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Wolverine: Arma X

Di

Editore: Panini Comics - Marvel Italia

4.2
(108)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8863462100 | Isbn-13: 9788863462104 | Data di pubblicazione: 

Genere: Comics & Graphic Novels , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Un uomo tormentato dal suo misterioso passato, da sogni orribili che lo ritraggono in un tetro laboratorio, cavia di uno spaventoso processo mutante. Sono solo visioni oniriche? Chi era prima di essere uno dei membri degli X-Men? Lo chiamano l'eroe dei tre nomi: prima Logan, poi Arma X, quindi solo Wolverine...

Torna dopo anni d'attesa la storia che aprì un primo squarcio sulle origini del mutante dallo scheletro di adamantio. Artefice di questo capolavoro della Marvel è lo sceneggiatore e disegnatore inglese Barry Windsor-Smith.

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  • 5

    Tra umanità e bestialità... un'opera d'arte

    Apprezzavo anni fa i fumetti supereroistici, anche adesso li leggo volentieri. Ma non posso nascondere il fastidio che provo nel vedere rovinati dei personaggi in favore delle leggi di mercato: a conti fatti, se il fumetto ancora oggi è visto male da alcuni e non viene considerato opera d'arte, è ...continua

    Apprezzavo anni fa i fumetti supereroistici, anche adesso li leggo volentieri. Ma non posso nascondere il fastidio che provo nel vedere rovinati dei personaggi in favore delle leggi di mercato: a conti fatti, se il fumetto ancora oggi è visto male da alcuni e non viene considerato opera d'arte, è perché il genere (supereroistico ma non solo) ha inflazionato e corroso tutte le potenzialità che aveva, diventando lo specchietto per le allodole- ovvero la massa. Con questo non si mette in dubbio che chi ha voluto, anche con i supereroi ha potuto rivoluzionare il fumetto ed elevarlo: Alan Moore (Watchmen, Killing Joke), Frank Miller (Dark Knight, Daredevil), ai limiti anche Morrison e Claremont. Ma purtroppo è un dato di fatto che su mille numeri davvero indispensabili ne saranno una ventina, e forse nemmeno. Ma Wolverine Arma X rientrerebbe tra questi venti. Il fumetto credo parta dal concetto, dall'idea, dalla "storia" e poi dal tratto, ovvero il disegno. Viceversa, Barry Windsor-Smith è stato un'artista incredibile: raramente ho visto un "fumettaro" disegnare e scrivere nello stesso tempo con tale esempio di coerenza (mi viene in mente Hugo Pratt, o il Miller dei primi Sin City). Addirittura il disegno è migliore della storia, che pure propone riflessioni tutt'altro che banali, perché le didascalie non lo sono. è una storia cinica, disperata, violenta, tra umano e disumano (la scienza...), con un protagonista come Wolverine, solitamente loquace e scorbutico, spogliato letteralmente di tutte le caratteristiche che l'avevano contraddistinto fino a quel momento e gettato all'inferno. Pur essendo l'indubbio motore di Weapon X, a rubargli la scena sono gli altri (Cornelius in primis), e dietro tutto ciò che viene raccontato c'è un significato struggente, indispensabile e, ripeto ancora una volta, per nulla semplicistico o banale. La miglior storia di Wolverine, insomma, ed è un peccato che Smith abbia lavorato cosi poco sul fumetto "commerciale" visto che le sue idee sono sempre state interessanti, ma il suo disegno è il più stupefacente che abbia mai visto nei fumetti: un preraffaelita, come qualcuno o lui stesso si definì, e non è un esagerazione. Tutti i colori, i fili, i capelli e sembra di essere calati in una vicenda cyberpunk in piena regola... ma questa è arte, pochi cavoli. Quando il fumetto riesce ad esprimersi al meglio come arte, alla faccia dei detrattori (che ci sono, e non dobbiamo sopportare per forza).

    ha scritto il 

  • 5

    i bei vecchi tempi...

