Yo, Robot

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Publisher: Sudamericana

4.2
(5075)

Language: Español | Number of Pages: 232 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , French , Chi traditional , Portuguese , Catalan , Japanese , Italian , Swedish , Russian , Czech , Polish , Romanian , Dutch , German

Isbn-10: A000054544 | Publish date: 

Translator: Manuel Bosch Barret

Also available as: Paperback , Hardcover , Mass Market Paperback

Category: Computer & Technology , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Al principio los robots no podían hablar, al final se interpucieron entre la humanidad y la destrucción. Ud. verá lo que viene ahora.
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  • 5

    Cervelli positronici

    questo romanzo è fondamentale per gli appassionati di fantascienza, perchè solleva problemi e domande che un giorno potremmo davvero essere chiamati a dover rispondere. una raccolta di racconti, molti ...continue

    questo romanzo è fondamentale per gli appassionati di fantascienza, perchè solleva problemi e domande che un giorno potremmo davvero essere chiamati a dover rispondere. una raccolta di racconti, molti incatenati tra loro, uniti dalla componente robot: a volte essi sono macchine scaltre, altre bugiarde o semplicemente confuse, altre ancora capaci di affetto come e più degli esseri umani. Consigliatissimo.

    said on 

  • 4

    c'era una volta il futuro

    Asimov racconta il futuro come se fosse un passato già assodato.
    e se pure con qualche trovata che oggi fa sorridere i temi della convivenza tra umani e intelligenze artificiali riescono comunque a fa ...continue

    Asimov racconta il futuro come se fosse un passato già assodato.
    e se pure con qualche trovata che oggi fa sorridere i temi della convivenza tra umani e intelligenze artificiali riescono comunque a farci riflettere.
    in fondo le tre leggi della robotica sono quasi un trattato di etica

    said on 

  • 4

    Un'intervista fiume alla saggia e glaciale Susan Calvin, pioniera della robotica e psicologa delle macchine, per oltre mezzo secolo al servizio della U.S Robots, è l'alveo entro il quale si dipana que ...continue

    Un'intervista fiume alla saggia e glaciale Susan Calvin, pioniera della robotica e psicologa delle macchine, per oltre mezzo secolo al servizio della U.S Robots, è l'alveo entro il quale si dipana questa storica antologia di racconti sui robot, in ordine cronologico e di complessità.
    Il pernio attorno cui si muovono tutte le storie, e al tempo stesso il colpo di genio di Asimov è l'enunciazione delle tre leggi della robotica; sebbene arcinote non sono riuscita a non citarle:
    1) Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.
    2)Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima legge.
    3)Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima e con la Seconda Legge.
    Il cervello di platino e iridio degli automi, percorso da correnti positroniche foriere oltretutto di autocoscienza, è robustamente permeato da queste leggi che altro non dovrebbero rappresentare che un dispositivo di sicurezza atto ad evitare insubordinazioni e spreco di tecnologie, tuttavia, in corso di narrazione constatiamo che le loro implicazioni sono assai più complesse.
    La dialettica scatenata dal gioco di forze delle tre leggi nei cervelli positronici porta inconvenienti, dilemmi ed enigmi che la robopsicologa, con placido acume, dirimerà laboriosamente: incontreremo così, ad esempio, automi ebbri come beoni di lungo corso perché la legge di autoconservazione confligge con quella dell'ubbidienza all'umano, e solo l'innesco della prima legge che obbliga a prestar soccorso al re dei primati riuscirà a risolvere il conquibus.
    Ma naturalmente, essendo la struttura psichica dei robot modellata su quella dei suoi creatori, inevitabile è l'imbattersi in soggetti burloni, megalomani, saccenti e permalosi.
    Ebbene si, anche queste creature dalla pelle metallica hanno un proprio orgoglio da difendere...se poi una delle leggi guida viene modificata o potenziata a fini pratici, le cose si complicano e costringono l'equipe di esperti a indagini simil- poliziesche e alla messa a punto di stratagemmi per prendere in castagna il truffaldino di turno.
    Ma se analizziamo gli assunti delle leggi stesse, vediamo che se fossero applicate anche agli umani, renderebbero chi ne fosse depositario un essere paragonabile ad un santo o ad un eroe.
    In soffitta le leggi mosaiche...troppo cavillose e poco assimilabili, al bando le ideologie...Nietzche e Marx si darebbero la mano - come cantava Venditti un secolo fa - e insieme si incamminerebbero verso l'iperuranio delle idee platoniche...svanendo nel cammino.
    Ne consegue che...nel mondo Asimoviano guidato da macchine più forti, più intelligenti, più disinteressate dei loro creatori, l'unico interesse è il bene dell'umanità, guerre e conflitti, ingiustizie e disparità di condizioni sono ormai parole prive di senso, e il mondo torna ad una purezza edenica.
    Ma Susan Calvin racconta che per i robot non sempre sono state rose e fiori: anche loro hanno fatto la gavetta, da governanti e baby sitter fino ad un esilio forzato dalla terra per sgobbare nelle miniere di Mercurio: colpa dei soliti integralisti che non vogliono i "diversi" fra le scatole.
    Anche quando i robot sono al culmine della loro parabola, saggi tutori della razza umana, ci sono associazioni retrive che propugnano l'emancipazione dai mostri di metallo, e una autonomia umana da riconquistare. Ma si sa...gli integralisti sono come il prezzemolo, ieri oggi e domani.
    I raconti di Asimov, scritti senza il benché minimo artificio linguistico e letterario, sono un distillato di intelligenza e ironia...fanno pensare con il minor dispendio energetico possibile: è sufficiente il metabolismo basale

    said on 

  • 5

    C'è poco da dire che non sia già stato detto a proposito di questi racconti avvincenti, sagaci e soffusi di sottile ironia. Asimov è davvero bravo a portarti con sè, anche quando il meccanismo narrati ...continue

    C'è poco da dire che non sia già stato detto a proposito di questi racconti avvincenti, sagaci e soffusi di sottile ironia. Asimov è davvero bravo a portarti con sè, anche quando il meccanismo narrativo si fa più complicato, per mostrarti un mondo che non è ancora, ma potrebbe essere da un momento all'altro.

