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Woman in White

By

Publisher: Reprint Services Corporation

4.1
(973)

Language:English | Number of Pages: 575 | Format: Library Binding | In other languages: (other languages) Chi traditional , German , French , Italian , Spanish , Catalan , Chi simplified , Portuguese , Dutch

Isbn-10: 0781277167 | Isbn-13: 9780781277167 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio Cassette , Audio CD , Softcover and Stapled , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Book Description
Introduction by Nicholas Rance
Sorting by
  • 3

    Ah, il Conte Fosco! Il mascalzone più intrigante e affascinante che io abbia mai incontrato in un libro. Lettura piacevole, non eccelsa ma molto godibile. Se solo la cara Miss Halcombe, Marian, avesse ...continue

    Ah, il Conte Fosco! Il mascalzone più intrigante e affascinante che io abbia mai incontrato in un libro. Lettura piacevole, non eccelsa ma molto godibile. Se solo la cara Miss Halcombe, Marian, avesse avuto il ruolo di protagonista...un personaggio davvero ben fatto, indipendente, avventurosa, indomita, intelligente. Originale l'idea della narrazione a più voci.

    said on 

  • 3

    Sono stata tentata di abbandonarlo più volte, poi ho resistito e mi posso dire parzialmente soddisfatta. Scritto benissimo, trama convincente, ma davvero molto molto lento.

    said on 

  • 5

    Adoro i romanzi vittoriani e “La donna in bianco” non mi ha di certo deluso! Ci sono proprio tutti gli ingredienti per tenere incollato il lettore alle sue pagine dalla prima all’ultima parola. Da leg ...continue

    Adoro i romanzi vittoriani e “La donna in bianco” non mi ha di certo deluso! Ci sono proprio tutti gli ingredienti per tenere incollato il lettore alle sue pagine dalla prima all’ultima parola. Da leggere sicuramente! Unico consiglio: prevedetene la lettura in un lungo week end piovoso in cui non avete proprio nient’altro da fare perché staccarsene è davvero difficile!

    said on 

  • 4

    Una storia raccontata in modo superbo. Mai noioso, mai scontato. Anche se è stato scritto molto tempo fa è ancora modernissimo. Una piacevole lettura. Consigliatissimo.

    said on 

  • 4

    A tanti anni di distanza dalla prima lettura, la rilettura di questo capolavoro del mistery regge. Abbastanza. Devo dire che non me lo ricordavo così prolisso: in effetti almeno per il primo terzo è p ...continue

    A tanti anni di distanza dalla prima lettura, la rilettura di questo capolavoro del mistery regge. Abbastanza. Devo dire che non me lo ricordavo così prolisso: in effetti almeno per il primo terzo è piuttosto verboso, ma questo dipende anche dai personaggi.

    La storia – un tristo complotto ai danni di una giovane ereditiera, con misteriose presenze, rapimenti, scambi di persona e tutto l’armamentario del sensation novel vittoriano – è infatti narrata a più voci, come se i vari personaggi fossero i testimoni di un processo nel quale ognuno dà conto degli eventi di sua conoscenza. L’autore è veramente efficace nel dare voce alle diverse anime di questa storia, usando stili diversi che ne mettono in risalto le varie personalità.

    Non ricordo neanche se in origine avevo provato la fortissima antipatia che ho provato adesso per il personaggio di Laura Fairlie, una insulsa piagnucolosa gattamorta di ereditiera, le cui masochistiche (e deliberate) decisioni sono il punto di partenza di tutta la storia.

    Non vorrei condizionare le impressioni di qualcuno, ma veramente penso che neanche l’autore avesse tanto in simpatia Laura Fairlie – “that poor, flimsy blonde” – visto anche che per quasi tutto il tempo è indisposta, in lacrime, ammutolita o svenuta. E con tutto ciò, riesce a far ammazzare di lavoro tutti gli altri per salvarle di volta in volta la pelle, la fortuna o la sanità mentale. Grazie al cielo e a Collins, la sua voce non la sentiamo mai.