    Dirò poche, concise, inconfutabili verità:
    1.Barry Windsor Smith è un grandissimo artista. Ha fatto poco in Marvel, ma ha lasciato il segno. Personale dove tutti gli altri erano derivativi. Unico dove tutti gli altri erano copie carbone. Elegante quando tutti gli altri erano ipertrofici e grezzi. ...continua

    Dirò poche, concise, inconfutabili verità: 1.Barry Windsor Smith è un grandissimo artista. Ha fatto poco in Marvel, ma ha lasciato il segno. Personale dove tutti gli altri erano derivativi. Unico dove tutti gli altri erano copie carbone. Elegante quando tutti gli altri erano ipertrofici e grezzi. Colto dove tutti gli altri erano popolari. Insomma, un vero signore del disegno e – in questa Graphic Novel – della narrazione. Raramente un personaggio come Wolverine ha ricevuto un trattamento migliore di questo: nobilitato nel segno e nel racconto. 2.Wolverine è stato un gran personaggio. Estremamente famoso negli anni ’90, ne ha poi pagato lo scotto. Ricordo che ci sono stati periodi in cui appariva ovunque: riuscirono ad infilarlo anche in una storia dei Warheads (peraltro ottima) prodotta dalla Marvel UK. Ovviamente, la sovraesposizione lo ha danneggiato, ed ora appare un po’ meno; ma questo –unito al suo incontrovertibile carisma – non gli impedisce di essere protagonista di una sua testata, di varie miniserie, e di comparire a vario titolo in tre o quattro altre collane (più in tutti i crosso-over estivi). Cosa a mio parere deleteria, gli stessi autori che lo fanno comparire nelle loro storie, nel frattempo ci ridono su (ehi, Wolvie, ma come fai ad essere dappertutto???ahahaha!) , e questo mi porta al punto successivo, che c’entra poco o niente col resto della recensione ma io lo scrivo lo stesso: 3.Bendis con Wolverine non sa cosa farci, lo tratta troppo spesso come una macchietta facendogli mangiare grossi panini e bere enormi quantitativi di birra come se fosse il peggio bifolco appena arrivato dalla campagna. 4.In Arma X Barry Smith racconta per la prima volta le origini – o almeno una parte di esse – di Wolverine, e lo fa dicendo tutto senza dire niente, ma soprattutto lo fa in modo perfetto, e forse qui mi ripeto ma sono costretto a farlo: lo fa in maniera per niente assurda, per nulla sopra le righe, per nulla supereroistica, per nulla esagerata (nei limiti concessigli dal genere di appartenenza del suo protagonista). In questa storia, e in quelle che contribuiranno a crearne l’immagine definitiva, Wolverine diventa un uomo che ha vissuto per più di cento anni, che ha visto morire le persone che più amava, e che in Arma X vediamo rapito dall’esercito e torturato in ogni modo possibile nel tentativo di fare di lui un’arma umana, un oggetto senza volontà capace solo di eseguire gli ordini, la cui memoria è un giocattolo da riempire e svuotare nel modo più opportuno. Il tutto descritto tramite scene brevi ma straordinariamente incisive, che ci mostrano un uomo spezzato, annichilito, devastato per motivi in nessun modo condivisibili; e che pure riesce ad aggrapparsi con forza, tenacia e ammirevole determinazione alla propria umanità. 5.In Arma X assistiamo nella trasformazione definitiva di un “supereroe” in un uomo. Già questo processo era stato iniziato con ottimo successo da Claremont, ma è qui che si gettano le basi per dare a Wolverine quella profondità, quelle sfaccettature che serviranno a togliergli di dosso la nomea di personaggio monodimensionale per dargli una vera personalità, un vero carattere segnato da una vita vissuta pericolosamente, una vita maledetta che lo ha reso quel che è: un uomo che ha visto e vissuto tanto, che ha perso tanto, sempre in bilico tra la rabbia e l’umanità che ha cercato da sempre di conservare con dignità e riflessione (chi si ricorda delle poche scene in cui lo si vedeva meditare, seduto nella posizione del loto?). E’ qui che si gettano le basi che rendono Wolverine un personaggio che non cesserà mai di colpire l’immaginario dei lettori. 