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Yo confieso

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Publisher: Destino

4.3
(231)

Language:Español | Number of Pages: 1000 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Catalan , German , Italian , French

Isbn-10: 8423345084 | Isbn-13: 9788423345083 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Rosa Alapont

Also available as: Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , History , Philosophy

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Book Description
Si la tienda de antigüedades de la familia es todo un universo para el niño Adrià, el despacho del padre es el centro de ese universo y su tesoro más preciado un magnífico violín Storioni, en cuyo estuche aún se aprecia la sombra de un crimen cometido muchos años atrás. La infancia y la adolescencia de Adrià, llena de preguntas sin respuesta, de juegos solitarios y de falta de calor, está dedicada al estudio de la historia y de las lenguas, tal como quiere el padre, y a la práctica del violín, siguiendo los deseos de la madre. Pero un accidente acabará con la vida del padre, sumiendo a Adrià en un estado de culpabilidad y llenando su mundo de secretos y turbios misterios que tardará muchos años en despejar.

Una novela ambiciosa, monumental y maravillosa que nos habla del poder, el dolor y la penitencia, el mal y la redención, la venganza, el amor, la culpa y la posibilidad del perdón, y que de la mano de una escritura brillante y a través de una imponente historia recorre los momentos estelares de la historia occidental.
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  • 4

    Un romanzo pieno di suggestioni e di storie. La storia di un violino, la storia di un figlio di genitori anaffettivi, di una passione per la storia del pensiero umano e per l'erudizione. Storia d'amor ...continue

    Un romanzo pieno di suggestioni e di storie. La storia di un violino, la storia di un figlio di genitori anaffettivi, di una passione per la storia del pensiero umano e per l'erudizione. Storia d'amore, d'amicizia. Un romanzo che si interroga sul male, sul dolore, sulla colpa, sulla bellezza e sull'arte - perchè "l'estetica [...] porta sempre con sè altre forme di pensiero".

    Si interroga sulla colpa, forse soprattutto sulla colpa: confiteor - confesso che ho molto peccato.
    Sulla possibilità di vivere fedeli a un'integrità morale, pur senza fare attivamente del male; sull'ineluttabilità del peso delle colpe della storia che ci pesa addosso.

    E' un romanzo che scava, scava, e continua a scavare portando alla luce storie tra cui traccia legami alla ricerca di un senso. Del senso della vita - si, è anche un romanzo ambizioso.
    Scava e porta alla luce anche le tue pene, quelle che pensavi sepolte e ormai perse nel passato. Ma il passato torna sempre.

    Una lode particolare allo stile originale con cui è scritto. L'autore vola da un periodo storico all'altro e tra i luoghi e le situazioni più disparate (oltre che oscillare continuamente tra il racconto in prima e in terza persona), andando avanti per un cospicuo numero di pagine, senza mai risultare ostico o pesante. Questa è classe.

    Rimando alle sezioni immagini e musica/video, dove ho caricato solo una minima parte delle suggestioni evocate dalla lettura.

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  • 4

    Enciclopedico

    Non credo che lo stile sia così sperimentale e non ho trovato complessa la lettura, la struttura è complessa sì, ma è di facile accesso per il lettore. Per me è stato naturale seguire questo reticolo ...continue

    Non credo che lo stile sia così sperimentale e non ho trovato complessa la lettura, la struttura è complessa sì, ma è di facile accesso per il lettore. Per me è stato naturale seguire questo reticolo di narrazioni che si toccano, s'incastrano, talvolta si sfiorano soltanto. Basta lasciarsi trasportare, prima o poi una delle tante sottotrame, che sono state lanciate sul piatto, tornerà, si ripeterà arricchita di nuovi particolari, riaffiorerà alla memoria e mi farà sobbalzare. Insomma è complesso, semplice e abbastanza classico questo romanzo che si svolge, tra una vicenda e l'altra, in 500 anni. Mi ha sorpreso la profondità e la verità dei tanti personaggi, mi ha fatto arrabbiare qualche espediente narrativo, talvolta ho pensato: questo è troppo, eppure sono cascata in tutti i tranelli che mi ha teso questo abilissimo narratore.

    said on 

  • 4

    Come le figure degli scacchi quando il gioco è finito.

