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Ya no sufro por amor

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Publisher: Booket

3.4
(218)

Language:Español | Number of Pages: 368 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 8427033982 | Isbn-13: 9788427033986 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Self Help

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Book Description
Sorting by
  • 4

    Saggio filosofico-amoroso-aiutaticheDiot'aiuta

    al di là del titolo ironico che ho dato alla recensione, al di là di tutto il mio scetticismo per la letteratura di questo genere, devo dire che non è male. Come per tutti i problemi, la consapevolezza di dove ci si trova è già un grande inizio sulla strada della risoluzione. Chi non ha idea dell ...continue

    al di là del titolo ironico che ho dato alla recensione, al di là di tutto il mio scetticismo per la letteratura di questo genere, devo dire che non è male. Come per tutti i problemi, la consapevolezza di dove ci si trova è già un grande inizio sulla strada della risoluzione. Chi non ha idea dello sfacelo in cui si trova, il libro aiuta a mettere a fuoco alcuni comportamenti autolesivi della propria dignità. Per quelli che già hanno ammesso con sè stessi di avere un problema, aumenta gli strumenti, rafforza ed incanala la determinazione.
    Spunti di studi sociologici mettono a fuoco il problema da diversi punti di vista: l'ambiente familiare e sociale come forti condizionatori delle nostre future relazioni amorose e l'opera dei mass media riguardo a modelli vincenti da perseguire a costo dell'autodistruzione. Rimanere integri è oggi la sfida più grande per conservare l'equilibrio e la dignità di essere umano "unico" ognuno con il suo proprio valore intrinseco.
    Un buon punto di partenza senza troppe pretese ma anche senza sbadigli!

    said on 

  • 4

    Quando l'"amore" del partner ci è necessario come l'aria che respiriamo, non è amore...

    Sullo sfondo di reali vicende sentimentali autobiografiche, l'autrice analizza l'errata concezione dell'amore veicolata da educazione familiare e mass-media e la cui assimilazione nel profondo della nostra psiche porta a vivere con grande sofferenza le relazioni sentimentali. L'autrice si r ...continue

    Sullo sfondo di reali vicende sentimentali autobiografiche, l'autrice analizza l'errata concezione dell'amore veicolata da educazione familiare e mass-media e la cui assimilazione nel profondo della nostra psiche porta a vivere con grande sofferenza le relazioni sentimentali. L'autrice si rivolge indistintamente a persone di qualsiasi orientamento sessuale, e si serve - nelle sue analisi - di supporti da fonti letterarie psico-analitiche, psichiatriche e sociologiche. La lettura è impegnativa in alcuni punti, ma anche molto scorrevole e condotta con stile disinvolto, diretto e brillante e si giova di ripetizioni dei concetti più notevoli per l'autrice e di una certa dose di ironia con cui viene alleggerita la serietà del tema.

    said on 

  • 4

    I primi 3/4 del libro sono molto interessanti e mi hanno fornito parecchi spunti di riflessione sul mio modo di relazionarmi con gli altri.
    Si parla infatti di dipendenza emotiva, di come questa influenza le nostre decisioni non solo nei sentimenti, ma un po' in tutti i campi della nostra v ...continue

    I primi 3/4 del libro sono molto interessanti e mi hanno fornito parecchi spunti di riflessione sul mio modo di relazionarmi con gli altri.
    Si parla infatti di dipendenza emotiva, di come questa influenza le nostre decisioni non solo nei sentimenti, ma un po' in tutti i campi della nostra vita.
    L'autrice analizza le possibili cause e le fa risalire all'ambiente familiare in cui siamo cresciuti, al rapporto genitore-figlio, alle mancanze vissute nell'infanzia che cerchiamo di colmare da adulti rincorrendo rapporti e persone "sbagliate".
    Fa anche un'analisi molto interessante sulle caratteristiche-tipo dell'individuo distinguendolo in varie tipologie:
    - l'insicuro (a rischio di dipendenza)
    - l'evitante (che attira persone insicure di cui "sfrutta" le debolezze per sentirsi più forte)
    - il sicuro
    e attraverso esempi pratici relativi a persone che conosce descrive il modo in cui le varie tipologie interagiscono tra di loro.
    In questo modo il lettore ha modo di rendersi conto da solo se il suo modo di relazionarsi con il mondo esterno è "sano" o se rispecchia insicurezze o addirittura dipendenze e deve quindi correre ai ripari, per evitare sofferenze future.

