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You're an Animal Viskovitz

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Publisher: Canongate Books Ltd

4.0
(247)

Language:English | Number of Pages: 192 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Portuguese

Isbn-10: 1841954144 | Isbn-13: 9781841954141 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Library Binding , Others

Category: Fiction & Literature , Humor , Science & Nature

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Book Description
In this wickedly hilarious collection of fables, Alessandro Boffa introduces us to Viskovitz and his never-ending search for his true love, Ljuba. As he changes from a lovelorn lion to a jealous finch, from a confused dung beetle to an enlightened police dog, Viskovitz embraces his metamorphoses with wry humor and an oftentimes painful sense of self.

As an ant, Viskovitz fights his way to the top where his egotism calls on the colony to create a monument to his greatness out of a piece of bread. As a sponge, he is horrified by the inbreeding in his family—“I’m my own mother-in-law!!!”—and yearns for a change in current so he can mate with Ljuba, who lies downstream. As a mantis, he asks his mother what his father was like, only to hear, “Crunchy. A bit salty. High in fiber.” Unfortunately, when he meets Ljuba shortly thereafter, he follows his father’s fate. And as a scorpion, his uncontrollably deadly efficiency meets its match in Ljuba and finds “no way to escape this intolerable, sinister happiness.”
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  • 4

    “Papà, voglio smettere di bere.” “Non dire sciocchezze, Visko, sei una spugna”.

    “Com’era papà?”, chiesi a mia madre. “Croccante, un po’ salato, ricco di fibre.” “Prima di ...continue

    “Papà, voglio smettere di bere.” “Non dire sciocchezze, Visko, sei una spugna”.

    “Com’era papà?”, chiesi a mia madre. “Croccante, un po’ salato, ricco di fibre.” “Prima di mangiartelo, voglio dire”. “Era un tipino insicuro, ansioso, nevrotico, un po’ come tutti voi maschietti, Visko”.

    “Fu proprio per mettere le cose bene in chiaro che le ultime parole di mia madre prima di essere scannata furono:Ricorda sempre quello che sei, figliolo: un porco. Cerca sempre di mangiare porcherie, fare il porcaccione e pensare porcate. Fa sì che la tua casa sia un vero porcile, e con tutti quanti fa sempre il tuo porco comodo, come quel gran maiale di tuo padre.”

    “Con i propri figli, comunque, è buona regola comunicare il meno possibile, limitarsi a semplici precetti come: “Non dite volgarità –si fa prima a farle o Non mentite-rischiate di dir la verità oppure Non dite mai: Attento, amico, è un’esca –fate prima a farvi un nuovo amico”.

    “Il dramma di essere un vegetale era l’impossibilità di suicidarsi. Il vantaggio di essere una spugna era la possibilità di berci sopra”.

    Sono solo alcune delle perle che questo libro fantastico, che unisce la preparazione scientifica del biologo con un forte spirito umoristico, offre: attraverso le brevi storie di animali diversi, dal leone all’alce fino al pesce rosso e al microbo, tutti Viskovitz, innanzitutto si imparano cose che non si sapevano sul regno animale, e poi, dietro le storie dai toni sempre ironici, ma anche pungenti e a volte amari, vengono trattati temi animalisti quali l’utilizzo delle cavie di laboratorio e la cattività degli animali selvatici nei parchi africani. In tutti i brevi racconti viene descritta la difficile lotta per essere animali, che finisce sempre in un modo: nel diventare delle bestie. Da leggere.

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  • 4

    "Perché solo una vita fatta di noia e frustrazioni predispone a sogni appaganti e grandiosi. E sono quelli i momenti che contano. Se l'aldilà, cioè la veglia, è inferno, la vita, cioè il sogno, ...continue

    "Perché solo una vita fatta di noia e frustrazioni predispone a sogni appaganti e grandiosi. E sono quelli i momenti che contano. Se l'aldilà, cioè la veglia, è inferno, la vita, cioè il sogno, sarà paradiso. Non viceversa".

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  • 5

    Ljuba! Perchè sei così distante da me?

    Meravigliosi racconti brevi che esplorano con grande umorismo i nostri più biechi difetti proiettandoli su un universo animale vastissimo. Splendido l'episodio del verme: "e quali sono i miei ...continue

    Meravigliosi racconti brevi che esplorano con grande umorismo i nostri più biechi difetti proiettandoli su un universo animale vastissimo. Splendido l'episodio del verme: "e quali sono i miei difetti?". O quello della spugna: "ero la suocera di me stessa!"

    Parafrasando Chico Pipa: fortunatamente non fa morire dal ridere, se no non sarei qui a raccontarlo.

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  • 4

    Lettura divertente, intelligente, mai banale. Viskovitz si racconta di volta in volta come un diverso essere vivente dando voce a speranze, desideri e inquietudini da un punto di vista alternativo a ...continue

    Lettura divertente, intelligente, mai banale. Viskovitz si racconta di volta in volta come un diverso essere vivente dando voce a speranze, desideri e inquietudini da un punto di vista alternativo a quello umano; e noi umani possiamo nostro malgrado sentirci un po’ animali, parti di un’armonia universale.

    Scritto benissimo, gioca con i termini scientifici, le metafore, le citazioni letterarie e cinematografiche. Le migliori perle: -L’avevo conosciuta al matrimonio di mia sorella, che era poi anche il funerale di mio cognato (la mantide religiosa); -Il ratto da laboratorio che raggiunge il topos; -Ed è lì che finalmente ho trovato me stesso. Ma forse non l’ho riconosciuto (il camaleonte); -Che vinca il migliore, il più fuco (nell’alveare); -Era difficile capire dove finivi tu e cominciavano i parenti stretti (la spugna).

