Zazie nel metrò

Di

Editore: Einaudi

3.9
(2345)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 198 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Finlandese , Spagnolo , Tedesco , Chi tradizionale , Olandese , Turco

Isbn-10: A000120569 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • 3

    Ho letto il romanzo breve di Queneau anni fa, mi era piaciuto molto, appena ho visto la novella grafica ho deciso di leggerla e mi sono accorta che del romanzo non ricordavo nulla, ora desidero rilegg ...continua

    Ho letto il romanzo breve di Queneau anni fa, mi era piaciuto molto, appena ho visto la novella grafica ho deciso di leggerla e mi sono accorta che del romanzo non ricordavo nulla, ora desidero rileggermi il romanzo ! :-)
    Comunque io nelle traduzioni fumettistiche e non .... lascerei "mon cul " che si capisce benissimo e suona bene ! ; -)

    ha scritto il 

  • 4

    Un piccolo esempio applicato di linguaggio sperimentale che tutti i lettori "veri" devono provare una volta nella vita. Ci sono capitoli così ben scritti che vi verrà subito voglia di rileggerli! Cons ...continua

    Un piccolo esempio applicato di linguaggio sperimentale che tutti i lettori "veri" devono provare una volta nella vita. Ci sono capitoli così ben scritti che vi verrà subito voglia di rileggerli! Consigliato ma decisamente non per tutti!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Zazie nel Metro

    Zazie è una ragazzina provinciale sboccata e ribelle, che giunge a Parigi per trascorrere qualche giorno a casa dello zio Gabriel, che si esibisce in un “naitclub” come ballerino travestito. La piccol ...continua

    Zazie è una ragazzina provinciale sboccata e ribelle, che giunge a Parigi per trascorrere qualche giorno a casa dello zio Gabriel, che si esibisce in un “naitclub” come ballerino travestito. La piccola vorrebbe realizzare il suo “sogno nel cassetto”: quello di viaggiare sul metrò. Anche se lo sciopero in corso le impedirà di esaudire il suo desiderio, avrà comunque la possibilità di vivere una serie di esperienze, suggestive ed eccitanti, che la aiuteranno a “crescere” (come rivelerà, nell’ultima frase del romanzo, alla madre).
    Si tratta di un romanzo surrealista: ingegnoso e caotico, originale quanto strampalato. Zazie, nel corso della sua breve permanenza parigina, incrocia personaggi eccentrici ma allo stesso tempo poetici che anticipano di qualche anno il futuro mondo di Pennac e di Stefano Benni: dall’ambiguo zio Gabriel, al romantico autista Charles, dal risoluto calzolaio Gridoux all’arcigno barista Turandot, dalla consolabile vedova Mouaque al querulo pappagallo Laverdure.
    In una manciata di ore, Zazie attraversa con querula irriverenza questo spaccato di vita francese, esplorando col “culodritto” (come direbbe Guccini) un mondo finora a lei sconosciuto: un microcosmo della società in cui satiri melliflui e autisti petulanti, flic confusionari e turisti aggressivi, donne in cerca dell’anima gemella e misteriosi travestiti si confrontano con un’irruenza ed una spavalderia ai limiti del “nonsense”. In questo romanzo, infatti, la trama è tutt’altro che fondamentale: alcune situazioni restano misteriose e irrisolte anche dopo aver letto l’ultima riga.
    Il linguaggio utilizzato da Queneau è davvero divertente ed ironico, quasi esilarante, a tratti sconcertante. Secondo il critico Roland Barthes - come si legge nel saggio in appendice al romanzo - Queneau è uno scrittore capace di “lottare con la letteratura”. In “Zazie nel metrò”, più che in altre sue opere, questa lotta ossessiva si trasforma in una sorta di “corpo a corpo”, che conduce a risultati davvero originali e letterariamente innovativi.

    ha scritto il 

  • 4

    Come spiega l’iper-accademico, ma assai interessante, saggio di Roland Barthes accluso in calce a quest’edizione, la critica nei confronti di quest’opera si è divisa: a chi sostiene che si tratti di u ...continua

