Ysabel

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Publisher: Roc Trade

3.9
(34)

Language: English | Number of Pages: 432 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Spanish , Czech

Isbn-10: 0451461908 | Isbn-13: 9780451461902 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , Mass Market Paperback , eBook , Others

Category: Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Saint-Saveur Cathedral of Aix-en-Provence is an ancient structure of many secrets-a perfect monument to fill the lens of a celebrated photographer, and a perfect place for the photographer's son, Ned Marriner, to lose himself while his father works.

But the cathedral isn't the empty edifice it appears to be. Its history is very much alive in the present day-and it's calling out to Ned.
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  • 5

    Per spiegare il significato della parola “passato” un noto dizionario riporta nelle prime righe le seguenti affermazioni: “detto di tempo che è ormai lontano rispetto al momento attuale”, “che si rife ...continue

    Per spiegare il significato della parola “passato” un noto dizionario riporta nelle prime righe le seguenti affermazioni: “detto di tempo che è ormai lontano rispetto al momento attuale”, “che si riferisce a/si è verificato in/epoche trascorse”, “che è superato, che ha perduto la propria attualità.”
    Ma le cose stanno davvero così? Come ci si dovrebbe comportare quando il passato continua a mostrare le sue tracce e rifiuta di scomparire? E cosa si dovrebbe fare quando non è solo quello di 2.500 anni fa, ma è anche una storia incompiuta che si trascina da 25 anni?
    Per Ned Marriner non si tratta di domande oziose. Ned è un adolescente normale, adora fare jogging o ascoltare musica sul suo iPod, e non ha nulla in contrario nel ricevere un inaspettato aiuto quando si tratta di fare i compiti.
    Giunto in Provenza dal natio Canada al seguito del padre fotografo e del suo staff, si trova però presto a dover fare i conti con una realtà inspiegabile, che sembra riemergere dalle pieghe della storia e dalle leggende della terra in cui si trova.
    Entrato nella cattedrale di Aix-en-Provence per ingannare l’attesa durante il lavoro del padre, Ned si imbatte in Kate Wenger, una coetanea con la quale stringe subito amicizia. (…) L’irrompere del mistero nella storia avviene già nelle prime pagine, con la comparsa nella cattedrale di un uomo sfregiato da una cicatrice e armato di coltello. (…) l’uomo alterna frasi sibilline a minacce che pungono nel vivo l’orgoglio di Ned. Il quale, pur senza comprendere bene cosa stia avvenendo, si trova a conoscere, o percepire, cose che dovrebbe ignorare.
    È l’ingresso per lui in una storia che travalica i secoli e che dura ormai da oltre 2.500 anni, dal momento della leggendaria fondazione di Marsiglia. E che, nonostante il tempo e gli avvenimenti trascorsi, continua a riemergere dalle pieghe del passato e a lasciare tracce indelebili in quell’angolo di paradiso che è la Provenza.
    (…) Dal conflitto fra i romani guidati da Caio Mario e i teutoni nel 102 a.C. alla crociata contro gli albigesi nel XIII secolo, queste località ricche di fascino hanno conosciuto un lato più oscuro, troppo spesso nascosto dagli straordinari monumenti che ancor oggi è possibile ammirare. (...)
    Ysabel, Phelan e Cadell con i loro desideri e le loro decisioni hanno segnato una regione, forgiata dalle opposte visioni del mondo che avevano i due uomini e dalla donna che si è trovata fra loro. 2.500 anni di storia, al confronto dei quali venticinque anni di silenzio possono non apparire nulla più che un battito di ciglia. Ma quando quest’ultimo periodo si riferisce a una buona parte della vita di due persone, lascia in chi ne è protagonista un segno altrettanto indelebile di quello lasciato dalla conquista romana nella Provenza.
    “Ci sono molte scale per misurare quello che può essere definito un tempo davvero lungo” pensa Ned evidenziando uno dei temi del romanzo. Ci sono molte scale, ma il passato lascia sempre i suoi strascichi, dai quali il presente non può prescindere.
    Il passato può anche essere quello di un autore che, dopo aver sempre evitato il formato delle saghe interminabili tanto care alla fantasy moderna, riprende due personaggi già comparsi nella sua prima opera, la Trilogia di Fionavar, ponendoli però in un contesto nuovo. Le vite di Kimberly Ford e Dave Martyniuk sono state profondamente influenzate dalla loro esperienza in quello che viene definito da Kay “il primo di tutti i mondi”, ma non si sono fermate lì, e i problemi di adesso, anche se legati a un contesto più limitato del precedente, per chi vi si trova coinvolto in prima persona hanno la stessa urgenza.
    (…) Una delle maggiori abilità di Kay è quella di far risuonare le parole come fossero gli accordi di una melodia, nella quale ciascuna nota risulta arricchita dall’accostamento alle altre. È come se le pagine fossero percorse da echi profondi, non sempre facili da identificare chiaramente ma capaci di creare con la loro presenza un’atmosfera profondamente suggestiva.
    Ma per chi non conosce i romanzi dedicati a Fionavar, ormai entrati nella troppo folta schiera dei libri fuori catalogo e perciò introvabili nella nostra lingua, parte di quegli echi non trovano risposta, e si trasformano in altrettanti punti interrogativi. La storia è perfettamente comprensibile, ma rimane comunque una sensazione di non-detto che può essere lievemente frustrante.
    Il ritmo nella prima parte è un po’ troppo lento. I luoghi, le atmosfere, il senso di mistero sono descritti magnificamente, e i personaggi non sono da meno. Fino alla comparsa di Ysabel, però, è come se mancasse qualcosa. Il senso di pericolo, l’urgenza di agire rimangono in sordina, e si limitano a fare capolino ogni tanto, per sparire poco dopo nell’incanto di quei luoghi paradisiaci. Poi arriva colei dalla cui scelta tutto aveva avuto origine, e la trama trova finalmente una sua direzione.
    Non c’è più spazio per le riflessioni o per il distacco, e il tempo acquista un nuovo significato. Fino al confronto finale, nel quale ciascuno ha le sue ragioni e qualunque sia l’esito non può essere evitato un profondo senso di tristezza per qualcosa che non sarà più come prima. Perché quando le contrapposizioni non sono fra bianco e nero ma fra sfumature di grigio, la vittoria di uno significa inevitabilmente la sconfitta dell’altro. (…)
    La recensione completa: http://www.fantasymagazine.it/libri/9949/ysabel/

