Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Zia Antonia sapeva di menta

Di

Editore: Garzanti (Narratori moderni)

3.5
(1153)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8811683912 | Isbn-13: 9788811683919 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , CD audio

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

Ti piace Zia Antonia sapeva di menta?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 2

    Alain vs. Andrea - 31 mag 15

    Di ritorno dal lungo viaggio vietnamita, in attesa dei riposi natalizi, mi dedico alla rilassante lettura di un altro dei libri dedicati alla saga di Bellano, e scritti dal magistrale dottore – scritt ...continua

    Di ritorno dal lungo viaggio vietnamita, in attesa dei riposi natalizi, mi dedico alla rilassante lettura di un altro dei libri dedicati alla saga di Bellano, e scritti dal magistrale dottore – scrittore Andrea Vitali. Ormai tanto di lui ho letto e scritto che non ci torno ancora sopra, ricordandovi solo, che, dalla nascita delle trame, ben 15 suoi libri sono già passati sotto la mia attenta lente. Qui siamo nelle avventure oserei dire “contemporanee”, anche se direi che siamo comunque nel 1970, come ci ricorda la vittoria a Sanremo di “Chi non lavora non fa l’amore”. Non purtroppo nella miglior vena di Vitali, quella delle storie ambientate nella prima metà del secolo scorso. Anche se ci si rallegra alla strampalata storia della zia Antonia, quella che mangiava mentine a ritmi da intossicazione (ed i profumi e gli odori saranno un elemento fondamentale della storia). Ricoverata nella casa di cura diretta da Suor Speranza, inscena uno sciopero della fame perché la sua banca, il Credito Orobico, non le aveva inviato il solito estratto conto mensile. Nessuno riesce a farla parlare, né il nipote Ernesto, che da sempre l’accudisce, rinunciando ad una sua vita privata, né il dottore Aloisio Fastelli, quello che cura i malati della casa di riposo. In tutto questo si inserisce l’altro nipote, Antonio, che mai si era interessato della zia, preferendo una vita apparentemente senza pensieri, insieme alla moglie Augusta descritta come “una trentacinquenne ossigenata e vogliosa, nonché figlia di salumiere”. infatti, intuendo che la zia si avvicina alla fine naturale, tenta un ravvicinamento, in parte “nascosto”, ma che viene ben presto rivelato dal suo odore. Da molto tempo, per curarsi i suoi mali, usa dosi massicce di aglio, tanto da spanderne l’acuto odore intorno a sé, come ben sappiamo noi che abbiamo spesso visitato la Cina con i suoi mangiatori di aglio. Solo dopo che entra in scena anche il prevosto, tramite una serie di finti raggiri, riesce a far breccia nelle difese di zia Antonia. E benché il direttore della banca sia restio a confidare i segreti di zia Antonia a sconosciuti, per favorire l’uscita dallo sciopero della fame che rischia di portare alla tomba anzitempo la vecchia signora, confida il conto al dottor Fastelli. La sorpresa è che il conto riporta la non banale cifra di 58 milioni di lire. Qui le cose ovviamente hanno un’accelerazione istantanea. I due nipoti sembrano scendere all’arma bianca per risolvere il mistero, ma zia Antonia pensa bene di dipartirsi dal mondo terreno senza aver risolto il mistero. Il nipote Antonio, avido e sobillato dall’Augusta, vuole la sua parte, ma un secondo controllo in banca rileva che sul conto ci sono soltanto 580 mila lire. Un errore di due zeri. Possibile, con le antiquate procedure bancarie allora vigenti. I due fratelli non faranno più la pace, ed Ernesto, liquiderà tutte le sue attività e se ne andrà altrove. Manca però l’ultimo colpo di scena, che Vitali lascia in mano al dottor Fastelli ed al direttore della Banca. Questi, trasferito in altra sede per fine mandato, rivela al dottore che non c’è mai stato errore nei conti della Banca. E che tra i due estratti, il cointestatario del conto della zia, ha prelevato una somma di 57 milioni e 420 mila lire, facendo scendere il conto dai 58 milioni del primo estratto alle 580 mila lire del secondo. Una bella beffa finale che mette in castigo gli avidi e i prepotenti. Insomma, alla fine Vitali, narrandoci le vicende di questa piccola umanità, che per la sua minuta essenza sembra una che noi si conosca da sempre, fa anche una piccola lezione di morale. Però è tutto in tono minore, tutto un po’ già scritto e scontato. Anche se non ci si aspettava una pronta intelligenza da parte del cointestatario del conto. Quindi, al solito, ben scritto, molto scorrevole, con qualche momento delle sue scritture migliori (la gelosia di Augusta, la severa compostezza di suor Speranza, l’aglio di Antonio, la gentilezza del dottore), ma alla fine con una resa inferiore alle solite. Speriamo si torni alle storie dei postali e dei podestà, che meglio riuscivano in intreccio ed ironia nelle altre storie di Vitali.

