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Zazie nel metrò

Di

Editore: Einaudi

3.9
(2193)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 198 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Finlandese , Spagnolo , Tedesco , Chi tradizionale , Olandese , Turco

Isbn-10: A000120569 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri

Genere: Fiction & Literature , Humor , Teens

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Descrizione del libro
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  • 5

    Il contrasto

    è un racconto basato sull'ironia e sulle caratteristiche precise di un popolo e di un'epoca determinati, che possono non fare parte del bagaglio culturale di altre popolazioni e, pertanto, non sempre ...continua

    è un racconto basato sull'ironia e sulle caratteristiche precise di un popolo e di un'epoca determinati, che possono non fare parte del bagaglio culturale di altre popolazioni e, pertanto, non sempre è possibile comprendere.

    ha scritto il 

  • 0

    La rivoluzionaria Zazie è una ragazzina che alle meraviglie di Parigi preferisce il grigiore del metrò.
    Un libro che sin dall'inizio, per tono, stile, linguaggio, si configura come smitizzazione ed an ...continua

    La rivoluzionaria Zazie è una ragazzina che alle meraviglie di Parigi preferisce il grigiore del metrò.
    Un libro che sin dall'inizio, per tono, stile, linguaggio, si configura come smitizzazione ed anticipa la rivoluzione socio-culturale del '68, ci intrattiene con le carambole di questa piccolina nel mondo degli adulti.
    Di logica sottile, enfatizza le contraddizioni dei suoi interlocutori, e sopravvive, quasi divertendosi, a chi vorrebbe ricondurla nei consueti ranghi dell'infanzia.
    Le situazioni ed i personaggi creano un genere nuovo, frammisto di ironia, surrealismo kafkiano ed amarezza, facendo di Queneau pietra miliare a cui due grandi successivi (Pennac e Benni) devono giusto tributo.
    L'estrema duttilità della lingua, che è prosa pura ma anche sceneggiatura, impedisce la cristallizzazione in topos ed allontana lo spettro della ripetitività.
    Ne risulta una parabola assurda, malinconica e leggera al tempo stesso, da cui Louis Malle trasse un magnifico film, scarsamente apprezzato dai contemporanei a causa della sua innovatività.

    ha scritto il 

  • 1

    Zazie è una piccola francesina per niente adorabile, è antipatica, insolente e, a tratti, volgare.

    Zazie viene affidata per qualche giorno allo zio, il quale abita a Parigi ed è un ballerino travestit ...continua

    Zazie è una piccola francesina per niente adorabile, è antipatica, insolente e, a tratti, volgare.

    Zazie viene affidata per qualche giorno allo zio, il quale abita a Parigi ed è un ballerino travestito che lavora di notte in un teatro parigino. La bambina, andando a Parigi, spera di viaggiare in metrò, ma il suo desiderio non può essere esaudito a causa di uno sciopero.

    Per occupare il tempo, Zazie decide di lasciare di nascosto la casa dello zio e si immette nelle sconosciute strade parigine dove incontra varie persone, una più strampalata dell’altra.

    Ho letto varie recensioni su questo libro e ho notato che, o lo si ama, o lo si odia.

    Ebbene, io sono tra quelli che lo odiano e che ha faticato, non poco, ad arrivare all’ultima pagina.

    Sarà perchè non amo il surreale (e questo libro non si può che definirlo così), ma non mi sono “affezionata” proprio ad alcun personaggio. E’ odiosa la protagonista, mi sembra un po’ rimbambito lo zio, è piuttosto maniaco il signore che trova Zazie mentre vagabonda per le strade, per non parlare poi della madre che lascia la figlia nelle mani dello zio per stare tre giorni in pace con l’amante di turno…

    Insomma, forse c’è troppa carne al fuoco…

    Ho capito che l’autore ha costruito il tutto “a tavolino” per creare dei personaggi eccessivi di proposito, ma, niente: questo libro non mi ha conquistata nemmeno un po’

    ha scritto il 

  • 3

    Zazie...

