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Zio Petros e la congettura di Goldbach

Di

Editore: Bompiani (Tascabili Bompiani)

3.9
(599)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Giapponese , Francese , Greco , Portoghese , Tedesco , Catalano , Finlandese , Polacco

Isbn-10: 8845248615 | Isbn-13: 9788845248610 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Ettore Capriolo

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science & Nature

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Descrizione del libro
Nel 1742 il matematico Christian Goldbach, tutore del figlio dello zar, formulò una congettura secondo la quale ogni numero pari maggiore di due sarebbe la somma di due numeri primi. Ma nel corso della sua vita Goldbach non poté trovare una dimostrazione efficace della sua intuizione; sebbene questa risultasse valida per ogni numero sottoposto a verifica, Goldbach non riuscì a formulare una regola generale e astratta che coprisse l'infinità dei casi possibili. Così per oltre duecentocinquanta anni, la sua congettura è rimasta tale. Fino a che zio Petros non si è messo in testa che proprio lui sarebbe riuscito a dimostrare che Goldbach aveva ragione. Disprezzato dai parenti, considerato poco più di un inetto, Zio Petros è un uomo che agli occhi di tutti quelli che lo conoscono ha sprecato la sua vita, dedicandosi per decenni alla poco redditizia ricerca della soluzione della congettura, azzerando la sua vita personale, rinunciando perfino all'amore. Solo suo nipote, come lui appassionato di matematica, è incuriosito dalla figura di quello strano zio, solitario, silenzioso, a tratti burbero, sommerso dalle sue carte. E sarà proprio il nipote, attraverso la comune passione per la scienza matematica, a condividere l'ossessione per la soluzione della congettura, e a scoprire il mistero della vita dello zio e la storia del suo perduto amore. Un romanzo straordinario, un thriller matematico in cui la ricerca della soluzione di un problema scientifico si sposa a una storia personale avvincente e carica di umanità. Un connubio inedito tra matematica e letteratura che è diventato un successo mondiale tradotto in quindici lingue.
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  • 4

    Porsi obiettivi sfidanti, quasi impossibili

    "Le forme create dal matematico, come quelle create dal pittore o dal poeta, devono essere belle; le idee, come i colori o le parole, devono legarsi armoniosamente. La bellezza è il requisito fondamen ...continua

    "Le forme create dal matematico, come quelle create dal pittore o dal poeta, devono essere belle; le idee, come i colori o le parole, devono legarsi armoniosamente. La bellezza è il requisito fondamentale: al mondo non c'è un posto perenne per la matematica brutta."

    Ecco di cosa parla il libro: del fascino della matematica, intesa come disciplina che deve soddisfare criteri estetici, creativi ed artistici. La matematica come arte, in quanto richiede creatività, deve generare prodotti necessariamente belli e trasmettere messaggi, ovviamente a chi è in grado di coglierli (qualcuno sarà svenuto dopo questa affermazione.... I saliii portate i saliiii).

    Il romanzo racconta la vita di Petros, un fallito secondo i suoi famigliari, che dedica la propria vita alla matematica, con un amore per essa che diventa ossessione e che lo porta alla distruzione fisica e psicologica, perché perso nella ricerca della dimostrazione della cosiddetta "Congettura di Goldbach". La congettura, secondo la quale ogni numero pari maggiore di due sarebbe la somma di due numeri primi, fu formulata per la prima volta dal matematico russo Goldbach, ma mai dimostrata da nessuno. La dimostrazione della congettura è uno dei tre maggiori problemi irrisolti della matematica e circola nientepopodimeno che dall'epoca di Eulero e Leibniz.
    I numeri primi sono quei numeri che possono essere divisi solo per sé stessi e per uno, definiti da qualcuno "gli atomi della matematica". La loro successione sembra caotica e casuale, ma se osservata con maggiore attenzione diventa quasi "magica e misteriosa".

    Ma perché Petros vuole risolvere la congettura, compromettendo la sua vita personale, rinunciando all'amore e ad una vita di relazione? Semplice. Per diventare immortale, per poter essere ricordato nel tempo. Per un matematico la mediocrità non serve a nulla, bisogna essere esageratamente bravi. Per esempio, risolvere per primi un problema importante, anzi no, importantissimo; come la dimostrazione della congettura.

