Written on the Body

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Publisher: Vintage

3.8
(1795)

Language: English | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , German , Italian , French

Isbn-10: 0679744479 | Isbn-13: 9780679744474 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , eBook , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Book Description
The most beguilingly seductive novel to date from the author of The Passion and Sexing the Cherry. Winterson chronicles the consuming affair between the narrator, who is given neither name nor gender, and the beloved, a complex and confused married woman. "At once a love story and a philosophical meditation."--New York Times Book Review.
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  • 2

    Allora, cos'è che uccide l'amore? Soltanto la disattenzione. Non vederti quando mi stai davanti. Non pensare a te nelle piccole cose. Non spianarti la strada, non prepararti la tavola. Sceglierti per ...continue

    Allora, cos'è che uccide l'amore? Soltanto la disattenzione. Non vederti quando mi stai davanti. Non pensare a te nelle piccole cose. Non spianarti la strada, non prepararti la tavola. Sceglierti per abitudine e non per desiderio, passare davanti al fioraio senza accorgermene. Lasciare i piatti da lavare, il letto da rifare, ignorarti al mattino, usarti la notte. Desiderare un'altra persona mentre ti bacio sulla guancia. Dire il tuo nome senza ascoltarlo, dare per scontato che sia mio diritto pronunciarlo.

    said on 

  • 3

    Un libro non semplice per la complessa trama di significato su cui è ricamato. Un mondo di metafore, allegorie, richiami, parallelismi, paesaggi quasi onirici, non subito comprensibili ad una lettura ...continue

    Un libro non semplice per la complessa trama di significato su cui è ricamato. Un mondo di metafore, allegorie, richiami, parallelismi, paesaggi quasi onirici, non subito comprensibili ad una lettura fugace. Un libro ricco, forse troppo. Un tipo di ricchezza che non è riuscita ad appassionarmi, stregarmi. Una ricchezza che spero ho perso tra le righe, con il desiderio inafferrabile di arrivare alla fine. Per me questo libro è un grande punto interrogativo che mi chiedo se sia dovuto al libro stesso o alla mia incapacità di trovarne la giusta chiave di lettura. Gli darò un'altra possibilità in futuro. Per ora, il mio giudizio non è sicuramente positivio.

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  • 4

    "Io le ho (ti ho) venerate(o) ma adesso mi ritrovo nella solitudine di una roccia scavata dal mio stesso corpo."
    Certi libri non vorresti limitarti a leggerli, certi libri vorresti esserli. Sritto sul ...continue

    "Io le ho (ti ho) venerate(o) ma adesso mi ritrovo nella solitudine di una roccia scavata dal mio stesso corpo."
    Certi libri non vorresti limitarti a leggerli, certi libri vorresti esserli. Sritto sul corpo è uno di questi.

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  • 4

    stupendo

    torno a leggerlo dopo tantissimi anni. di nuovo mi ha incuriosito, colpito, coinvolto per la sua particolarità nella narrazione e per la sua profondità di sentimenti. consigliato!

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  • 4

    Un libro che avevo nella wishlist da 13 anni e che per qualche strano motivo avevo dimenticato di voler leggere. Strano che l'abbia letto proprio ora, adesso che certe pagine assumono un significato c ...continue

    Un libro che avevo nella wishlist da 13 anni e che per qualche strano motivo avevo dimenticato di voler leggere. Strano che l'abbia letto proprio ora, adesso che certe pagine assumono un significato che non avrei saputo dare prima. O forse non è strano ed è proprio ciò che sto vivendo che mi ha spinto a leggerlo finalmente. Erano anni che non sottolineavo le frasi di un libro.

    "L'unicità di qualcuno che è stato così importante che lo rimpiangiamo non viene annullata dalla morte. Il buco che ho nel cuore ha la tua forma, e nessun altro può colmarlo del tutto. Perché dovrei desiderare che lo faccia?"

    said on 

  • 2

    A me è piaciuta quando sputa.

    In inglese – come faccio a dir di no – l’ambiguità di genere della voce narrante magari è facilitata dalle strutture linguistiche; per quel che ne so io mi bastano quelle psicologiche, le più semplici ...continue

    In inglese – come faccio a dir di no – l’ambiguità di genere della voce narrante magari è facilitata dalle strutture linguistiche; per quel che ne so io mi bastano quelle psicologiche, le più sempliciotte e del tutto italiane, per poter riconoscere scontatamente dopo nemmeno mezza pagina che l’ambiguità può valere solo per chi vuole tenersela tagliata a fette belle grosse sugli occhi.

