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Yo confieso

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Publisher: Destino

4.3
(223)

Language:Español | Number of Pages: 1000 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Catalan , German , Italian , French

Isbn-10: 8423345084 | Isbn-13: 9788423345083 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Rosa Alapont

Also available as: Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , History , Philosophy

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Book Description
Si la tienda de antigüedades de la familia es todo un universo para el niño Adrià, el despacho del padre es el centro de ese universo y su tesoro más preciado un magnífico violín Storioni, en cuyo estuche aún se aprecia la sombra de un crimen cometido muchos años atrás. La infancia y la adolescencia de Adrià, llena de preguntas sin respuesta, de juegos solitarios y de falta de calor, está dedicada al estudio de la historia y de las lenguas, tal como quiere el padre, y a la práctica del violín, siguiendo los deseos de la madre. Pero un accidente acabará con la vida del padre, sumiendo a Adrià en un estado de culpabilidad y llenando su mundo de secretos y turbios misterios que tardará muchos años en despejar.

Una novela ambiciosa, monumental y maravillosa que nos habla del poder, el dolor y la penitencia, el mal y la redención, la venganza, el amor, la culpa y la posibilidad del perdón, y que de la mano de una escritura brillante y a través de una imponente historia recorre los momentos estelares de la historia occidental.
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  • 5

    ​Leggere questo libro da' la stessa emozione di camminare un mercoledì qualsiasi per strade più o meno note, svoltare casualmente un angolo credendo di vedere il solito palazzo, e scorgere invece un u ...continue

    ​Leggere questo libro da' la stessa emozione di camminare un mercoledì qualsiasi per strade più o meno note, svoltare casualmente un angolo credendo di vedere il solito palazzo, e scorgere invece un unicorno che bruca.
    Un animale che da mito diventa realtà, caleidoscopica, fatata e incredeibile alla ragione.
    Bello - come sostantivo, non come aggettivo - che rimanda a tutte le storie che ne presupponevano l'esistenza; che fa sgorgare una nostalgia di cui non sapevi - mai avevo cavalcato un unicorno fino ad ora; in cui scorgi una vita, un mondo, che non hai vissuto ma che hai sempre desiderato.
    Questo libro e' così, e quando ho finito queste pagine di bellezza il primo istinto e' stato quello di reiniziarle, e creare schemi di collegamento tra i numerosissimi personaggi, trovare itinerari per camminare tra la Catalunia, ricercare tra le citazioni innumerevoli quelle reali, ascoltare i temi musicali citati ta le righe.
    Ma rileggerlo è un regalo che vale farsi non troppo ravvicinato, e quest'anno ha già avuto il suo.
    Cinque stelle cum laude, e miglior libro degli ultimi dieci anni.

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  • 4

    Complicato

    il vero protagonista del libro è un magnifico violino, che dalla sua nascita ha avuto molti padroni ed ha attraversato momenti storici drammatici. I suoi possessori sono passati o stanno deperendo, ma ...continue

    il vero protagonista del libro è un magnifico violino, che dalla sua nascita ha avuto molti padroni ed ha attraversato momenti storici drammatici. I suoi possessori sono passati o stanno deperendo, ma lui rimane intatto, perfetto e un pó incantato
    Libro complicato ma molto bello. Le frasi si intrecciano tra personaggi diversi saltando da un tempo ad un altro. A volte difficile da seguire.

    said on 

  • 5

    questa ccazzo (cit.) di vita (seistellequasisette)

    Se non fosse stato per un mio contatto di aNobii manco avrei saputo dell'esistenza di questo titolo. Struttura originale, a tratti inquietante. Ma, come han già detto altri lettori, la concentrazione ...continue