    Non era il momento adatto... stile di scrittura molto particolare, dialoghi vagamente surreali, qualcosa sono riuscito ad apprezzare ma non credo che ci riproverò... la bambina comunque rimane impress ...continua

    Non era il momento adatto... stile di scrittura molto particolare, dialoghi vagamente surreali, qualcosa sono riuscito ad apprezzare ma non credo che ci riproverò... la bambina comunque rimane impressa non fosse altro che per i suoi modi, diciamo un po'... spicci!
    Ah si, anche il pappagallo recita una buona parte con la sua saggia locuzione "chiacchieri, chiacchieri, non sai fare altro" che ripete continuamente a tutti!

    ha scritto il 

  • 4

    Chiacchieri, chiacchieri, e non sai far altro!

    Zazie nel metrò è un libro dove i personaggi ti stanno fottutamente antipatici e dove succedono cose sconvolgenti che non stanno né in cielo né in terra, diciamocelo. Questa Zazie è antipatica, saccen ...continua

    Zazie nel metrò è un libro dove i personaggi ti stanno fottutamente antipatici e dove succedono cose sconvolgenti che non stanno né in cielo né in terra, diciamocelo. Questa Zazie è antipatica, saccente e rompe le scatole. L'avrei uccisa!
    Lo stile è altrettanto irritante. Ma è così difficile scrivere frasi che contengano subordinate e pensieri interessanti che possano svilupparsi per almeno 4 o 5 righe?
    E poi questi dialoghi botta e risposta, mamma mia che nervi. E il pappagallo, con il suo "Chiacchieri, chiacchieri, e non sai far altro!". Va bene una volta. Va bene anche la seconda, ma poi non fa più ridere. E la storia dell'ormosessuale. Stessa cosa. Una volta, due, tre, poi basta Zazie, statte zitta e non rompere. Oppure, spiegatele una volta per tutte cosa vuol dire ormosessuale e bom!
    Insomma, un libro insolito e surreale. Irritante a volte, ma allo stesso tempo geniale, geniale, geniale!
    Il mio secondo appuntamento con questo autore ha confermato le impressioni che avevo avuto: insolito e geniale!
    Consigliato, per una lettura alternativa!

    4/5

    L'essere o il nulla, ecco il problema. Salire, scendere, andare, venire; tanto fa l'uomo che alla fine sparisce. Un tàssi lo reca, un metró lo porta via, la torre non ci bada, e il Pànteon neppure. Parigi è solo un sogno, Gabriel è solo un'ombra (incantevole), Zazie il sogno d'un'ombra (o di un incubo) e tutta questa storia il sogno di un sogno, l'ombra di un'ombra, poco piú di un delirio scritto a macchina da un romanziere idiota (oh! mi scusi). Laggiú, oltre, un po' oltre, Place de la République, si accatastano le tombe dei parigini che furono, che salirono e scesero scale, andarono e vennero per le vie e tanto fecero che alla fine sparirono. Un forcipe li introdusse, un carro funebre li porta via e la torre si arrugginisce e il Pànteon si screpola piú presto di quanto le ossa dei morti fin troppo presenti non si dissolvano nell'humus della città tutto impregnato di affanni. Ma sono vivo, io, e qui s'arresta la mia scienza perché del tassimane sparito nel suo trespolo a tassametro o di mia nipote sospesa a trecento metri nell'atmosfera o della mia sposa, la dolce Marceline, rimasta presso il focolare domestico, in questo preciso momento io non so, e qui non so, se non questo, endecasillabicamente: eccoli quasi morti perché assenti. Ma che veggo oltre le crespute cucuzze della brava gente che mi circonda? (capitolo ottavo)

    Allora? Perchè vuoi fare la maestra?
    Per rompere le palle alle bambine - rispose Zazie. - Quelle che avranno la mia età tra dieci anni, tra vent'anni, tra cinquant'anni, tra cento anni, tra mille anni. Aver sempre da rompere le balle a qualcuno. (capitolo secondo)

    ha scritto il 

  • 5

    -Allora, perché vuoi far la maestra?
    -Per romper le balle alle bambine,- rispose Zazie,- Quelle che avranno la mia età fra dieci anni, tra vent'anni, tra cinquant'anni, fra cento anni, fra mille anni. ...continua

    -Allora, perché vuoi far la maestra?
    -Per romper le balle alle bambine,- rispose Zazie,- Quelle che avranno la mia età fra dieci anni, tra vent'anni, tra cinquant'anni, fra cento anni, fra mille anni. Aver sempre da romper le balle a qualcuno.

    ha scritto il 

  • 3

    Tra le due e le tre stelle!