    Io confesso è la storia di un figlio che ha delle aspirazioni ma è costretto dal padre a seguirne delle altre ed è la storia di un prezioso violino che passa di mano in mano nel corso della storia. E' ...continue

    Io confesso è la storia di un figlio che ha delle aspirazioni ma è costretto dal padre a seguirne delle altre ed è la storia di un prezioso violino che passa di mano in mano nel corso della storia. E' un romanzo che passa da un'epoca all'altra e dalla prima persona alla terza all'improvviso ma a cui ci si abitua dopo poche pagine perché l'autore si destreggia bene.
    E' la storia di un padre che si vorrebbe uccidere come tanti padri che vi facevano indossare pantaloni verdi quando avreste voluto indossarne di marroni, e di persone che vi facevano correre quando avreste desiderato stare fermi, di madri che vi facevano stare seduti mentre volevate muovervi e di insegnamenti uniformi e superficiali che vi hanno fatto poi osservare e giudicare le cose sulla base di questi insegnamenti uniformi e superficiali.
    E' la storia di quando avevate voglia di divorare i classici, la storia e la filosofia ma impulsi irresistibili vi ossessionavano facendovi occupare il tempo che nessuno vi restituirà mai in attività piu' o meno piacevoli ma che vi hanno impedito di parlare con gli altri di Zenone o di Aristarco e dei vostri veri interessi. Di quando siete stati accaparratori di oggetti e di beni ma avreste scelto più volentieri un'esistenza austera ma serena.
    E' la storia del tempo perduto e di una madre che a mezza voce con il suo tono triste e cantinelante vi leggeva un brano dell'Apocalisse
    - E per gli abietti e gli assassini e gli immorali, e i fattucchieri e gli idolatri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente fatto di fuoco e di zolfo -
    Ecco , e tu eri uno di quelli a cui era destinato lo stagno.
    E' la storia di quando diventerai adulto e le immagini di tuo padre e di tua madre non saranno un ricordo ma un' invenzione, e sarà un'invenzione eccessivamente gentile. E' la storia di quando un giorno dormirai accanto al tuo uomo o alla tua donna ma desidererai di essere altrove e penserai che ci sarà pur qualcuno che sarebbe felice di dormire al tuo e al suo fianco e di quanto siano enormemente più numerose le persone non appagate rispetto a quelle che lo sono. Eppure è anche la storia di quando sei scappato da una persona amorevole ma non da una persona complicata.
    E' la storia di una crudele dipendenza e di come ti sei arreso ad essa e di quanto sia stata impari la battaglia fin dall'inizio.
    E' la storia di quando tu per gratuito amore per la provocazione, ti sei degradato per dimostrare il tuo disprezzo verso la sconfitta delle tue aspirazioni; di quando hai capito che l'età, il tempo e la vecchiezza non abbiano mai portato alla maturità, ma soltanto e nient'altro che alla vecchiezza.
    E' la storia di quando forse un giorno risorgerai dalla tomba e se ancora ti ricorderai di Lei, è la storia dell'unica persona al mondo che vorresti incontrare di nuovo.

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  • 5

    ​Leggere questo libro da' la stessa emozione di camminare un mercoledì qualsiasi per strade più o meno note, svoltare casualmente un angolo credendo di vedere il solito palazzo, e scorgere invece un u ...continue

    ​Leggere questo libro da' la stessa emozione di camminare un mercoledì qualsiasi per strade più o meno note, svoltare casualmente un angolo credendo di vedere il solito palazzo, e scorgere invece un unicorno che bruca.
    Un animale che da mito diventa realtà, caleidoscopica, fatata e incredeibile alla ragione.
    Bello - come sostantivo, non come aggettivo - che rimanda a tutte le storie che ne presupponevano l'esistenza; che fa sgorgare una nostalgia di cui non sapevi - mai avevo cavalcato un unicorno fino ad ora; in cui scorgi una vita, un mondo, che non hai vissuto ma che hai sempre desiderato.
    Questo libro e' così, e quando ho finito queste pagine di bellezza il primo istinto e' stato quello di reiniziarle, e creare schemi di collegamento tra i numerosissimi personaggi, trovare itinerari per camminare tra la Catalunia, ricercare tra le citazioni innumerevoli quelle reali, ascoltare i temi musicali citati ta le righe.
    Ma rileggerlo è un regalo che vale farsi non troppo ravvicinato, e quest'anno ha già avuto il suo.
    Cinque stelle cum laude, e miglior libro degli ultimi dieci anni.

