Zero History

Di

Editore: Fanucci (Chrono)

3.7
(92)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 560 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8834719417 | Isbn-13: 9788834719411 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Daniele Brolli

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Hollis Henry, ex cantante rock diventata giornalista, ha accettato con molta riluttanza di lavorare nuovamente al soldo di Hubertus Bigend, magnate del marketing globale, per scoprire l’identità segreta del progettista di un marchio di abbigliamento che Bigend spera di arruolare per la fabbricazione delle uniformi dell’esercito statunitense. Il traduttore ed esperto di crittologia Milgrim, ossessionato dai dettagli, è totalmente nelle mani di Bigend, soprattutto da quando il magnate lo ha salvato dalla dipendenza pagandogli una costosa cura in una clinica svizzera. Garreth, invece, ha una passione per gli sport estremi. Di recente è saltato dall’edificio più alto del mondo, aprendo il paracadute solo all’ultimo momento, e per dimostrarlo ha un femore tutto nuovo fatto con un materiale sperimentale. Garreth ha gli amici giusti per i favori di cui un uomo come Bigend potrebbe avere bisogno, in particolare quando le cose vanno improvvisamente storte. Cosa potrebbe succedere, ad esempio, se un contratto per le uniformi siglato dal dipartimento della Difesa diventasse il viatico per un traffico d’armi, e se anche Bigend si ritrovasse a essere manipolato e alla deriva in un mondo pericoloso e pieno di insidie?
Un thriller raffinato e intelligente in grado di mantenere il lettore inchiodato alla pagina fin dal principio, in un’atmosfera che unisce futuro e modernità.
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  • 5

    Ammetto di essere di parte: Gibson è il mio autore preferito da sempre. Ho amato tutte le sue opere, anche quelle meno scorrevoli (come i due predecenti libri della trilogia di Bigend: L'accademia dei ...continua

    Ammetto di essere di parte: Gibson è il mio autore preferito da sempre. Ho amato tutte le sue opere, anche quelle meno scorrevoli (come i due predecenti libri della trilogia di Bigend: L'accademia dei sogni e Guerreros).
    Detto questo, il mio giudizio su Zero History è assolutamente positivo: stranamente scorrevole (anche se bisognerebbe capire se il merito è del traduttore), personaggi sempre ben caratterizzati, storia coinvolgente.
    Ottima conclusione di una trilogia che ha spiazzato molto i lettori ma che ho apprezzato in quanto a suo modo coraggiosa e atipica.
    Ora aspetto con ansia la traduzione di "The Peripheral"...

    ha scritto il 

  • 3

    William Gibson, il nuovo corso

    Che sia chiaro, Neuromante e il ciclo dello Sprawl è altra cosa.
    Ma.
    Ma tutto sommato, il ciclo di Bigend, del quale "Zero History" è il capitolo conclusivo, ha i suoi meriti: quello di analizzare con ...continua

    Che sia chiaro, Neuromante e il ciclo dello Sprawl è altra cosa.
    Ma.
    Ma tutto sommato, il ciclo di Bigend, del quale "Zero History" è il capitolo conclusivo, ha i suoi meriti: quello di analizzare con occhio illuminato il presente, quello di non essere mai banale, e anche la capacità di risultare ancora, nonostante tutto, il Gibson della fantascienza di un tempo.
    In questo terzo libro, ritroviamo i principali personaggi dei precedenti: Hollis Henry e gli altri ex-Curfew, Milgrim, Voytek e ovviamente Bigend e la sua Blue Ant. E rispetto ai capitoli conclusivi delle altre due serie, questo funziona decisamente meglio. La storia è sempre nello stile "Bigend": questa volta il magnate belga vuole entrare nel business dell'abbligliamento militare e tra spionaggio e ricerca di notizie (e persone) che non si vogliono far scoprire, finirà anche per rischiare molto...
    Per chi ha apprezzato i primi libri di William Gibson, ma anche per chi vuole leggere un bel thriller moderno.

    ha scritto il 

  • 3

    Dei tre libri componenti l'ultima (in ordine cronologico) trilogia di Gibson (gli altri sono L'accademia dei sogni (Pattern recognition) e Guerreros (Spook Country) questo è quello il cui ritmo narrat ...continua

