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Yoshe Kalb e le tentazioni

Di

Editore: Carte Scoperte

3.9
(42)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 352 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8876390081 | Isbn-13: 9788876390081 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruno Fonzi

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Il protagonista di questo romanzo è Yoshe Kalb, un ebreo errante, il cui destino è rappresentato dal viaggio. La storia si svolge attorno alla vita di questo giovane ricco e colto, tentato dal misticismo dei testi sacri e dalla passione per una donna attraente. L'irraggiungibile equilibrio e l'impossibilità della scelta portano Yoshe alla fuga, a dividersi tra le famiglie più ricche e quelle più povere, a vivere nel lusso della corte e a chiedere l'elemosina coperto di stracci, a conoscere tutto e a non conoscere nulla... L'unica salvezza è il travestimento, non per affermare nuove identità, ma piuttosto per sottrarsi alle antiche e a un mondo che richiede continue certezze.
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  • 4

    Yoshe Kalb, il protagonista, è al centro di passioni proibite. Timido quindicenne in Galizia (zona tra Polonia e Ucraina), è costretto a sposare la pia (e insignificante) figlia di un potente rabbino. Poi però scopre la giovanissima (quarta) moglie del suocero. E, quindi, scompare. Vagabonda pe ...continua

    Yoshe Kalb, il protagonista, è al centro di passioni proibite. Timido quindicenne in Galizia (zona tra Polonia e Ucraina), è costretto a sposare la pia (e insignificante) figlia di un potente rabbino. Poi però scopre la giovanissima (quarta) moglie del suocero. E, quindi, scompare. Vagabonda per i cimiteri in cerca dei tuoi simili; e di notte sguscia furtivamente attraverso i campi; e dovunque va si porta appresso disastri ed epidemie; si unisce con donne, fugge da esse, e poi ritorna. Già, ritorna dopo molto tempo: o meglio, torna un uomo che dice di essere lui.
    Tra disastri epidemie e humor sull'ebraismo galiziano di inizio novecento, vale la pena di leggerlo.

    ha scritto il 

  • 5

    Un altro vivido affresco della civiltà askenazita di inzio 900. Così reale, così senza filtri e tuttavia così fiabesco.Forse perchè nulla di tutto ciò che vi è descritto esiste più, forse perchè è stato cancellato così bene che sembra quasi che certe realtà non siano mai state tali.

    ha scritto il 

  • 5

    “Sei Nahum e sei Yoshe; sei un dotto e sei un ignorante; compari d’un tratto nelle città, e scompari improvvisamente da esse; vagabondi per i cimiteri in cerca dei tuoi simili; e di notte sgusci furtivamente attraverso i campi; e dovunque vai porti con te disastro, terrore ed epidemie; ti unisci ...continua

    “Sei Nahum e sei Yoshe; sei un dotto e sei un ignorante; compari d’un tratto nelle città, e scompari improvvisamente da esse; vagabondi per i cimiteri in cerca dei tuoi simili; e di notte sgusci furtivamente attraverso i campi; e dovunque vai porti con te disastro, terrore ed epidemie; ti unisci con donne, fuggi da esse, e poi ritorni. Tu non sai cosa fai, non v’è alcun gusto nè nella tua vita nè nelle tue azioni perché non sei nulla tu stesso, perchè ascoltami bene! Tu sei un morto errante nel caos del mondo!”
    È un attimo, è una scelta: da lì in poi perdi il senso di ciò che sei, e non sei più nessuno.
    Grandissimo Singer!

    ha scritto il 

  • 5

    Chi è questo personaggio strano, fragile, mistico, mendicante errante, che parla poco e non risponde mai alle domande che la gente gli rivolge?


    E' Nahum, il coltissimo figlio del Rabbino di Rachmanikve, e genero del potente e ricco Rabbino di Nyesheve, di cui ha sposato la figlia ...continua

    Chi è questo personaggio strano, fragile, mistico, mendicante errante, che parla poco e non risponde mai alle domande che la gente gli rivolge?

    E' Nahum, il coltissimo figlio del Rabbino di Rachmanikve, e genero del potente e ricco Rabbino di Nyesheve, di cui ha sposato la figlia Serele?
    E' Yoshe, "Yoshe il tonto", il rozzo mendicante che a Bielogura ha sposato la figlia dello scaccino della sinagoga e becchino del cimitero?

    Scritto da Israel Singer nel 1932 poco prima di emigrare negli Stati Uniti "Yoshe Kalb" (questo il titolo originale, che sarebbe bene mantenere senza ulteriori aggiunte) è certo un grande affresco delle comunità degli ebrei ortodossi chassidici della Galizia dei primi del Novecento, con tutti i suoi distinguo dottrinali e tutti i suoi rigidissimi e complicati rituali, brulicante di personaggi alcuni dei quali straordinari (in particolare le figure femminili), percorso da invidie, lotte intestine, aspirazioni al potere.

    E però anche la storia di un amore folle, di una passione travolgente, sensuale e mistica allo stesso tempo.

    Ma è soprattutto la storia di una doppia identità, o piuttosto la tragedia di una identità perduta.
    Identità religiosa tra ortodossia e secolarizzazione, perdita di identità religiosa che può portare alla perdita di identità in assoluto.

    Tema che ritornerà con prepotenza nei successivi "I fratelli Ashkenazi" del 1936 e ne "La famiglia Karnowski" del 1943.

    Approfondimento sul mio blog
    http://nonsoloproust.wordpress.com/2013/07/07/yoshe-kalb-e-le-tentazioni-israel-joshua-singer/

    ha scritto il 

  • 5

    Massimo dei voti per un romanzo vecchio stile, in cui Israel Singer (che era il fratello maggiore, prematuratamente scomparso, del più noto Isaac) ricrea lo scomparso universo dell'ebraismo chassidico galiziano nei primi anni del secolo scorso. Il protagonista, come anche altri personaggi del lib ...continua

    Massimo dei voti per un romanzo vecchio stile, in cui Israel Singer (che era il fratello maggiore, prematuratamente scomparso, del più noto Isaac) ricrea lo scomparso universo dell'ebraismo chassidico galiziano nei primi anni del secolo scorso. Il protagonista, come anche altri personaggi del libro, soffre sotto il peso della natura e degli impulsi sessuali, contro i quali (e contro l'animalesca ferinità delle donne, tanto più represse quanto più capaci di infrangere irrazionalmente i tabù imposti loro da stolidi maschietti) a poco vale dispiegare tutta l'artiglieria della ragione, della religione, delle tradizioni dei Padri. Le tensioni laceranti che lo pervadono conducono all'annientamento di sè, alla perdita dell'identità, al fatale mascheramento con la figura del sempiterno Ebreo Errante. Attenzione però: nonostante tutto ciò, non si tratta di una tragedia greca sulla quale fare harakiri esistenziale in cupe notti di depressione, ma di un romanzo ricco di colori sgargianti.

    ha scritto il