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Zeno's Conscience

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Publisher: Vintage

3.9
(14391)

Language:English | Number of Pages: 464 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Portuguese , Spanish , Chi traditional , German , Italian , French , Dutch , Catalan , Czech

Isbn-10: 0375727760 | Isbn-13: 9780375727764 | Publish date: 

Translator: William Weaver

Also available as: Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
Long hailed as a seminal work of modernism in the tradition of Joyce and Kafka, and now available in a supple new English translation, Italo Svevo's charming and splendidly idiosyncratic novel conducts readers deep into one hilariously hyperactive and endlessly self-deluding mind. The mind in question belongs to Zeno Cosini, a neurotic Italian businessman who is writing his confessions at the behest of his psychiatrist. Here are Zeno's interminable attempts to quit smoking, his courtship of the beautiful yet unresponsive Ada, his unexpected-and unexpectedly happy-marriage to Ada's homely sister Augusta, and his affair with a shrill-voiced aspiring singer. Relating these misadventures with wry wit and a perspicacity at once unblinking and compassionate, Zeno's Conscience" is a miracle of psychological realism.
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  • 5

    Un libro buffo e modernissimo che passando dai fatti salienti della vita di Zeno (smettere di fumare, il fidanzamento e il matrimonio, l'amante, la guerra) racconta in prima persona la nevrosi del sen ...continue

    Un libro buffo e modernissimo che passando dai fatti salienti della vita di Zeno (smettere di fumare, il fidanzamento e il matrimonio, l'amante, la guerra) racconta in prima persona la nevrosi del sentirsi distanti dalla vita proprio mentre la si sta vivendo.

    said on 

  • 4

    Ennesima rilettura annuale- per dovere e per piacere- di un capolavoro di ironia e rovesciamento di tutte le convenzioni e il perbenismo dei benpensanti, e che ridimensiona impietosamente anche il rob ...continue

    Ennesima rilettura annuale- per dovere e per piacere- di un capolavoro di ironia e rovesciamento di tutte le convenzioni e il perbenismo dei benpensanti, e che ridimensiona impietosamente anche il roboante egocentrismo dannunziano.
    Se vaghezza vi punge, provate a confrontare il prologo di Le vergini delle rocce (http://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/d_annunzio/le_vergini_delle_rocce/pdf/d_annunzio_le_vergini_delle_rocce.pdf, qui pagg. 10 e seg.) con il quinto capitolo della Coscienza , La storia del mio matrimonio (http://www.letteraturaitaliana.net/pdf/Volume_9/t352.pdf): delle magnifiche vergini che on angoscia si chiedono chi di loro sarà l'eletta dal superuomo non ne resta che uno scarto, zoppa, con pochi capelli e un occhio strabico. E per giunta,a detta di Zeno, assai meno intelligente di lui.
    Altre varie ed eventuali qui:
    https://costellazioniletterarie.wordpress.com/2015/05/05/la-cattiva-coscienza-di-zeno-svevo-e-proust/

    said on 

  • 4

    La coscienza di Zeno è un romanzo destabilizzante: non solo ci pone di fronte al fallimento del positivismo e del mito del progresso, non solo corrode le certezze costruite dall'umanità in secoli di v ...continue

    La coscienza di Zeno è un romanzo destabilizzante: non solo ci pone di fronte al fallimento del positivismo e del mito del progresso, non solo corrode le certezze costruite dall'umanità in secoli di vita sociale, ma ci priva anche di quell'archetipico patto fra autore e lettore che obbliga il secondo a credere al primo. Zeno/Svevo non ha verità da offrirci, non ha una lente da porci perché ricerchiamo un senso rassicurante nelle sue pagine, ma ci pone di fronte alla disarmante certezza, tipica dell'individuo del XX secolo, di non avere chiavi universali per la conoscenza e il giudizio dell'umanità.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/04/la-coscienza-di-zeno-svevo.html

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  • 3

    La soglia dei Forti

    Svevo e D’Annunzio, ai tempi della mia maturità, si contendevano il favore dei miei compagni di classe. Chi portava italiano, sceglieva uno dei due autori quale argomento a piacere. Varcata la soglia ...continue

    Svevo e D’Annunzio, ai tempi della mia maturità, si contendevano il favore dei miei compagni di classe. Chi portava italiano, sceglieva uno dei due autori quale argomento a piacere. Varcata la soglia dei Forti (ehm.. in realtà la grafia corretta sarebbe Forty) ho deciso di rileggerli entrambi.