    Dei tre libri componenti l'ultima (in ordine cronologico) trilogia di Gibson (gli altri sono L'accademia dei sogni (Pattern recognition) e Guerreros (Spook Country) questo è quello il cui ritmo narrativo è migliore, veloce e senza perdite di tono; permangono i problemi delle altre opere di questa fase autoriale: tanti particolarismi ma poche idee, uno sguardo ampio ma superficiale alle nuove tecnologie ed alle mode ed un intreccio piuttosto blando e poco articolato, restano buoni i personaggi prncipali e la loro caratterizzazione, scarsa invece quella degli antagonisti.
    Gibson non ha mai brillato per essere uno scrittore abile nell'intreccio ma il passaggio da cyberpunk a speculative fiction ha segnato il passo nella capacità delle sue opere di intrattenre il lettore, questo Zero History è qualitativamente migliore rispetto alle due opere precedenti ma non abbastanza da superarle in modo significativo. Soddisfatto a metà, sono curioso di vedere come sarà la prossima opera recentemente annunciata.

    ha scritto il 

  • 4

    non so cosa pensare.
    probabilmente questo è il libro migliore della terza trilogia di gibson, ha una trama efficace, svariate ottime riflessioni che dimostrano come l'autore abbia ancora uno sguardo l ...continua

    non so cosa pensare.
    probabilmente questo è il libro migliore della terza trilogia di gibson, ha una trama efficace, svariate ottime riflessioni che dimostrano come l'autore abbia ancora uno sguardo lucido sulla realtà che ci circonda e una manciata di personaggi simpatici.
    però qualcosa non torna, c'è qualcosa nella vicenda in se che sembra involuto (quando invece probabilmente l'intenzione era di sembrare sempre e comunque verosimile)e il finale "cinematografico" (quel capitolo finale da james bond, o meglio da blockbuster d'azione) mi ha lasciato un pessimo sapore...

    ha scritto il 

  • 3

    Cambiamento

    E' la prima volta che mi trovo a dover dire 'così così' dopo aver letto un libro di Gibson.
    Lo snodo della trama è lo stesso di sempre, e a me va benissimo così, però in questa trilogia qualcosa si è ...continua

    E' la prima volta che mi trovo a dover dire 'così così' dopo aver letto un libro di Gibson.
    Lo snodo della trama è lo stesso di sempre, e a me va benissimo così, però in questa trilogia qualcosa si è perso. Questo Bigend non mi ha convinto, ecco. Credo comunque che 'L'accademia dei sogni', il primo dei tre, sia il migliore.
    Spero che la prossima trilogia, se ce ne sarà una, torni in zone più fantascientifiche.

    ha scritto il 

  • 4

    William Gibson prosegue nella sua analisi della società prossima ventura, riprendendo il percorso, i concetti e (tra le altre cose) i personaggi di Luce Virtuale e Guerreros. E a quanto pare concluden ...continua

    William Gibson prosegue nella sua analisi della società prossima ventura, riprendendo il percorso, i concetti e (tra le altre cose) i personaggi di Luce Virtuale e Guerreros. E a quanto pare concludendo la cosiddetta trilogia di Bigend.
    Gibson riesce come di consueto a essere semplice e criptico allo stesso tempo. Descrive un futuro vicino, ma visto da dietro le quinte, dove i brand che governano mode e tendenze prendono vita, tra marketing virale e ghost branding portati all'estremo.

    Ritornano Hollys Henry, Garreth, Milgrim e soprattutto l'inquietante Hubertus Bigend con la sua giacca di un improbabile blu, la sua aria da deus ex machina, i suoi (tanti) soldi e la sua (tanta) curiosità. Un'altra caccia pericolosa, stavolta sulle tracce di un marchio fantasma, capi di abbigliamento di culto che nessuno sa da dove vengano e che non si possono acquistare nei normali negozi, eppure incredibilmente popolari. E ovviamente la caccia sarà più difficile e pericolosa del previsto a causa di qualche dipendente della Blue Ant che ha tradito il boss.

    I temi trattati sono sempre interessanti e leggermente oltre l'attualità, familiari e futuristici allo stesso tempo. E in questo Gibson è una garanzia. Certo, tutto sommato questo Zero History per certi versi è veramente molto simile al precedente Guerreros, ma vale comunque la pena, anche se non si sono letti i libri precedenti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Il solito Gibson piuttosto criptico, forse piu' del solito, ma e' anche per questo che lo leggiamo.


