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Yeats è morto!

Di

Editore: Guanda

3.4
(153)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 263 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Russo , Tedesco

Isbn-10: 8882469131 | Isbn-13: 9788882469139 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefania Bertola ; Curatore: Joseph O'Connor

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La storia inizia con un morto, due poliziotti corrotti e la signora Bloom.Ma non "quella" signora Bloom, di joyciana memoria. Anche se Joyce,l'onnipresente mentore della letteratura irlandese, è comunque al centrodell'intrigo che vede le vittime a caccia del manoscritto del suo ultimoromanzo, scritto tutto con formule e simboli matematici. Il primo capitoloporta la firma di Doyle e l'ultimo di McCourt: a loro si uniscono altritredici tra i più rinomati scrittori irlandesi. Il risultato è un giallo"sui generis". I proventi di questo volume sono devoluti per volontàdegli autori a favore di Amnesty International.
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  • 2

    Un crescendo esagerato

    I primi capitoli, ognuno scritto da un autore diverso, sono un crescendo di situazioni intricate e grottesche, comunque divertenti. Poi sembra che i vari scrittori abbiano cominciato una gara a superarsi nei colpi di scena, e si passa alla sensazione di "chi la spara più grossa". Il libro termina ...continua

    I primi capitoli, ognuno scritto da un autore diverso, sono un crescendo di situazioni intricate e grottesche, comunque divertenti. Poi sembra che i vari scrittori abbiano cominciato una gara a superarsi nei colpi di scena, e si passa alla sensazione di "chi la spara più grossa". Il libro termina con un capitolo affrettato, con una chiusura deludente, per evidente esagerazione della narrazione precedente.

    ha scritto il 

  • 4

    Quindici scrittori irlandesi hanno scritto un capitolo a testa divertendosi a lasciare libera scelta di proseguimento della vicenda a chi lo seguiva. E il risultato è una storia piacevole in cui si notano le diverse mani stilistiche, ma tutto torna, ogni tassello va al proprio posto. Un applauso ...continua

    Quindici scrittori irlandesi hanno scritto un capitolo a testa divertendosi a lasciare libera scelta di proseguimento della vicenda a chi lo seguiva. E il risultato è una storia piacevole in cui si notano le diverse mani stilistiche, ma tutto torna, ogni tassello va al proprio posto. Un applauso agli ultimi che hanno dovuto "sistemare" gli ingarbugli volontari di chi l'ha preceduto.
    Voto 7,5

    ha scritto il 

  • 3

    Continuo a pensare che solo i Luther Blissett/Wu Mng/whatever siano in grado di scrivere un romanzo a più mani. Gli autori in questo caso ci sono e sono MOLTO in gamba (il primo e l'ultimo in particolare li adoro) però il non aver fatto un progetto comune fa sì che la narrazione scorra ingarbugli ...continua

    Continuo a pensare che solo i Luther Blissett/Wu Mng/whatever siano in grado di scrivere un romanzo a più mani. Gli autori in questo caso ci sono e sono MOLTO in gamba (il primo e l'ultimo in particolare li adoro) però il non aver fatto un progetto comune fa sì che la narrazione scorra ingarbugliata...
    Meno male che c'è McCourt a tirare le fila e meno male che si tratti di 15 folli irlandesi!

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle e mezza

    Il fatto che quindici autori diversi abbiano deciso di scrivere un libro insime senza avere idea della storia è un colpo di genio, ma forse il romanzo un po' ne risente.

    http://lostingoodbooks.blogspot.it/2012/12/recensioni-in-pillole-tre-libri-in-un.html

    ha scritto il 

  • 4

    Quello che comincia dolce finisce amaro e quello che comincia amaro finsice dolce

    Quindici autori irlandesi, uniti da uno scopo benefico, si spartiscono i quindici capitoli di una storia rubata al migliore Guy Ritchie, quello di Snatch, Lock&Stock e RocknRolla per intenderci.
    Veloce, pieno, confuso, preciso, fragoroso, bizzarro, vano.
    Poco della terra di Joy ...continua

    Quindici autori irlandesi, uniti da uno scopo benefico, si spartiscono i quindici capitoli di una storia rubata al migliore Guy Ritchie, quello di Snatch, Lock&Stock e RocknRolla per intenderci.
    Veloce, pieno, confuso, preciso, fragoroso, bizzarro, vano.
    Poco della terra di Joyce traspare, impegnati a tenere le fila di un intreccio geniale e divertente a suo modo... puntuale invece è la rivelazione irlandese del carattere di ogni singolo personaggio che si affanna, volente o nolente, dietro un manoscritto, ultimo criptico lascito dell'osannato Joyce.

    ha scritto il 

  • 2

    Vagavo per la biblioteca e mi sono fatta incuriosire dal titolo.
    Essendo amante dell'Irlanda, trovarmi di fronte a un libro scritto non da un solo autore, ma da ben 15 autori irlandesi (!!) era bastato a convincermi a portarmelo a casa :)
    Però poi ne sono rimasta decisamente delusa. ...continua

    Vagavo per la biblioteca e mi sono fatta incuriosire dal titolo.
    Essendo amante dell'Irlanda, trovarmi di fronte a un libro scritto non da un solo autore, ma da ben 15 autori irlandesi (!!) era bastato a convincermi a portarmelo a casa :)
    Però poi ne sono rimasta decisamente delusa.
    Non che mi aspettassi un thriller mozzafiato, un libro scritto a più mani (a mio parere) stenta sempre ad essere molto coinvolgente per divergenze di stile, piccoli particolari lasciati in sospeso, accumulo di personaggi..
    In sostanza: libro carino, leggibile, ma decisamente non un capolavoro!
    (Ma forse ero io che mi aspettavo un po' troppo...)

    ha scritto il 

  • 2

    Mah...

    Il fine - raccogliere fondi per Amnesty International - è nobilissimo, gli autori ci provano ma la storia procede a singhiozzo e non tutti i capitoli sono all'altezza... peccato, perché l'idea di partenza non era male e avrebbe potuto dar vita a un bel libro

    ha scritto il 

  • 4

    Molto Irish :)

    Una maratona, un capitolo a testa ed un intreccio impossibile. Mi sono divertito un sacco!!! Lo consiglio vivamente. Joyce alla n-esima potenza, Ulisse a più mani...irlandesi :)

    ha scritto il 

  • 0

    Buona l'idea, tanto più che i quindici scrittori irlandesi hanno scritto questo libro "a trenta mani" per Amnesty International.
    Un po' meno buono il risultato.
    Resta comunque apprezzabile lo sforzo.

    ha scritto il 

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