    Per me, un inno al relativismo.

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  • 3

    Non ricordo cosa mi avesse attirato di questo libro,ma alla fine l'ho comprato..è formato da una serie di racconti,in ognuno dei quali,Viskovitz rappresenta un diverso animale....l'ultimo racconto ...continue

    Non ricordo cosa mi avesse attirato di questo libro,ma alla fine l'ho comprato..è formato da una serie di racconti,in ognuno dei quali,Viskovitz rappresenta un diverso animale....l'ultimo racconto da il titolo al libro..che dire,è carino,un'idea diversa rispetto ai soliti libri che leggo (i racconti più carini direi che sono quello dei cani,e quello degli scorpioni),in alcuni racconti ci si può soffermare al pensare alle differenze tra l'uomo e l'animale...gli do solo tre stelle,perché in alcuni punti l'ho trovato un po' noioso...ma comunque direi,che se non avete nulla da leggere,e avete voglia di cambiare un po',questo potrebbe essere un'acquisto carino...

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  • 3

    "il dramma di essere un vegetale era l'impossibilità di suicidarsi.Il vantaggio di essere una spugna era la possibilità di berci sopra"

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  • 4

    “Perché una altra cosa che bisogna fare da svegli, oltre ad ingrassare e cercare di annoiarsi, è immagazzinare materiale onirico per il prossimo letargo” (il ghiro)

    “Ricorda sempre quello che sei, figliolo, un porco. Cerca sempre di mangiare porcherie, fare il porcaccione e di pensare porcate,.. e con tutti quanti fai il tuo porco comodo, come quel gran maiale ...continue

    “Ricorda sempre quello che sei, figliolo, un porco. Cerca sempre di mangiare porcherie, fare il porcaccione e di pensare porcate,.. e con tutti quanti fai il tuo porco comodo, come quel gran maiale di tuo padre”. No,…non sono i consigli della mia mamma quando ero giovane, …no …. Sono invece i consigli che mamma scrofa giustamente impartisce al suo maialino Viskovitz da poco nato. I personaggi del libro: Viskovitz, l’io narrante, Ljuba, la femmina della sua vita, Lopez, Petrovic, Zucovic, comprimari che compaiono nelle vesti diverse. Una ventina di racconti brevi, a volte brevissimi, in cui questi personaggi appaiono nelle diverse specie di animali, dall’alce al maiale appunto, dalla lumaca al riccio, dal leone al papagallo, dal …… Scenette di vita animale esilaranti che giocano sulle caratteristiche sia comportamentali che fisiche (bellissime di volta in volta Viskovitz descrive le doti fisiche eroticamente attrattive della sua amata Ljuba, chele, protuberanze, scorze violacee, …) delle varie specie di animali, caratteristiche che l’autore, da biologo, conosce perfettamente. Certi racconti delle semplici macchiette altri più profondi ma in sostanza un libro divertentissimo quanto intelligentissimo, abbinata assai rara…. A quando dott. Boffa il secondo?

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  • 4

    " E lei che disse, Viskovitz ? "

    " Con Ljuba fu amore a prima vista. Era la più bella pappagalla dei Caraibi. Così andai da lei senza pensarci su. Senza tanti preamboli, la guardai negli occhi e le dissi: “ Ti amo “ “ Ti ...continue

    " Con Ljuba fu amore a prima vista. Era la più bella pappagalla dei Caraibi. Così andai da lei senza pensarci su. Senza tanti preamboli, la guardai negli occhi e le dissi: “ Ti amo “ “ Ti amo “ mi rispose. Fu l’inizio di una grande passione. Il nostro nido d’amore era la giungla intera, il folle ardore della gioventù ci bruciava le penne e il cielo tutto non bastava a contenerlo. Si cantava, si ballava, ci si amava al ritmo della rumba, del mambo, della conga e del merengue. Poi un giorno mi decisi e le chiesi: “ Vuoi sposarmi? “ “ Vuoi sposarmi? ”, ribattè. “ Certo, amore mio “. “ Certo, amore mio “, rispose lei. Così io costruii il più bel nido d’amore dell’arcipelago e vi trascorremmo la luna di miele. Tenendola ben stretta, le dissi: “ Vorrei tanto dei piccoli “. Mi rispose che li voleva anche lei. Ne nacquero due, tesori di ragazzi, mai una parola di disaccordo, mai disobbedienti, sempre pronti a ricambiare il nostro affetto. Che cosa si poteva desiderare di più dalla vita? Qualche imprevisto. E così cominciai a vedere quell’altra pappagalla. Un giorno lo confessai a Ljuba. “ Ho un’amante “, le dissi. “ Ho un’amante “, mi rispose. “ La mia si chiama Lara “, continuai. “ La mia si chiama Lara “, mi rivelò. Che dirvi? Ci restai di sasso. Mia moglie con la mia amante. Detto così poteva quasi sembrare una buona notizia, ma fu presto chiaro che quel triangolo non poteva andare avanti. Così andai da Lara e le dissi: “ Scegli, o me o lei “. “ Lei! “ “ Accidenti a te “, le dissi. “ Accidenti a te “, rimbeccò. Ero arcistufo di esser preso in giro da quei ritornelli. Possibile che la vita seguisse trame così superficiali? Come si poteva andare avanti di quel passo? Nella disperazione decisi di chieder consiglio a una mente illuminata, un pappagallo che si era guadagnato fama di maestro di saggezza e di guida spirituale. “ Maestro “, sbottai, “ cosa possiamo fare per ottenere risposte meno scontate, per sfuggire a questo tran tran, a questa mediocrità? Mi dica, maestro, cosa dobbiamo fare? “. “ Fare “, rispose il saggio. "

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