    Una cosa sembra certa: se mai avremo accanto delle macchine pensanti come quelle che lui descrive, troveremo il modo di litigare e discutere tantissimo anche con loro.

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  • 3

    libro che ha dato spunto a molti autori per quanto riguarda robot e intelligenza artificiale. strutturato in racconti che affrontano i diversi problemi che si possono avere con le tre leggi della robo ...continue

    libro che ha dato spunto a molti autori per quanto riguarda robot e intelligenza artificiale. strutturato in racconti che affrontano i diversi problemi che si possono avere con le tre leggi della robotica, in realtà non tutti i racconti sono dei capolavori, alcuni sono noiosi altri un pò troppo semplici. ci sono stati dei racconti che hanno affrontato in modo filosofico il discorso dei robot intelligenti facendo riflettere, altri racconti invece sono stati un pò dei riempitivi per i miei gusti e tra l'altro i personaggi sembravano tutti perennemente scontrosi anche per delle banalità. libro comunque carino tutto sommato e bisogna anche valutare che i racconti sono stati scritti tra il 1940-50 quindi davvero dei precursori

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  • 3

    Serie di racconti incentrati sulla filosofia delle leggi della robotica e più precisamente sul comportamento dei robot in situazioni al limite.
    L'ho trovato noioso rispetto ad altri libri di Asimov pe ...continue

    Serie di racconti incentrati sulla filosofia delle leggi della robotica e più precisamente sul comportamento dei robot in situazioni al limite.
    L'ho trovato noioso rispetto ad altri libri di Asimov perchè praticamente i racconti sono legati solo dall'idea di come si comportano i robot sotto l'influenza delle 3 leggi e ogni racconto non ha una trama molto articolata, ma c'è solo la curiosità di capire come mai i robot si comportano in una maniera invece che in un'altra.
    Comunque rimane sempre un libro interessante, anche se non il migliore dell'autore.

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  • 5

    Me disponía a leer la trilogía de Fundación. Hace mucho leí Fundación y pese al desengaño que me llevé (me esperaba ciencia ficción, me encontré con política) quería avanzar en la trilogía. Sin embarg ...continue

    Me disponía a leer la trilogía de Fundación. Hace mucho leí Fundación y pese al desengaño que me llevé (me esperaba ciencia ficción, me encontré con política) quería avanzar en la trilogía. Sin embargo, alguien me dijo que era recomendable leer primero la saga de los robots. En una muestra de personalidad empecé a leer Yo, Robot; que es la primera obra de la saga de los robots.

    Tal vez influido por la última película que hicieron (protagonizada por Will Smith) esperaba encontrarme una novela. Pues ni es una novela, ni más allá de ciertos paralelismos en la trama se parece a la película (mejor dicho, la película al libro). La discordancia más profunda se produce en el modo de resolución de los problemas. Si bien en ambos el ser humano debe lidiar con las incidencias que se producen al incluir en la sociedad robots y dotarles de mayor protagonismo social y político; en Hollywood las soluciones se brindan a través de violencia, no en vano los efectos especiales se convierten en su mayor coartada, mientras que en el libro los humanos se enfrentan a los robos con sus mismas armas, con la razón y la lógica.

    Yo, robot está compuesto por diversos relatos con el hilo conductor de Susan Calvin, una doctora en psicotrónica, aunque realmente el nexo y la verdadera columna vertebral de la obra es la US Robots, la empresa que construye robots y que deberá enfrentarse a problemas cada vez más complejos, consecuencia ésta del avance en la perfección de los robos.

    Tengo a Asimov como el Julio Verne del siglo XX. El tiempo me dará o quitará razón. Mientras tanto, ya estoy planteándome cuándo seguiré con el siguiente libro de la saga, bóvedas de acero.

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  • 5

    Ameno, ocurrente, divertido

    Hace muchos años que ví la película que recibe el mismo nombre, protagonizada por Will Smith, y he de decir que lo único que tienen en común es el título y que va de robots.

    Me ha encantado como el a ...continue

    Hace muchos años que ví la película que recibe el mismo nombre, protagonizada por Will Smith, y he de decir que lo único que tienen en común es el título y que va de robots.

    Me ha encantado como el autor ha relatado el libro, a través de una entrevista a una persona parcialmente envuelta en los distintos eventos que marcan la evolución de la robótica a lo largo de toda su vida y carrera profesional como robopsicóloga - interesante oficio! -
    Es un libro ameno, ocurrente y divertido, pero que da que pensar pues el autor hace símiles entre el mundo actual que él (todos) conoce(mos), y la nueva realidad futurística que él construye. Relata el futuro desde el pasado, y con un punto de vista muy flexible.

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  • 4

    Debo admitir que esperaba algo distinto.... pero no sabía bien el qué....

    La ciencia ficción no es un género que me apasione, así que ésta es la primera obra de Isaac Asimov que leo. Había visto la película y esperaba algo parecido (aquí alguno se echará a reir a mi costa : ...continue

    La ciencia ficción no es un género que me apasione, así que ésta es la primera obra de Isaac Asimov que leo. Había visto la película y esperaba algo parecido (aquí alguno se echará a reir a mi costa :-D) pero no me ha desagradado la perspectiva del libro. Con una alta probabilidad, navegaré por entre los libros de este autor.

    said on 

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