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Zucchero - Sugar

Short Stories 2008 n°5 - Testo inglese a fronte

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

3.5
(44)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 93 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000132888 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Anna Nadotti , Fausto Galuzzi

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Zucchero è un racconto anomalo nella produzione di A.S. Byatt, scrittrice inglese diventata famosa in tutto il mondo per il romanzo Possessione. E’ un racconto autobiografico, in prima persona, secco e lineare. Ambientato in un civilissimo ospedale di Amsterdam, in realtà sconfina verso un’Inghilterra più lontana, la terra della misteriosa famiglia Conisborough. La malattia del padre fa nascere un’urgenza insospettata, l’autrice sente improvvisamente il bisogno di indagare in un passato poco conosciuto o troppo raccontato, di riscoprire le storie dei suoi nonni e dei suoi zii. Da qui, il filo conduttore: lo zucchero lavorato con infinita cura, è solo un pretesto per interrogarsi su qualcos’altro: non sulla produzione di dolci, ma sulla produzione della memoria e infine della letteratura.
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  • 5

    Una storia di famiglia

    Ho amato molto questo libro per la sincerità scabra con la quale Antonia Byatt racconta parte della sua storia di famiglia. In particolare racconta l’evoluzione dei suoi sentimenti nei confronti della madre. Quando aveva pochi anni, il padre si arruolò nella RAF e fu lontano da casa per lunghi an ...continua

    Ho amato molto questo libro per la sincerità scabra con la quale Antonia Byatt racconta parte della sua storia di famiglia. In particolare racconta l’evoluzione dei suoi sentimenti nei confronti della madre. Quando aveva pochi anni, il padre si arruolò nella RAF e fu lontano da casa per lunghi anni. In quegli anni, la mamma era tutto per lei, soprattutto era sempre pronta ad alimentare la curiosità della bambina proponendo nuovi libri straordinari. Con gli anni, la personalità materna si delinea ai suoi occhi in modo sempre più nitido nelle sue qualità di straordinaria affabulatrice, ma anche di persona per la quale non c’è una linea di separazione fra la verità e l’interpretazione arbitraria dei fatti; di ottima padrona di casa, ma anche di persona che non accetta nessun ospite nella propria intimità domestica, neppure una cognata o un’amichetta delle figlie. Il padre è invece un uomo di legge, che considera la verità con un rispetto ammirevole e questa diversa considerazione è motivo di dissapori con la moglie. Il padre è un uomo di poche parole e molto impegnato nel lavoro, così le succose storie della famiglia paterna vengono raccontate dalla madre, a suo modo. L’occasione per un vero contatto col padre si realizza in occasione di un ricovero in ospedale ad Amsterdam. La scrittrice trascorre con lui lunghi pomeriggi, durante i quali gode della sua compagnia e confidenza come mai prima. Purtroppo, questo momento di incontro dura poco.
    Ammiro la lucidità con la quale Antonia Byatt sa esprimere la complessità dei sentimenti fra genitori e figli, amati e allo stesso tempo disapprovati, il distacco col quale si guarda una persona cara vicina alla morte, per proteggersi dal dolore e il senso mitico delle radici, il cercare se stessi nei progenitori. Antonia Byatt ha il dono del racconto della madre e quello della ruvida verità del padre.

    ha scritto il 

  • 4

    Illuminante

    Del padre ho la statura,
    la dirittura morale,
    della mamma l'indole gaia
    e il piacere di favoleggiare.
    Il bisnonno inclinava al bel sesso,
    e qua e là la tendenza rispunta;
    la bisnonna amava gioie ed oro
    di cui il prurito non mi manca.
    Ora, se gli ele ...continua

    Del padre ho la statura,
    la dirittura morale,
    della mamma l'indole gaia
    e il piacere di favoleggiare.
    Il bisnonno inclinava al bel sesso,
    e qua e là la tendenza rispunta;
    la bisnonna amava gioie ed oro
    di cui il prurito non mi manca.
    Ora, se gli elementi dal complesso
    non si possono più separare,
    cos'è dunque in tutto il poveruomo
    che si può definire originale?

