastico con tutti gli uomini che la circondano e finisce per condizionare ogni scelta importante nella vita del protagonista: in fondo anche in lei si potrebbe vedere un simbolo del Sogno suddetto, capace di momentanee illusioni e altrettanto brusche disillusioni. Non è però necessario star lì a valutare tutti i sottintesi per apprezzare fino in fondo il racconto: basta lasciarsi andare alla capacità di narrare del suo autore che, seguendo il ritmo delle stagioni, sa descrivere l’animo dei suoi personaggi con pochi tocchi decisivi, rendendone i turbamenti con una scrittura incalzante che poi si rilassa all’improvviso in ampie descrizioni della natura dove non mancano metafore e personificazioni. Il notturno lacustre che accompagna il primo incontro adulto con Judy, la tensione palpabile del viaggio in auto nell’ultimo, il conclusivo dialogo in crescendo con il ‘tizio di nome Devlin’ sono solo alcuni dei momenti che subito tornano alla memoria una volta chiuso il libro, ma va ripetuto che la qualità e l’emozione rimangono costanti dall’inizio alla fine.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Vitalità e inquietudine

    FSF è magistrale nel rappresentare con pochi tocchi le parabole delle vite di Dexter e Judy. Judy è una stella cometa che attraversa la vita di Dexter e infine si dissolve, lasciandolo orfano del ...continua

    FSF è magistrale nel rappresentare con pochi tocchi le parabole delle vite di Dexter e Judy. Judy è una stella cometa che attraversa la vita di Dexter e infine si dissolve, lasciandolo orfano del suo sogno più bello. Di Dexter si sa che è figlio di un'immigrata dalla campagna boema che non ha mai imparato a parlare un Inglese corretto e che persegue il sogno americano di arrivare al successo, attraverso studi a Princeton e carriera imprenditoriale. Judy è una ragazza della buona società nella quale si incontrano bellezza insolita e grande fascino personale. Dexter tuttavia sembra amare più che altro la sua vitalità e l'inquietudine esistenziale, che la trascina senza posa da un amore al successivo, senza mai raggiungere la felicità. Dopo varie follie fatte per lei e l'arruolamento per dimenticare, Dexter viene a sapere da un conoscente che è sposata a un uomo che la trascura ed è considerata una donna ordinaria, sfiorita ("Ma ha solo 27 anni!"). Ciò che lo sconvolge non è non poterla avere, ma l'idea della dissoluzione dell'incanto che sprigionava. Ho impiegato molto tempo a decidere cosa penso di questo breve racconto che anticipa Il grande Gatsby. E' certamente molto poetico ed efficace, d'altra parte mi sembra che si rivolga agli adolescenti veri o virtuali che vagheggiano l'amore ma non sanno precisamente cosa farsene. Inoltre, questo è il racconto di Dexter: rimane la voglia di conoscere Judy per vedere se è davvero tanto bella e impossibile e chiederle se è infelice col marito o se invece ha trovato una strada verso una vita più appagante in compagnia dei suoi bambini, lasciando cocktail, feste e follie al marito.

    ha scritto il