Winter of Our Discontent

(Penguin Classics (Prebound))

By

Publisher: San Val

4.0
(671)

Language: English | Number of Pages: | Format: Library Binding | In other languages: (other languages) Italian , German , Spanish , Dutch , French , Portuguese

Isbn-10: 1417829621 | Isbn-13: 9781417829620 | Publish date: 

Preface Susan Shillinglaw

Also available as: Paperback , Hardcover , School & Library Binding , eBook , Others

Category: Business & Economics , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
Steinbeck's last great novel focuses on the theme of success and what motivates men towards it. Reflecting back on his New England family's past fortune, and his father's loss of the family wealth, the hero, Ethan Allen Hawley, characterizes success in every era and in all its forms as robbery, murder, even a kind of combat, operating under 'the laws of controlled savagery'.
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  • 4

    Anche nella descrizione di un fallimento può racchiudersi una profondità stilistica e di pensiero tale da predisporre il lettore al piacere, ormai raro, dell'introspezione e della riflessione. Steinbe ...continue

    Anche nella descrizione di un fallimento può racchiudersi una profondità stilistica e di pensiero tale da predisporre il lettore al piacere, ormai raro, dell'introspezione e della riflessione. Steinbeck racconta una storia di rinuncia e di ripegamento sulle proprie disillusioni, con tinte talmente familiari, nei canoni e nello stile, da creare empatia immediata, al punto che il lettore non può sottrarsi all'immedesimazione.
    La tensione e il disagio, restituiti da una prosa semplice e diretta, costituiscono la cornice del disincanto, poetico e duro, in cui si snoda una vicenda apparentemente banale ma con denominatori comportamentali comuni alla vita di ognuno.
    Peccato per l'inesistente cura redazionale dell'editore italiano: il libro è un coacervo imbarazzante di refusi.

    said on 

  • 3

    Le cicatrici dello scontento

    A parte gli sgraditi refusi che non sono un buon biglietto da visita per la casa editrice, mi rimane l' impressione palpabile che il filo narrativi, talvolta, si ingarbugli a tal punto, nella mancanza ...continue

    A parte gli sgraditi refusi che non sono un buon biglietto da visita per la casa editrice, mi rimane l' impressione palpabile che il filo narrativi, talvolta, si ingarbugli a tal punto, nella mancanza di fluidità, da non percepire all' istante un chiaro ed esplicito significato.
    Sarà per deficienza personale!?
    Comunque poche le pagine che bucano la sfera delle emozioni. Se il romanzo si salva è per gli spunti di riflessione; per alcune verità che gli conferiscono un alone di attualità; per le pagine che sono una immersione nostalgica nei ricordi; per i passaggi che con toni sfumati, delicati descrivono l' ambiente naturale di Long Island. Risuonano le risacche sui frangiflutti; si è investiti dal vento carico degli odori salmastri, ma anche dalla puzza del fango e delle conchiglie morte.
    Ti vengono incontro i ruderi di un passato florido; godi del sole morbido del mattino e dei bagliori del suo declinare.
    E poi c' è l' approccio romantico al mondo romantico dei capitani di baleniera, un po' pirati, un po' pescatori; gente dura, resistente, fascinosa, come il vecchio nonno Hawley; un mondo adesso offuscato da un blocco sociale-economico di profittatori senza scrupoli, di furfanti e ambiziosi che vanno dietro all' odore del denaro e del potere, corrompendo e piegando a sé anche chi era ritenuto uno "della banda degli onesti".

    "Che cosa tremenda è una creatura umana, una massa di valvole, di quadranti,di registratori e noi ne sappiamo leggere pochi appena, e quei pochi nemmeno con precisione."

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  • 5

    Grandioso!

    Mi ha rapita, ho vissuto insieme al personaggio, e mi riprometto di leggerlo fra qualche anno.
    Un libro che parla di potere (sia maschile che femminile) anche se non c'è menzione di questa parola in n ...continue

    Mi ha rapita, ho vissuto insieme al personaggio, e mi riprometto di leggerlo fra qualche anno.
    Un libro che parla di potere (sia maschile che femminile) anche se non c'è menzione di questa parola in nessuna parte del libro.

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  • 0

    Sarà certamente un mio limite, ma un libro che, arrivata a più di un terzo della lettura, non mi ha ancora né convinto né appassionato, è un libro che non mi piace.
    La storia di per sé non sarebbe sta ...continue

    Sarà certamente un mio limite, ma un libro che, arrivata a più di un terzo della lettura, non mi ha ancora né convinto né appassionato, è un libro che non mi piace.
    La storia di per sé non sarebbe stata male, ma ho trovato veramente insopportabili i dialoghi domanda-risposta, mentre le parti più introspettive erano quanto meno decenti...
    Mi spiace non essere riuscita ad andare avanti, perché la trama mi era inizialmente sembrata interessante, ma se manca la voglia di prendere in mano un libro ogni volta che se ne ha la possibilità, significa che il libro non è quello giusto...