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  • 4

    Complicato

    il vero protagonista del libro è un magnifico violino, che dalla sua nascita ha avuto molti padroni ed ha attraversato momenti storici drammatici. I suoi possessori sono passati o stanno deperendo, ma ...continue

    il vero protagonista del libro è un magnifico violino, che dalla sua nascita ha avuto molti padroni ed ha attraversato momenti storici drammatici. I suoi possessori sono passati o stanno deperendo, ma lui rimane intatto, perfetto e un pó incantato
    Libro complicato ma molto bello. Le frasi si intrecciano tra personaggi diversi saltando da un tempo ad un altro. A volte difficile da seguire.

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  • 5

    questa ccazzo (cit.) di vita (seistellequasisette)

    Se non fosse stato per un mio contatto di aNobii manco avrei saputo dell'esistenza di questo titolo. Struttura originale, a tratti inquietante. Ma, come han già detto altri lettori, la concentrazione ...continue

    Se non fosse stato per un mio contatto di aNobii manco avrei saputo dell'esistenza di questo titolo. Struttura originale, a tratti inquietante. Ma, come han già detto altri lettori, la concentrazione dev'esserci soprattutto nelle prime 30-40 pagine per capire fino in fondo il gioco (piacevolissimo) dell'autore. E un grazie alla traduttrice che è stata capace di barcamenarsi perfettamente in questo testo assai insidioso.
    Com'è scritto questo testo? In prima persona..no..in terza.. no! In tutt'e due i modi, tant'è vero che alcuni periodi iniziano in prima persona e finiscono in terza. Ma non è solo questo: la vicenda ha una forza evocativa tale per cui se due personaggi stanno parlando di un quadro, di una leggenda, di un oggetto, ecco che al lettore si materializzano all'improvviso altri personaggi altre immagini, e altre storie che solo apparentemente non c'entrano con il contesto. Più che spagnolo, l'autore sembrerebbe sudamericano per la componente surreale che immette nella sua opera.
    Leggetelo, ma solo se siete in un momento in cui potete dare a questo libro l'impegno che si merita

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  • 5

    Adrià Ardevòl es un humanista que no ha hecho en toda su vida más que estudiar, aprender infinidad de idiomas y ser un virtuoso del violín. No quiere que se pierda su Historia y comienza a narrarla de ...continue

    Adrià Ardevòl es un humanista que no ha hecho en toda su vida más que estudiar, aprender infinidad de idiomas y ser un virtuoso del violín. No quiere que se pierda su Historia y comienza a narrarla desde lo que recuerda de su infancia marcada por la falta de amor de sus padres y su inteligencia extraordinaria explotada por su autoritario padre y la indiferencia de su madre. Es Barcelona de los años 1940-50. Asesinato de su padre que dedicado a negocios de antigüedades retiene un violín Vial de 1764 codiciado por los asesinos. Busca el origen del violín y se remonta a la Gerona del siglo XIV y XV con la Inquisición y los judíos que más adelante identificará con las SS de Hitler y sus horribles exterminios de judíos. Conoce a Sara , el amor de su vida y para quien escribe esta historia. Bernart es el amigo fiel siempre trayéndolo a la realidad y con quien comparte su pasión melómana. En la investigación de la trayectoria seguida por el violín desde la madera de la que se fabricó hasta llegar a manos de Adrià surgen inmensidad de historias que abarcan cuatro siglos de Historia europea.
    Enseñanzas
    El misterio del Mal y el valor de la amistad
    Fondo
    Es de gran calado. Es investigación fallida sobre el origen del mal. La imagen de un Dios vengativo y rencoroso y no de amor ofusca al protagonista (pg. 364 ). Afirma uno de los personajes que el mal absoluto está en personas. como Hitler, que depende de ellas y que la guerra pone de manifiesto lo más brutal de la naturaleza humana (pg 474). El autor hace una unidad ética sobre el mal atando cabos históricos de atrocidades cometidas en épocas distantes, los horrores de una maldad organizada que destruye vidas e ilusiones en una Europa cada vez con menos ideales. Destaca en toda la novela el amor por la música, la filosofía, la literatura y la búsqueda de la verdad.
    Forma :
    Verdaderamente original. Cuesta un poco cogerle el aire pero una vez cogido engancha de tal manera que es imposible dejar de leer. Narrada en primera persona sorprenden los cambios de puntos de vista dentro de una misma secuencia.
    La multitud de ramificaciones no dispersa el todo de su configuración narrativa en orden a su unidad ética tan melancólica y fallida en la busqueda del origen del mal.
    Los personajes están magníficamente retratados con calidez y cercanía , se vive su vivencia. Las descripciones de los horrores de los campos de exterminio son estremecedores , por ejemplo ( pg 550-55 ). Muy bien traducida .Las expresiones en otros idiomas son abundantes pueden molestar algo a los no polígrafos pero no restan inteligibilidad al texto . El latín matiza la ambientación de los capítulos. Ayuda al seguimiento de la narración el Dramatis personae del final porque sitúa a los personajes en el papel que juegan en la novela y la época en que viven.
    Cartoné, buena letra y buen papel.
    Categoría de lectores:
    Amantes de la literatura , melómanos y con cierto nivel cultura
    No proclives a demonizar ciertas ideologías.
    Valencia 2 Novembre 2011-11-01
    Larga: Celia Giménez

