World War Z

An Oral History of the Zombie War

By

Publisher: Thorndike Press

4.0
(1708)

Language: English | Number of Pages: 602 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Chi traditional , French , Portuguese , Korean , German , Czech , Dutch , Greek

Isbn-10: 0786293489 | Isbn-13: 9780786293483 | Publish date:  | Edition Lrg

Also available as: Audio CD , Paperback , Others , Library Binding , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 3

    World War Z

    Un romanzo di zombi in cui gli zombi hanno un ruolo marginale. Deludente?
    No se si considera che l'obiettivo di Brooks (figlio del grande Mel Brooks e di Anne Bancroft) non era quello di parlare dei n ...continue

    Un romanzo di zombi in cui gli zombi hanno un ruolo marginale. Deludente?
    No se si considera che l'obiettivo di Brooks (figlio del grande Mel Brooks e di Anne Bancroft) non era quello di parlare dei non-morti, bensì di analizzare le reazioni dell'umanità contemporanea all'eventualità di un flagello di proporzioni mondiali. E non sto parlando della tristemente attuale guerra che vediamo in tv, seduti comodamente nel nostro divano, nel calore della nostra casa e attingendo qualsivoglia genere di conforto da frigo pieno, parlo di un cataclisma globale che sradica le certezze e porta alla luce i limiti intrinseci del nostro quotidiano.
    Brooks punta il dito contro il nostro presente, contro le case farmaceutiche che mettono sul mercato prodotti inutili spacciandoli come miracolosi, contro i mezzi di comunicazione che governano le nostre vite attraverso la paura, contro le divisioni e l'indifferenza tra vicini di casa, tra razze, tra esseri umani, contro l'egoismo e la mancanza di solidarietà.
    Cosa succederebbe se una piaga di proporzioni bibliche radesse al suolo il presente come lo conosciamo oggi? Brooks suggerisce che forse l'uomo abbandonerebbe la bolla di individualismo che caratterizza i nostri giorni, per tornare alla fratellanza tra esseri umani (almeno per un po'), come accadde dopo i conflitti mondiali del secolo scorso. Ma davvero deve arrivare un'altra guerra per far sì che gli esseri umani tornino ad essere uomini e non zombi?

    Il libro ha degli spunti di riflessione veramente interessanti, ma è minato da una frammentarietà dovuta al suo essere una specie di collage di interviste (alcune molto valide, altre francamente appena passabili) e da un'operazione di editing insufficiente da parte dell'editore Cooper (sono davvero tanti i refusi che si incontrano durante la lettura).

    said on 

  • 3

    Horror reale: contraddizione in termini?

    E' questo il dubbio che mi ha accompagnato lungo tutta la lettura: è possibile una narrazione realistica fino alla precisione delle fonti istituzionali sui dati demografici di un evento di per sé irre ...continue

    E' questo il dubbio che mi ha accompagnato lungo tutta la lettura: è possibile una narrazione realistica fino alla precisione delle fonti istituzionali sui dati demografici di un evento di per sé irreale come l'esistenza di un "non-morto"? Sì, perché Brooks è innegabilmente molto abile a costruire un mondo vero e a descriverne le reazioni davanti ad una invasione di zombi - quindi, la "suspension of disbelief" sembra quasi non necessaria, dato che ci racconta spazi e tempi di cui facciamo esperienza quotidiana. E però è proprio la forma "zombi" a non poter entrare nel reale: in effetti più volte ci si chiede nel libro - "come fanno a sopravvivere sott'acqua"? "da dove prendono la forza sovrumana"?. E quindi il pensiero razionale procede e arriva ad un paradosso quasi scientifico: ogni movimento, ogni processo ha bisogno di energia in qualche forma - l'energia stessa non si crea dal nulla. Ma gli zombi sembrano non averne bisogno…. E alla fine di questa abile e ben strutturata opera mi resta questo senso di "irrealistico" che finisce per cozzare con l'intenzione dell'autore, temo….
    E anche la tecnica narrativa mi sembra più abile che di alto livello - le brevi interviste permettono sì di mantenere un buon ritmo, ma anche di evitare una descrizione più profonda dei personaggi, anche se più difficile.

