Zadig

Di

Editore: Einaudi (Centopagine)

3.9
(356)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 103 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Isbn-10: 880638323X | Isbn-13: 9788806383237 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tino Richelmy

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Filosofia

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  • 4

    Un libro interessante, molto più fresco e piacevole di quanto immaginassi, diverte e avvincente, che celebra il trionfo della ragione e dell’onestà, nonostante tutti i problemi che entrambe provocano ...continua

    Un libro interessante, molto più fresco e piacevole di quanto immaginassi, diverte e avvincente, che celebra il trionfo della ragione e dell’onestà, nonostante tutti i problemi che entrambe provocano al protagonista!

    http://www.naufragio.it/iltempodileggere/18057

    ha scritto il 

  • 4

    ROMANZO AMBIENTATO NELL'ANTICO ORIENTE IMPREGNATO SULLA FIGURA DI ZADIG CHE E' BUONO E MODESTO MA IN PRIMO IMPATTO LE SUE VICENDE SONO TUTTE NEGATIVE PER PIO VOLGERE AL MEGLIO ALL'ULTIMO
    SCOPRIRE CHE ...continua

    ROMANZO AMBIENTATO NELL'ANTICO ORIENTE IMPREGNATO SULLA FIGURA DI ZADIG CHE E' BUONO E MODESTO MA IN PRIMO IMPATTO LE SUE VICENDE SONO TUTTE NEGATIVE PER PIO VOLGERE AL MEGLIO ALL'ULTIMO
    SCOPRIRE CHE L'UOMO E' LEGATO A FILO DOPPIO ALLE SUE AZIONI CIOE COME CREDE CHE VADANO I FATTI E COME INVECE SI SVILUPPANO ANCHE DIFFERENTEMENTE DA CIO' CHE UNO SI ASPETTA

    ha scritto il 

  • 3

    Del cammino di Zadig...

    Pubblicato nel 1747, "Zedig o del destino" è la storia di questo filosofo matematico babilonese le cui imprese mirabolanti sembrano una corsa contro il fato, in un vago e indefinito oriente, escamotag ...continua

