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World without End

By

Publisher: Pan Macmillan

4.1
(7962)

Language:English | Number of Pages: 1200 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Catalan , German , French , Swedish , Dutch , Portuguese , Hungarian

Isbn-10: 0330490702 | Isbn-13: 9780330490702 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Softcover and Stapled , Mass Market Paperback , eBook , Others

Category: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , History

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Book Description
On the day after Halloween, in the year 1327, four children slip away from the cathedral city of Kingsbridge. They are a thief, a bully, a boy genius and a girl who wants to be a doctor. In the forest they see two men killed. As adults, their lives will be braided together by ambition, love, greed and revenge. They will see prosperity and famine, plague and war. One boy will travel the world but come home in the end; the other will be a powerful, corrupt nobleman. One girl will defy the might of the medieval church; the other will pursue an impossible love. And always they will live under the long shadow of the unexplained killing they witnessed on that fateful childhood day.Ken Follett's masterful epic "The Pillars of the Earth" enchanted millions of readers with its compelling drama of war, passion and family conflict set around the building of a cathedral. Now "World Without End" takes the readers back to medieval Kingsbridge two centuries later, as the men, women and children of the city once again grapple with the devastating sweep of historical change.
'Follett's storytelling skills keep you compulsively turning the pages to the satisfactory ending of good triumphant over evil' - "Daily Mail".
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  • 4

    Kingsbridge Revival

    Questo romanzo di circa 1400 pagine, oltre ad essere un'arma contundente per il suo peso e il suo volume, si rivela un'opera piacevole ed evocativa.
    Lo stile di Follett è come sempre semplice, scorrevole, e molto lineare a tal punto che quell'impressionante numero di pagine si fa poco a poc ...continue

    Questo romanzo di circa 1400 pagine, oltre ad essere un'arma contundente per il suo peso e il suo volume, si rivela un'opera piacevole ed evocativa.
    Lo stile di Follett è come sempre semplice, scorrevole, e molto lineare a tal punto che quell'impressionante numero di pagine si fa poco a poco meno spaventoso durante la lettura. E' uno stile che personalmente apprezzo, simile alla sceneggiatura di un lungo telefilm medievale che non vuole essere troppo contorto; in cui ogni puntata è capace di sbalordire con un colpo di scena, che solitamente si traduce in una sventura o in un avvenimento fortuito capace di portare i personaggi al declino o di farli prosperare a seconda del caso.
    Ciononostante il libro non gode di una trama vera e propria che fa da struttura portante alle vicende, come la costruzione della cattedrale che faceva da sfondo alle avventure ne "I Pilastri della Terra". Non si può certo dire che il misterioso delitto al quale i quattro protagonisti assistono durante la loro infanzia possa assolvere a questo compito, il segreto legato a questo fatto rimarrà ininfluente per la stragrande maggioranza del tempo, acquisendo un certo risalto solo nelle battute finali.
    Tralasciando queste constatazioni, che non mi sento di definire vere e proprie critiche, devo dire che in "Mondo Senza Fine" ho trovato ciò che stavo cercando, ovvero l'atmosfera medievale avvolgente che l'autore è stato in grado di far sentire al lettore nel titolo precedente. L'affresco medievale che ritrae monaci, artigiani e carpentieri viene ricreato nuovamente ma inserito in un'ottica proiettata verso gli anni moderni. Sono anni nei quali le tenebre dell'ignoranza e del fanatismo religioso iniziano a dissolversi, dove la superstizione comincia lentamente a cedere il passo alla ricerca medica, contrapposta agli inefficaci rimedi degli antichi monaci filosofi; e lo studio delle leggi fisiche e delle nuove tecniche permette di trovare nuove soluzioni per edificare e preservare le opere architettoniche.
    Altra peculiarità del romanzo è il parallelismo con il suo predecessore: il priorato che funge da centro nevralgico di Kingsbridge, anche se la crescita sempre più florida della città spinge i mercanti a chiedere una maggior autonomia; l'eredità caratteriale dei vecchi personaggi che si trasmette attraverso due secoli fino ai nuovi giovani protagonisti Caris (commerciante di lana e incarnazione di Aliena) e Merthin (architetto e incarnazione di jack); i soliti nemici tra cui priori e conti mossi dall'ambizione e dal desiderio di vendetta pronti a tendere le trappole più bieche pur di prevaricare sugli altri nella risalita della scala sociale. Tutto questo immerso ancora una volta in un contesto storico adeguatamente ricercato e studiato che tocca l'Inghilterra, la Francia e l'Italia durante l’epoca del flagello della Peste Nera.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Bello ma ...