6.Barry Smith disegnò (ma secondo me anche scrisse) un altro formidabile racconto che si inserisce in questo filone, e cioè “Lupo Ferito”: una gemma, con un Wolverine umano come non mai. Stupida la Marvel a farlo scappare via. 7. Leggi le storie che la Marvel pubblica adesso nella testata Wolverine & The X-Men (nota bene: voto CBR 4,5 stelle su 5, una delle preferite dei lettori, arrivata terza nel sondaggio a proposito delle migliori serie del 2011) e cosa vedi? “Ah, salve, sono Wolverine, il nuovo preside della Jean Grey School! Ho fondato questa scuola per dare un rifugio sicuro ai giovani mutanti e per non renderli semplici soldati in lotta contro il mondo…ma purtroppo, ecco, nel primo numero la scuola è stata già distrutta ed io non ho più i soldi per ripararla! Beh, ora prendo un’astronave, vado nello spazio insieme al più incontrollabile dei miei studenti, un pazzo che ha quasi distrutto la scuola un po’ di tempo fa, e vado…A GIOCARE AL CASINO’ SPAZIALE! Una volta lì vinco i soldi usando i poteri mentali dello studente, ahahaha! Alla facciazza vostra, alieni! E quando i dirigenti se ne accorgono scappo col bottino e uccido chiunque provi a fermarmi! Aahahaha!” Cioè, ma siamo impazziti? L’unica scappatoia che giustifica questa trama è che la testata si rivolga ad un pubblico di ragazzini, e forse neanche questo giustifica lo scempio ai danni di questo personaggio. Perché passi qualsiasi cosa, passi la versione comica, passi l’assurdità di andare a prelevare soldi alieni (e poi chi te li cambia? L’Unicredit?), ma che Wolverine truffi, derubi e uccida a sangue freddo coloro che lo hanno scoperto (tutto ciò ricoprendo il ruolo di preside che deve dare il buon esempio ai suoi studenti) è veramente ridicolo, insensato e sciocco. E’ come se la versione comica dell’uomo ragno soffocasse con la sua ragnatela un ladro d’auto, così, perché magari si è dimenticato di consegnarlo in tempo alla polizia! Ahahaha, che risarella! Spiacente Marvel, spiacente lettori che amate tanto questa testata, ma devo comunicarvi che siete veramente usciti di cervello. Possibile che nessuno si renda conto dell’immensa stupidaggine che queste storie rappresentano? (no, nessuno; il che la dice lunga su come sia il mercato del fumetto americano al momento) 8. Arma X è un capolavoro del genere. Sia per come è scritta sia per come è disegnata. Non perdo nemmeno tempo a consigliarvela: se siete lettori degli X-Men non potete non averla già letta. 9. Nel numero seguente… “Ahaahah! Sono Wolverine! Sono ritornato sulla Terra ma, ecco, gli alieni avevano una sorta di arma che rendeva momentaneamente flaccido l’adamantio di cui sono ricoperte le mie ossa altrimenti indistruttibili, e quindi mi hanno spezzato le gambe! Ahahaahah! Per cui sono bloccato in una sedia a rotelle! Ci vorrebbe un de-adamantionizzatore per poterle risistemare di nuovo, ma io come faccio ad andarlo a prendere? Ho provato a farmi aiutare da Angelo, che è impazzito e si crede l’Angelo del Signore, e che – pensando di avermi guarito col suo tocco – mi ha fatto volare in aria e poi mi ha mollato mandandomi a sfracassare addosso ad un albero! Ahahaaha, le risate! Beh, comunque visto che io l’ho insultato è partito per lo spazio portando con se tutti i miei studenti (nota: quelli che Wolverine doveva proteggere dal male e dalle guerre) e insieme a loro ha devastato completamente il casinò spaziale, pestando tutto e tutti, e mi ha riportato il macchinario che mi serviva. Evviva! Ora cammino di nuovo!!!” Cioè, ditemi se uno scrittore del genere non sarebbe da sparare in orbita insieme a tutti i suoi fumetti! Non c’è una riga senza un difetto di logica o di senso! Ridatemi Barry Smith, grazie.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho letto così tante volte che sarebbe inutile indicarle... tanto quanto difficile.
    Non è solo un fumetto, non è solo un romanzo è un'opera d'arte che ammiro e studio; una fonte di ispirazione e di piacere.
    Grazie, BWS!

    ha scritto il 

  • 3

    I capolavori hanno il fattore rigenerante?

