Yoshe Kalb e le tentazioni

Di

Editore: Carte Scoperte (Carte riscoperte)

3.8
(229)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 352 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8876390081 | Isbn-13: 9788876390081 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruno Fonzi

Disponibile anche come: eBook , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Il protagonista di questo romanzo è Yoshe Kalb, un ebreo errante, il cui destino è rappresentato dal viaggio. La storia si svolge attorno alla vita di questo giovane ricco e colto, tentato dal misticismo dei testi sacri e dalla passione per una donna attraente. L'irraggiungibile equilibrio e l'impossibilità della scelta portano Yoshe alla fuga, a dividersi tra le famiglie più ricche e quelle più povere, a vivere nel lusso della corte e a chiedere l'elemosina coperto di stracci, a conoscere tutto e a non conoscere nulla... L'unica salvezza è il travestimento, non per affermare nuove identità, ma piuttosto per sottrarsi alle antiche e a un mondo che richiede continue certezze.
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  • 3

    Usi e costumi chassidici, il vero protagonista

    Questo racconto, a tratti lento, solo a tratti mi ha presa. Per cui, lo dico sin da ora, dopo la saga dei Karnowsky, empaticamente, non possono essere che tre stellette scarse.
    La "fotografia", le des ...continua

    Questo racconto, a tratti lento, solo a tratti mi ha presa. Per cui, lo dico sin da ora, dopo la saga dei Karnowsky, empaticamente, non possono essere che tre stellette scarse.
    La "fotografia", le descrizioni di contorno, ne fanno lo strumento - un coltello di satira molto affilata - per trasporre tradizioni ed usanze chassidiche. Una società "medievale", con usi, costumi, credenze, contraddizioni raccontati in modo sarcastico, a tratti fumettistico. Ed in questo ricorda Sender Prager, dove trovo però che la satira si spinga più sul personaggio che sul contesto.
    In un racconto spezzato in due parti, la storia del protagonista rimane sempre la stessa, ovvero quella di un uomo travolto dagli eventi, immerso nella propria tragedia personale: sapere scegliere solo la fuga.
    Chi e', esattamente, Yoshe? Quale storia sta in realtà rappresentando Singer? Quella di "un morto che vaga nel caos del mondo", quella di ciascuno di noi, oppure la storia di una campagnola ed illetterata comunità ebraica, ricca di credenze e contraddizioni, che, a dispetto del titolo, e' la vera protagonista?

    ha scritto il 

  • 4

    4 stelle razionalmente, 3 emotivamente

    “Yoshe Kalb” è uno spaccato della società chassidica galiziana del XIX secolo, che tuttavia offre non solo una preziosa testimonianza storica, ma anche rilevanti spunti di riflessione nel presente: le ...continua

    “Yoshe Kalb” è uno spaccato della società chassidica galiziana del XIX secolo, che tuttavia offre non solo una preziosa testimonianza storica, ma anche rilevanti spunti di riflessione nel presente: le ipocrisie, le contraddizioni e i limiti di quella società richiamano inevitabilmente il tema quanto mai attuale delle deviazioni (quando non aberrazioni) che derivano dall’umana lettura delle religioni e dei loro testi sacri.

    La scrittura di Singer, poi, è godibilissima nella sua varietà di toni, che spaziano dalla verve satirica, a tratti comica, che caratterizza soprattutto la prima parte, ai toni più drammatici che, specie nella seconda parte, rievocano la tensione narrativa della Passione di Cristo.