    Per fortuna c’è Marian, la sorellastra brutta: leale, acuta e indomabile, non risparmierà alcuno sforzo per aiutare la parassitica sorella (che per qualche inspiegabile motivo adora) e contrastare I suoi nemici. Dopo due pagine di presentazione di Marian, risulta chiaro perché Collins l’ha dovuta fare non dico passabile, non dico scialba, ma proprio brutta: in caso contrario la sorella non avrebbe avuto neanche una possibilità.

    Sorvolo sullo spasimante di Laura, il devoto e coraggioso Robert Hartright (il nome dice tutto), responsabile tra l’altro di buona parte della verbosità iniziale del libro. Funge soprattutto, da un certo punto in poi, da uomo d’azione. Se non fosse stata l’epoca vittoriana, in cui le donne non avevano molta libertà di movimento (che poi dipende: quando Collins ha voluto creare delle spregiudicate eroine, l’ha fatto eccome) avrebbe risolto tutto Marian e del buon Robert non avremmo mai sentito parlare.

    Sir Percival, avido, ringhioso e patetico cattivo di second’ordine, si sorvola ancora meglio, per andare a sbattere direttamente sul personaggio più memorabile del libro, il mitico, unico, gigantesco, incommensurabile, inimitabile Conte Fosco, subdolo e affascinate genio del male. Tra Sir Percival e il conte Fosco c’è lo stesso rapporto che fra Don Rodrigo e l’Innominato: uno pensa che Don Rodrigo sia pericoloso, fino a che non conosce l’Innominato. Ma il Conte Fosco ha il vantaggio di non convertirsi mai, perciò mantiene il suo malefico fascino fino alla fine. La “testimonianza” del Conte Fosco è naturalmente tra le parti più divertenti del libro, per la sua esuberanza, per la sua magniloquenza, per il suo spirito acuto e gioviale, che a malapena celano un’intelligenza spietata e manipolatrice.

    Potrei dilungarmi all’infinito sul Conte Fosco, ma non posso dimenticare lo zio Fairlie. Mr. Fairlie è il personaggio più simpatico, suo malgrado, di tutto il libro (vorrei citare alcuni suoi passaggi ma potrei essere accusata di apologia dell’egoismo). Nonostante sia invariabilmente descritto da tutti gli altri come un miserabile egoista che sotto il pretesto della sua “ipersensibilità” e “delicatezza” pensa sostanzialmente ai comodi suoi, si capisce che è il cocco dell’autore: Collins deve essersi divertito un mondo a raccontarlo, e riesce a comunicarci questa segreta simpatia anche attraverso le parole disgustate degli altri personaggi. E’ un vero gioiello di caratterizzazione, e nonostante io ritenga che Collins sia ben capace di creare personaggi credibili, qui deve aver rubato qualche trucco del mestiere al suo amico Dickens.

    Poi c’è naturalmente la Donna in bianco, la elusiva, evanescente, inquietante figura che dà il titolo al romanzo. Su di lei non posso dire assolutamente niente, pena spoiler clamorosi. Lei sì, era proprio come la ricordavo… la chiave di tutto il mistero.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    dalla quarta di copertina :
    Il romanzo comincia con il protagonista Walter Hartright, un insegnante d’arte, che passeggia di sera nella strada fra Hampstead e Londra. Durante il tragitto fa il suo inc ...continue