    "Archimede sarà ricordato quando Eschilo sarà dimenticato, perché le lingue muoiono ma le idee matematiche no. Immortalità è forse una parola ingenua ma, qualunque cosa significhi, un matematico ha le migliori probabilità di conseguirla."

    Petros dedica vent’anni al tentativo di risoluzione della congettura. In questo periodo non fa altro che studiarla e sognarla, ossessionato dal tempo che passa, perché la mente di un matematico è fertile e produttiva solo quando è in giovane età.

    "Nessun matematico può permettersi di dimenticare che la matematica, più di qualsiasi altra arte o di qualsiasi altra scienza, è un'attività per giovani" diceva Harold Hardy.

    Lui crede fermamente nel fatto che se la congettura è vera, allora esiste una dimostrazione disponibile al primo che la trova. si ispira cioè a ciò che diceva il grande matematico David Hilbert nel 1900: "Noi dobbiamo sapere, noi sapremo".

    Ma ad un certo punto.... arriva un ometto strano, ipocondriaco, magrissimo, con gli occhiali, un austriaco chiamato Godel. Che gli fa crollare il mondo addosso, perché dimostra..... che non è detto che debba esistere una dimostrazione, ossia che la congettura potrebbe essere anche indimostrabile. La vita di Petros improvvisamente perde di senso. E... si arrende.

    Molto interessante il romanzo, che mescola personaggi inventati (Petros) con persone famose realmente esistite, quali Hardy, Littlewood, Ramanujan, Godel e Turing e che riesce ad appassionare anche chi non sa nulla di matematica. Il libro porta a chiedersi cosa sia la matematica e perché l'uomo ne sia così affascinato. E ci fa capire che l'uomo non deve limitarsi a cercare di raggiungere solo obiettivi raggiungibili, ma deve osare. Solo così è possibile il progresso; senza lo sforzo immane di persone che spendono la propria vita dietro obiettivi sulla carta impossibili, la maggior parte delle scoperte scientifiche non ci sarebbe stata.

    ha scritto il 

  • 3

    Posseduto dalla passione.

    Ebbene sì. ... si può essere posseduti anche dalla passione... per la matematica.

    Il breve romanzo parla della vita di Petros, brillante e giovane mente, che decide di dedicare la sua vita ad una ca ...continua

    Ebbene sì. ... si può essere posseduti anche dalla passione... per la matematica.

    Il breve romanzo parla della vita di Petros, brillante e giovane mente, che decide di dedicare la sua vita ad una causa incomprensibile ai più, la risoluzione di un difficilissimo problema matematico: la congettura di Goldbach.

    Non importa quanto sia ardua l'impresa, confidente nelle proprie capacità e disposto ad una dedizione totale alla causa, si chiude nel suo studio sicuro del proprio successo.
    “L’ampliamento di verità e di bellezza che si rivela con la comprensione di un teorema importante non è raggiungibile attraverso nessuna altra esperienza umana, se non forse con il misticismo religioso”

    Petros, dedito alla ricerca, un po' come Alan Turing del recente Imitation Game, non vive più nella realtà, ma pensa solo ad arrivare all'agognato risultato...
    “La solitudine del ricercatore che si dedica a una matematica originale non assomiglia a nessun altra. Egli “vive” in un universo del tutto inaccessibile sia al grande pubblico che all’universo che lo circonda”

    Visto come un fallito dai fratelli, perché perso in un obbiettivo di difficile realizzazione, Petros spende in realtà la sua esistenza dedicandola alla propria passione.

    Ma come è giusto procedere nella vita? Bisogna solo darsi obbiettivi raggiungibili e mediocri per essere felici? Non è forse più corretto non giudicare e pensare che ogni persona debba essere libera di porsi gli obbiettivi che crede, anche smisuratamente ambiziosi, libera di esporsi al fallimento o alla delusione nel caso alla fine non riesca a raggiungerli?
    “Ogni persona ha il diritto di esporsi a tutte le delusioni che si è scelta”

    Un romanzo che è un invito a non isolarsi, ad essere sempre umili, ad affrontare la vita senza certezze.

