Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Zorro

Un eremita sul marciapiede

Di

Editore: Mondadori

3.5
(1795)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 66 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804535164 | Isbn-13: 9788804535164 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Social Science

Ti piace Zorro?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
"I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi,puzzano di ciò che non hanno, ma anche di tutto ciò che ci manca. Perché forseci manca quell'andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare perplesso,magari losco, eppure così naturale, così necessario, quel fottersene del tempometeorologico e di quello irreversibile dell'orologio. Chi di noi non hasentito il desiderio di accasciarsi per strada, come marionetta, gambe larghesull'asfalto, testa reclinata sul guanciale di un muro? E lasciare al fiume ilsuo grande, impegnativo corso. Venirne fuori, venirne in pace. Tacitobrandello di carne umana sul selciato dell'umanità."
Ordina per
  • 3

    il monologo di un barbone

    Con il suo stile asciutto, deciso spesso duro la Mazzantini ci propone questo personaggio teatrale arrabbiato, malinconico ma libero...forse un libro un pò troppo breve la sua vita poteva essere arric ...continua

    Con il suo stile asciutto, deciso spesso duro la Mazzantini ci propone questo personaggio teatrale arrabbiato, malinconico ma libero...forse un libro un pò troppo breve la sua vita poteva essere arricchita di tanti particolari

    ha scritto il 

  • 2

    Mi ha dato l’idea sin da subito di un libricino superficiale, che descrive un certo mondo senza conoscerlo a dovere. C’è ben poca poesia nella strada, molto disagio, molta sofferenza.
    La Mazzantini se ...continua

    Mi ha dato l’idea sin da subito di un libricino superficiale, che descrive un certo mondo senza conoscerlo a dovere. C’è ben poca poesia nella strada, molto disagio, molta sofferenza.
    La Mazzantini se la cava giusto perché con una certa sensibilità riesce a descrive alcune carrellate di immagini vivide.
    Ma per il resto mi ha dato fastidio l’idea di usare un mondo che merita molta più cura e attenzione per il fine egoistico di dare uno sfogo teatrale al marito, e soprattutto l’assenza di attenzione si denota in tutto il testo.

    ha scritto il 

  • 3

    Fa bene ogni tanto guardare il mondo dalla prospettiva dell'emarginazione...pero' ci vuole qualcuno che sappia portarti li...Mazzantini con questo lavoro ci e' riuscita...

    ha scritto il 

  • 4

    In queste poche pagine Zorro, in prima persona, ci racconta la sua vita, saltando dai giorni d’oggi al suo passato e viceversa. Ci parla sia della sua infanzia, sia del periodo precedente la vita da s ...continua

    In queste poche pagine Zorro, in prima persona, ci racconta la sua vita, saltando dai giorni d’oggi al suo passato e viceversa. Ci parla sia della sua infanzia, sia del periodo precedente la vita da senzatetto.
    Non si vergogna di quello che è diventato, vive la sua condizione con dignità e rispetto di sé.

    Questa lettura mi ha fatto venire alla mente una frase di Caparezza: “…ho molto da dire, perché ho così poco da fare…”; la vita da clochard ha dato a quest’uomo la possibilità di guardare il mondo e le persone che lo abitano, da una posizione sì marginale, ma allo stesso tempo libera dagli eccessi imposti dalla società. Zorro ha avuto la capacità di prendere in mano il suo tempo senza perdersi nella vita frenetica di tutti i giorni, alla quale noi siamo abituati.

    Una lettura molto interessante, un punto di vista diverso.

    ha scritto il 

  • 4

    "Zorro mi ha aiutato a stanare un timore che da qualche parte appartiene a tutti. Perché dentro di ognuno di noi, inconfessata, incapucciata, c'è questa estrema possibilità: perdere improvvisamente i ...continua

    "Zorro mi ha aiutato a stanare un timore che da qualche parte appartiene a tutti. Perché dentro di ognuno di noi, inconfessata, incapucciata, c'è questa estrema possibilità: perdere improvvisamente i fili, le zavorre che ci tengono ancorati al mondo regolare."

    "I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi, puzzano di ciò che non hanno, ma anche di tutto ciò che ci manca. Perché forse ci manca quell'andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare perplesso, magari losco, eppure così naturale, così necessario, quel fregarsene del tempo meteorologico e di quello irreversibile dell'orologio: Chi di noi non ha sentito il desiderio di accasciarsi per strada, come marionetta, gambe larghe sull'asfalto, testa reclinata sul guanciale di un muro? E lasciare al fiume il suo grande impegnativo corso. Venirne fuori, venirne in pace"

    ha scritto il 

  • 4

    Zorro
    La forza di una sceneggiatura e' la recitazione.
    La forza di questo monologo e' nella scrittura. Leggere questa pagine da' già l'immagine della scena e il suono della voce.
    L'alternanza dei tem ...continua

    Zorro
    La forza di una sceneggiatura e' la recitazione.
    La forza di questo monologo e' nella scrittura. Leggere questa pagine da' già l'immagine della scena e il suono della voce.
    L'alternanza dei tempi e' esatta e netta. I momenti di serenità pacati, quelli di disperazione concitati. Vorrei, dopo averti letto, Zorro, ascoltarti a teatro con la consapevezza di incontrarti ogni giorno per strada e leggere nei tuoi occhi il tuo passato e vivere il mio presente come il tuo senza Fuochi di artificio.

    ha scritto il 

  • 4

    Breve ma intenso monologo teatrale con protagonista un barbone che, tra un ricordo, un'imprecazione e una risata, ci racconta di sè.

    Un'emozione in più: a questo pezzo è possibile dare una voce e un v ...continua

    Breve ma intenso monologo teatrale con protagonista un barbone che, tra un ricordo, un'imprecazione e una risata, ci racconta di sè.

    Un'emozione in più: a questo pezzo è possibile dare una voce e un volto ben precisi, quelli di Sergio Castellitto, per il quale questo monologo è stato pensato. Sicuramente lui saprebbe interpretarlo molto meglio di come l'ho immaginato io nella mia mente, ma tant'è, è stato molto bello lo stesso.

    ha scritto il 

Ordina per