    dalla quarta di copertina :
    Il romanzo comincia con il protagonista Walter Hartright, un insegnante d’arte, che passeggia di sera nella strada fra Hampstead e Londra. Durante il tragitto fa il suo incontro per la prima volta con la donna in bianco: una figura di donna in stato di angoscia, vestita di bianco, diretta a Londra.
    Un pò di tempo dopo, Hartright si reca presso una famiglia a nord di Limmeridge, dove ha trovato lavoro come maestro di disegno per i residenti della casa. Qui fa la conoscenza di Laurie, una ragazza bella e dai modi raffinati che somiglia incredibilmente alla donna in bianco. Walter e Laurie stringono subito un’amicizia che col passare del tempo si tramuta in un sentimento d’amore. La ragazza tuttavia è già promessa in sposa ad un altro uomo, Percival Glyde.
    Hartright, incuriosito dalla somiglianza di Laurie con la donna in bianco, cerca di andare più a fondo nella vicenda: scopre così che il nome della donna è Anne Chaterick e che la ragazza era stata presa in affidamento dal padre e la madre di Laurie, per poi essere però spedita in manicomio sotto pressione proprio di Percival Glyde.
    I due intanto si sposano, ma Glyde ha un secondo fine: un suo conoscente, il malvagio conte Fosco,a conoscenza delle difficoltà finanziare di Glyde, lo invita a far firmare a Laurie un documento che gli consentirebbe di appropriarsi della dote della facoltosa Laurie.
    Anne Chaterick, dal manicomio, sembra saperne di più e vorrebbe mettere in guardia Laurie sulla pericolosità di Glyde e Fosco, ma muore a causa di un brutto male prima di riuscire a contattarla.
    Fosco e Glyde così escogitano un piano ancor più malevolo: drogano Laurie e la collocano in manicomio come Anne, mentre la donna realmente defunta viene spacciata per Laurie.
    La sorella di Laurie, Marion, viene a scoprire l’inganno e lo comunica a Walter, il quale è ora più che mai intenzionato a salvare Laurie e a sposarla. Emerge che Anne Chaterick era figlia del padre di Laurie, questo il motivo della somiglianza, e che Glyde era un figlio illegittimo, che non avendo diritto all’eredità di immobili e titolo era intenzionato a liberarsi delle due sorelle per assicurarsi la loro dote. L’epilogo della vicenda è sorprendente e da leggere fino alla fine.

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  • 4

    un bel romanzo gotico

    Nonostante la mole non indifferente, si legge molto piacevolmente questo romanzo gotico, scritto da un autore, sconosciuto ai più, dell'età vittoriana, amico di Dickens. Personaggi, ben costruiti, no ...continue

    Nonostante la mole non indifferente, si legge molto piacevolmente questo romanzo gotico, scritto da un autore, sconosciuto ai più, dell'età vittoriana, amico di Dickens. Personaggi, ben costruiti, non banali, che riescono sempre a sorprenderti. Atmosfere alla "Cime tempestose"

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  • 4

    Quattro stelline e 1/2

    In una notte londinese, una misteriosa dama vestita di bianco si materializza per la prima volta al fianco del giovane Walter. Chi è questa donna? Da dove viene? Cosa vuole da lui?

    Il libro è corposo, ...continue

    In una notte londinese, una misteriosa dama vestita di bianco si materializza per la prima volta al fianco del giovane Walter. Chi è questa donna? Da dove viene? Cosa vuole da lui?

    Il libro è corposo, ricco di intrighi e di segreti da scoprire, di fanciulle da salvare, di cattivi da punire, di giustizie da ripristinare.

    È un romanzo molto ben costruito in cui dominano i tradizionali elementi dello stile gotico.

    Consigliato a chi ama il genere.

    said on 

  • 4

    Ottima lettura. Era da tempo che non trovavo un libro che mi tenesse incollata alle pagine e su cui fare mille congetture sulla trama (tutte smentite).
    Quasi 700 pagine che filano via in un soffio co ...continue

    Ottima lettura. Era da tempo che non trovavo un libro che mi tenesse incollata alle pagine e su cui fare mille congetture sulla trama (tutte smentite).
    Quasi 700 pagine che filano via in un soffio con personaggi splendidamente caratterizzati e un "cattivo" che che più cattivo e viscido non si puo' ma che ipnotizza col suo fascino perverso al punto che alla fine quasi quasi ti dispiace che faccia la fine che fa.
    Splendida e fortissima la figura femminile di Marian, una vera donna con gli attributi in un epoca in cui le donne era richiesto solo di essere anime sensibili e con lo svenimento facile.
    Carina anche l'idea di impostare il racconto come una serie di testimonianze in cui ne vengono inserite alcune "ad hoc" per confondere le idee al povero lettore.
    Assolutamente consigliato

    said on 

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