Ambientato nel diciannovesimo secolo nella Galizia austriaca e ispirato a una leggenda popolare polacca, questo romanzo è la storia di un ebreo dall'identità fluida, diviso tra una profonda tensione spirituale e una morbosa passione erotica e ... Continua
Ha scritto il 19/07/17
Una storia tragica. Un mondo particolare descritto molto bene. Un'ironia sotterranea che pervade tutto il libro.
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Ha scritto il 21/05/17
Un affresco vivissimo, realistico, “veristico” del mondo yddish e chassidico in un angolino sperduto della Galizia austriaca, in una data non meglio precisata del XIX secolo. Corti rabbiniche in piccole città rurali, con sinagoghe e scuole di ..." Continua...
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Ha scritto il 13/05/17
Cinque stellette alla prima parte del libro, con la storia del rabbino Melech, più attento alle esigenze della carne che a quelle dello spirito, che si affretta a maritare la sua giovanissima figlia Serele con il fragile Nahum, in modo da potersi ..." Continua...
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Ha scritto il 25/04/17
Singer scrisse questo libro dopo una lunga titubanza dovuta ad una ricerca identitaria e linguistica che lo bloccava dal produrre qualcosa dopo i primi successi.Ebbe l'ispirazione di scrivere questo libro dopo aver riflettuto che quello che sapeva ..." Continua...
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Ha scritto il 19/04/17
Quando scrisse questo libro Singer stava facendo i conti con la sua identità culturale e persino, linguistica. Non voleva più scrivere in yiddish, era da tempo uno scettico in materia di fede, aveva subito la grande delusione della rivoluzione ..." Continua...
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Ha scritto il Jun 07, 2014, 17:48
Proseguì allora verso il cimitero del villaggio, la casa eterna. Qui posò la sua sacca su una pietra, si distese, s'addormentò.
La luna illuminava il suo volto, vegliando su di lui.
Pag. 275
Ha scritto il Jun 07, 2014, 17:46
Tu sei un morto errante nel caos del mondo!
Pag. 273
Ha scritto il May 28, 2014, 17:24
Alla fine, non riuscì più a sopportare quella casa.Senza farsi vedere, ricominciò a uscire per i campi coperti di neve e per i boschi spogli, vagando sola fino al crepuscolo. Seduta su un ciocco o appoggiata contro la bruna corteccia di un ... Continua...
Pag. 117
Ha scritto il May 27, 2014, 14:24
In una calda giornata di fine estate, uscendo dal villaggio prese un nuovo sentiero. Dalle strade riarse si sollevavano nuvole leggere e mulinelli di polvere; le cicogne volavano da un tetto all'altro. Dietro le siepi degli orti, tra le fitte chiome ... Continua...
Pag. 104
Ha scritto il May 27, 2014, 14:14
Nel cortile non v'erano alberi. Ma di là dai cancelli si estendevano i campi arati; qua e là si poteva scorgere la figura di un contadino curvo a lavorare, o che seguiva il suo cavallo. A volte si posava al suolo una cicogna, e, ritta su una zampa ... Continua...
Pag. 92

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