    Non so se sono più confusa io o il libro che ho appena chiuso. Le poche pagine possono essere ingannevoli, perché non è un libro di facile lettura, anzi…. E’ una storia bizzarra, raccontata con giochi ...continua

    Non so se sono più confusa io o il libro che ho appena chiuso. Le poche pagine possono essere ingannevoli, perché non è un libro di facile lettura, anzi…. E’ una storia bizzarra, raccontata con giochi di parole e dialoghi che possono sembrare strampalati, come Zazie, che non ha peli sulla lingua, che la si ama o la si odia.
    Onestamente non so se mi è piaciuto, ancora devo metabolizzarlo. Forse abbinare uno stile così particolare, anzi surreale a una storia fatta quasi tutta di dialoghi non aiuta o semplicemente è un genere che non mi è congeniale o forse non ci ho capito un c. come direbbe Zazie!

    Per un poco medito così sulla fragilità delle cose umane e sui progetti dei topi che non si realizzano più di quelli degli antropoidi, poi si dette a invidiare - solo per pochi istanti, non esageriamo- la sorte di quei diseredati, diseredati forse ma liberati dal peso delle servitù sociali e delle convenzioni mondane.

    - Allora ti sei divertita?
    - Così.
    - L'hai visto, il metrò?
    - No.
    - E allora, che cosa hai fatto?
    - Sono invecchiata.

    ha scritto il 

  • 3

    "Sei ormosessuale, sì o no?"

    Zazie è una bambina che arriva dalla provincia francese con la mamma per essere affidata allo zio Gabriel. Il chiodo fisso di Zazie è quello di prendere il metró ma, caso vuole, proprio nei giorni del ...continua

    Zazie è una bambina che arriva dalla provincia francese con la mamma per essere affidata allo zio Gabriel. Il chiodo fisso di Zazie è quello di prendere il metró ma, caso vuole, proprio nei giorni della sua permanenza è stato indetto uno sciopero della linea metropolitana. La piccola Zazie ci rimane male, finendo per mantenere un carattere scontroso e fastidioso per tutta la durata dell'opera. Tuttavia, questo infausto evento non preclude alla piccola la possibilità di avventurarsi nella Parigi di De Gaulle e dell'energia atomica, spesso anche da sola. In un momento di estrema sonnolenza si sveglia per andare in bagno, ma dal bagno finisce a una serie di avventure per la capitale francese.

    Il romanzo è un romanzo strano. Queneau si attiene a strutture di tipo classico (come l'azione temporale svolta in breve tempo, o il setting unitario in una città che quasi diviene una personaggio di second'ordine), e tuttavia lo stile e la lingua sono quelli che colpiscono: una grande capacità comica (io ho riso tantissimo) e un grande talento riassuntivo attraverso neologismi o l'uso del cosiddetto "argot", gergo sociale.

    Zazie è una ragazzina troppo matura e troppo intelligente per la sua età. Le sue rocambolesche avventure sfociano in sottili critiche sociali, le cui curiosità rimangono senza risposta, quasi, come la frequente domanda allo zio, che di professione è una drag queen in un locale gay, "allora zio, sei ormosessuale o no?". Zazie ha subito abusi sessuali, eppure non sembra, il che porta a considerare il romanzo, secondo il mio modesto parere, tutto un susseguirsi di eventi onirici che, guarda caso, ripresentano tratti ed eventi subiti già in precedenza dalla bambina (violenza domestica, pedofilia, sangue).

    Non l'ho trovato un romanzo di grande portata, vero, ma nemmeno un romanzo evitabile. Sotto la superficie comica (che, ripeto, mi ha suscitato la risata in più punti), si nasconde la minaccia, o la fortuna, del cambiamento sociale che va a confondersi con i problemi sociali. Zazie cresce in una sola giornata perché si perde nella Parigi dalle tinte indefinibili agli occhi di chi guarda. Alla fine Queneau opera un exploit narrativo che finisce per confermare la tesi dell'onirismo e aggiungere nuove considerazioni in merito a tutta la vicenda. Insomma, consigliabile come opera ma non per forza!

    ha scritto il 

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