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Zeroville

By Steve Erickson

(76)

| Others | 9788845260469

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Book Description

"Cinefilo allo spasimo, Erickson, eppure, allo stesso tempo, un passo oltre, e altrove: nei territori del sogno. Forse, a una prima lettura, "Zeroville" potrebbe sembrare un romanzo su Hollywood, carico com'è di citazioni e rimandi ellittici da inizi Continue

"Cinefilo allo spasimo, Erickson, eppure, allo stesso tempo, un passo oltre, e altrove: nei territori del sogno. Forse, a una prima lettura, "Zeroville" potrebbe sembrare un romanzo su Hollywood, carico com'è di citazioni e rimandi ellittici da iniziati, un romanzo per cinefili, uno di quei libri che escludono appunto tutti quelli che iniziati non lo sono neanche un pò. Ma sarebbe fermarsi al primo livello, perché "Zeroville" non è un romanzo su Hollywood - o almeno, non solo, perché certo è anche questo - è un romanzo come ha dichiarato il suo stesso autore in un'intervista, che parla piuttosto di come il Cinema, i film, siano diventati parte integrante del sistema nervoso contemporaneo. [...] Il cinema ha cambiato le nostre percezioni, il nostro modo di interpretare la realtà, suadente e persuasivo ci ha accompagnati nel corso del tempo in territori al tempo stesso affascinanti e mostruosi, rassicuranti e terrificanti. E' parte integrante del nostro immaginario, così come lo sono i sogni che facciamo la notte, e che si mescolano alle esperienze reali: questo è il tessuto della nostra vita, la trama fitta in cui arte e vita si intrecciano senza che sia più possibile districare un filo dall'altro." (Dalla Postfazione di Simona Vinci).

14 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "Una volta mi ha detto che i film sono sogni."
    "Forse è il contrario."
    "Forse non lo stiamo sognando. Forse è lui che sogna noi."

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    Cocconauta said on Jun 7, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    due stelle e mezza, perchè fino alla prima metà aveva comunque suscitato il mio interesse grazie a un intarsio di citazioni cinematografiche (soprattutto relative a Hollywood e alle sue stelle), poi mi è sembrato diventare un qualcosa fine a se stess ...(continue)

    due stelle e mezza, perchè fino alla prima metà aveva comunque suscitato il mio interesse grazie a un intarsio di citazioni cinematografiche (soprattutto relative a Hollywood e alle sue stelle), poi mi è sembrato diventare un qualcosa fine a se stesso, tra l'altro scritto anche peggio, fino alle ultime 50 pagine che concludono un romanzo che alla fine mi ha comunicato il nulla o quasi.

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    PolSheilo said on Aug 28, 2011 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Ho sempre letto ottime recensioni di questo libro e , complice la lettura di un articolo monografico sull' autore , ho deciso di calarmi nel mondo di Steve Erickson. Sulle prime non mi è sembrato un granchè, qualcosa di gia letto, lo stile classico d ...(continue)

    Ho sempre letto ottime recensioni di questo libro e , complice la lettura di un articolo monografico sull' autore , ho deciso di calarmi nel mondo di Steve Erickson. Sulle prime non mi è sembrato un granchè, qualcosa di gia letto, lo stile classico di tanta letteraratura avant pop americana .Piano piano la lettura si è fatta interessante e in men che non si dica sono arrivato alla fine. Di cosa parla questo libro ? la risposta potrebbe essere semplice : narra la storia di uno strambo personaggio, drogato di cinema , alle prese con il mondo holliwoodiano .Cosi come il sogno ,elemento del quale è intriso , questo è solo l'aspetto manifesto del racconto. Esiste anche un aspetto nascosto, più profondo e significativo , non sempre immediatamente chiaro ma presente in modo deciso. Nella postfazione a cura del traduttore viene indagato quest'ultimo aspetto ma devo dire che l'analisi fatta non mi convince del tutto....c'è qualcosa d'altro. Sono convinto che verrà un momento nel quale, quando meno me lo aspetto, si rivelerà il senso di ciò che ho letto e mi farà esclamare : " ecco di cosa parlava"...aspetto tranquillo quell'attimo....comunque un bel libro.