    ha scritto il 

  • 4

    L’odore dei soldi, a Bellano, è un profumo di menta.
    Almeno fino a quando, beninteso, il profumo non viene coperto da un’insopportabile puzza di aglio.
    Quando quel lezzo persistente ristagna nella sta ...continua

    L’odore dei soldi, a Bellano, è un profumo di menta.
    Almeno fino a quando, beninteso, il profumo non viene coperto da un’insopportabile puzza di aglio.
    Quando quel lezzo persistente ristagna nella stanza di zia Antonia, ospite della casa di riposo di Bellano, al nipote Ernesto Cervicati, in visita alla zia come tutti i giorni, i conti non tornano: che le suore abbiano avuto la mano pesante nel condire le pietanze che hanno servito ai degenti?
    Ma no. È impossibile. I gesti e i riti che si ripetono giorno dopo giorno nella casa di riposo non ammettono deroghe. Qualcuno ha portato quell’odore di aglio da fuori. Ma chi?
    ( recensione tratta da wuz.it )

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti dal lago

    Leggere Vitali è un po' come tornare nella piazzetta del paese in cui siamo nati e cresciuti, gira tutto li attorno, i pettegolezzi, le piccole cattiverie di paese, ma anche l'affetto e il conforto de ...continua

    Leggere Vitali è un po' come tornare nella piazzetta del paese in cui siamo nati e cresciuti, gira tutto li attorno, i pettegolezzi, le piccole cattiverie di paese, ma anche l'affetto e il conforto della gente
    Mi sembra sempre di tornare a casa.

    ha scritto il 

  • 0

    Gradevole storia di paese con amabilissimi personaggi.
    Piccolo giallo che ricorda i romanzi di Chiara, ma senza la cupezza e il freddo disincanto di questi.
    Suggestive atmosfere di norditalia. ...continua

    Gradevole storia di paese con amabilissimi personaggi.
    Piccolo giallo che ricorda i romanzi di Chiara, ma senza la cupezza e il freddo disincanto di questi.
    Suggestive atmosfere di norditalia.

    ha scritto il 

  • 3

    Con Zia Antonia, primo libro che leggo di Antonio Vitali, anche io ho mangiato un etto delle sue gustose mentine.
    Leggerlo è stato come respirare un po' di aria fresca, che di tanto in tanto è funzion ...continua

    Con Zia Antonia, primo libro che leggo di Antonio Vitali, anche io ho mangiato un etto delle sue gustose mentine.
    Leggerlo è stato come respirare un po' di aria fresca, che di tanto in tanto è funzionale a rendere piacevole le ore di lettura, che, in questo caso, scorre liscia e strappa il sorriso.
    Fa sorridere l' ironia sottile e lieve serpeggiante nei dialoghi di certi personaggi e in alcune situazioni paradossali.
    Non si farà dimenticare Suor Speranza, madre superiora della casa di riposo bellanese: donna pratica, decisa, volitiva.
    Per il resto, soprattutto chi abita in una comunità di provincia, vi trova quelle situazioni proprie della ordinaria vita quotidiana con i pettegolezzi, i segreti, i sospetti alimentati da linfa sempre nuova.
    La miscela degli ingredienti "cucinati" da Andrea Vitali è gradevole, ma niente di più.

    ha scritto il 

  • 3

    Storie ordinarie diventano protagoniste

    Il libro di Vitali è un romanzo breve che racconta una storia di provincia, ambientate sul lago le vicende di persone normali che con il mestiere dell’autore diventano interessanti, tratteggiate con p ...continua

    Il libro di Vitali è un romanzo breve che racconta una storia di provincia, ambientate sul lago le vicende di persone normali che con il mestiere dell’autore diventano interessanti, tratteggiate con puntualità e grande ironia. Diventano simpatiche, sembra di conoscerli si partecipa divertiti al disvelarsi delle loro debolezze, dei loro caratteri.

    Fatti quotidiani, come una zia all’ospizio, un cospicuo gruzzolo da dividere in famiglia, che possono accadere nella vita tutti diventano lo schema per una trama avvincente e interessante.

    Si legge bene ed ha la giusta dose di leggerezza che si può e, per quanto mi riguarda, si deve alternare a letture ben più impegnative. Insomma l’ho letto proprio al momento giusto, mi serviva alleggerire un po’ l’impegno sulla lettura ma apprezzare anche qualcosa di piacevole e Vitali ha pienamente raggiunto lo scopo.

    ha scritto il 

Ordina per