    Non mi ha mai interessato scriteriare tra un genere di scrittura maschile e femminile, perciò ancora meno riesce a interessarmi chi crede di star facendo qualcosa provando a farlo venir meno, dopodiché non so le donne ma un uomo che porta a termine un romanzo dove si parla anche della sua vita sessuale senza che faccia mai un accenno mai al suo attributo, che ce lo abbia o che ce l’abbia avuto e non ce l’abbia più, non è mai esistito, e se condivido con la Winterson che, alla faccia di qualsiasi freudismo, alle volte una tetta è una tetta è una tetta e nient’altro che una tetta, devo però farle notare con la stessa franca immediatezza che se c’è un uomo che racconta un cazzo spunta fuori sempre, oppure siamo alle prese con una donna che starà provando a andare oltre gli aspetti secondari di un pene e di una vagina, aspetti secondari, per l’appunto, per chi uomo non è e non vuole esserlo e da parte mia poi penso che non si tratti di essere lesbica o no: una donna che non pensa con il cazzo di un altro uomo è una donna intelligente, come lo è l’uomo che capisce che quando pensa con il cazzo non sta pensando mai con il suo se prima non si libera del Cazzo chiamiamolo Junghiano. Pretendere infine che gli uomini e le donne non pensino proprio più con i cazzi e con le fiche, propri o altrui, non sarebbe non solo giusto: neanche più divertente.

    Il libro della Winterson è divertente solo quando accenna al suo ex taurino con le catenelle dorate tra i capezzoli che le faceva l’effetto di una borsa Chanel, per il resto è la solita noia dell’amore disperato tutto passione e sfiga, orgasmo e pentimento, tamponato da una bella e a tratti inedita scrittura (- “Ti amo” è sempre una citazione - ) che però non resiste al vezzo dell’estetismo più banalotto, e allora ecco i capelli come sciami di farfalle, e le frasone che nella vita pronuncerà davvero soltanto chi, non provando niente, prova a sentire qualcosa pronunciandole, come: “Voglio che tu venga da me senza passato” e “Sei una fonte d’acqua chiara in cui gioca la luce.” A me se qualcuna dicesse che sono una fonte d’acqua chiara in cui gioca la luce intenderei “Sei simpatico, pure carino, ma no, non funzionaremmo mai assieme, ti mancano i muscoli” e non darei mai il tempo a nessuna di dirmi una boiata come voglio-tu-venga-da-me-senza-passato, che oltre a essere una idiozia è di una impraticabile crudeltà che rivelerebbe tutta l’insicurezza infantile di chi lo dice.

    Prima che si facesse prendere dal viluppo del cancro dell’amante e del marito stronzo e oncologo che lo potrebbe curare se la luei o la leui narrante trasloca il suo male di vivere altrove, e da qui in avanti è la solita trippa per gatti solitari, la Winterson ha infilzato qualche bella riflessione sul temone letterario per eccellenza dell’adulterio (“Strano che il matrimonio, una manifestazione pubblica, aperta a tutti, apra la strada al più segreto dei legami, l’adulterio.”; “L’appagamento è la versione in positivo della rassegnazione.”, “È facile imbrogliare. Non c’è vanto nell’essere infedeli. Tradire la fiducia che qualcuno ha riposto in te all’inizio non costa nulla. La fai franca, continui a prendere sempre un po’ di più, finché non rimane nulla. Stranamente, le mani dovrebbero essere piene dopo tutto quel prendere, ma quando le apri non ci trovi nulla.”) e ha beccato due descrizioni che non sanno di strettamente letterario, come: “Sapevo che sputava nella padella per verificare se l’olio era pronto” e “L’odore di lievito del suo sesso.”: ecco, in queste due occasioni ho avuto l’impressione che al personaggio l’inchiostro stesse finalmente andando in sangue e non in una frase buona per elettrostimolare una tristona o un tristone sessualmente bipolari.

    La parte della storia della preferisco? Quando la voce-sessualmente-indefinibile (certo, certo) con una sua ex, da giovani giovani, spiava dalle finestre la vita delle famiglie, scoprendo che i film mentono: dopo le sette nelle case gli esseri umani a stento si muovono, la vera tragedia di una vita è quando non si fa più succedere niente. Vuoi mettere con le sofferenze da romanzo, con gli amori palponi con le donne bellissime poi, mica con quelle che vedi di solito se ti affacci in una finestra da piano basso! Ecco, ma alla consolazione dell’amore eccitante poiché infelice prefersco una scemotta commedia con la Aniston stagionata, prevedibile anche lei ma mooolto meglio dei drammoni della Winterson, cocciutamente adolescenziali, impacchettati con una fissazione conservatrice riconoscibilissima e insopportabile come ogni mania conservatrice.

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