    said on 

  • 4

    "Never again will a single story be told as though it were the only one"

    I can't be totally fair about this book. First, because it's my first Kay reading after "The Fionavar Tapestry", and I LOVE tha ...continue

    "Never again will a single story be told as though it were the only one"

    I can't be totally fair about this book. First, because it's my first Kay reading after "The Fionavar Tapestry", and I LOVE that trilogy. Deeply. Second, is quite the same reason: you can find in "Ysabel" two "Fionavar"'s characters, Kimberly Ford and Dave Martyniuk. And I loved them DEEPLY (but was there a character I didn't love that way in Fionavar? Maybe the villain. Yeah, maybe).
    But I think that don't be able to stop reading something is usually a sign of how good a book is. And this is NO love story (even if love is the main fuel for all the action).
    I think also that "Fionavar" was best, more complete written. "Ysabel" writings is light and funny and I really loved it, but sometimes I felt light something was missed. Maybe it was the "mostly dialogues" thing :)

    Btw, the story is about a normal teenager from Montreal, Ned, having to spend his summer in Provence because in father is a world-wide-known photographer and his mother is in Sudan with "Medecins sans frontieres". He meets an American girl in a cathedral. But that's just the beginning, because they'll meet someone else, someone who clearly doesn't belong to this world. Then there're magic, mysteries, Celtic tales, impossible loves, Provence and much much more. To save someone he cares for, Ned'll have to learn WHY and HOW he's special, and how to find her.

    As "Fionavar" was, this is a deeply bittersweet book.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    An unexpected delight.

    While Guy Gavriel Kay has charmed me with each new work, this one was an unexpected and emotionally charged delight.

    While I was aware that all of his works are deftly woven together either through lo ...continue

    While Guy Gavriel Kay has charmed me with each new work, this one was an unexpected and emotionally charged delight.

    While I was aware that all of his works are deftly woven together either through lore, history or symbolism, I was stunned at the reappearance of beloved characters from one of his previous oeuvres. It startled me into reaching for his previous books to be certain that I was in fact remembering names correctly.

    The book is a lovely story, rich in detail which takes you to France to take part in the adventures of 15 year old Ned. It paints a textured picture of Province while he and his Father, a reknown photographer, takes in the sites for possible shots for an upcoming coffee table book.

    The events that follow force Ned out of his "normal life" and into the hands of something unexpected and dangerous.

    The story is even more rich having read his previous books, so if you are in mid-read and finding this review, be sure to pick up his previous works and give this a re-read. You won't regret it.

    said on