    Naturalmente, arrivo a quest'opera fuori tempo massimo, con un ritardo di quasi vent'anni (nemmeno ricordo quale fu la prima edizione italiana). Questo non dovrebbe fare differenza nella fruizione di un presunto capolavoro; ma penso che Arma X risenta degli anni. Non tanto per le sue qualità, qua ...continua

    Naturalmente, arrivo a quest'opera fuori tempo massimo, con un ritardo di quasi vent'anni (nemmeno ricordo quale fu la prima edizione italiana). Questo non dovrebbe fare differenza nella fruizione di un presunto capolavoro; ma penso che Arma X risenta degli anni. Non tanto per le sue qualità, quanto piuttosto perché fu probabilmente sopravvalutato a suo tempo. Oggi invece lo leggiamo senza il valore aggiunto della novità, della scoperta. Ecco, forse parte del problema è che all'epoca la storia era un tesoro di segreti finalmente svelati--che nel frattempo sono però diventati parte integrante del personaggio: chiunque conosce la storia di Arma X, senza il minimo bisogno di averla letta. Ma in questo senso, l'opera di Windsor-Smith è una pietra miliare; né più né meno.

    Inoltre, le sue qualità restano. La narrazione ha un ritmo particolare, dovuta non solo al carattere onirico-retrospettivo, ma anche al fatto (secondo me) che il fumetto fu originalmente pubblicato in episodi molto brevi, di sole 7 pp. Uno dei meriti di Windsor-Smith è di aver focalizzato tutta la vicenda su un trio di personaggi 'secondari', ritornando sempre su di loro, ossessivamente, e facendo in modo d'altro canto che Wolvie sia sempre visto in maniera oggettiva, dall'esterno, dal loro punto di vista. Molto efficace l'espediente narrativo finale, anche se getta una luce ambigua su quello che nel frattempo avevamo imparato sul trio di protagonisti, sulle loro personalità & sui loro comportamenti. Ma forse la morale di Arma X è questa: tutto è fittizio, ricostruito a tavolino.

    Bellissimi i disegni, ovviamente; anche se, per quel poco che ricordo, mi pare che il buon Barry avesse fatto di meglio con Conan. Irrimediabilmente datati i colori, che pure per l'epoca dovevano essere all'avanguardia, e che per quanto ho capito sono ugualmente farina del sacco di BWS. A questo proposito, più delle parole parla l'ultima pagina di questo volume: la scena clou in cui Wolvie massacra le guardie, ricolorata con le tecniche attuali: sembra un'altra tavola.

    ha scritto il 

  • 2

    Lapidatemi, ma confesso che Weapon X mi ha delusa.
    Disegni spettacolari, per carità: la fisicità di Logan è resa splendidamente, le chine sono ottime e, anche se le campiture di colore gridano anni '80 a tutta forza... niente da dire.
    Ma i dialoghi e la caratterizzazione dei pers ...continua

    Lapidatemi, ma confesso che Weapon X mi ha delusa.
    Disegni spettacolari, per carità: la fisicità di Logan è resa splendidamente, le chine sono ottime e, anche se le campiture di colore gridano anni '80 a tutta forza... niente da dire.
    Ma i dialoghi e la caratterizzazione dei personaggi mi hanno interdetta: un'accozzaglia di frasi secche un po' sconclusionate, very very yankees, e personalità incolori.

    ha scritto il 

  • 4

    UNA STORIA SBAGLIATA

    Fantastico e "cinematografico" romanzo grafico con fantastici disegni, colori stranianti e psichedelici e una trama rarefatta eppure intensissima.
    Qualcosa che va al di là dal semplice fumetto di supereroi e che tratta temi diversi e fastidiosi come la violenza, gli esperimenti su cavie uman ...continua

    Fantastico e "cinematografico" romanzo grafico con fantastici disegni, colori stranianti e psichedelici e una trama rarefatta eppure intensissima.
    Qualcosa che va al di là dal semplice fumetto di supereroi e che tratta temi diversi e fastidiosi come la violenza, gli esperimenti su cavie umane, la solitudine, il dolore.

    ha scritto il