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Zibaldone di pensieri (3 volumi)

Edizione critica e annotata

Di

Editore: Garzanti (Libri della spiga)

4.4
(331)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 4207 | Formato: Cofanetto | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Olandese

Isbn-10: 8811586526 | Isbn-13: 9788811586524 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Giuseppe Pacella

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Una costruzione incompiuta

    E' una grande costruzione letteraria rimasta incompiuta, forse paragonabile solamente all'ottava sinfonia in si minore di F. Schubert, in cui si eseguono solo i primi due tempi, perché lo Scherzo è s ...continua

    E' una grande costruzione letteraria rimasta incompiuta, forse paragonabile solamente all'ottava sinfonia in si minore di F. Schubert, in cui si eseguono solo i primi due tempi, perché lo Scherzo è stato solo abbozzato e manca il finale, e proprio nella sua imperfezione mostra tutta la modernità. Non si può condensare in poche righe il lavoro di Leopardi, il compito del poeta e la specificità della visione della letteratura e dell'esistenza. Nel testo sono disseminate riflessioni di teorie letterarie e poetiche che si mescolano con quelle filosofiche in un secolo in cui il particolare carattere di un determinato ambiente e il momento culturale e storico, considerato in relazione ad avvenimenti che ne sono il frutto è l’espressione culturale prevalente dell’Italia novecentesca, nella prima metà del 900, quella dell’idealismo che tendeva a negare "la patente di filosofo" a Leopardi, per via delle numerose contraddizioni, non solamente nel tempo, delle varie tesi, delle varie posizioni che il poeta alterna nelle diverse fasi del suo pensiero, ma anche per le contraddizioni intrinseche in ogni singola fase del suo pensiero stesso.

    ha scritto il 

  • 0

    Si può applicare all’uomo in generale avendo riguardo alle illusioni e al modo in che la natura ha supplito coi felici errori ec. alla felicità reale, anzi può applicarsi ad ogni genere di viventi, qu ...continua

    Si può applicare all’uomo in generale avendo riguardo alle illusioni e al modo in che la natura ha supplito coi felici errori ec. alla felicità reale, anzi può applicarsi ad ogni genere di viventi, quel verso del Tasso (Gerus. I. 3.) E da l’inganno suo vita riceve.

    ha scritto il 

  • 0

    Materialista, agnostico, rivoluzionario, settecentesco, pessimista, nichilista, Nietzschano ante litteram... Sentivo che studiare Leopardi solo dalla melensaggine degli idilli era un'errore fatale. ...continua

    Materialista, agnostico, rivoluzionario, settecentesco, pessimista, nichilista, Nietzschano ante litteram... Sentivo che studiare Leopardi solo dalla melensaggine degli idilli era un'errore fatale.

    ha scritto il 

  • 0

    E' una scelta di testi

    Sarebbe onesto scrivere anche sulla copertina e sul cofanetto che si tratta di una scelta di testi e NON di tutto lo Zibaldone leopardiano, e non solo nel frontespizio. Mancano le note leopardiane sul ...continua

    Sarebbe onesto scrivere anche sulla copertina e sul cofanetto che si tratta di una scelta di testi e NON di tutto lo Zibaldone leopardiano, e non solo nel frontespizio. Mancano le note leopardiane sulla filologia e sulle lingue antiche.

    ha scritto il 

  • 5

    “Io ero spaventato nel trovarmi in mezzo al nulla, un nulla io medesimo. Io mi sentiva come soffocare, considerando e sentendo che tutto è nulla, solido nulla.”

    ha scritto il 

  • 5

    Bukowsky

    Lo Zibaldone lo lessi che ero proprio ragazzo, frequentavo ancora le scuole; scuole che ho smesso presto di frequentare, anche a causa del fatto che, di un autore come Leopardi, a scuola ti presentano ...continua

    Lo Zibaldone lo lessi che ero proprio ragazzo, frequentavo ancora le scuole; scuole che ho smesso presto di frequentare, anche a causa del fatto che, di un autore come Leopardi, a scuola ti presentano "a Silvia", invece dello Zibaldone.
    Ricordo che l'edizione cartonata in mio possesso cominciava con una lettera ad una nobildonna alla quale Giacomo, utilizzando formule di cortesia da autentico gentiluomo, annunciava che sarebbe passato presso la di lei dimora per "pisciare nel Suo portone"...
    Nello Zibaldone si trovano libere osservazioni e riflessioni -i cui temi si inseguono e si ripresentano- mai chiuse, mai sviluppate allo scopo di presentare una morale: nell'insieme costituiscono il corpo di una filosofia di indagine, una forma di filosofia aperta, che lascia sistematicamente lo spazio delle conclusioni al lettore.
    Qualche anno dopo -avevo poco più di vent'anni- ritrovai la stessa formula filosofica negli scritti di Charles Bukowsky.

    ha scritto il 

  • 5

    Momenti di trascurabile felicità

    Giacomo avrebbe approvato che la felicità può essere stare una mattina di domenica a leggere, ascoltare Brahms senza rumori dalla strada e senza nessuno che ti rompa l'anima?
    Eppure sto leggendo lo Zi ...continua

    Giacomo avrebbe approvato che la felicità può essere stare una mattina di domenica a leggere, ascoltare Brahms senza rumori dalla strada e senza nessuno che ti rompa l'anima?
    Eppure sto leggendo lo Zibaldone di Pensieri ma non riesco a capacitarmi del così detto, del presunto "pessimismo" leopardiano. Dire che la felicità è il fine della vita dell'uomo e accorgersi che la natura è contraria a questo, ma perseverare nelle illusioni che mantengono in vita, è pessimismo?
    Per me no.
    Pessimismo è la lamentatio senza fine di certi scrittori sui piccoli fastidi della vita, sui difetti delle donne e su quanto rumore fanno i bambini e i cani, non certo cercare di capire.
    Anzi ci vuole una certa dose di vitalità. E per quanto si lamenti che è un "Tronco che sente e pena" vuol dire che quella vita, quella copia di vita che è negli animi sensibili come dice lui stesso in altre parti non gli viene meno.
    Visto che siamo nel postmoderno, nell'era o forse già dopo l'era del pensiero debole: Leopardi non è pessimista. Altri lo sono, spesso mascherati da un vitalismo retorico e vieto (che non è vita ma finzione, sfigurazione di vita es. D'Annunzio o Kerouac).
    Leopardi è pieno di vita come dice Citati. E di coraggio perché bisogna avercene per guardare le cose in faccia come fa lui.
    Lo Zibaldone è un romanzo della mente, come l'epistolario è un romanzo dell'anima.
    Ha la sua trama, i suoi personaggi, e i suoi colpi di scena.
    E' un grande romanzo oltre che un trattato filosofico, poetico, estetico, metafisico, etc. etc.
    Ma è sopratutto il romanzo di una mente poderosa. Altroché infelice e pessimista.
    P.S.= Ore 22.16 ho terminato la lettura dello Zibaldone, le cose più gustose stavano in fondo...

    ha scritto il 

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