    Insomma qui qualcuno plaude all'assenza della metafora e del simbolo in questo libro, ma mi pare che la letteratura horror non possa farne a meno così facilmente: se mi racconti una storia irreale (e gli zombi sono irreali, in quanto impossibili!) per evitare una contraddizione continua, l'unico mezzo è tacitare le contestazioni della razionalità lisciando il pelo all'emotività del simbolico.
    O forse sono solo io che pecco di eccessivo razionalismo empirico nel guardare Zom….

    said on 

  • 4

    Ciò che colpisce di più del romanzo di Max Brooks è la sua solidissima struttura e il corposo lavoro che si intuisce esserci dietro. Infatti, per raccontare l'invasione globale degli zombi e la guerra ...continue

    Ciò che colpisce di più del romanzo di Max Brooks è la sua solidissima struttura e il corposo lavoro che si intuisce esserci dietro. Infatti, per raccontare l'invasione globale degli zombi e la guerra tra essi e gli umani, l'autore fa parlare in prima persona, attraverso lo strumento dell'intervista, medici, militari, contrabbandieri, cittadini di tutto il mondo. Questo comporta non solo il conoscere le tecniche militari e l'immaginarne di nuove e adatte alla peculiarità dei morti viventi, ma anche la conoscenza delle caratteristiche storiche, geografiche e sociali dei Paesi coinvolti. Quel che viene fuori dai frammenti di storie raccontate è, infatti, una sorta di ucronìa che, dal presupposto l'epidemia zombi (presupposto fittizio naturalmente, ma la particolarità di Brooks - presente anche nel suo Manuale per sopravvivere agli zombi - è quella di parlarne in maniera estremamente realistica), immagina non solo il modo di difesa e attacco degli umani, ma il cambiamento possibile della geopolitica terrestre che, pur con notevole fantasia, parte sempre da dati reali. Ma World War Z è anche un libro coinvolgente per le microstorie raccontate: frammenti, come detto, che lasciano intravedere molteplici retroterra e sviluppi che il lettore può solo immaginare.
    P.s. peccato per i troppi, troppi refusi dell'edizione Cooper.

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  • 4

    Finito qualche tempo fa. Interessante. Adatto agli appassionati di apocalissi zombie, ma non adatto a chi si aspetta un libro di azione. Descrive dettagliatamente gli effetti di un'apocalisse zombie s ...continue

    Finito qualche tempo fa. Interessante. Adatto agli appassionati di apocalissi zombie, ma non adatto a chi si aspetta un libro di azione. Descrive dettagliatamente gli effetti di un'apocalisse zombie sulla società, nei vari paesi, climi e culture, incuriosendo il lettore nonostante la mancanza di una trama vera e propria (nessun eroe che deve salvare la propria famiglia o trovare la cura). Non fatevi ingannare dal titolo: in comune col film ha solo quello.

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  • 4

    Ne sono passati di mostri d'ogni genere dalla mia biblioteca: orchi, alieni tentacolati, assassini psicopatici e una pletora di creature tanto inquietanti da mettere davvero i brividi. Zombi mai. Lo ...continue

    Ne sono passati di mostri d'ogni genere dalla mia biblioteca: orchi, alieni tentacolati, assassini psicopatici e una pletora di creature tanto inquietanti da mettere davvero i brividi. Zombi mai. Lo confesso: ero un po' prevenuto quando ho cominciato a leggere questa serie di interviste ai protagonisti di una guerra mondiale agli zombi appena giunta al suo termine, ma via via che i testimoni si avvicendavano, lo scetticismo diventava curiosità, la curiosità interesse e da lì al completo coinvolgimento il passo è stato breve. Ora, sarebbe davvero bello, in un caso come questo, scrivere una raffinata recensione come solo le grandi 'star di Anobii' sanno fare: potrei magari disegnare arguti parallelismi tra questa 'World War Z' e, che so, il sogno apocalittico di Raskolnikov in 'Delitto e castigo', tessere acrobatici confronti tra la strategia bellica antizombi narrata da Brooks e le teorie militari di Von Clausewitz o Sun Tzu e giù, fino a coglierne le sfumate citazioni cinematografiche, non ultima quella col sempre sottovalutato 'Zombi contro Maciste'. Peccato: io una star non lo diventerò mai. Per questa mia prima lettura zombi posso invece soltanto ringraziare chi me l'ha suggerita: sono state pagine di intenso, purissimo, zombistico piacere...

