Ambientato nel diciannovesimo secolo nella Galizia austriaca e ispirato a una leggenda popolare polacca, questo romanzo è la storia di un ebreo dall'identità fluida, diviso tra una profonda tensione spirituale e una morbosa passione erotica e costant ...Continua
ElenaElle
Ha scritto il 05/06/18
Immergersi nel mondo hassidico è come entrare in un regno lontano nel tempo e nello spazio: con una sua propria lingua e un suo immaginario che ci avvolge come uno scialle. Solo in questo contesto può diventare vera la storia di Nahum Yoshe, l'uomo c...Continua
paola (ri-voglio...
Ha scritto il 29/04/18
Non inserirei Yoshe Kalb tra i libri di Israel J. Singer che preferisco, perché per i miei gusti è un filo troppo grottesco, e forse ha qualche sbavatura (a mio parere si capisce che la prima volta è uscito a puntate). Ma è un racconto magistrale del...Continua
paolo
Ha scritto il 04/11/17
Nella tipica comunità ebraica galiziana un anziano rabbino autoritario dà in sposa la figlia a un giovane e sensibile figlio di rabbini e contemporaneamente prende in sposa come quarta moglie un'orfana dal carattere sulfureo. Tra i due giovani (cogna...Continua
Lake's Meadow
Ha scritto il 19/07/17

Una storia tragica. Un mondo particolare descritto molto bene. Un'ironia sotterranea che pervade tutto il libro.

Ivan (stranito...
Ha scritto il 21/05/17
Un affresco vivissimo, realistico, “veristico” del mondo yddish e chassidico in un angolino sperduto della Galizia austriaca, in una data non meglio precisata del XIX secolo. Corti rabbiniche in piccole città rurali, con sinagoghe e scuole di preghie...Continua

Occhi di velluto
Ha scritto il Jun 07, 2014, 17:48
Proseguì allora verso il cimitero del villaggio, la casa eterna. Qui posò la sua sacca su una pietra, si distese, s'addormentò. La luna illuminava il suo volto, vegliando su di lui.
Pag. 275
Occhi di velluto
Ha scritto il Jun 07, 2014, 17:46
Tu sei un morto errante nel caos del mondo!
Pag. 273
Occhi di velluto
Ha scritto il May 28, 2014, 17:24
Alla fine, non riuscì più a sopportare quella casa. Senza farsi vedere, ricominciò a uscire per i campi coperti di neve e per i boschi spogli, vagando sola fino al crepuscolo. Seduta su un ciocco o appoggiata contro la bruna corteccia di un albero, a...Continua
Pag. 117
Occhi di velluto
Ha scritto il May 27, 2014, 14:24
In una calda giornata di fine estate, uscendo dal villaggio prese un nuovo sentiero. Dalle strade riarse si sollevavano nuvole leggere e mulinelli di polvere; le cicogne volavano da un tetto all'altro. Dietro le siepi degli orti, tra le fitte chiome...Continua
Pag. 104
Occhi di velluto
Ha scritto il May 27, 2014, 14:14
Nel cortile non v'erano alberi. Ma di là dai cancelli si estendevano i campi arati; qua e là si poteva scorgere la figura di un contadino curvo a lavorare, o che seguiva il suo cavallo. A volte si posava al suolo una cicogna, e, ritta su una zampa so...Continua
Pag. 92

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