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  • 5

    La metafora della salita in montagna ci sta. Affrontare le 800 pagine di Io confesso è come porsi di fronte a un tremila, partendo da fondovalle. Il pensiero che consola è rappresentato dalla possibil ...continue

    La metafora della salita in montagna ci sta. Affrontare le 800 pagine di Io confesso è come porsi di fronte a un tremila, partendo da fondovalle. Il pensiero che consola è rappresentato dalla possibilità di mollare a qualsiasi pagina e tornare indietro. Senza questa garanzia non si allacciano nemmeno gli scarponi.
    Il sentiero è impervio fin dalle prime pagine, un problema comune a molti libri che partono in forte pendenza Questo, però, si impenna letteralmente: frasi che iniziano in prima persona e finiscono in terza: salti di tempo, di scena, personaggi e luoghi in un solo periodo.
    Se siete già stanchi potete smettere di leggere. Se invece, come me, avete ricevuto un'educazione cattolica, sapete che più soffrirete, più grande sarà la ricompensa.
    Confermo: il panorama che Jaume Cabré regala a chi arriva in vetta non ha confini. Spuntano all'orizzonte le coste di altri libri che hanno lasciato il segno, ma questo... adesso siamo sulla vetta di questo che pare il più alto, il più bello. Forse domani l'emozione evaporerà e tutto ritornerà nei ranghi della normalità, ma oggi trionfa la bellezza della prosa, la tenerezza di un grande amore e l'invenzione dell'autore che ha saputo creare un linguaggio difficile, impossibile, faticoso e persino idiota, ma assolutamente geniale. Per ora non mi va di scendere. E non scendo.

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  • 5

    Superato lo scoglio della prima trentina di pagine, in cui - a fatica - bisogna riuscire a prendere familiarità con la scrittura dell'autore ed il suo districarsi per più piani narrativi e prospettive ...continue

    Superato lo scoglio della prima trentina di pagine, in cui - a fatica - bisogna riuscire a prendere familiarità con la scrittura dell'autore ed il suo districarsi per più piani narrativi e prospettive che si intrecciano nel bel mezzo di una frase, la vista si apre su un romanzo eccezionale. Il libro di Cabré è un'opera affascinante che si sviluppa attorno ad un oggetto, un violino, che lega inscindibilmente le vite dei personaggi che con esso sono venuti in contatto. La lunga lettera d'amore di Adrià alla sua amata Sara, che costituisce l'ossatura del romanzo, per non dire il romanzo stesso, cresce attorno alla storia del Vial, il primo violino prodotto dal liutaio settecentesco Storioni. Ma l'oggetto in sé, per quanto affascinante, si scopre non essere in grado di guidare o determinare le vite dei molteplici attori sulla scena del romanzo: il violino è solo il filo rosso di una Storia che rimane, in tutto e per tutto, appannaggio degli uomini, delle loro passioni, dei loro desideri, delle loro paure, delle loro azioni.

    said on 

  • 5

    Tante storie apparentemente slegate, salti di tempo e luogo, frasi che iniziano in terza persona persona e finiscono in prima...insomma è' un libro meraviglioso a patto che ci si abbandoni ad esso sen ...continue

    Tante storie apparentemente slegate, salti di tempo e luogo, frasi che iniziano in terza persona persona e finiscono in prima...insomma è' un libro meraviglioso a patto che ci si abbandoni ad esso senza avere paura di sentirsi confusi e disorientati

    said on 

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