Wir Kinder vom Bahnhof Zoo

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Verleger: Gruner und Jahr

4.0
(9243)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 324 | Format: Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) French , Italian , Spanish , English , Czech , Turkish , Portuguese , Polish

Isbn-10: 3570023915 | Isbn-13: 9783570023914 | Publish date:  | Edition 44

Interviewer: Horst Rieck , Kai Hermann

Auch verfügbar als: Others

Category: Biography , Fiction & Literature , Teens

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Buchbeschreibung
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  • 5

    Il film mi era piaciuto molto all'epoca (calcolate che lo avrò visto quando avevo 14-15 anni e adesso ne ho quasi 30), ma devo dire che il libro è stato straordinario al confronto.
    Recensione completa ...weiter

    Il film mi era piaciuto molto all'epoca (calcolate che lo avrò visto quando avevo 14-15 anni e adesso ne ho quasi 30), ma devo dire che il libro è stato straordinario al confronto.
    Recensione completa sul mio blog: http://ilibrisonolamiavita.blogspot.it/2017/05/recensione-noi-i-ragazzi-dello-zoo-di.html

    gesagt am 

  • 4

    Una storia sconvolgente, che non lascia respiro, che si legge d'un fiato e ti rimane dentro. Non è solo un libro per adolescenti, anche se a quell'età l'impatto può essere ancora più forte. Non vuole ...weiter

    Una storia sconvolgente, che non lascia respiro, che si legge d'un fiato e ti rimane dentro. Non è solo un libro per adolescenti, anche se a quell'età l'impatto può essere ancora più forte. Non vuole fornire una morale, una "giusta via" da seguire, è solo la nuda cronaca di un'autodistruzione. Forse l'unica risposta che può dare è un perché: come si fa ad arrivare al punto di distruggere la propria vita per la droga e con la droga?

    gesagt am 

  • 5

    Dovrebbe essere illegale rovistare nelle parti più profonde del lettore. Se ha seppellito qualcosa laggiù non è detto che voglia ritrovarla. No, non vuole quasi mai. Ma se un libro può dissotterrare v ...weiter

    Dovrebbe essere illegale rovistare nelle parti più profonde del lettore. Se ha seppellito qualcosa laggiù non è detto che voglia ritrovarla. No, non vuole quasi mai. Ma se un libro può dissotterrare vecchi scheletri, allora è un ottimo libro.

    gesagt am 

  • 5

    Rilettura

    L'ho letto per la prima volta da ragazzina. Negli anni Novanta era un vero libro culto (soppiantato poi da "cento colpi di spazzola", poveri noi), letto da ragazzi, genitori, educatori, insegnanti. I ...weiter

    L'ho letto per la prima volta da ragazzina. Negli anni Novanta era un vero libro culto (soppiantato poi da "cento colpi di spazzola", poveri noi), letto da ragazzi, genitori, educatori, insegnanti. I genitori vi cercavano risposte, gli educatori lo proponevano come lettura che doveva spingere lontani dalla droga inculcando l'orrore e lo spavento, noi lo leggevamo un po' sconvolti, considerando trasgressiva la sola lettura di tale scabroso argomento.
    . Io leggevo la sera, dopo cena: mia mamma controllava che avessi fatto i compiti e mio padre preparava gli ami per la pesca della domenica mattina e leggevo così, fra le mie cose semplici e familiari, dove l'idea che una ragazzina della mia età si prostituisse per spararsi la droga in vena mi sembrava perfino difficile da concepire.
    - - -
    L'ho riletto di recente, dopo aver visto su Youtube un documentario sulle famigerate "stanze del buco" e dei video sull'impennata di tossicodipendenza "venosa" fra i giovani europei.
    La storia, di per sè durissima, viene raccontata con una sincerità disarmante e molto dolorosa, anche se leggerlo a tredici anni e leggerlo a trenta è un po' diverso, naturalmente.
    Se prima mi impressionavano le descrizioni tecniche, per così dire, dell'attività del bucomane- che mi facevano inorridire- ora ad attirare la mia attenzione sono stati il senso di vuoto e la mancanza di valori, insieme alle scelte educative dei genitori del dopoguerra e all'ottusità spaventosa degli stessi.
    Ma io saprei riconoscere la tossicodipendenza ai primi stadi? Forse no. Forse sì.