    Razionalmente 4 stelle dunque.
    Sul piano emotivo, però, mi fermo a 3, perché mi è mancato quel turbamento che mi lasciano gli scrittori ebrei di Israele e che – suppongo stupidamente – mi aspettavo di ritrovare anche qui.

    ha scritto il 

  • 4

    Ogni libro del fratello Singer senza Nobel è un viaggio nella cultura yiddish, un mondo che non c'è più, famiglie, uomini, donne in perenne viaggio nella sofferenza. Storie lunghe una vita. Ogni libro ...continua

    Ogni libro del fratello Singer senza Nobel è un viaggio nella cultura yiddish, un mondo che non c'è più, famiglie, uomini, donne in perenne viaggio nella sofferenza. Storie lunghe una vita. Ogni libro del fratello Singer senza Nobel mi fa pensare che quel premio l'avrebbe meritato anche lui.

    ha scritto il 

  • 4

    Un racconto che merita la stessa considerazione de La famiglia Karnowski o de I fratelli Askenazi. Più breve ma intenso. La storia tormenta, e in un certo senso sdoppiata, di Nahum/Yoshe, il protagoni ...continua

    Un racconto che merita la stessa considerazione de La famiglia Karnowski o de I fratelli Askenazi. Più breve ma intenso. La storia tormenta, e in un certo senso sdoppiata, di Nahum/Yoshe, il protagonista a cui sta stretto il mondo in cui vive e che non potendo vivere liberamente i propri sentimenti trova la soluzione solo attraverso la negazione e la fuga. Tutto ciò calato nelle usuali magistrali descrizioni di atmosfere, aneddoti e di una vita che non esiste più

    ha scritto il 

  • 4

    È il racconto di una vicenda di un mondo che non c'è più ( per citare un altro libro di Singer). La figura piu' interessante è quella di Malka, giovane ragazza quasi indemoniata, sposa dell'anziano Ra ...continua

    È il racconto di una vicenda di un mondo che non c'è più ( per citare un altro libro di Singer). La figura piu' interessante è quella di Malka, giovane ragazza quasi indemoniata, sposa dell'anziano Rabbi Melech, che arde ( è proprio il caso di dirlo, visto che causera' un incendio) di passione per il genero Nahum. Sarà proprio l'amore morboso di Malka a spingere Nahum ad abbandonare sua moglie Selene per intraprendere un percorso di espiazione che lo porterà presso la corte di Bialogura, dove viene conosciuto come Yoshe Kalb (il tonto). Una volta espiata la colpa, ritornera' da sua moglie, ma chi è ora? Yoshe o Nahum? Neanche un processo sbrogliera' la matassa. Il libro offre uno spaccato della società ebraica galiziana, di usi e costumi che non esistono più e che forse non sono mai esistiti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Yoshe, uomo moderno

    "Yoshe Kalb" è il secondo romanzo che leggo di I.J. Singer, dopo "La famiglia Karnowski". Anche in questo caso, lo stile dell'autore è velato d'ironia e sarcasmo, viene descritta con minuzia la vita d ...continua

    "Yoshe Kalb" è il secondo romanzo che leggo di I.J. Singer, dopo "La famiglia Karnowski". Anche in questo caso, lo stile dell'autore è velato d'ironia e sarcasmo, viene descritta con minuzia la vita degli ebrei di Nyesheve, insieme ai loro riti ed alle regole.
    In questo contesto di profonda religiosità, si muovono due personaggi, Malka, quarta moglie del Rabbi, ed il protagonista Nahum, giovane sposo della figlia del Rabbi. Malka e Nahum sono degli anticonformisti: in modo diverso, entrambi mostrano la propria estraneità all'ambiente circostante. Considerati come dei diversi - lei una folle, lui uno straniero - i due sembrano accomunati dall'emarginazione: è forse proprio quest'affinità ad attrarli e legarli.
    Nella seconda parte del romanzo, sopraffatto dalla passione per Malka, Nahum decide di allontanarsi da Nyesheve, e solo dopo molte peregrinazioni si stabilisce in un altro luogo, Bialogura. Qui, viene da tutti soprannominato Yoshe il tonto, per il suo mutismo ostinato. Costretto a sposare un'altra donna, Nahum si allontana anche da Bialogura e ritorna a Nyesheve, dopo quindici anni di lontananza.
    Alla fine, viene istituito un processo: è Nahum o Yoshe lo straniero stabilitosi alla corte del Rabbi dopo un'assenza così lunga?
    Nello scrivere questo romanzo, lo scopo di Singer non era soltanto quello di illustrare le debolezze, le crepe di una comunità, quella ebraica, quasi fuori dal tempo, incapace di adattarsi all'epoca. Singer ci presenta anche uno dei temi più cari agli autori del Novecento, portavoci dello straniamento dell'uomo: l'emarginazione.
    L'esilio, il perenne vagare, la mancanza di un'unica identità definita, testimoniano quanto Nahum sia estraneo al genere umano. Strappato troppo presto alla famiglia e gettato nel mondo, Nahum non sa farsi comprendere, è "straniero".
    Nella mancanza di radici e nell'isolamento del protagonista, Singer proietta la condizione dell'uomo del suo tempo, eternamente esiliato e privo di riferimenti, una condizione senz'altro legata anche al periodo storico in cui visse l'autore, carico di elettricità ed insieme di quell'immobilismo stagnante che solo le grandi tragedie sanno far coesistere.