    Un altro aspetto preso in considerazione è il modo in cui la Società, i media, la televisione, influenzano il nostro modo di pensare, proponendoci modelli di comportamento falsati, poco corrispondenti alla realtà.
    Film che ci mostrano che solo se sei buono, sottomesso e passivo riuscirai ad essere apprezzato dai tuoi simili, giornali che ci mostrano ideali fisici irrangiungibili ai più, che ci spingono a rincorrere la forma fisica perfetta, a cercare di assomigliare ad attori e modelli, ricorrendo in casi estremi anche alla chirurgia estetica.
    Addirittura le favole che ci hanno propinato da bambini ci hanno portato a pensare che la donna debba per forza avere un ruolo passivo e sentirsi realizzata solo ed esclusivamente con un uomo (il principe azzurro) al suo fianco e se diamo troppa retta a questi messaggi subliminali, rischiamo di passare tutta la vita a cercare inconsciamente di riproporre questi ideali, sentendoci frustrati se non riusciamo a realizzarli.

    L'unica parte che ho trovato un po' noiosa è stata quella in cui l'autrice per spiegare come la televisione influenza il ns modo di comportarci, ha preso ad esempio alcune telenovelas Spagnole, addentrandosi troppo minuziosamente nei particolari.

    Nel complesso ho trovato questo libro scritto bene, molto interessante, ma senza essere noioso o ridondante.

    said on 

  • 2

    Una serie di ovvietà tali non mi era mai capitata. La cosa che poi da addirittura ai nervi è leggere come una persona, specializzata in nulla (psicologia, antropologia o altro), riesca ad asserire pagina dopo pagina verità assolute dettate solo da se stessa. Chiaro che su molti punti la penso ugu ...continue

    Una serie di ovvietà tali non mi era mai capitata. La cosa che poi da addirittura ai nervi è leggere come una persona, specializzata in nulla (psicologia, antropologia o altro), riesca ad asserire pagina dopo pagina verità assolute dettate solo da se stessa. Chiaro che su molti punti la penso ugualmente, ma anche così mi è sembrata esagerata.

    said on 

  • 3

    UOMINI E PENE. D'AMORE.

    Più che una recensione, mi son chiesto, da uomo-lettore di questo libro di sofferenza femminile: come reagiscono gli uomini di fronte alla fine di una storia ? Si “divertono” lo stesso, si “consolano” in fretta e anche se stanno male, malissimo, cercano di non darlo a vedere e di non ammettere nu ...continue

    Più che una recensione, mi son chiesto, da uomo-lettore di questo libro di sofferenza femminile: come reagiscono gli uomini di fronte alla fine di una storia ? Si “divertono” lo stesso, si “consolano” in fretta e anche se stanno male, malissimo, cercano di non darlo a vedere e di non ammettere nulla. Nemmeno ai loro amici. Sebbene ogni persona, uomo o donna che sia, ha una storia a sé e soffre (e reagisce) a modo suo, è possibile stilare un comportamento comune, influenzato dalla cultura e dal contesto sociale. Innanzitutto quando gli uomini amano, possono soffrire tanto quanto le donne. Se, al contrario, l’uomo sembra essere poco toccato da un momento di crisi o dalla fine di una storia allora non sono profondamente innamorati. Il problema è che di uomini non coinvolti da una relazione, eppure ugualmente impegnati o all'apparenza intenzionati a proseguire una storia, ce ne sono tendenzialmente di più rispetto alle donne. Il motivo? Gli uomini faticano di più a interpretare i loro sentimenti e per questa ragione rischiano di avviare delle relazioni sulla base di fattori più superficiali (come per esempio la pura attrazione fisica). A differenza delle donne, inoltre, gli uomini abbracciano con più facilità la filosofia del chiodo-scaccia-chiodo. Per gli uomini è più difficile gestire la sofferenza e quindi preferiscono risalire il più in fretta possibile sulla giostra (leggi: frequentare altre donne e tuffarsi nel turbinio delle occasioni). Un uomo tradito avrà voglia di una certa rivalsa, ed è facile che possa finire tra le braccia delle donne con le quali appare più semplice “combinare” qualcosa. Spesso senza poi combinarci nulla di veramente duraturo. Nell’universo femminile, invece, la ricerca di un altro rimane più legata al coinvolgimento e, se quest’ultimo manca, è più difficile agire sulla sola spinta della rivalsa da consumare il più in fretta possibile e con il primo disponibile. Un altro motivo per noi maschietti di tale comportamento è dettato dal fatto che si cerca disperatamente di stordirsi e distrarsi pur di non sentire la ferita dentro di sé. Ovviamente questo ha un grosso limite: non si guarda in faccia alla realtà, non si elabora la sofferenza e si rischia, più avanti, di non elaborarla completamente, generando depressione. Le donne, al contrario, se sono a pezzi, non faticano ad ammetterlo, né con loro stesse né con gli altri. Non a caso, nell'universo femminile è molto diffusa la tendenza a sfogarsi con le amiche. Un uomo, al contrario, non ne parlerà quasi mai con gli amici. L’amicizia tra uomini è orientata soprattutto sulla condivisione di interessi e attività pratiche. Niente confidendenze. Un uomo, inoltre, raramente si chiede perché la relazione è finita. Cosa ci poteva essere di sbagliato in lui. Spesso finisce per attribuire la colpa a fattori esterni o a colpevolizzare la ex. Cosa che, al contrario, l’universo femminile non fa navigando a vista fra mille domande. E poi diciamolo: noi maschietti nei momenti di crisi o in seguito alla fine di una storia, cadiamo in uno stato di abbandono, avvinghiandoci ad uno stile di vita ben poco salutare (quanti si danno all’alcool, ad esempio ?). Le donne, invece, (spesso sotto la sollecitazione delle amiche) sono più inclini a reagire curando il loro aspetto e stile di vita anche se siamo pur sempre sul piano dell'apparenza e di atteggiamenti che si abbracciano per cercare di nascondere un malessere che continua ad agitarsi a un livello più profondo.