    Ho fatto una ricerchina online per scoprire che fine hanno fatto i protagonisti della storia di Christiane: l'unico che sembra esserne uscito davvero e Detlef, che ora guida l'autobus della scuola. Immagino le mamme dei bambini che predono quell'autobus tutti i giorni protestare nell'ufficio del preside. "Ma proprio un drogato?". Eh sì, madame, proprio così. Mi sento più confusa che mai. Perchè ormai sono un'adulta che paga le tasse e si indigna se vede una siringa sul marciapiede e chiama i vigili se vede spacciare sotto la finestra, e una parte di me grida che chi è causa del suo mal pianga sè stesso.
    E poi c'è una parte di me che pensa a Chiristiane, e pensa che 13 anni siano un'età difficile, e se sei sola, il mondo fa di te un boccone.

    gesagt am 

  • 5

    Ho letto questo libro quando ero alle medie e devo dire che se non ho mai avuto il desiderio o la curiosità di toccare alcuna droga è stato grazie a questo libro. Duro, crudo e molto doloroso. L'ho ri ...weiter

    Ho letto questo libro quando ero alle medie e devo dire che se non ho mai avuto il desiderio o la curiosità di toccare alcuna droga è stato grazie a questo libro. Duro, crudo e molto doloroso. L'ho riletto in varie fasi della mia adolescenza e vita ed è la lettura che mi accompagnerà per sempre.

    gesagt am 

  • 0

    Un libro forte, crudo, vero.
    Le parole di Christiane sono così schiette e semplici che il lettore prova un forte senso di angoscia e di smarrimento.
    Ogni volta che chiudevo il libro dopo la mia ora di ...weiter

    Un libro forte, crudo, vero.
    Le parole di Christiane sono così schiette e semplici che il lettore prova un forte senso di angoscia e di smarrimento.
    Ogni volta che chiudevo il libro dopo la mia ora di lettura dovevo prendermi 5 minuti per riprendermi.
    Mi sono talmente immedesimata da sentirmi perduta e con la coscienza a pezzi.
    Un libro che porta alla riflessione. Da leggere assolutamente.

    gesagt am 

  • 4

    É difficile creare un'opera non patetica quanto si parla di tossicodipendenza: il rischio di facili moralismi e pietismi sociologici é dietro l'angolo. Questo libro ci é riuscito. Lo stile é secco, il ...weiter

    É difficile creare un'opera non patetica quanto si parla di tossicodipendenza: il rischio di facili moralismi e pietismi sociologici é dietro l'angolo. Questo libro ci é riuscito. Lo stile é secco, il reportage asciutto di un mondo disperato. Consigliato.

    gesagt am 

  • 4

    Letto all'età di tredici anni, lo ricordo come un vero e proprio pugno nello stomaco.
    Io che, ancora bambina, mi accingo ad affrontare una storia cruda e brutale, dolorosa, di una mia coetanea che cad ...weiter

    Letto all'età di tredici anni, lo ricordo come un vero e proprio pugno nello stomaco.
    Io che, ancora bambina, mi accingo ad affrontare una storia cruda e brutale, dolorosa, di una mia coetanea che cade nel baratro della droga in una spirale distruttiva ... una storia che mi ha preso tantissimo e non ho mai dimenticato.
    Mi piacerebbe rileggerlo a distanza di quasi 25 anni per sentire la differenza delle sensazioni che potrebbe suscitarmi, o magari per rivivere le stesse emozioni sul ricordo della prima lettura.

    gesagt am 

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