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Zazie nel metró

By Raymond Queneau

(1858)

| Paperback | 9788806173401

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Book Description

Zazie, una ragazzina ribelle e insolente, arriva nella Parigi degli anni '50 dalla provincia. Il suo sogno è vedere il metró; ma se uno sciopero glielo impedisce, nessuno può trattenerla dal salire su quella giostra vorticosa che per lei diviene Pari Continue

Zazie, una ragazzina ribelle e insolente, arriva nella Parigi degli anni '50 dalla provincia. Il suo sogno è vedere il metró; ma se uno sciopero glielo impedisce, nessuno può trattenerla dal salire su quella giostra vorticosa che per lei diviene Parigi. Fugge disinvolta dall'olezzo dello zio, ballerino travestito, per incontrare, grazie alla sua vitalità straripante, una galleria eterogenea di personaggi: un conducente di taxi, diabolici flic, la dolce Marceline, una vedova consolabile, un calzolaio malinconico e un querulo pappagallo.

338 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Chiacchieri, chiacchieri, e non sai far altro!

    Zazie nel metrò è un libro dove i personaggi ti stanno fottutamente antipatici e dove succedono cose sconvolgenti che non stanno né in cielo né in terra, diciamocelo. Questa Zazie è antipatica, saccente e rompe le scatole. L'avrei uccisa!
    Lo stile è ...(continue)

    Zazie nel metrò è un libro dove i personaggi ti stanno fottutamente antipatici e dove succedono cose sconvolgenti che non stanno né in cielo né in terra, diciamocelo. Questa Zazie è antipatica, saccente e rompe le scatole. L'avrei uccisa!
    Lo stile è altrettanto irritante. Ma è così difficile scrivere frasi che contengano subordinate e pensieri interessanti che possano svilupparsi per almeno 4 o 5 righe?
    E poi questi dialoghi botta e risposta, mamma mia che nervi. E il pappagallo, con il suo "Chiacchieri, chiacchieri, e non sai far altro!". Va bene una volta. Va bene anche la seconda, ma poi non fa più ridere. E la storia dell'ormosessuale. Stessa cosa. Una volta, due, tre, poi basta Zazie, statte zitta e non rompere. Oppure, spiegatele una volta per tutte cosa vuol dire ormosessuale e bom!
    Insomma, un libro insolito e surreale. Irritante a volte, ma allo stesso tempo geniale, geniale, geniale!
    Il mio secondo appuntamento con questo autore ha confermato le impressioni che avevo avuto: insolito e geniale!
    Consigliato, per una lettura alternativa!

    4/5

    L'essere o il nulla, ecco il problema. Salire, scendere, andare, venire; tanto fa l'uomo che alla fine sparisce. Un tàssi lo reca, un metró lo porta via, la torre non ci bada, e il Pànteon neppure. Parigi è solo un sogno, Gabriel è solo un'ombra (incantevole), Zazie il sogno d'un'ombra (o di un incubo) e tutta questa storia il sogno di un sogno, l'ombra di un'ombra, poco piú di un delirio scritto a macchina da un romanziere idiota (oh! mi scusi). Laggiú, oltre, un po' oltre, Place de la République, si accatastano le tombe dei parigini che furono, che salirono e scesero scale, andarono e vennero per le vie e tanto fecero che alla fine sparirono. Un forcipe li introdusse, un carro funebre li porta via e la torre si arrugginisce e il Pànteon si screpola piú presto di quanto le ossa dei morti fin troppo presenti non si dissolvano nell'humus della città tutto impregnato di affanni. Ma sono vivo, io, e qui s'arresta la mia scienza perché del tassimane sparito nel suo trespolo a tassametro o di mia nipote sospesa a trecento metri nell'atmosfera o della mia sposa, la dolce Marceline, rimasta presso il focolare domestico, in questo preciso momento io non so, e qui non so, se non questo, endecasillabicamente: eccoli quasi morti perché assenti. Ma che veggo oltre le crespute cucuzze della brava gente che mi circonda? (capitolo ottavo)

    Allora? Perchè vuoi fare la maestra?
    Per rompere le palle alle bambine - rispose Zazie. - Quelle che avranno la mia età tra dieci anni, tra vent'anni, tra cinquant'anni, tra cento anni, tra mille anni. Aver sempre da rompere le balle a qualcuno. (capitolo secondo)

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    Betty said on Jul 18, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    -Allora, perché vuoi far la maestra?
    -Per romper le balle alle bambine,- rispose Zazie,- Quelle che avranno la mia età fra dieci anni, tra vent'anni, tra cinquant'anni, fra cento anni, fra mille anni. Aver sempre da romper le balle a qualcuno.

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    neuronelento85 said on Jun 10, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Tra le due e le tre stelle!

    Non so se sono più confusa io o il libro che ho appena chiuso. Le poche pagine possono essere ingannevoli, perché non è un libro di facile lettura, anzi…. E’ una storia bizzarra, raccontata con giochi di parole e dialoghi che possono sembrare strampa ...(continue)

    Non so se sono più confusa io o il libro che ho appena chiuso. Le poche pagine possono essere ingannevoli, perché non è un libro di facile lettura, anzi…. E’ una storia bizzarra, raccontata con giochi di parole e dialoghi che possono sembrare strampalati, come Zazie, che non ha peli sulla lingua, che la si ama o la si odia.
    Onestamente non so se mi è piaciuto, ancora devo metabolizzarlo. Forse abbinare uno stile così particolare, anzi surreale a una storia fatta quasi tutta di dialoghi non aiuta o semplicemente è un genere che non mi è congeniale o forse non ci ho capito un c. come direbbe Zazie!

