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Zuppa di vetro

Di

Editore: Fazi Editore

3.9
(383)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 348 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8881129388 | Isbn-13: 9788881129386 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Lucia Olivieri

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Il mondo dei morti è costruito sui sogni e sugli incubi dei vivi. I polipi guidano gli autobus. Dio è un orso polare. E un'autostrada intasata porta direttamente all'inferno. Già una volta Vincent Ettrich e la sua ragazza Isabelle Neukor hanno compiuto un viaggio di andata e ritorno verso la morte. Ora Isabelle porta in grembo un bambino molto speciale, che un giorno potrebbe riordinare quel mosaico in continuo cambiamento che è la nostra realtà. A meno che gli agenti del Caos non riescano a riportarla nuovamente indietro al mondo dei morti, e lasciarla lì una volta per tutte.

Zuppa di vetro è un romanzo visionario e appassionato e insieme una grande storia d'amore. Ancora una volta Jonathan Carroll ci regala un libro magico e sorprendente, dove niente è davvero quello che appare e nulla è veramente impossibile, e conferma, una volta di più, di essere uno scrittore che occupa una categoria a parte, e unica, nella letteratura contemporanea.
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  • 2

    Zuppa sicuramente...

    Di tutti i Carroll sicuramente il più, o meglio il meno bello che ho letto, ostico, zupposo, troppo, troppo fantasy e poche cose che succedono...
    ho fatto fatica a finirlo, e va bè, in estate si è un po' disimpegnati è vero, e durante le ferie ancora di più, forse questo aveva bisogno di più temp ...continua

    Di tutti i Carroll sicuramente il più, o meglio il meno bello che ho letto, ostico, zupposo, troppo, troppo fantasy e poche cose che succedono... ho fatto fatica a finirlo, e va bè, in estate si è un po' disimpegnati è vero, e durante le ferie ancora di più, forse questo aveva bisogno di più tempo per meditare, di un po' di fresco e di un bel piatto di pasta e fagioli o di una bella polenta... altro che zuppa di vetro, indigesta!

    ha scritto il 

  • 5

    MERAVIGLIOSO

    Ho letto vari libri di Carroll, questo è forse il migliore, più riuscito sotto tutti i punti di vista. Personaggi dalla psicologia e sentimenti perfettamente delineati, soprattutto quelli femminili (come in altri suoi libri), trama e ambientazione originali, bellissime note esistenziali. Gran lib ...continua

    Ho letto vari libri di Carroll, questo è forse il migliore, più riuscito sotto tutti i punti di vista. Personaggi dalla psicologia e sentimenti perfettamente delineati, soprattutto quelli femminili (come in altri suoi libri), trama e ambientazione originali, bellissime note esistenziali. Gran libro, meglio ancora di Ossa di Luna. Va letto dopo Mele Bianche.

    ha scritto il 

  • 5

    Una caramella buonissima.

    Il libro più bello che io abbia mai letto. Un incrocio perfetto tra reale e fantastico, in un surreale che spesso ricorda i migliori quadri di Dalì. Carroll è uno scrittore fantastico, come trascina, culla, spaventa e ammalia lui pochi ce ne sono.

    ha scritto il 

  • 4

    Zuppa di vetro appartiene è un libro veramente particolare ed interessante. Adatto unicamente a chi è disposto ad un notevole sforzo di fantasia , è comunque godibile a tutti grazie alla sua comicità e alla prosa piacevole.
    Il plot è molto originale e non va minimamente svelato. Il finale, poi, ...continua

    Zuppa di vetro appartiene è un libro veramente particolare ed interessante. Adatto unicamente a chi è disposto ad un notevole sforzo di fantasia , è comunque godibile a tutti grazie alla sua comicità e alla prosa piacevole. Il plot è molto originale e non va minimamente svelato. Il finale, poi, è di una bellezza struggente.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi sono sempre chiesta che succede se quando i mondi dei vivi si confondono con quelli dei morti. Che memoria se ne conserva, che succede se qualcuno rimane a metà strada. Dentro questo libro me ne faccio un’idea precisa. Ombre che interagiscono con oggetti concreti, intrecci di universi, vite e ...continua

    Mi sono sempre chiesta che succede se quando i mondi dei vivi si confondono con quelli dei morti. Che memoria se ne conserva, che succede se qualcuno rimane a metà strada. Dentro questo libro me ne faccio un’idea precisa. Ombre che interagiscono con oggetti concreti, intrecci di universi, vite e non vite, desideri e rimpianti. E’ un gran casino, naturalmente, non poteva essere altrimenti, ma la sensazione principale è quella di essere una pallina in un flipper che non ha la buca.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho scoperto che questo era il secondo libro di una trilogia solo dopo averne iniziato la lettura.
    Dopo aver letto un sacco di commenti positivi, sono rimasta una po' delusa dalla lettura: l'ho trovato visionario, sì, ma un po' banale, di certo non tanto appassionante da tenermi incollata alla pa ...continua

    Ho scoperto che questo era il secondo libro di una trilogia solo dopo averne iniziato la lettura. Dopo aver letto un sacco di commenti positivi, sono rimasta una po' delusa dalla lettura: l'ho trovato visionario, sì, ma un po' banale, di certo non tanto appassionante da tenermi incollata alla pagina. Una bella copertina non sempre corrisponde a un libro altrettanto bello. Riproverò con Il mare di legno, ma con meno aspettative.

    ha scritto il 

  • 4

    Dove sei?