    Se non fosse stato per un mio contatto di aNobii manco avrei saputo dell'esistenza di questo titolo. Struttura originale, a tratti inquietante. Ma, come han già detto altri lettori, la concentrazione dev'esserci soprattutto nelle prime 30-40 pagine per capire fino in fondo il gioco (piacevolissimo) dell'autore. E un grazie alla traduttrice che è stata capace di barcamenarsi perfettamente in questo testo assai insidioso.
    Com'è scritto questo testo? In prima persona..no..in terza.. no! In tutt'e due i modi, tant'è vero che alcuni periodi iniziano in prima persona e finiscono in terza. Ma non è solo questo: la vicenda ha una forza evocativa tale per cui se due personaggi stanno parlando di un quadro, di una leggenda, di un oggetto, ecco che al lettore si materializzano all'improvviso altri personaggi altre immagini, e altre storie che solo apparentemente non c'entrano con il contesto. Più che spagnolo, l'autore sembrerebbe sudamericano per la componente surreale che immette nella sua opera.
    Leggetelo, ma solo se siete in un momento in cui potete dare a questo libro l'impegno che si merita

    said on 

  • 5

    Adrià Ardevòl es un humanista que no ha hecho en toda su vida más que estudiar, aprender infinidad de idiomas y ser un virtuoso del violín. No quiere que se pierda su Historia y comienza a narrarla de ...continue

    Adrià Ardevòl es un humanista que no ha hecho en toda su vida más que estudiar, aprender infinidad de idiomas y ser un virtuoso del violín. No quiere que se pierda su Historia y comienza a narrarla desde lo que recuerda de su infancia marcada por la falta de amor de sus padres y su inteligencia extraordinaria explotada por su autoritario padre y la indiferencia de su madre. Es Barcelona de los años 1940-50. Asesinato de su padre que dedicado a negocios de antigüedades retiene un violín Vial de 1764 codiciado por los asesinos. Busca el origen del violín y se remonta a la Gerona del siglo XIV y XV con la Inquisición y los judíos que más adelante identificará con las SS de Hitler y sus horribles exterminios de judíos. Conoce a Sara , el amor de su vida y para quien escribe esta historia. Bernart es el amigo fiel siempre trayéndolo a la realidad y con quien comparte su pasión melómana. En la investigación de la trayectoria seguida por el violín desde la madera de la que se fabricó hasta llegar a manos de Adrià surgen inmensidad de historias que abarcan cuatro siglos de Historia europea.
    Enseñanzas
    El misterio del Mal y el valor de la amistad
    Fondo
    Es de gran calado. Es investigación fallida sobre el origen del mal. La imagen de un Dios vengativo y rencoroso y no de amor ofusca al protagonista (pg. 364 ). Afirma uno de los personajes que el mal absoluto está en personas. como Hitler, que depende de ellas y que la guerra pone de manifiesto lo más brutal de la naturaleza humana (pg 474). El autor hace una unidad ética sobre el mal atando cabos históricos de atrocidades cometidas en épocas distantes, los horrores de una maldad organizada que destruye vidas e ilusiones en una Europa cada vez con menos ideales. Destaca en toda la novela el amor por la música, la filosofía, la literatura y la búsqueda de la verdad.
    Forma :
    Verdaderamente original. Cuesta un poco cogerle el aire pero una vez cogido engancha de tal manera que es imposible dejar de leer. Narrada en primera persona sorprenden los cambios de puntos de vista dentro de una misma secuencia.
    La multitud de ramificaciones no dispersa el todo de su configuración narrativa en orden a su unidad ética tan melancólica y fallida en la busqueda del origen del mal.
    Los personajes están magníficamente retratados con calidez y cercanía , se vive su vivencia. Las descripciones de los horrores de los campos de exterminio son estremecedores , por ejemplo ( pg 550-55 ). Muy bien traducida .Las expresiones en otros idiomas son abundantes pueden molestar algo a los no polígrafos pero no restan inteligibilidad al texto . El latín matiza la ambientación de los capítulos. Ayuda al seguimiento de la narración el Dramatis personae del final porque sitúa a los personajes en el papel que juegan en la novela y la época en que viven.
    Cartoné, buena letra y buen papel.
    Categoría de lectores:
    Amantes de la literatura , melómanos y con cierto nivel cultura
    No proclives a demonizar ciertas ideologías.
    Valencia 2 Novembre 2011-11-01
    Larga: Celia Giménez