    non mi ha appassionata e convinta del tutto.
    Sicuramente rispetto a "Pilastri della Terra" fa una magra figura, troppi andirivieni, troppe cose che si ripetono all'interno delle stesso libro ... gira e rigira succedono le stesse cose a tutti i personaggi! Per non parlare dell'infinito tira ...continue

    non mi ha appassionata e convinta del tutto.
    Sicuramente rispetto a "Pilastri della Terra" fa una magra figura, troppi andirivieni, troppe cose che si ripetono all'interno delle stesso libro ... gira e rigira succedono le stesse cose a tutti i personaggi! Per non parlare dell'infinito tira e molla tra Caris e Merthin!
    Il mio personaggio preferito è Gwenda, ma non mi è piaciuta per niente nel finale con Annet!
    Non lo so mi aspettavo di meglio onestamente.

    said on 

  • 4

    Il mondo senza fine risulta veramente un romanzo piacevole. I riferimenti ai pilastri della terra sono comunque limitati anche se richiamano alla memoria "vecchie vicende" di "vecchi amici". Ad un tratto ho temuto il peggio per un tratto narrativo identico al primo libro, che mi ha guastato un po ...continue

    Il mondo senza fine risulta veramente un romanzo piacevole. I riferimenti ai pilastri della terra sono comunque limitati anche se richiamano alla memoria "vecchie vicende" di "vecchi amici". Ad un tratto ho temuto il peggio per un tratto narrativo identico al primo libro, che mi ha guastato un po' la lettura e forse il finale risulta un po' troppo scontato, ma resta comunque un bel libro. 4 stelle piene!

    said on 

  • 5

    La copia spudorata del precedente "I pilastri della terra" ma nonostante tutto l'ho letto con estremo piacere, come quando si rivede un bellissimo film per la seconda o centesima volta. Copione già letto ma allo stesso tempo sempre bello.

    said on 

  • 5

    Splendido

    Ho cominciato a leggere questo libro con il terrore che potesse essere identico al primo, magari ripetitivo nei fatti rovinandomi la bellezza del racconto. E invece il buon Ken non mi ha delusa, il libro è davvero ben fatto... concluso in un mese e una settimana le 1330 pagine sono letteralmente ...continue

    Ho cominciato a leggere questo libro con il terrore che potesse essere identico al primo, magari ripetitivo nei fatti rovinandomi la bellezza del racconto. E invece il buon Ken non mi ha delusa, il libro è davvero ben fatto... concluso in un mese e una settimana le 1330 pagine sono letteralmente volate!
    La storia, nonostante sia ambientata nello stesso luogo non è ridondante e non fa troppi riferimenti al primo volume (permettendo quindi di leggerli nell'ordine che si preferisce). Il primo amore resta comunque "I Pilastri della Terra" ma anche questo l'ho apprezzato parecchio.
    Nulla da dire se non leggetelo!! :D

    said on 

  • 5

    Un mundo sin fin nos transporta de nuevo a Kingsbridge, pero 200 años después, y nos presentan a los protagonistas: Merthin y Ralph, Caris y Gwenda, un grupo de niños que se hacen amigos al guardar un terrible secreto.


    Merthin es, sin lugar a dudas, mi favorito. Es inteligente, bueno, comp ...continue

    Un mundo sin fin nos transporta de nuevo a Kingsbridge, pero 200 años después, y nos presentan a los protagonistas: Merthin y Ralph, Caris y Gwenda, un grupo de niños que se hacen amigos al guardar un terrible secreto.

