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Yoshe Kalb e le tentazioni

Di

Editore: Carte Scoperte (Carte riscoperte)

3.9
(175)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 352 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8876390081 | Isbn-13: 9788876390081 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruno Fonzi

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Il protagonista di questo romanzo è Yoshe Kalb, un ebreo errante, il cui destino è rappresentato dal viaggio. La storia si svolge attorno alla vita di questo giovane ricco e colto, tentato dal misticismo dei testi sacri e dalla passione per una donna attraente. L'irraggiungibile equilibrio e l'impossibilità della scelta portano Yoshe alla fuga, a dividersi tra le famiglie più ricche e quelle più povere, a vivere nel lusso della corte e a chiedere l'elemosina coperto di stracci, a conoscere tutto e a non conoscere nulla... L'unica salvezza è il travestimento, non per affermare nuove identità, ma piuttosto per sottrarsi alle antiche e a un mondo che richiede continue certezze.
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  • 3

    Quando la religione ridicolizza l'uomo

    Il libro descrive perfettamente le conseguenze che le religioni, portate all'eccesso, producono sugli uomini. Gli ebrei di questo libro, spesso e volentieri, appaiono degli sciocchi e superstiziosi cr ...continua

    Il libro descrive perfettamente le conseguenze che le religioni, portate all'eccesso, producono sugli uomini. Gli ebrei di questo libro, spesso e volentieri, appaiono degli sciocchi e superstiziosi creduloni.
    Chi ha letto "La famiglia Karnowsky" dello stesso autore, non si aspetti di rimanere incollato al libro giorno e notte.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere questo libro è come fare un viaggio nel passato ed è inevitabile il coinvolgimento nelle vicende che si susseguono principalmente nella corte rabbinica di Nyesheve , una corte sempre in fermen ...continua

    Leggere questo libro è come fare un viaggio nel passato ed è inevitabile il coinvolgimento nelle vicende che si susseguono principalmente nella corte rabbinica di Nyesheve , una corte sempre in fermento tra matrimoni e celebrazioni varie. Ci racconta l'autore, spesso con ironia, abitudini, credenze integraliste,rigide osservanze della Legge ma anche invidie e ostilità della comunità chassidica ed in questo contesto si trova a vivere Nahum con la sua doppia identità, la sua fragilità, l'estraneità a tutto ciò che lo circonda. Ma nel romanzo non c'è solo la storia di Nahum, ci sono anche quelle di Malka, di Serele, di Zivyah, donne diverse ma che fanno parte di una minoranza, sottoposte a rigide regole di comportamento che devono essere sempre pronte ad ubbidire,donne che non possono avere una loro personalità, donne che " devono ponderare il loro atteggiamento" come spiega il rabbino nel suo proclama durante la pestilenza evidenziando i "peccati" femminili. Una lettura bella e interessante che mi ha confermato la grande bravura di I.J.Singer.

    ha scritto il 

  • 5

    8.5/10

    Primo libro che leggo dell'autore e gradevolissima sorpresa.
    Un romanzo che si differenzia molto dalle mie letture usuali sia per tematiche (ebraismo, spiritualità ecc..) e anche dallo stile.
    Per quan ...continua

    Primo libro che leggo dell'autore e gradevolissima sorpresa.
    Un romanzo che si differenzia molto dalle mie letture usuali sia per tematiche (ebraismo, spiritualità ecc..) e anche dallo stile.
    Per quanto i personaggi siano sicuramente meno numerosi rispetto ad altri libri che ho letto (specie i romanzi russi che tanto amo) l'ho trovato decisamente più caotico, più confusionario.
    Non si tratta, però, di una confusione nel comune senso del termine: tutto ciò che viene descritto si capisce chiaramente, è solo la sensazione che ti dà ad essere confusa.
    A me è piaciuto molto e leggerò presto altro di questo autore, lo consiglio anche a voi.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando la vita è schiacciata dalla fede

    Yoshe Kalb venne pubblicato, a puntate e in yiddish sul “Jewish Daily Forward” di New York e, poiché ebbe un grande successo, fu pubblicato successivamente come romanzo, in lingua inglese.

    “Quella di ...continua

    Yoshe Kalb venne pubblicato, a puntate e in yiddish sul “Jewish Daily Forward” di New York e, poiché ebbe un grande successo, fu pubblicato successivamente come romanzo, in lingua inglese.