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  • 5

    La metafora della salita in montagna ci sta. Affrontare le 800 pagine di Io confesso è come porsi di fronte a un tremila, partendo da fondovalle. Il pensiero che consola è rappresentato dalla possibil ...continue

    La metafora della salita in montagna ci sta. Affrontare le 800 pagine di Io confesso è come porsi di fronte a un tremila, partendo da fondovalle. Il pensiero che consola è rappresentato dalla possibilità di mollare a qualsiasi pagina e tornare indietro. Senza questa garanzia non si allacciano nemmeno gli scarponi.
    Il sentiero è impervio fin dalle prime pagine, un problema comune a molti libri che partono in forte pendenza Questo, però, si impenna letteralmente: frasi che iniziano in prima persona e finiscono in terza: salti di tempo, di scena, personaggi e luoghi in un solo periodo.
    Se siete già stanchi potete smettere di leggere. Se invece, come me, avete ricevuto un'educazione cattolica, sapete che più soffrirete, più grande sarà la ricompensa.
    Confermo: il panorama che Jaume Cabré regala a chi arriva in vetta non ha confini. Spuntano all'orizzonte le coste di altri libri che hanno lasciato il segno, ma questo... adesso siamo sulla vetta di questo che pare il più alto, il più bello. Forse domani l'emozione evaporerà e tutto ritornerà nei ranghi della normalità, ma oggi trionfa la bellezza della prosa, la tenerezza di un grande amore e l'invenzione dell'autore che ha saputo creare un linguaggio difficile, impossibile, faticoso e persino idiota, ma assolutamente geniale. Per ora non mi va di scendere. E non scendo.

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  • 5

    Superato lo scoglio della prima trentina di pagine, in cui - a fatica - bisogna riuscire a prendere familiarità con la scrittura dell'autore ed il suo districarsi per più piani narrativi e prospettive ...continue

    Superato lo scoglio della prima trentina di pagine, in cui - a fatica - bisogna riuscire a prendere familiarità con la scrittura dell'autore ed il suo districarsi per più piani narrativi e prospettive che si intrecciano nel bel mezzo di una frase, la vista si apre su un romanzo eccezionale. Il libro di Cabré è un'opera affascinante che si sviluppa attorno ad un oggetto, un violino, che lega inscindibilmente le vite dei personaggi che con esso sono venuti in contatto. La lunga lettera d'amore di Adrià alla sua amata Sara, che costituisce l'ossatura del romanzo, per non dire il romanzo stesso, cresce attorno alla storia del Vial, il primo violino prodotto dal liutaio settecentesco Storioni. Ma l'oggetto in sé, per quanto affascinante, si scopre non essere in grado di guidare o determinare le vite dei molteplici attori sulla scena del romanzo: il violino è solo il filo rosso di una Storia che rimane, in tutto e per tutto, appannaggio degli uomini, delle loro passioni, dei loro desideri, delle loro paure, delle loro azioni.

