Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Wolverine. Le origini

I Classici del fumetto di Repubblica Serie Oro 31

Di ,,,,,

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.0
(137)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 253 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000024722 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Pier Paolo Ronchetti

Genere: Comics & Graphic Novels , Entertainment , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Wolverine. Le origini?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Non sa chi siano i suoi genitori, dove sia nato e quando. Si chiama Logan, ma è meglio conosciuto come Wolverine, un nome che indica la sua natura umana e insieme ferina. Fa parte degli X-Men, squadra di mutanti guidata dal professor Xavier, ma spesso e volentieri, come nelle storie di questo volume, Wolverine è protagonista unico e assoluto: nella prima, ambientata in Giappone, Wolverine affronta, per difendere il suo onore, lottatori di sumo e maestri delle arti marziali; nella seconda, è raccontata l'infanzia del personaggio in un meraviglioso affresco ambientato nell'Ottocento nordamericano: una storia da brividi con un clamoroso colpo di scena finale.

Onore (09-12/1982)
- Wolverine
- Debiti e impegni
- Perdita
- Onore
Origini (11/2001 - 07/2002)
Ordina per
  • 5

    Emozionante e coinvolgente

    Non c'è che dire, la storia di Wolverine è davvero coinvolgente.
    Ho preferito la seconda parte, quella delle "origini" vere e proprie, ma anche la prima parte (di cui ho visto il film recentemente) l'ho trovata molto intrigante e ben fatta.
    Niente da eccepire: bello da vedere, un pers ...continua

    Non c'è che dire, la storia di Wolverine è davvero coinvolgente.
    Ho preferito la seconda parte, quella delle "origini" vere e proprie, ma anche la prima parte (di cui ho visto il film recentemente) l'ho trovata molto intrigante e ben fatta.
    Niente da eccepire: bello da vedere, un personaggio carismatico e ben caratterizzato e una storia profonda ed emozionante.

    ha scritto il 

  • 0

    "...ma quello che faccio non è piacevole "

    Il volume contiene la prima miniserie dedicata a Wolvie realizzata da Claremont e Frank Miller (praticamente la coppia d'oro degli anni Ottanta, vista l'importanza delle opere dei due autori per lo sviluppo della figura del supereroe)e "Origin", la miniserie del 2001 che raccontò finalmente il pa ...continua

    Il volume contiene la prima miniserie dedicata a Wolvie realizzata da Claremont e Frank Miller (praticamente la coppia d'oro degli anni Ottanta, vista l'importanza delle opere dei due autori per lo sviluppo della figura del supereroe)e "Origin", la miniserie del 2001 che raccontò finalmente il passato del personaggio.

    Per molto tempo si preferì però mantenere nel mistero le origini dell'eroe, e solo nel nuovo millennio si decise a svelarle, ma Claremont, creatore "putativo" del personaggio (abbozzato da altri ma da lui ridefinito, assieme ai disegnatori dell'epoca) non era più della partita, e il compito venne affidato a Paul Jenkins.

    La mini di Claremont e Miller fu il primissimo tentativo di sfruttare il potenziale commerciale del personaggio al di fuori della squadra in cui militava. La storia è ambientata in un Giappone moderno, rappresentato nelle sue contraddizioni tra il richiamo dell'epoca samurai e la frenetica metropoli di oggi.

    Tale contrasto è simboleggiato dalle traversie con gli Yakuza che l'eroe affronterà per conquistare la sua bella, con frequenti richiami all'estetica dei ninja, dei samurai, e una visione idealizzata del senso dell'onore nipponico. Nonostante l'inevitabile sfoggio di certi cliché, l'autore mantiene un certo rispetto per il mondo orientale.

    Molti dei tormentoni di Wolverine furono fissati in questa miniserie, come la scelta di rappresentarlo talvolta come una sorta di Samurai all'americana, e le frivolezze come la frase "sono il migliore in quel che faccio..." . Lo stile narrativo è inevitabilmente più verboso rispetto ai prodotti moderni.

    Nemmeno i disegni di Miller sono ancora quelli di Sin city, anzi, risultano molto piu' "classici" persino rispetto alle sperimentazioni viste in Daredevil. Tuttavia la tendenza allo stile cinematografico,i personaggi che si allungano e tendono oltre la gabbia di vignette, e la contrapposizione tra sfondi bianche e silouhettes che si tendono nel vuoto e' comunque gradevole da vedere e interessante.

    La seconda parte del volume e' affidata ai disegni di un Kubert che usa colori accesi e intensi per raccontare finalmente la storia delle origini del personaggio. Io,d'accordo con cio' che disse a suo tempo Chris, ho sempre pensato che sarebbe stato meglio lasciare il passato di Wolvie avvolto nel mistero,ma la storia immaginata da Jenkins (una specie di romanzone stile Jack London, giocato su atmosfere tenebrose e segreti familiari inconfessabili) alla fine non e' malaccio.

    ha scritto il 

  • 3

    Ok, diciamo che questa raccolta ha il merito di stampare in edizione decente il Wolverine di Claremont/Miller. E fosse per quello, le stellette sarebbero state almeno tre. Ma il tanto acclamato "Origini" di Jenkis/Kubert, che leggo qui per la prima volta, mi è sembrato così tanto confuso e, sosta ...continua

    Ok, diciamo che questa raccolta ha il merito di stampare in edizione decente il Wolverine di Claremont/Miller. E fosse per quello, le stellette sarebbero state almeno tre. Ma il tanto acclamato "Origini" di Jenkis/Kubert, che leggo qui per la prima volta, mi è sembrato così tanto confuso e, sostanzialmente, inessenziale, che mi ha fatto quasi rimpiangere l'acquisto. Per "Origini" da sola le stellette si sarebbero ridotte a una.
    Teniamo un due di comodo, e morta lì.

    ha scritto il 

  • 2

    Lo so, ho già detto cosa ne penso di questa mania di riscrivere di tanto in tanto le origini di questo o di quel supereroe.
    L'unico motivo per avere questo fumetto sono i bei disegni di Andy Kubert, in effetti l'unico motivo per cui l'ho comprato.

    ha scritto il