    Pubblicato nel 1747, "Zedig o del destino" è la storia di questo filosofo matematico babilonese le cui imprese mirabolanti sembrano una corsa contro il fato, in un vago e indefinito oriente, escamotage per non ricorrere alla censura francese. I temi su cui ruota la storia sono riscontrabili in molti testi dell'età dei lumi, ma soprattutto una critica al sistema politico e religioso della società parigina del '700. Oltre al fanatismo religioso, il problema della monarchia senza giustizia e della dilagante corruzione in cui la felicità è ostacolata dagli "interessi particolari" dell'epoca. La sua importanza però, è che si tratta di un opera "autobiografica" del grande libero pensatore. Per Voltaire la polemica accesa era la normalità e con le sue argute osservazioni, in questo racconto filosofico, prende di mira anche il destino e l'esotico sembra sottolineare un orientalismo di maniera, in cui il "mythos", la trama, l'intrigo, sembra intrecciarsi con l'"ethos", lo spessore psicologico e sociale dei personaggi e della loro storia. Pubblicato più di due secoli fa, l'opera non ha perso di fascino ed eleganza, dietro alle peripezie chiama a sé la necessità di tolleranza se non proprio la libertà di pensiero, sotto il velo dell'allegoria, ci sono analogie evidenti fra le disavventure del personaggio e lo scrittore, ma è soprattutto un'idea, un progetto che al tempo come più tardi, rimase pura utopia, a rendere ancor più interessante questo breve racconto: la volontà di portare i "lumi" della ragione, i filosofi e gli scienziati, nella casa dei re, senza dover rinunciare alla propria indipendenza. Problema non da poco, dato che difficilmente gli intellettuali dell'epoca di Voltaire potevano affermarsi senza i favori dei potenti, i quali chiedevano in cambio obbedienza e propaganda. Qualcosa di simile avvenne anche nei secoli a venire, sebbene in modi diversi, si cercò nell'impossibilità di far divenire filosofi i re, perlomeno di portare gli uomini di pensiero nelle scelte riguardanti un paese, un umanesimo al servizio della vita civile, sociale e politica, che mai riuscì ad affermarsi, se non in questioni circoscritte di alcuni periodi storici, raccontati forse con fin troppa generosità dagli addetti ai lavori. Ma Torniamo a Zadig: "egli era dotto nelle scienze degli antichi Caldei, conosceva tutto quanto a quel tempo si sapeva sui principi fisici della natura, e della metafisica conosceva tutto ciò che in ogni tempo si è saputo, cioè assai poco" ma nulla gli valse, né l'intelligenza né l'esperienza, per sottrarsi al caso, quell'insieme cioè di forze negative, energizzate da quel dio superstizioso e assurdo degli uomini, da un pensiero in catene dinnanzi ai misteri alimentati dall'oscurantismo della religione e da uno stato dispotico. Tuttavia il nostro Voltaire vede anche un altro lato del pianeta: "non esiste un male da cui non nasce un bene". Solamente nel buio intravvedi le ombre, le conosci e le scopri parte di te. Così dicendo i mali di Zadig sono conti aperti con il proprio animo, il percorso che la vita richiede per poter governare con giudizio ed esperienza, lasciando l'impulsività per una concezione meditata di ogni cosa, fosse anche una rivolta, fosse un regno dalle mille città o semplicemente la propria vita, il filosofo che medita sul suo destino, alimentando nell'esperienza quel scetticismo verso la Provvidenza, nell'eterna dialettica ben ormai costruita alla vita narrativa di ogni latitudine e stagione. Anche se poi qui tutto si aggiusta(sarà "Candido" la scalata finale, del Voltaire più maturo ma anche più ardito) il racconto è anche la traccia filosofica di Leibniz, il dibattito tra i radicali pensatori, ma è il caso che comincia ad avere una funzione essenziale. Usando i personaggi come marionette rappresentative, sono le idee ad avere luce sul palco, sovrapponendosi in maniera nuova, con periodi brevi a tagliare il classicismo, e ricchi di diversivi e ironia, spiazzando chi al tempo leggeva, tramite la riflessione, meditava dei cambiamenti possibili o in atto. Infatti, mancando di quel rischio in più, Zadig e gli altri personaggi mancano forse di profondità rimanendo tipologie dell'essere umano, ma il fascino del narrare di questa babilonia provoca e smuove la riflessione grazie ai dettagli e alle diverse tinte della sua ironia caustica e irriverente ma sempre intelligente e ricca di eleganza. Uno sguardo ricco di acume, un'allusione, accomunati da un filo conduttore, quello di un processo di formazione del protagonista, che si compie attraverso l'esperienza del viaggio, e quindi della conoscenza e accettazione della diversità. Tutti i personaggi di Voltaire sono grandi viaggiatori, per caso o per mestiere, e tutti sono disponibili al ragionamento, al confronto, filosofico, politico. Le usanze che cambiano, a seconda delle latitudini sono per questo innovatore l'opportunità di raccontare soprattutto di sé. Flaubert diceva proprio questo: Voltaire scriveva ciò che pensava e credeva, non era quindi un vero romanziere o poeta, ma un narratore di intime esperienze condivise con il mondo, pronto anche a contraddirsi, facendo propria l'idea di relatività, lasciando le certezze per un'idea diversa di libertà. In Zadig, però, questo "opinionismo" diventa una sentita autobiografia. Si può recriminare, nei confronti di Voltaire, il radicalismo spesso moderato, sebbene i tempi richiedevano uno schieramento netto. Se lo confrontiamo a Diderot, altro polemista radicale e illuminista, la differenza è notevole...ciò però, a una lettura attenta non fa che confermare il pieno superamento, sebbene non ancora sviluppato, della tolleranza, la faccia migliore per "sopportare" l'altro, il diverso...Voltaire nella sua dialettica era un passo avanti anche a noi, noi che con la parola tolleranza abbiamo e sappiamo creare ancora equivoci e confusione di quell'astuta democrazia, poiché non piacerebbe a nessuno, io credo, sentirsi dire "Ti tollero"....