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  • 5

    E' un libro talmente bello che ho sottolineato quasi ogni pagina e non saprei proprio come organizzare le mie riflessioni. Posso solo dire che davvero Ethan è uno di noi. O meglio, la versione miglior ...continue

    E' un libro talmente bello che ho sottolineato quasi ogni pagina e non saprei proprio come organizzare le mie riflessioni. Posso solo dire che davvero Ethan è uno di noi. O meglio, la versione migliore di ognuno di noi, nonostante la sua scelta.

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  • 4

    « In aria lo scontento si stava mutando in rabbia, con l'agitazione che la rabbia si porta dietro. E non soltanto la mia nazione: tutto il mondo ribolliva di inquietudine e di disagio, man mano che lo ...continue

    « In aria lo scontento si stava mutando in rabbia, con l'agitazione che la rabbia si porta dietro. E non soltanto la mia nazione: tutto il mondo ribolliva di inquietudine e di disagio, man mano che lo scontento trapassava in rabbia e la rabbia cercava di trovarsi uno sfogo nell'azione, qualsiasi azione purché violenta. »

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  • 4

    Tra principi morali e benessere materiale

    Tra i vari romanzi di Steinbeck, questo è abbastanza anomalo perché il personaggio principale non appartiene a quella classe dei diseredati (contadini spodestati dai latifondisti, braccianti stagional ...continue

    Tra i vari romanzi di Steinbeck, questo è abbastanza anomalo perché il personaggio principale non appartiene a quella classe dei diseredati (contadini spodestati dai latifondisti, braccianti stagionali senza fissa dimora, disoccupati senza proprietà, ecc.) che è al centro di molte delle sue opere più note (Furore, Uomini e topi, Pian della Tortilla), bensí appartiene alla media borghesia. E' un benestante scivolato verso una condizione di ristrettezze per una combinazione di congiuntura economica sfavorevole ed errori di valutazione nella gestione del proprio negozio.

    A parte questo, come sempre accade nei romanzi di Steinbeck l'attenzione è focalizzata sui risvolti etici del comportamento del protagonista nella sua scalata sociale.
    Numerosi sono i dubbi e le domande che sorgono nell'animo del protagonista e che, di riflesso, vengono sottoposti al lettore: una condizione di benessere sociale è condizione necessaria per la tua felicità?
    E se le persone che piú ti stanno a cuore soffrissero in silenzio, per amor tuo, a causa della mancanza di questa condizione di benessere ti sentiresti spinto a cambiare la situazione?
    A quali costi?
    Fino a che punto sei disposto a rinunciare ai tuoi principi per dare un po' di "gioia materialistica" alle persone a cui tieni?
    E sei in grado di sostenere tutte le conseguenze di questa "sospensione della morale"?

    Al di là dei singoli fatti raccontati, è questo il nucleo forte del libro: una moderna favola morale (non moralistica!) che non sana la coscienza dell'uomo contemporaneo ma ne espone apertamente le ferite. Difficile da digerire, ma molto incisivo.

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  • 4

    Ottima la mia personale prima esperienza di lettura con John Steinbeck, che ho voluto cominciare con il titolo di ispirazione sheakespeariana L'ìnverno del nostro scontento. Insieme leggero e riflessi ...continue

    Ottima la mia personale prima esperienza di lettura con John Steinbeck, che ho voluto cominciare con il titolo di ispirazione sheakespeariana L'ìnverno del nostro scontento. Insieme leggero e riflessivo, ironico e amaro, lo scrittore americano racconta di Ethan Hawley, discendente di gloriosi balenieri e nobili primi pellegrini, ridotto a mero commesso di negozio d'alimentari, e del suo tentativo di trasformare l'inverno dello scontento suo e, forse soprattutto, della propria famiglia nella radiosa estate del successo, del prestigio, dell'onore e, quindi, del denaro: perché non dovrebbe prendersi anche lui la sua parte di bottino, come fanno tutti? Lo spirito della pirateria è ancora vivo nell'impulso dei tempi moderni ad arraffar grana, non importa come; e se i soli a star a sentire i dubbi di coscienza del protagonista sono i barattoli di sottaceti nel negozio in cui lavora, mentre moglie, figli, amici, gli chiedono cosa aspetta a diventar ricco, quali scelte potrà mai fare lo scontento Hawley per garantire ai suoi l'estate che forse meritano?

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  • 5

    Fatto estate radiosa sotto il sole di York

    Ed ora ‘L’inverno del nostro scontento’

    ‘L’inverno del nostro scontento’ è stato acquistato in una giornata assolata. Ricordo quasi sempre quando scelgo un libro in pausa pranzo, soprattutto perché va ...continue

    Ed ora ‘L’inverno del nostro scontento’

    ‘L’inverno del nostro scontento’ è stato acquistato in una giornata assolata. Ricordo quasi sempre quando scelgo un libro in pausa pranzo, soprattutto perché vado in libreria soltanto quando sono previste nuvole nella mia vita. Quel giorno avevo deciso di proteggermi da una futura tristezza con un bell’acquisto. Non sapevo quando l’avrei letto, ma volevo averlo con me almeno per un po’ di tempo.Avrei iniziato a leggerlo soltanto dopo qualche tempo, la scorsa primavera.
    ‘L’inverno del nostro scontento’ viene pubblicato nel 1961 successivo a ‘Graps of wrath’ ed anche ad ‘East of Eden’.