    Come spiega l’iper-accademico, ma assai interessante, saggio di Roland Barthes accluso in calce a quest’edizione, la critica nei confronti di quest’opera si è divisa: a chi sostiene che si tratti di un romanzo in codice, in cui agli elementi del racconto vanno sostituiti altri referenti in un alfabeto semiologico noto solo all’Autore (qualcosa di simile, anche se non proprio esattamente così, avviene in "I fiori blu"), si oppone chi sostiene che il romanzo non parli di nulla, che nient’altro sia se non la storia di sconcertante semplicità che vi è narrata. Convincentemente, Barthes ritiene che la via giusta stia nel mezzo, la letteratura di Queneau insomma è “il modo stesso dell’impossibile, perché essa sola può dire il proprio vuoto, e dicendolo fonda di nuovo una pienezza”. Il “segreto” di Zazie, allora, sta forse qua, ed è quasi alchemico, situandosi nella sfida tra il pieno e il vuoto, tra racconto e non racconto, una tensione in definitiva strenua ma giocosa che innerva le pagine di questo romanzo stravagante e divertente ma anche disorientante. Ho usato l’aggettivo “giocoso”: Zazie è una bambina, piccola ma sboccata come un adulto, che in una visita di un paio di giorni a Parigi vive un caleidoscopio di avventure rocambolesche incontrando una galleria variopinta di personaggi improbabile, in una vicenda che si fa e si rifà, che sfugge e si rinnova, che cambia continuamente di baricentro. Ed il tutto è temprato ovviamente dalla maestria stilistica di Queneau, uno degli autori di più difficile traduzione proprio a causa dell’esplosiva inventiva, della straordinaria capacità di giocare con la lingua, di assemblare un linguaggio nuovo tanto dal punto di vista lessicale quanto da quello narratologico, con una lunga serie di incursioni parodistiche, facete ma inappuntabili, e comunque mai sbrindellate, nei generi più disparati. Una giostra di colori come quelle di Montmartre, una Parigi rutilante, in un romanzo paradossale, divertente e serio, che forse vuol dire tutto, forse non vuol dire proprio nulla...

    ha scritto il 

  • 2

    È assurdo in entrambi i sensi del termine: all'inizio assurdo nel senso di spassosamente delirante; da un certo punto in poi, però, diventa assurdo come solo un'accozzaglia di dialoghi botta e rispost ...continua

    È assurdo in entrambi i sensi del termine: all'inizio assurdo nel senso di spassosamente delirante; da un certo punto in poi, però, diventa assurdo come solo un'accozzaglia di dialoghi botta e risposta senza senso possono essere.
    Di Zazie nel metrò mi rimarranno soltanto i toscanismi della traduzione e le ultime quattro righe.

    ha scritto il 

  • 4

    È la prima volta che leggo un testo di Queneau, o per meglio dire: la prima volta che leggo un testo di questo genere. L'ho trovato piacevole nella sua assurdità e molto efficace nell'intento parodist ...continua

    È la prima volta che leggo un testo di Queneau, o per meglio dire: la prima volta che leggo un testo di questo genere. L'ho trovato piacevole nella sua assurdità e molto efficace nell'intento parodistico.

    ha scritto il 

  • 4

    Insolente e divertente

    Mi è piaciuto molto.Sono affascinata dalla capacità di Queneau di stravolgere la lingua francese e renderla meno snob ma sicuramente più godibile e divertente.e che dire di Zazie?matura come un adulto ...continua

    Mi è piaciuto molto.Sono affascinata dalla capacità di Queneau di stravolgere la lingua francese e renderla meno snob ma sicuramente più godibile e divertente.e che dire di Zazie?matura come un adulto e sincera come solo i bambini sanno essere si destreggia sempre impeccabile in un'accozzaglia di personaggi che solo Parigi può creare.da leggere tutto d'un fiato.

    ha scritto il 

  • 5

    Queneau é incredibile (come sempre)

    Bello. Letto tutto d´un fiato durante le vacanze di Natale. Zazie è quanto di più irritante ci possa essere in una ragazzina, ma al tempo stesso ci innamora il suo modo disincantato e coraggioso di di ...continua

    Bello. Letto tutto d´un fiato durante le vacanze di Natale. Zazie è quanto di più irritante ci possa essere in una ragazzina, ma al tempo stesso ci innamora il suo modo disincantato e coraggioso di dire le cose come stanno. Che in un mondo come questo, non è una virtù da poco.

    ha scritto il 

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