    “Quella di Yoshe Kalb è una storia vera; in Galizia era esistito un tale soprannominato così, e ciò che narra questo libro è realmente ciò che gli accadde. Per diversi anni il mondo hassidico fu in subbuglio per causa sua. Molte volte avevo udito mio padre raccontare la sua storia.”(dalla prefazione)

    Suddiviso in tre parti, il romanzo ci inserisce nella comunità ebraica dei chassidi, residenti nella Galizia, all’interno di corti chiassose, in cui il pettegolezzo e l’invidia circolano liberamente.
    Melech, un rabbi goffo, piuttosto volgare e sufficientemente lontano dei precetti del Libro, decide, dopo avere sposato e seppellito tre mogli, di averne una quarta, giovane orfana poco più che bambina.
    Incurante delle voci e dei giudizi negativi relativi all’ennesimo matrimonio, convince il Rabbi di Rachmanivke a fidanzare il figlio Nahum con la figlia Serele.

    (“Perché Nyesheve doveva importare uno sposo dalla Lituania? Ma non dissero nulla. Se l’aveva combinato il Rabbi, probabilmente era stato deciso così dall’alto.”)

    Il giovane anch’esso poco più che bambino, dedito ai testi sacri, è costretto al matrimonio.
    Serele si innamora di questo giovane distinto ed elegante, ma Yoshe pare interessato solo allo studio religioso e alla meditazione. (“Dopo i primi giorni di terrore, d’un tratto si era dimostrato un uomo.Quei sette giorni erano stati un incubo, per lui…”)

    Ma l’imprevisto accade.
    Quando Yoshe incontra lo sguardo di Malka, la bella e intraprendente moglie del suocero.
    È una passione che devia le vite di tutti.( “Peccato! Peccato mortale, senza perdono! Aveva letto nei libri che il peccato di desiderio equivaleva al peccato di possesso. Non v’erano fiamme sufficienti nell’inferno per colui che avesse desiderato la donna d’altri”).
    È ciò per cui la vita esplode e si fa carne e non solo pensiero.
    Ma il peccato, la legge divina stende parole di terrore, auspica morti orribili, annienta l’esistenza.
    Cancella identità.
    Non resta che la fuga.
    La negazione del proprio essere.
    Da saggio a stolto, da ammirato e denigrato, dalla conoscenza delle parole all’assenza delle stesse.
    È un essere privo di vita quello che si aggira per anni, dimentico di se stesso, ripiegato, cantore di Salmi, relegato ai margini della società. Deriso e offeso.
    Costretto ad un folle matrimonio con la figlia ritardata dello scaccino.

    E di nuovo la fuga. O il ritorno.

    Ma dovrà fare i conti con un processo.

    “Sei Nahum e sei Yoshe; sei un dotto e sei un ignorante; compari d’un tratto nelle città, e scompari improvvisamente da esse; vagabondi per i cimiteri in cerca dei tuoi simili; e di notte sgusci furtivamente attraverso i campi; e dovunque vai porti con te disastro, terrore ed epidemie; ti unisci con donne, fuggi da esse, e poi ritorni. Tu non sai cosa fai, non v’è alcun gusto nè nella tua vita nè nelle tue azioni perché non sei nulla tu stesso, perchè ascoltami bene! Tu sei un morto errante nel caos del mondo!"
    Un’identita smarrita.
    “chi sei?”
    “non lo so”.

    Il peccato e l’allontamento della fede determinano l’annientamento dell’essere?
    È una non vita quella che si subisce quando ci si ribella a dogmi e precetti?

    Di fronte all’apatia e passività di Yoshe, si rimane sorpresi dalla caparbietà della giovane e coraggiosa Malka (splendida quando si ribella al taglio dei capelli) che segue la passione del cuore incurante delle dicerie, incapace di arrendersi fino alla fine.

    Un affresco di una comunità dove la legge divina sembra governare, ma in realtà ciò che lega le relazioni sociali è molto più terreno.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro piacevole ed emozionante che introduce il lettore alla vita ebraica dell'ottocento attraverso la storia di un giovane uomo Nahum innamorato più della Legge che delle persone, inadatto alla qu ...continua

    Un libro piacevole ed emozionante che introduce il lettore alla vita ebraica dell'ottocento attraverso la storia di un giovane uomo Nahum innamorato più della Legge che delle persone, inadatto alla quotidianità che impone il suo ruolo, sfuggevole e incomprensibile.
    Scritto in modo coinvolgente, passando da un tono appassionato a quello più ironico, sempre con lo sguardo e la penna attenti e rispettosi.