    Per un poco medito così sulla fragilità delle cose umane e sui progetti dei topi che non si realizzano più di quelli degli antropoidi, poi si dette a invidiare - solo per pochi istanti, non esageriamo- la sorte di quei diseredati, diseredati forse ma liberati dal peso delle servitù sociali e delle convenzioni mondane.

    - Allora ti sei divertita?
    - Così.
    - L'hai visto, il metrò?
    - No.
    - E allora, che cosa hai fatto?
    - Sono invecchiata.

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    Mari said on Apr 29, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Storia semplice: Zazie, strana bambina, viene scaricata dalla madre a Parigi, ospite dello zio. Lei vuol vedere il metrò, ma il metrò è in sciopero; ma quel giorno a Parigi diventa un viaggio tra umanità diverse, ballerini, omosessuali, travestiti, ...(continue)

    Storia semplice: Zazie, strana bambina, viene scaricata dalla madre a Parigi, ospite dello zio. Lei vuol vedere il metrò, ma il metrò è in sciopero; ma quel giorno a Parigi diventa un viaggio tra umanità diverse, ballerini, omosessuali, travestiti, taxisti, flic, consolabili vedove.
    La storia dà l'impressione di un furioso coro a più voci o di un monologo, senza pause. Ogni tanto si deve rallentare la lettura, altrimenti ci si trova a scapicollare sulle pagine. Veloce come un viaggio in metrò. E anche spassoso.
    Zazie è sicuramente una bimba “difficile”, ma almeno allora, 1959, i bambini parlavano (troppo?). Oggi non sarebbe stato possibile scriverlo (non so in Francia): se ne sarebbe stata muta sul divano con il suo smartphone.

    Linguaggio più sperimentale in francese che in italiano. Il traduttore si è trovato davanti un lavoro della madonna: per me ha chiuso gli occhi e si è buttato. Lui (Fortini) nella postfazione riconosce le difficoltà e spiega come le ha affrontare: tra le righe si avverte ancora il sudore.

    1963 /2009

    Lamentela del 27.03.2014.
    1 – in un certo momento della storia di anobii sono state eliminate le date di lettura (che per me hanno un certo interesse). Tutto è divenuto 01.01.1970. Forse, potendo, avrebbero eliminato anche i lettori antecedenti a quella data.
    2 – In un altro momento un Interceptor ha decimato i commenti. Non è il primo che mi sparisce e non credo neppure di essere la sola vittima. Sfortunatamente per l’eliminatore, io li ho sul mio p.c.
    Lo so che per anobii non è una perdita, ma visto che è la mia libreria (anche se virtuale) la cosa mi fa imbufalire.

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    Anina e "gambette di pollo" sotto i 5000 ... said on Mar 27, 2014 | 6 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    "Sei ormosessuale, sì o no?"

    Zazie è una bambina che arriva dalla provincia francese con la mamma per essere affidata allo zio Gabriel. Il chiodo fisso di Zazie è quello di prendere il metró ma, caso vuole, proprio nei giorni della sua permanenza è stato indetto uno sciopero del ...(continue)

    Zazie è una bambina che arriva dalla provincia francese con la mamma per essere affidata allo zio Gabriel. Il chiodo fisso di Zazie è quello di prendere il metró ma, caso vuole, proprio nei giorni della sua permanenza è stato indetto uno sciopero della linea metropolitana. La piccola Zazie ci rimane male, finendo per mantenere un carattere scontroso e fastidioso per tutta la durata dell'opera. Tuttavia, questo infausto evento non preclude alla piccola la possibilità di avventurarsi nella Parigi di De Gaulle e dell'energia atomica, spesso anche da sola. In un momento di estrema sonnolenza si sveglia per andare in bagno, ma dal bagno finisce a una serie di avventure per la capitale francese.

    Il romanzo è un romanzo strano. Queneau si attiene a strutture di tipo classico (come l'azione temporale svolta in breve tempo, o il setting unitario in una città che quasi diviene una personaggio di second'ordine), e tuttavia lo stile e la lingua sono quelli che colpiscono: una grande capacità comica (io ho riso tantissimo) e un grande talento riassuntivo attraverso neologismi o l'uso del cosiddetto "argot", gergo sociale.

    Zazie è una ragazzina troppo matura e troppo intelligente per la sua età. Le sue rocambolesche avventure sfociano in sottili critiche sociali, le cui curiosità rimangono senza risposta, quasi, come la frequente domanda allo zio, che di professione è una drag queen in un locale gay, "allora zio, sei ormosessuale o no?". Zazie ha subito abusi sessuali, eppure non sembra, il che porta a considerare il romanzo, secondo il mio modesto parere, tutto un susseguirsi di eventi onirici che, guarda caso, ripresentano tratti ed eventi subiti già in precedenza dalla bambina (violenza domestica, pedofilia, sangue).

    Non l'ho trovato un romanzo di grande portata, vero, ma nemmeno un romanzo evitabile. Sotto la superficie comica (che, ripeto, mi ha suscitato la risata in più punti), si nasconde la minaccia, o la fortuna, del cambiamento sociale che va a confondersi con i problemi sociali. Zazie cresce in una sola giornata perché si perde nella Parigi dalle tinte indefinibili agli occhi di chi guarda. Alla fine Queneau opera un exploit narrativo che finisce per confermare la tesi dell'onirismo e aggiungere nuove considerazioni in merito a tutta la vicenda. Insomma, consigliabile come opera ma non per forza!

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    Manuel said on Mar 5, 2014 | 3 feedbacks

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