Zona disagio

Voto medio di 485
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A quarant'anni, poco dopo la morte della madre, Jonathan Franzen ritorna a Webster Groves, il sobborgo di St Louis dov'è cresciuto. I due fratelli maggiori l'hanno incaricato di cercare un agente immobiliare per vendere la casa di famiglia. Appena en ...Continua
Silvestro
Ha scritto il 06/04/18
Poco più di una furbata
Si parte dalla solita situazione della casa dei genitori e dell'infanzia da liberare e mettere in vendita per dare la stura a uno zibaldone di ricordi e considerazioni, sulla famiglia ma non solo. Il problema è che tutto sembra molto "freddo" e costr...Continua
LaPuck
Ha scritto il 10/09/17
È il primo libro di Franzen che leggo e la sensazione è stata quella di stare su un'altalena: momenti brillanti ed emotivamente coinvolgenti, altri di una noia mortale. Durante il capitolo finale sul bird watching volevo tirare le testate contro al...Continua
Robb
Ha scritto il 27/01/17
Di fronte a un libro del genere le possibilità sono due: o ci si ritrova nell'esperienza di Franzen, nell'inadeguatezza che ha riguardo tutta una vita, e ci si ritrova nei vari eventi; oppure non si riesce a capire nulla di ciò che il tutto "vuole di...Continua
Rossella
Ha scritto il 05/10/16
Zona di disagio (del lettore)
Franzen conferma le sue doti di arguto scrittore e intellettuale, ma non ai livelli di 'Le correzioni'. Questo entrare a mani tese sulla sua vita talvolta lascia fuori il lettore. Rincorre, con una scrittura familiare e a tratti divertente, frammenti...Continua
jonnybegood
Ha scritto il 13/01/16

parla di casa mia


Ire
Ha scritto il Jun 08, 2009, 07:38
Sapere che una certa cosa era condannata a finire eppure cercare allegramente di salvarla: era una caratteristica di mia madre. Avevo finalmente cominciato ad amarla verso la fine dei suoi giorni, quando viveva sola e stava subendo un anno di chemio...Continua
Pag. 208
Ire
Ha scritto il May 29, 2009, 12:36
Quando Charlie Brown partì per il campo estivo, io sognai di accompagnarlo. Sentii i suoi tentativi di fare conversazione con l'altro occupante del letto a castello, che si limitava a rispondergli: "Sta zitto e lasciami in pace". Lo vidi quando tornò...Continua
Pag. 51
Ire
Ha scritto il May 28, 2009, 13:28
Come la magggior parte dei bambini americani di dieci anni, avevo una relazione intensa e privata con Snoopy, il bracchetto della striscia. Era un animale non-animale solitario che viveva fra creature più grandi appartenenti a una specie diversa, e q...Continua
Pag. 30
Ire
Ha scritto il May 28, 2009, 12:47
Il figlio tardivo e felice di un tempo non desiderava altro, ormai, che allontanarsi da loro. Mia madre che sembrava orribilmente conformista e inguaribilmente ossessionata dal denaro e dalle apparenze; mio padre mi sembrava allergico a qualunque tip...Continua
Pag. 28
Ire
Ha scritto il May 28, 2009, 12:44
Ma non era proprio quello che i miei genitori avevano fatto per tutta la loro vita adulta? Mi chiesi come fossi riuscito a passare dal loro mondo all'appartamento di un me stesso che non riconoscevo neppure.
Pag. 21

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millericcioli
Ha scritto il Nov 25, 2014, 10:42
«Ogni volta che faccio qualcosa mi sento in colpa», dice Charlie Brown. È sulla spiaggia, ha appena tirato un sasso in acqua, e Linus ha commentato: «Ottimo lavoro… Quella pietra ci ha messo quattromila anni a raggiungere la riva, e tu l’hai ributtat...Continua
Pag. 37
millericcioli
Ha scritto il Nov 25, 2014, 10:39
Mio padre stringeva debolmente l’asta metallica che impalava il cavallo, con lo sguardo perso nel vuoto e l’espressione rassegnata che riassumeva tutta la sua vita. Non so come abbiano fatto a resistere. Il figlio tardivo e felice di un tempo non des...Continua
Pag. 26
millericcioli
Ha scritto il Nov 25, 2014, 10:38
io e i miei fratelli non potevamo costringerci a desiderare ciò che non desideravamo. Non riuscivo a preferire il bel comodino di acero di mia madre alla cassa da vino recuperata che tenevo accanto al letto a New York. Eppure, andarsene lasciando la...Continua
Pag. 24
millericcioli
Ha scritto il Nov 25, 2014, 10:38
quella casa era il romanzo di mia madre, la storia tangibile che aveva raccontato su di sé. Aveva cominciato nel 1944, con le prime suppellettili bruttine ed economiche acquistate ai grandi magazzini. Ogni volta che i soldi glielo permettevano aveva...Continua
Pag. 23

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