    La recensione la trovate nel mio blog
    https://amacadieuterpe.wordpress.com/2015/05/24/yoshe-kalb-di-israel-j-singer/

    ha scritto il 

  • 5

    “ < Non lo so> “

    Straordinario affresco in chiave ironica , se non addirittura comica in più di un momento , di un mondo come quello degli ebrei chassidici galiziani , che vi appaiono proprio come l'immaginario collet ...continua

    Straordinario affresco in chiave ironica , se non addirittura comica in più di un momento , di un mondo come quello degli ebrei chassidici galiziani , che vi appaiono proprio come l'immaginario collettivo tende ad etichettare gli ebrei , descritto attraverso le sue tradizioni , i suoi usi , ma soprattutto nella sua osservanza totale ed assoluta di un concetto di fede che trova ben pochi riscontri nella cultura occidentale.
    Il romanzo , che si sviluppa in tre parti , vede nella prima ambientata presso l'importante corte di Nyesheve il rabbino due volte vedovo Rabbi Melech affrettare le nozze di Serele , la sua figlia più piccola, per poter celebrare successivamente anche le sue con una giovanissima terza moglie che si rivelerà decisamente indocile e diversa da quella che lui si sarebbe aspettato .
    Nella seconda , presso Bialogura nella Polonia russa , si manifesta per la prima volta la figura di Yoshe Kalb , “il tonto” che non parla , non reagisce mai neppure se provocato o picchiato , che recita continuamente i salmi , e che proprio per il suo modo di vivere solitario e sfuggente finirà per essere accusato di un gravissimo peccato .
    Ma è nella terza parte , quella che riporta la scena nuovamente a Nyesheve per un grandioso finale (la descrizione della folla , dei grandi saggi accorsi per il processo , e lo svolgimento del processo stesso varrebbe da sola a consigliarne la lettura) che si ritrova il senso del romanzo .
    Ed è inutile dire che in ognuna delle tre parti il centro dell'attenzione è proprio occupato dal personaggio di Nahum, colto studioso del Talmud e conoscitore della Kabalah , marito legittimo di Serele, peccatore e fedifrago , ossia di Yoshe Kalb,instancabile vagabondo , che viaggio coperto di luridi stracci , che si nutre di pane secco , alla continua ricerca di un luogo in cui stare e nel quale affermare la propria identità .
    Una figura emblematica dalla doppia personalità che viene ad assumere un'evidente valenza simbolica sulle diverse anime dell'ebraismo .
    Ho molto apprezzato questo mio secondo romanzo di Israel J. Singer al cui stile ed alla cui facondia , spesso ricca di garbata ironia , va tutta la mia ammirazione.

    ha scritto il 

  • 5

    L'astuzia di essere tonti

    Questo è il secondo libro che leggo di I.J. Singer e non mi ha delusa.
    Lo trovo davvero un grande scrittore. Ci catapulta in mondi e tradizioni lontane dalla nostra vita quotidiana, rendendoci infiltr ...continua

    Questo è il secondo libro che leggo di I.J. Singer e non mi ha delusa.
    Lo trovo davvero un grande scrittore. Ci catapulta in mondi e tradizioni lontane dalla nostra vita quotidiana, rendendoci infiltrati tra una folla di studiosi, religiosi, astuti commercianti e contabili, donne rassegnate al proprio destino, rabbini dediti al controllo del proprio potere. Fiumi di persone che si spostano da una regione all'altra, chi ricchi e chi poveri.
    E se un uomo non può decidere nulla del proprio destino, ma solo annuire e sposare chi non ama, amare chi non può, cadere nel peccato e sentirsi colpevole per tutta la vita, forse davvero non può fare altro che rinchiudersi nel silenzio della preghiera e fingere che tutto il mondo attorno non si curi di lui. E fuggire. Proprio questo desiderio di sparire da tutti porterà Nahum, o Yoshe, a smuovere migliaia di persone e di coscienze? Si può vivere davvero fuori dal mondo? Chi è il tonto? Chi è troppo sensibile, per sopportare tanta responsabilità?

    ha scritto il 

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