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    Lazyproduction said on May 27, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Semplicemente...affascinante.
    Una lettura che ogni amante del cinema, deve fare.
    E' stato un piacere...
    Ma...Bunuel a Cannes dormì veramente per terra in segno rivoluzionario, o solo perchè stava scomodo nel letto? :)

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    tirripitirri said on Feb 14, 2010 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    In un consesso di bibliofili compulsivi un libro imperniato su un protagonista cinefilo compulsivo dovrebbe ottenere sicuro apprezzamento…

    Vikar arriva ad Hollywood già marcato da un doppio tatuaggio sul cranio rasato, raffigurante i profili di Eliz ...(continue)

    In un consesso di bibliofili compulsivi un libro imperniato su un protagonista cinefilo compulsivo dovrebbe ottenere sicuro apprezzamento…

    Vikar arriva ad Hollywood già marcato da un doppio tatuaggio sul cranio rasato, raffigurante i profili di Elizabeth Taylor da una parte e di Montgomery Clift dall’altra, in una scena d’amore di “Un posto al sole”.

    Sfortunatamente arriva proprio il giorno in cui viene compiuto il massacro di Bel Air ad opera della famiglia Manson (siamo quindi nel 1969), con cui Vikar viene addirittura sospettato di complicità e questa è solo la prima delle infinite coincidenze che si susseguiranno lungo tutto l’arco del racconto.

    Egli si ambienta comunque piuttosto rapidamente nell’arca hollywoodiana collezionando numerosi incontri con personaggi, alcuni ripresi dalla realtà cinematografica del periodo, altri inventati, altri ancora un po’ a mezza via fra realtà e fiction, ma che danno vita comunque a un carosello di rimandi particolarmente vivace.

    Tutti parlano in continuazione di argomenti connessi con il cinema (sesso, gossip, casting, dollari) ed anche coloro che non sono professionalmente coinvolti (l’ineffabile ladro cinefilo, il guerrigliero antifranchista ovviamente cinefilo) sono affetti dalla stessa forma maniacale di cui il principale vettore è Vikar, una specie di Forrest Gump, un “fou savant” che molti fischiano ma molti altri applaudono lungo un percorso che lo porterà ad un premio speciale a Cannes e ad un’imprevedibile nomination all’Oscar!

    Anche lo stile del libro è impostato su questa falsariga: 453 frammenti equivalenti ad altrettante scene da ricucire da parte di un abile direttore del montaggio (non a caso la categoria che frutta a Vikar la nomination…) in un ipotetico film che esattamente a metà viene “resettato a zero” e nel finale (aperto ad ogni interpretazione…) in un crescente delirio vedrà il protagonista imbattersi letteralmente nei suoi fantasmi e nel suo destino.

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    Ubik said on Sep 22, 2009 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Premetto che non è il mio genere.
    Le pagine dedicate veramente al cinema sono bellissime... ma su questo sono di parte: adoro Montgomery Clift. Nessuno, per me, è come lui.
    Altrove, invece, ho riscontrato toni eccessivi che mi sono piaciut ...(continue)

    Premetto che non è il mio genere.
    Le pagine dedicate veramente al cinema sono bellissime... ma su questo sono di parte: adoro Montgomery Clift. Nessuno, per me, è come lui.
    Altrove, invece, ho riscontrato toni eccessivi che mi sono piaciuti molto meno.
    Un buon inizio e una bellissima fine. In mezzo, troppa carne al fuoco. Non saprei dare un giudizio netto!

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    Lettrice Accanita said on Jan 30, 2009 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (76)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Others 414 Pages
  • ISBN-10: 8845260461
  • ISBN-13: 9788845260469
  • Publisher: Bompiani
  • Publish date: 2008-05-01
  • In other languages: other languages English Books
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