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  • 4

    storie avvincenti

    Bella ambientazione e storie avvincenti, però lo stile narrativo scelto (numerose testimonianze di sopravvissuti) non sempre mi hanno rapito.
    Ogni fine-racconto ti lascia un pò con l'amaro in bocca pe ...continue

    Bella ambientazione e storie avvincenti, però lo stile narrativo scelto (numerose testimonianze di sopravvissuti) non sempre mi hanno rapito.
    Ogni fine-racconto ti lascia un pò con l'amaro in bocca perché si vorrebbe continuare a seguire la storia del personaggio o dei personaggi del racconto.
    Tutto sommato però, si fa leggere volentieri e con interesse.

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  • 4

    MAIi sopportati gli zombi, da quel primo film degli anni ottanta.E alla seconda inquadratura del polpettone con quel bamboccione di B.P. Ho subito spento. Ma questa è roba buona, dannatamente buona :) ...continue

    MAIi sopportati gli zombi, da quel primo film degli anni ottanta.E alla seconda inquadratura del polpettone con quel bamboccione di B.P. Ho subito spento. Ma questa è roba buona, dannatamente buona :). Scopriamo la guerra mondiale dei morti viventi -e ditemi voi se può esserci una storia più assurda-attraverso una serie di interviste. Non dirò altro che : consigliato.

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  • 4

    [ non mi importava un cazzo...volevo solo che finisse, maledetto]

    Sono stati giorni terribili non mi rendevo conto di quanto fosse morboso.
    Rintanata a casa...sono diventata dipendente della vitamina D Dibase. Ho faticato a procurarmela. Provate a chiederla senza ri ...continue

    Sono stati giorni terribili non mi rendevo conto di quanto fosse morboso.
    Rintanata a casa...sono diventata dipendente della vitamina D Dibase. Ho faticato a procurarmela. Provate a chiederla senza ricetta medica? Ti guardano e borbottano come se chiedessi metadone...ed io ci sono riuscita!

    "Ma avevi pensato che fosse come tutti gli altri?"

    Ma si,si. Ma nessun mi aveva preso così. Ma scusami?quelli però erano classici!

    Me lo sentivo, però. Una notte ho dimenticato di mettere in frigo quello che avevo comprato qualche ora prima. E mentre stavo li, concentrata e in un ambiente insonorizzato, mi dicevo: "stai dimenticando qualcosa. Figurati. Non rompere!". Ed invece li avevo lasciato fuori per tutta una notte. Sai cosa significa mangiarsi a pranzo verdura, minestrone e tofu caldo? Solo per non buttare nulla visto le condizioni in cui mi trovavo.

    "Continua"?

    Ti serve altro? non puoi confrontare con gli altri reports...Ma si, poi quando ho finito mi sono sentita svuotata. sono tornata lentamente al solito tran tran. "Melanconia" e quel minotauro che mi porto da tempo.
    Ma ho dovuto fare una scelta dolorosa anche "Horcynus Orca"...una odissea.
    Si bene. Il magone è rimasto...non guarderò più il mio cane come prima. Non proviene dalle squadre K9 ma me ne farò una ragione!
    Ascoltare Radio Rock al posto di Radio Terra Libera sarà straziante...la mia cultura, la mia educazione e ora il mio stile di vita...bruciati!

    "Quindi, ha superato la sufficienza?"

    Si. Volevo fermarmi allo stadio 3 poi ho dato 4...Quella sul tizio che poteva essere Michael Stipe mi ha convinto!
    posto il link postbellico: https://www.youtube.com/watch?v=60K06dyG0f4

    said on