    In breve la trama.
    Bigend induce la riluttante Hollis, che e' stata quasi rovinata dalla crisi fina ...continua

    Il solito Gibson piuttosto criptico, forse piu' del solito, ma e' anche per questo che lo leggiamo.


    In breve la trama.
    Bigend induce la riluttante Hollis, che e' stata quasi rovinata dalla crisi finanziaria, a occuparsi della ricerca dello stilista di un fantomatico brand, il cui stile potrebbe essere decisivo per aggiudicarsi una commessa per l'abbigliamento dell'esercito americano.
    Senza rivelare troppo, si puo' dire che il risultato della ricerca e' un colpo di scena sensazionale.

    D'altra parte tutta questa vicenda e' niente piu' che un diversivo che si rivela quasi catastrofico per il core business di Bigend, che riguarda ben altro che la moda o lo stile come sembrava in tutta la trilogia.

    In gioco c'e' niente di meno che una tecnologia che permette di prevedere con 17 minuti di anticipo il flusso degli ordini dei mercati, che fara' trascendere Bigend e la Blue Ant in un'entita' too big to fall.

    Il finale ribalta il senso di tutta la trilogia, da un mondo dominato da brand, moda, artisti concettuali ad un altro dove piu' realisticamente conta il controllo del mercato.
    O forse per l'autore sono due aspetti della stessa cosa.

    ha scritto il 

  • 3

    So what? Well, I learnt something about cool-hunting and secret brand, and also the existence of the piblokto (or arctic hysteria); the action around London and Paris is so finely described to make me ...continua

    So what? Well, I learnt something about cool-hunting and secret brand, and also the existence of the piblokto (or arctic hysteria); the action around London and Paris is so finely described to make me feel there; and the prose is fluid and sharp (though not easy at all). But... which is the clue?
    A fascinating tale with a non-sense end.

    ha scritto il 

  • 4

    in questa storia gibson riprende alcuni personaggi di "l'accademia dei sogni" e "guerreros" e li mette insieme per formare una nuova trilogia, se pure gli elementi di collegamento con i due libri prec ...continua

    in questa storia gibson riprende alcuni personaggi di "l'accademia dei sogni" e "guerreros" e li mette insieme per formare una nuova trilogia, se pure gli elementi di collegamento con i due libri precedenti sono abbastanza scarsi, e ognuno può essere letto indipendentemente (anche se riuscire a cogliere dettagli impliciti dà più soddisfazione). la trama segue a capitoli alterni hollis henry e milgrim, due personaggi di "guerreros", entrambi assoldati dal boss della blue ant per investigare sull'origine di un nuovo brand "segreto" di abbigliamento. la ricerca però sembra coinvolgere interessi molto maggiori, e presto i personaggi si trovano coinvolti in un ammutinamento interno alla blue ant manovrato da poteri superiori.

    come i due libri precedenti, è da chiarire che non si tratta di fantascienza. lo si può definire "techno-thriller" forse, ma si svolge nel nostro mondo, con ipod e videocamere di sorveglianza e twitter, ma nonostante questo sembra che i personaggi si muovano su un piano diverso della realtà, al livello in cui si trovano le "architetture nascoste del mondo". per questo la lettura risulta estremamente affascinante, anche se l'azione fine a sé stssa è piuttosto limitata.

    ha scritto il 

  • 3

    Sono andato a rivedermi cosa avevo scritto per Guerreros, e ho scoperto che potrei fare tranquillamente copia e incolla per questo romanzo, dalla prima all'ultima lettera...
    Anche questa volta Gibson ...continua

    Sono andato a rivedermi cosa avevo scritto per Guerreros, e ho scoperto che potrei fare tranquillamente copia e incolla per questo romanzo, dalla prima all'ultima lettera...
    Anche questa volta Gibson mi ha "saziato" con la sua scrittura priva di contenuti, quasi fine a se stessa, molto piacevole e appagante ma con una trama oscura, appannata, difficile da seguire. Gradirei qualcosa di meno aulico e più concreto, grazie.

    ha scritto il