    La storia narra di Ethan Allen Hawley e del suo presunto fallimento sociale. Uso il termine ‘presunto’, perché l’intero romanzo è una critica al mito del ‘grande sogno americano’. Ethan è un uomo onesto, che con il suo lavoro di commesso in una piccola drogheria mantiene sua moglie ed i suoi figli in modo decoroso. Sono una famiglia felice, che non deve fare qualche conto a fine mese ma che di fatto si può anche permettere qualche agio in più.
    Il vero problema è che Ethandiscende da un antica stirpe di balenieri. Ed è per questo che tutto l’ambiente circostante lo giudica un fallito. Perdente perché non ha un lavoro avventuroso come i suoi avi, e fallito perché si accontenta del ruolo di commesso.

    Chi conosce Steinbeck sa che ha un modo molto particolare di scrivere e che spesso le sue descrizioni ed i suoi personaggi raccontano qualcosa che l’autore vuole trasmettere al lettore. Non si tratta di denuncia sociale, Steinbeck non è un autore giudicante, è come se riportasse a galla un vascello affondato e tramite l’accurata descrizione dello stato e delle ferite del vascello conducesse il lettore verso le ragioni che lo hanno portato a colare a picco. Nessun giudizio e nessun parere, soltanto un resoconto accurato.
    All’inizio Ethan è come osservato dal suo ambiente, tutti sembrano cortesi e gentili, l’ambientazione sembra provinciale ma allo stesso tempo aperta alle differenze ed alle scelte di una persona. Ma bastano poche pagine per rendersi conto del clima sotterraneo che circonda il protagonista. Come discendente della sua famiglia, il suo lavoro di semplice commesso non ha valore, Ethan non sta creando niente, non ha successo e per questo non merita nulla.

    Il mito del grande sogno americano inizia a stringersi attorno a lui, Ethan si sente inadeguato un perdente che ha gettato nel fuoco un destino da vincente.
    E così un giorno, di quelli tutti uguali che ricorrono nella sua vita decide di diventare ricco e di successo. E’ la decisione presa a sangue freddo di un uomo, che vuole omologare se stesso a quello che altri desiderano per lui. ‘ricchezza e successo’ due punti importanti del grande sogno americano. Ethanvuole essere ammirato per il modo in cui è riuscito a ricostruire la sua vita, per i suoi soldi e per la sua felicità da sfoggiare davanti a tutti.

    Ora l’inverno del nostro scontento fatto estate dal radioso sole di York
    Questo è il poi. Del prima Ethan non ha più memoria. Per diventare ricco dovrà compiere delle azioni, e per farle dovrà non avere più passato. Ed è più semplice se ci si dimentica del passato, perché gli amici, la famiglia e tutto il resto rimane chiuso e dimenticato da qualche parte… nel passato.

    Questa frase, descrive bene il momento in cui Ethan lascia da parte il suo passato. E’ tratta dal Riccardo III di Shakespeare. E’ la scena iniziale quando Riccardo mostra la sua invidia nei confronti del fratello che regna magnanimo. Se vogliamo usare una metafora, questa fra è il chiaro segnale del cambiamento, Ethan non è un uomo che si accontenta ed inseguirà quel mito che la gente vuole che diventi.
    Quello che mi è piaciuto

    Steinbeck è conosciuto per le sue descrizioni che portano il lettore ad immaginare con precisione quello di cui sta scrivendo. Quello che però ha sempre colpito me, è che spesso Steinbeck riesce a fondere lo scenario che descrive con i suoi protagonisti. Le scelte che prendono i suoi protagonisti spesso sembrano essere dettate più che da una loro decisione dall’ambiente in cui sono immersi. E con ambiente non intendo soltanto i personaggi circostanti ma anche l’ambiente fisico che attornia la vita del protagonista. Se Ethan fosse vissuto lontano dall’America di quegli anni, probabilmente avrebbe semplicemente continuato a compiacersi di ‘essere un uomo onesto’. Diversamente, Ethan, vive nell’America degli anni Sessanta, quando tutto circolava attorno al denaro, e decide di cambiare proprio per essere adeguato all’ambiente circostante.
    Concludendo
    Se conoscete già Steinbeck si tratta di un libro che va inserito tra le vostre letture. Diversamente qualora non lo conosceste ancora probabilmente vi consiglierei di inserirlo ma dopo aver letto ‘Furore’.

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  • 0

    Incipit

    Quando il mattino biondo oro di aprile destò Mary Hawley, ella si volse al marito e lo vide, coi mignoli in bocca le faceva le smorfie.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/i/linverno-de ...continue

    Quando il mattino biondo oro di aprile destò Mary Hawley, ella si volse al marito e lo vide, coi mignoli in bocca le faceva le smorfie.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/i/linverno-del-nostro-scontento-john-steinbeck/

    said on 

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