    Il primo capitolo della Coscienza è un portento. Sono il figlio di un fumatore, fumatore a mia volta, divenuto ex fumatore. Quando si fuma non si capisce come si potrà smettere, quando si è smesso non si capisce come si poteva fumare. Fra i vari irresoluti tentativi di smettere, mio padre provò anche a sostituire le sigarette con la pipa. Essa finì abbandonata nel primo cassetto del comò pochi giorni dopo esser stata acquistata. Forse per emulare le gesta di Noodles nella fumeria d’oppio, un giorno la sottrassi e mi chiusi la porta del terrazzo alle spalle. La caricai stipando il tabacco nel fornello, poi, per accenderla, tirai così tante volte da sentirmi in bocca la fantozziana lingua felpata. Fui avvolto da un nauseante afrore dolciastro, invece dell’oblio dei sensi, sperimentai l’oblio della lingua anestetizzata e insensibile come una braciola di manzo sul banco di un macellaio. Avevo 15 anni, erano già due anni che fumavo, seppi subito che nemmeno io avrei mai sostituito le sigarette con la pipa. Occorre una motivazione forte per smettere di fumare, io trovai la mia. Aver letto di Zeno mi fu d'aiuto per il metodo, usai quello opposto al suo. Anzichè dire smetto domani, rimandavo al giorno successivo il proposito di fumare e mi ripetevo: fumo domani. Nessuna U.S. (ultima sigaretta) ma solo ipotetiche futuribili P.S. (prossima sigaretta)

    Il secondo capitolo parla della morte del padre, è meno potente del primo, pur contenendo quella domanda che molti di coloro che hanno varcato la soglia dei Forti, si saranno già posta
    Continuamente vedevo dinanzi a me la sicura imminente morte di mio padre e mi domandavo: «Che cosa farò io ora a questo mondo?».

    E’ dal terzo capitolo in avanti che le stelle della Coscienza cadono come nella notte di San Lorenzo.
    Rileggere Svevo dopo aver letto Marìas significa rivedere una partita in bianco e nero dopo averne vista una in HD.
    Le descrizioni di Svevo appaiono (talvolta) puerili, l’esposizione scontata ed eccessivamente dettagliata. Il romanzo ha uno svolgimento atipico, il protagonista scrive l’autobiografia a beneficio del suo analista. Ciò non giustifica i limiti della prosa, spesso ridondante, insistente, noiosa. L’ampollosità e il barocchismo di D’annunzio contengono una tensione erotica che nella Coscienza di Zeno è completamente assente. Tale assenza rende la partita in bianco e nero soporifera destinandola a finire a reti inviolate. A poco valgono tradimenti e fantasie di tradimento presenti nella seconda parte del libro; invece di coinvolgere, fanno sentire spettatori di un documentario.
    La coscienza di Zeno ha senz'altro un grosso valore letterario, è stato il primo romanzo italiano ad occuparsi di psicanalisi, e lo ha fatto in modo critico ed a tratti umoristico. Svevo ha influenzato numerosi scrittori, è stato un precursore, io però lo preferisco nei suoi due primi romanzi. Superata la soglia dei Forti, mi concedo la licenza di togliere una stella alle quattro della prima lettura.
    Chiudo con una gustosa equiparazione, un tributo dispregiativo ma piacevole
    -Una confessione in iscritto è sempre menzognera. Con ogni nostra parola toscana noi mentiamo!

    1991 ★★★★
    2014 ★★★

    E-book N°89
    La coscienza di Zeno (Italo Svevo)
    Dicembre 2014

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  • 1

    Capisco l'importanza che questo romanzo ha ricoperto nell'evoluzione della letteratura ma nulla toglie che sia di una noia mortale

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  • 5

    sono ancora a metà libro, ma già vi posso dire che è uno dei più belli che abbia letto in vita mia e soprattutto penso seriamente di essere la reincarnazione di Italo Svevo...versione femminile...dunq ...continue

    sono ancora a metà libro, ma già vi posso dire che è uno dei più belli che abbia letto in vita mia e soprattutto penso seriamente di essere la reincarnazione di Italo Svevo...versione femminile...dunque ancora peggio :)

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  • 3

    Romanzo di psicanalisi

    Indubbiamente ben articolato, ben scritto e ragionato, ma non sono riuscita ad appassionarmi e a farmi coinvolgere quanto avrei sperato.

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  • 5

    Non dovrebbero mai permettere di leggere questo libro al liceo senza prima fornirti gli strumenti di comprensione, se non li possiedi già. Poi finisce che lo rileggi più tardi e non capisci come hai f ...continue

    Non dovrebbero mai permettere di leggere questo libro al liceo senza prima fornirti gli strumenti di comprensione, se non li possiedi già. Poi finisce che lo rileggi più tardi e non capisci come hai fatto a farne a meno per così tanto tempo!

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  • 0

    Affascinante. Un racconto dal punto di vista del malato -immaginario- che ripercorre, dall'adolescenza sino alla senectute, le tappe e i momenti più significativi della vita di Zeno Cosini. Tutto iniz ...continue

    Affascinante. Un racconto dal punto di vista del malato -immaginario- che ripercorre, dall'adolescenza sino alla senectute, le tappe e i momenti più significativi della vita di Zeno Cosini. Tutto inizia con il fumo -considerato veleno e causa prima di tutti i mali di Zeno- che è solo pretesto per affrontare l'amore, la fedeltà, l'infedeltà, l'amicizia e la coscienza di sé. La prosa è veloce, simpatica, ma rimane sempre profonda. Un ricettacolo di massime e spunti di riflessione; sulla realtà che ci circonda e che ci spingen a mettere in dubbio ciò che siamo e chi pensiamo d'essere.

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