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Zio Petros e la Congettura di Goldbach

Di

Editore: Bompiani (Romanzi Bompiani)

3.9
(590)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Giapponese , Francese , Greco , Portoghese , Tedesco , Finlandese

Isbn-10: 8845243923 | Isbn-13: 9788845243929 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ettore Capriolo

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science & Nature

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Descrizione del libro
Nel 1742 il matematico Christian Goldbach, tutore del figlio dello Zar, formulò una congettura secondo la quale ogni numero pari maggiore di due sarebbe la somma di due numeri primi. Ma nel corso della sua vita Goldbach non poté trovare una dimostrazione efficace della sua intuizione. Così, per oltre 250 anni, la sua congettura è rimasta tale. Fino a che zio Petros non si è messo in testa che proprio lui sarebbe riuscito a dimostrare che Goldbach aveva ragione. Solo suo nipote, come lui appassionato di matematica, è incuriosito dalla figura di quello zio strano, solitario, silenzioso, sommerso dalle sue carte. E sarà proprio il nipote a condividere l'ossessione per la soluzione della congettura e a scoprire il mistero della vita dello zio.
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  • 3

    emozioni e poca matematica

    La congettura attraverso i sogni (naufragati) di zio Petros. Chi vale di più?

    Storia snella (nella forma e nel contenuto) riguardo il valore che può assumere, nella vita, un sogno: dobbiamo perseguirlo costi quel che costi, o saper rinunciarci?
    Per tutti Zio Petros è un perdente: ha ...continua

    La congettura attraverso i sogni (naufragati) di zio Petros. Chi vale di più?

    Storia snella (nella forma e nel contenuto) riguardo il valore che può assumere, nella vita, un sogno: dobbiamo perseguirlo costi quel che costi, o saper rinunciarci?
    Per tutti Zio Petros è un perdente: ha immolato la vita (e forse anche la ragione) ad inseguire la dimostrazione di una congettura (matematica, ufo o donne: che differenza fa?). Il nipote, intrigato dal misterioso ed emarginato zio, ne segue le orme, ripercorrendone, finchè può, studi e travagli. Ma cosa vale di più nella vita: i traguardi raggiunti o l'impeto col quale li abbiamo perseguiti (a prescindere dal risultato)? Val più il viaggio o la meta? E soprattutto, siamo disposti ad accettare la frustrazione di non raggiungerla mai?
    Grandi domande, che altri romanzi hanno esplorato meglio.
    Ma non dobbiamo sempre leggere (e rileggere) solo i "Super Classici": anche "Zio Petros", va bene, purchè se ne tari le aspettative di conseguenza.

    ha scritto il 

  • 4

    Zio Petros è un gran presuntuoso ma la matematica e la teoria dei numeri hanno un fascino cristallino quasi magico.

    Vidi sempre di più nei grandi esponenti della Regina delle scienza delle falene attratte da un tipo di luce sovrumana, splendida ma ostile e distruttiva.

    ha scritto il 

  • 4

    Numeri, miei adorati

    Racconto della vita dello zio dell'autore, passata tutta alla ricerca di una dimostrazione matematica che non arriverà mai.
    Come mio gradimento gli darei mezza stellina in meno, qualcosa in meno di "bello" insomma.
    A me i numeri piacciono molto, pur senza arrivare alla passione di un ...continua

    Racconto della vita dello zio dell'autore, passata tutta alla ricerca di una dimostrazione matematica che non arriverà mai.
    Come mio gradimento gli darei mezza stellina in meno, qualcosa in meno di "bello" insomma.
    A me i numeri piacciono molto, pur senza arrivare alla passione di un matematico, e devo dire che per chi non li apprezzasse il libro potrebbe risultare un po' più ostico in taluni punti, comunque brevi, dove ci sono argomenti un pochino specialistici.

    ha scritto il 

  • 5

    La matematica e' spesso la bestia nera di tanti. Io la amo e mi capita spesso di leggere libri che ne trattano. In questo caso e' un romanzo, ma si basa su uno dei teoremi più affascinanti e misteriosi: la cosiddetta Congettura di Goldbach, sulla quale hanno perso la testa intere generazioni di s ...continua

    La matematica e' spesso la bestia nera di tanti. Io la amo e mi capita spesso di leggere libri che ne trattano. In questo caso e' un romanzo, ma si basa su uno dei teoremi più affascinanti e misteriosi: la cosiddetta Congettura di Goldbach, sulla quale hanno perso la testa intere generazioni di studiosi. Semplice nella sua formulazione (ciascun numero pari superiore a 2 e' dato dalla somma di due numeri primi), racchiude intatto il suo mistero e nessuno e' ancora riuscito a dimostrarlo. E non ci riesce nemmeno zio Petros, lo strano protagonista della storia che per tutta la vita, raccontata dal nipote, cerca la soluzione al mistero ma non la troverà mai. È' stata una splendida lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Avrei dovuto subito intuire la mia scarsa propensione per le scienze matematiche a favore
    delle scienze umane osservando che l'eventuale dimostrazione all'affermazione che «ogni
    numero pari maggiore di due è la somma di due numeri primi» mi lascia indifferente, mentre
    capire per ...continua

    Avrei dovuto subito intuire la mia scarsa propensione per le scienze matematiche a favore
    delle scienze umane osservando che l'eventuale dimostrazione all'affermazione che «ogni
    numero pari maggiore di due è la somma di due numeri primi» mi lascia indifferente, mentre
    capire perchè dal 1742 menti altrimenti geniali sprechino ore di vita cercando di dimostrarla,
    è un mistero affascinante.
    Che i matematici siano materia di studio interessante è ampiamente dimostrato dai
    personaggi famosi che compaiono nel romanzo. La resa, nonchè la rovina di Zio Petros, è
    causata dalle teorie di due contemporanei: Goedel e Turing. Il primo dichiara che qualsiasi
    teoria comprende per forza delle proposizioni indimostrabili, mentre il secondo rincara la
    dose affermando che a priori non si può stabilire quali problemi siano dimostrabili e quali
    non lo siano. Si trattava di due personaggi di grosso calibro e capisco che zio Petros si sia
    lasciato influenzare dalle loro affermazioni, ma il fatto che uno si lascerà morire d'inedia
    per ipocondria e l'altro si suiciderà mangiando una mela avvelenata (per la qual cosa Apple
    ancora ringrazia) non depone a favore della loro sanità mentale.
    Assennatamente il nipote di zio Petros rinuncerà a perseverare nella follia riuscendo quasi
    a «guarire» anche lo zio, ma l'attrazione fatale esercitata dai numeri supera le capacità umane.

    ha scritto il 

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