    Valuto il romanzo con tre stelle e mezzo, solo perché non mi è piaciuto quanto "La famiglia Karnowski".

    ha scritto il 

  • 4

    Fango, misoginia, regole superstizioni. L'uomo tormentato dalla religione, la storia di un popolo scomparso, di cui vedi tracce in Israele, tutto uguale, tranne il fango.

    ha scritto il 

  • 4

    Un ottimo Singer, un mondo fantastico sparito nei fumi dell'Olocausto. Atmosfere magiche, toccanti, con parole che trascinano il lettore attimo dopo attimo alla ricerca dell'essere e dei mille misteri ...continua

    Un ottimo Singer, un mondo fantastico sparito nei fumi dell'Olocausto. Atmosfere magiche, toccanti, con parole che trascinano il lettore attimo dopo attimo alla ricerca dell'essere e dei mille misteri della vita. Sullo sfondo, i villaggi di Chagall con l'ebreo errante. Assoliutamente da leggere prima di affrontare il percorso narrativio di questo Singer.

    ha scritto il 

  • 4

    Nahum/Yoshe Kalb, un uomo tormentato, schiacciato dal desiderio e dalla passione proibita per la cognata e da un vibrante afflato mistico - religioso, alla ricerca della propria identità e di un equi ...continua

    Nahum/Yoshe Kalb, un uomo tormentato, schiacciato dal desiderio e dalla passione proibita per la cognata e da un vibrante afflato mistico - religioso, alla ricerca della propria identità e di un equilibrio, in fuga da se stesso, dalla vita e dal mondo.

    Molto interessanti la descrizione delle comunità degli ebrei ortodossi chassidici della Galizia e i rigidissimi rituali.

    Non è riuscito però a coinvolgermi e appassionarmi come la “Famiglia Karnowski” e “I fratelli Ashkenazi”.

    ha scritto il 

  • 4

    "Yoshe Kalb". Tragicomico.

    La storia di una porzione di mondo esuberante, colorato e a tratti grottesco. Poi, la storia di personaggi tormentati da pensieri voluttuosi, dall’ansia di arricchirsi e in preda ai fantasmi e all’alc ...continua

    La storia di una porzione di mondo esuberante, colorato e a tratti grottesco. Poi, la storia di personaggi tormentati da pensieri voluttuosi, dall’ansia di arricchirsi e in preda ai fantasmi e all’alcool. E ancora la storia principale: Nahum che diventa Yoshe il tonto. Quella di Yoshe Kalb è una storia vera: un uomo autoesiliatosi; un esemplare ebreo errante alla ricerca di se stesso e del proprio regno.
    La recensione (di questo libro e di altri) continua sul canale youtube LaprospettivadellaRana a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=TUqH2BC5yxI

    ha scritto il 

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