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  • 5

    Tante storie apparentemente slegate, salti di tempo e luogo, frasi che iniziano in terza persona persona e finiscono in prima...insomma è' un libro meraviglioso a patto che ci si abbandoni ad esso sen ...continue

    Tante storie apparentemente slegate, salti di tempo e luogo, frasi che iniziano in terza persona persona e finiscono in prima...insomma è' un libro meraviglioso a patto che ci si abbandoni ad esso senza avere paura di sentirsi confusi e disorientati

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  • 5

    complesso ma eccezionale

    E' molto difficile fare una recensione su questo libro, perchè è un'opera con 10 opere all'interno, è una specie di puzzle che si compone piano piano partendo da 10 o 12 o forse più spunti di storie d ...continue

    E' molto difficile fare una recensione su questo libro, perchè è un'opera con 10 opere all'interno, è una specie di puzzle che si compone piano piano partendo da 10 o 12 o forse più spunti di storie diverse. La storia principale è la confessione di Adrià Ardevol, che narra la sua via dall'inizio alla fine. Le altre sono storie collegate al suo violino Vial e al suo amico Bernat e alla sua amata Sara (o Sava o Savva). Credo che tutte le storie inserite e incastrate dentro il filo del romanzo siano delle invenzioni della mente di Adrià che si raccontava storie. Cmq è stupendo. Scritto in maniera impeccabile e perfettamente circolare (nonostante l'autore lo dichiari incompiuto). Mi sono divertita, entusiasmata, preoccupata, commossa... il tutto in queste quasi 800 pagine. E' da rileggere, per essere capito.

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  • 5

    Io Confesso di Jaume Cabrè
    Recensione difficile, difficilissima da scrivere. Ho lasciato passare parecchi giorni prima di farla, sia per il ventaglio di emozioni che mi ha lasciato il libro che per l’ ...continue

    Io Confesso di Jaume Cabrè
    Recensione difficile, difficilissima da scrivere. Ho lasciato passare parecchi giorni prima di farla, sia per il ventaglio di emozioni che mi ha lasciato il libro che per l’entusiasmo che mi ha colto per avere scoperto un autore che finalmente merita tutta la fatica delle oltre 600 pp di cui è costituito il libro.
    Scrittore potente, di razza, Cabrè vanta una solidissima tecnica narrativa che gli permette continui sbalzi temporali in avanti ed indietro nel tempo, senza sbavature e senza che questo appesantisca minimamente la lettura o la confonda. A questo va aggiunta l’originalissima trovata narrativa di utilizzare nella stessa pagina la prima e la terza persona che si alternano tra di loro.
    Un ventaglio amplissimo di personaggi che vanno dal XV sec ai giorni nostri si susseguono e si rincorrono durante tutto il libro, spariscono interrompendo la loro narrazione per riprenderla cinquanta pagine più in là quando finalmente acquista luce e si capisce quello che è successo cinquanta pagine prima.
    Una sorta di puzzle che avvince e lascia con il fiato sospeso (pur non essendo assolutamente un giallo) fino all’ultima pagina
    Ma a parte le grandi capacità tecniche, (decisamente rare ai giorni nostri…) Cabrè dimostra di saper maneggiare temi “enormi” quali il dolore, la colpa, la responsabilità individuale, l’amore, così come andrebbero trattati; in maniera asciutta, essenziale, senza “sbavature” retoriche, rispettandone il mistero, (cosa difficilissima quando si approcciano questi argomenti) ed accompagnando per mano il lettore attraverso un percorso fatto di mille domande e di rarissime risposte.
    Consigliato? Consigliatissimo!! Anzi direi proprio da non perdere

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  • 4

    Una reflexión acerca del efecto del Mal sobre quien lo ejerce y sobre quien lo sufre; la culpa por las cosas que se hicieron y por las que se quedaron sin hacer. Por obra u omisión: confíteor. Este li ...continue

    Una reflexión acerca del efecto del Mal sobre quien lo ejerce y sobre quien lo sufre; la culpa por las cosas que se hicieron y por las que se quedaron sin hacer. Por obra u omisión: confíteor. Este libro me ha dejado un sabor agridulce, creo que si se hubiera escrito de una manera más convencional lo habría disfrutado más. Hay que reconocer que la forma de narrar es poco usual y le da una vertiente de singularidad. ¿Original? Sí. ¿Lioso? También.
    http://buscapina7.blogspot.com.es/2014/10/yo-confieso.html

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