    Goethe, Xenie miti

    ha scritto il 

  • 5

    Scritto in prima persona e costruito intorno alla metafora di due matasse intrecciate di zucchero bianco e marrone, descrive le opposte caratteristiche di un padre e di una madre il cui particolare rapporto determinano l' intera storia familiare della protagonista alla quale mi sono sentita molto ...continua

    Scritto in prima persona e costruito intorno alla metafora di due matasse intrecciate di zucchero bianco e marrone, descrive le opposte caratteristiche di un padre e di una madre il cui particolare rapporto determinano l' intera storia familiare della protagonista alla quale mi sono sentita molto vicina. Cinque stelline per un finale, a mio parere, commovente...

    ha scritto il 

  • 4

    Sono particolarmente affezionata ad Antonia Byatt perchè la lettura dei suoi romanzi ha scandito diversi momenti importanti della mia vita, dal viaggio di nozze alla mia prima gravidanza, ai primi mesi di vita del mio primogenito. E così mi ha fatto piacere, passati alcuni anni, riprendere contat ...continua

    Sono particolarmente affezionata ad Antonia Byatt perchè la lettura dei suoi romanzi ha scandito diversi momenti importanti della mia vita, dal viaggio di nozze alla mia prima gravidanza, ai primi mesi di vita del mio primogenito. E così mi ha fatto piacere, passati alcuni anni, riprendere contatto con questa autrice, anche se solo con un racconto che però ha carattere autobiografico e getta luce su alcuni particolari della sua produzione.

    ha scritto il 

  • 3

    Per quelli che sono i miei gusti, questo breve racconto costituito perlopiù da ricordi sparsi non fa molto per farti appassionare alla lettura.
    C'è da dire però che la scrittura usata dalla Byatt è molto bella: ho dovuto ricorrere spesso alla traduzione per aiutarmi con la lettura e ho impar ...continua

    Per quelli che sono i miei gusti, questo breve racconto costituito perlopiù da ricordi sparsi non fa molto per farti appassionare alla lettura.
    C'è da dire però che la scrittura usata dalla Byatt è molto bella: ho dovuto ricorrere spesso alla traduzione per aiutarmi con la lettura e ho imparato un sacco di termini nuovi.
    Lettura faticosa ma che può dare dei frutti.

    ha scritto il 

  • 3

    Ed ecco le short stories - 21 dicembre 2008

    Ulteriore riprova che a me, per ora, la Byatt non mi coinvolge. Il tema è ricco, mi tocca, ma non il suo girovagare tra le parole, facendo vedere che lei è una che sa, ma con il tono di chi lo vuole mostrare. Chi sa riesce a far trapelare la sua “sapienza” senza ad ogni passo dire “vedi, conosco ...continua

    Ulteriore riprova che a me, per ora, la Byatt non mi coinvolge. Il tema è ricco, mi tocca, ma non il suo girovagare tra le parole, facendo vedere che lei è una che sa, ma con il tono di chi lo vuole mostrare. Chi sa riesce a far trapelare la sua “sapienza” senza ad ogni passo dire “vedi, conosco anche questo”. Un lungo giro intorno per parlare della morte del padre. Perché la Byatt capisce che, morendo, egli porterà con sé molte storie di famiglia, storie che hanno dato forma ad altre storie, e sono state raccontate in molte versioni, più o meno attendibili e veritiere. Se il padre, uomo di legge, onesto e autoironico, rappresenta nell'equilibrio famigliare la trasparenza e l'integrità intellettuale, è soprattutto la figura materna a incarnare l'inattendibilità del racconto e la tendenza a ricamare intorno alle storie. Ma forse, più che della morte del padre, quindi si parla delle origini familiari. Del perché il padre, perché la madre, la zia, i fratelli e sorelle, e via discorrendo. E perché io-narrante. Ripeto, mi sfastidia il fatto di dover fare vedere quanto sono colto, e l’utilizzo di un inglese anche qui alto, da studio.

    ha scritto il 

  • 3

    Sugar 1987

    1987, 1998 A.S.Byatt. La Biblioteca di Repubblica- L'Espresso , Short Stories, 2008. Racconto tratto da "Zucchero ghiaccio vetro filato" e riprodotto per gentile concessione di Giulio Einaudi Editore. Note a cura di Chiara Finardi con Nigel J.Ross. Traduzione di Fausto Galuzzi e Anna Nadotti. ...continua

    1987, 1998 A.S.Byatt. La Biblioteca di Repubblica- L'Espresso , Short Stories, 2008. Racconto tratto da "Zucchero ghiaccio vetro filato" e riprodotto per gentile concessione di Giulio Einaudi Editore. Note a cura di Chiara Finardi con Nigel J.Ross. Traduzione di Fausto Galuzzi e Anna Nadotti.

    ha scritto il