    Merthin es, sin lugar a dudas, mi favorito. Es inteligente, bueno, comprensivo y paciente; digno descendiente de Jack Builder (se parecen tanto que hasta los dos son pelirrojos) Merthin desempeña las funciones de carpintero, arquitecto y constructor, lo que en aquella época se traduce en riquezas y prestigio. Sin embargo, en asuntos de amor es un pánfilo con muy poca suerte. Se enamora de Caris, una mujer muy adelantada a su tiempo que no entiende por que debe ser esposa de nadie, y provoca muchos disgustos tanto para Merthin como para el lector. Esta relación amorosa es uno de los pilares más importantes de la trama. Caris empieza siendo una chica muy prometedora, inteligente, cariñosa y resuelta, capaz de superar cualquier escollo, pero al crecer se vuelve bastante egoísta y voluble, actuando sin lógica y haciendo daño a los que más ama. Merthin tiene el cielo ganado por aguantarla.

    Gwenda es un personaje muy desaprovechado. Al principio creía que sería la típica mujer débil y llorosa, y nada más lejos de la realidad. Gwenda es lista, fuerte, desconfiada y luchadora, no acepta un no por respuesta. Se sacrifica por ayudar y proteger a los suyos, aún así las desgracias la persiguen y parece que jamás logra salir del atolladero. Su trama es bastante simplona y poco trabajada, de ahí que diga que Gwenda está muy mal aprovechada en la novela, debería tener tanto protagonismo como Merthin y Caris.

    Es increíble la capacidad del autor para hacer que nos caiga bien un personaje, que riamos y nos divirtamos con él, para luego darle la vuelta por completo y, sin darnos cuenta, nos cae antipático. La documentación de la obra es excelente, el lector es capaz de imaginar sin apenas esfuerzo el transcurrir del día a día en Kingsbridge. Ken Follett es consciente de que sus obras son muy extensas, la aparición de tantos personajes y lugares pueden provocar confusión (en mi caso no) y por esa razón procura explicar bien cada situación, cada relación familiar y nos recuerda de vez en cuando el pasado de determinado personaje: dónde se crió, con quién trabajaba, o cuándo murió.

    He observado que, bajo mi punto de vista, solo hay un personaje "malo" en el libro, aunque no es tan cruel y malvado, capaz de ganarse nuestro odio, como ocurría en Los Pilares de la Tierra, donde había varios hombres que se disputaban el puesto con sus macabras acciones. Aquí existen varios personajes malos, pero en absoluto tanto como antaño. ¿Por qué? Porque el autor primero nos muestra sus miedos, anhelos y su pasado para que los juzguemos. Así pude ver que los "malos" de este libro son hombres simplones que cometen injusticias por orgullo o miedo, pero no por verdadera maldad. Me gusta el punto de vista que muestra el autor.

    Al llegar a las 600 páginas sufrí un mazazo emocional. Me sentía tan desdichada por el drástico giro de los acontecimientos que estuve enfadada con el autor y no quise leer durante un día entero (algo inaudito para mí) Pero el escritor no es cruel sin motivo, siempre procura arreglar las malas situaciones en las que mete a sus personajes, y cumple su palabra.

    Hacia el tramo final, la historia se resiente y empiezan a ser pesados los continuos líos amorosos. Me molesta que, en un abrir y cerrar de ojos, se rompan varias relaciones firmes y los personajes se mezclen unos con otros sin venir a cuento para luego volver a dejarlo todo como estaba al principio. No entiendo que quiera alargar un libro que ya es muy extenso por sí mismo. El final es excesivamente abierto. Da la sensación de que se acaba el capítulo, no el libro. Y hasta el último momento están ocurriendo cosas muy importantes y decisivas, yo le habría dado más sosiego y tranquilidad, más sentimiento, pasión y profundidad al desenlace.

    El libro es emocionante e intrépido, muy amplio y adictivo. A pesar del grosor lo leí en poco más de una semana, devorando capítulo tras capítulo, quitándome horas de sueño para seguir a Merthin, Caris y Gwenda en su viaje por la vida. Los personajes te hacen sonreír y soñar, reír con sus tejemanejes o rechinar los dientes de frustración ante las injusticias que se cometen. Un libro con alma y corazón, los que pone el lector al pasar cada una de sus páginas.

    Saludos ;)

    http://nuemiel-mundos.blogspot.com.es/2014/08/un-mundo-sin-fin.html

    said on 

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