    Il racconto ha inoltre il pregio di introdurre in maniera abbastanza semplice e divulgativa il mondo della ricerca matematica, sfatando il mito che fare matematica sia fare di conto.

    3,5*

    ha scritto il 

  • 3

    emozioni e poca matematica

    La congettura attraverso i sogni (naufragati) di zio Petros. Chi vale di più?

    Storia snella (nella forma e nel contenuto) riguardo il valore che può assumere, nella vita, un sogno: dobbiamo perseguirl ...continua

    La congettura attraverso i sogni (naufragati) di zio Petros. Chi vale di più?

    Storia snella (nella forma e nel contenuto) riguardo il valore che può assumere, nella vita, un sogno: dobbiamo perseguirlo costi quel che costi, o saper rinunciarci?
    Per tutti Zio Petros è un perdente: ha immolato la vita (e forse anche la ragione) ad inseguire la dimostrazione di una congettura (matematica, ufo o donne: che differenza fa?). Il nipote, intrigato dal misterioso ed emarginato zio, ne segue le orme, ripercorrendone, finchè può, studi e travagli. Ma cosa vale di più nella vita: i traguardi raggiunti o l'impeto col quale li abbiamo perseguiti (a prescindere dal risultato)? Val più il viaggio o la meta? E soprattutto, siamo disposti ad accettare la frustrazione di non raggiungerla mai?
    Grandi domande, che altri romanzi hanno esplorato meglio.
    Ma non dobbiamo sempre leggere (e rileggere) solo i "Super Classici": anche "Zio Petros", va bene, purchè se ne tari le aspettative di conseguenza.

    ha scritto il 

  • 4

    Zio Petros è un gran presuntuoso ma la matematica e la teoria dei numeri hanno un fascino cristallino quasi magico.

    Vidi sempre di più nei grandi esponenti della Regina delle scienza delle falene attr ...continua

    Zio Petros è un gran presuntuoso ma la matematica e la teoria dei numeri hanno un fascino cristallino quasi magico.

    Vidi sempre di più nei grandi esponenti della Regina delle scienza delle falene attratte da un tipo di luce sovrumana, splendida ma ostile e distruttiva.

    ha scritto il 

  • 4

    Numeri, miei adorati

    Racconto della vita dello zio dell'autore, passata tutta alla ricerca di una dimostrazione matematica che non arriverà mai.
    Come mio gradimento gli darei mezza stellina in meno, qualcosa in meno di "b ...continua

    Racconto della vita dello zio dell'autore, passata tutta alla ricerca di una dimostrazione matematica che non arriverà mai.
    Come mio gradimento gli darei mezza stellina in meno, qualcosa in meno di "bello" insomma.
    A me i numeri piacciono molto, pur senza arrivare alla passione di un matematico, e devo dire che per chi non li apprezzasse il libro potrebbe risultare un po' più ostico in taluni punti, comunque brevi, dove ci sono argomenti un pochino specialistici.

    ha scritto il 

  • 5

    La matematica e' spesso la bestia nera di tanti. Io la amo e mi capita spesso di leggere libri che ne trattano. In questo caso e' un romanzo, ma si basa su uno dei teoremi più affascinanti e misterios ...continua

    La matematica e' spesso la bestia nera di tanti. Io la amo e mi capita spesso di leggere libri che ne trattano. In questo caso e' un romanzo, ma si basa su uno dei teoremi più affascinanti e misteriosi: la cosiddetta Congettura di Goldbach, sulla quale hanno perso la testa intere generazioni di studiosi. Semplice nella sua formulazione (ciascun numero pari superiore a 2 e' dato dalla somma di due numeri primi), racchiude intatto il suo mistero e nessuno e' ancora riuscito a dimostrarlo. E non ci riesce nemmeno zio Petros, lo strano protagonista della storia che per tutta la vita, raccontata dal nipote, cerca la soluzione al mistero ma non la troverà mai. È' stata una splendida lettura.

    ha scritto il 

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