    Ah, un’ultima cosa. Non esistono uomini eterosessuali che soffrono come donne. Esistono però donne, fortunatamente poche, che soffrono come uomini.

    said on 

  • 5

    Un libro così dovrebbero distribuirlo al genere femmile, come libro di testo nelle scuole.Ci risparmieremmo fin dal principio e tutte quante,notti insonni e palate di inutili e rovinose seghe mentali.....Più che una lettura, un INVESTIMENTO!!!

    said on 

  • 1

    Reseña! ♥

    Qué decir de este libro, yo pensaba realmente que era otro tipo de libro, pero después me di cuenta, que era un libro de autoayuda.. fue flipante cuando me di cuenta de que era de autoayuda.


    Hablaba de las personas independientes y dependientes emocionales.. Es bastante flipante como cuent ...continue

    Qué decir de este libro, yo pensaba realmente que era otro tipo de libro, pero después me di cuenta, que era un libro de autoayuda.. fue flipante cuando me di cuenta de que era de autoayuda.

    Hablaba de las personas independientes y dependientes emocionales.. Es bastante flipante como cuenta las cosas y los ejemplos que pone, y para que decir que no, algunas cosas me han resultado alucinantes.

    La reseña completa: http://fantasialiterariajuvenil.blogspot.com/2011/03/ya-no-sufro-por-amor.html

    said on 

  • 4

    Il titolo potrebbe apparire scontato ed a tratti banale (sensazione che io ho provato alla vista della copertina); se poi ci metti che come lo apri trovi un test per verificare se hai necessità di leggerlo o meno a seconda del tuo status d'animo, beh il pregiudizio potrebbe assalirti e lasciarlo ...continue

    Il titolo potrebbe apparire scontato ed a tratti banale (sensazione che io ho provato alla vista della copertina); se poi ci metti che come lo apri trovi un test per verificare se hai necessità di leggerlo o meno a seconda del tuo status d'animo, beh il pregiudizio potrebbe assalirti e lasciarlo sul comodino in un attimo.
    Tuttavia io l'ho trovato interessante.
    Da premettere che non l'ho letto normalmente, ma su consiglio di un amico ho scelto i capitoli in base ai loro titoli.
    Il risultato è stato un saggio, in cui la scrittrice analizza le varie personalità, come l'infanzia di una persona possa condizionare un'intera vita, per non parlare poi dell'osservazione su diversi prototipi di coppie.
    Non mi sono rispecchiata tantissimo, ma paradossalmente questo libro mi ha aiutata a capire tante persone che mi stanno attorno.
    Quindi lo consiglio, soprattutto a chi ultimamente, ha difficoltà ad analizzare le persone che lo circondano.

    said on