    ha scritto il 

  • 0

    la scala

    sta facendo gli esercizietti e la dottoressa gli spiega
    la differenza tra muscolo lungo (e agile) e muscolo piccolo

    e gli fa l'esempio di chi fa body building e dice vedi, quelli che
    fanno palestra c ...continua

    sta facendo gli esercizietti e la dottoressa gli spiega
    la differenza tra muscolo lungo (e agile) e muscolo piccolo

    e gli fa l'esempio di chi fa body building e dice vedi, quelli che
    fanno palestra che hanno quel fisico grosso però hanno i muscoli
    capisci loro, mi dice, e la interrompo io "loro hanno tutta la
    nostra compassione", infatti, dice lei, hanno tutta la nostra compassione

    io poi tornando a csa mi son detto però che quel tipo di compassione a me non farebbe mica schifo, piuttosto che fare sti esercizietti vaccaboia e spendere 300 euro vaccaboia che potevo
    andare sui laghetti austriaci e vaccaboia
    invece sto qua, con 39 / 40 gradi centigradi, ma ho grande co compassione di chi ha i muscoletti corti
    io tra qualche anni avrò una muscolatura che ci vorrà la scala per toccarmi la nuca

    ha scritto il 

  • 3

    Sebbene mi piaccia molto Voltaire e non potrei mettere meno di 3 stelline, devo ammettere che questo racconto è quello che mi ha convinto di meno. Ho preferito di gran lunga Candido, Micromega e L'ing ...continua

    Sebbene mi piaccia molto Voltaire e non potrei mettere meno di 3 stelline, devo ammettere che questo racconto è quello che mi ha convinto di meno. Ho preferito di gran lunga Candido, Micromega e L'ingenuo.

    ha scritto il 

  • 3

    Cos'è dunque la vita umana?

    Zadig è un racconto più complesso di quel che può apparire ad una prima lettura.
    Con questo personaggio, infatti, Voltaire personificava i suoi dubbi e le sue esitazioni riguardo al problema della li ...continua

    Zadig è un racconto più complesso di quel che può apparire ad una prima lettura.
    Con questo personaggio, infatti, Voltaire personificava i suoi dubbi e le sue esitazioni riguardo al problema della libertà dell'uomo e della sua possibile felicità in questo mondo.
    Zadig, in pratica, è un uomo dotato di tutte le perfezioni: è giovane, ricco, bello, intelligente.
    Esprime l'ideale volterriano del philosophe, saggio equilibrato razionale, non chiuso nella sua torre d'avorio, ma sempre attivo sulla scena politica per cercare di migliorare il mondo.
    La realtà del mondo, però, sembra essere regolata dal prevalere del male e dalla impossibilità della realizzazione dei sogni di felicità, conoscenza e integrità morale. ( detto en passant, questo senso dell'inutilità della virtù verrà accolto da Sade nella sua Justine con ben altri intenti...)
    Per adesso, in questo primo round, Voltaire sembra accettare la credenza in una Provvidenza che concilia la libertà individuale con l'ordine universale: l'azione necessariamente distruttrice del desiderio non ha rovinato l'amore, il sapere conserva intatto tutto il suo valore, l'invidia mostra la sua inutilità e Zadig finisce anche per disporre del potere politico diventando re.
    Con il Candide Voltaire sarà molto meno conciliante.

    ha scritto il 

  • 4

    E' la storia di un "Candido Mesopotanico"

    Voltaire ha fatto la rilettura del Candido in versione orientale. Mi aspettavo qualcosa di più su un tema come quello della ineluttibilità del destino dell'uomo.

    ha scritto il 

  • 4

    tante piccole pillole di saggezza.
    Questo libro è essenzialmente questo. Non ha grandi pretese, non è un vero e proprio romanzo e non è un libro di filosofia.
    E' filosofia in favole. ...continua

    tante piccole pillole di saggezza.
    Questo libro è essenzialmente questo. Non ha grandi pretese, non è un vero e proprio romanzo e non è un libro di filosofia.
    E' filosofia in favole.

    ha scritto il 

  • 5

    In una rutilante, quasi sconclusionata, sequela di avventure e di incontri Zadig, un uomo pieno di doti e qualità, si scontra con la vita, la società e gli uomini. E' il modo attraverso cui Voltaire i ...continua

    In una rutilante, quasi sconclusionata, sequela di avventure e di incontri Zadig, un uomo pieno di doti e qualità, si scontra con la vita, la società e gli uomini. E' il modo attraverso cui Voltaire ironizza e mette alla berlina i pregiudizio del tempo e le scelte degli uomini. Nessuno può sfuggire al proprio destino. Cos': "Gli uomini non sanno niente e vogliono giudicare tutto"; "I servigi resi rimangono per lo più nell'anticamera, i sospetti invece penetrano nella stanza".

    ha scritto il