    Stai camminando sospeso su di un filo. Un lungo filo di parole una dietro l’altra, del quale non riesci a vedere il punto finale. Del resto non sei sicuro che ci fosse un inizio, non ricordi affatto come ci sei finito sul quel filo d’inchiostro. Sai solo che devi andare avanti, devi proseguire, p ...continua

    Stai camminando sospeso su di un filo. Un lungo filo di parole una dietro l’altra, del quale non riesci a vedere il punto finale. Del resto non sei sicuro che ci fosse un inizio, non ricordi affatto come ci sei finito sul quel filo d’inchiostro. Sai solo che devi andare avanti, devi proseguire, perché camminare lassù è la cosa più piacevole che ti sia capitata da un sacco di tempo. E non ti importa nulla del fatto che potresti cadere di sotto, perché hai la netta sensazione che il buio sotto i tuoi piedi sia una specie di paradiso. Un paradiso incantevole e orrendo allo stesso tempo. La verità, se di verità si può parlare, è che stai passeggiando esattamente sul confine tra realtà e fantasia. La linea è tracciata dalle parole e le parole sono la punta di un iceberg di carta che profuma di stampa e che ti solletica la mente carezzandoti i piedi. L’impressione è proprio quella di sognare ad occhi aperti con quella convinzione di riuscire a guidare il sogno grazie una mente lucida. Ti pare di riuscirci, ti sembra di essere già a buon punto, che il tuo castello già si elevi altissimo sopra la tua testa. Poi, a sorpresa, ti accorgi che la mente alla guida non è la tua, che la precisione dei tuoi passi sul quel filo magico non vale niente, perché c’è qualcuno che ti sta tenendo per mano. Uno scrittore.

    Jonathan Carroll non lo conoscevo, non me l’ha consigliato nessuno, almeno non direttamente. Un bel giorno sono entrato in un sito specializzato e ho letto dei commenti che lo riguardavano. Tutto qua. Per certi versi è stato come entrare in un bar, sedersi ad un tavolo e ascoltare di nascosto le conversazioni altrui trovandole per giunta particolarmente interessanti. A furia di click e frustate di mouse scopro man mano: Mele bianche, Zuppa di vetro, Mare di legno...I miei occhi ci restano appiccicati come insetti golosi su carta moschicida. Spento il computer sono ancora lì, a sfarfallare all’orizzonte, e non posso far altro che cercare un rimedio, una cura, perché è difficile guidare la vita con il parabrezza impiastricciato di fantasia e di desideri. Così alla prima occasione mi sono fiondato in libreria alla ricerca di qualche “Carroll” tra gli scaffali cercando di non cadere in tentazione di fronte all’omonimia di Lewis (anche se in verità è uno pseudonimo) e alla fantasia garantita della sua Alice (nel paese delle meraviglie). Mi sono infilato galleggiando tra le scansie e con l’alfabeto sulla punta della lingua ho iniziato far scorrere fiducioso l’indice sui dorsi dei libri. Così ho fatto in una, due, tre, quattro librerie del centro non ottenendone altro che dita nere di polvere e di sdegno. Al quinto tentativo però, (l’ultimo, quello della disperazione, quello a cui si crede per forza di meno) ecco affiorare finalmente qualcosa, una copertina conosciuta. Qualcosa con cui placare la mia fame di titoli...

    ha scritto il 

  • 4

    E' stato il mio primo libro di J.C. e inconsapevolmente ho iniziato dal secondo libro della trilogia. Mi è piaciuto molto. L'ho letto tutto d'un fiato e mi sono pazzamente innamorata di tutti i personaggi. Forse però quello che ho amato di più è Broximon.

    ha scritto il 

  • 3

    Forse non era quello che più mi va di leggere in questo momento, in altro periodo sarebbe stato meraviglioso, invece ora mi sembra campato per aria, con l'ambizione di arrivare a "Il maestro e Margherita" ma senza lo stesso talento. Un po' deludente, maapprofondirò la conoscenza di Carroll. Qual ...continua

    Forse non era quello che più mi va di leggere in questo momento, in altro periodo sarebbe stato meraviglioso, invece ora mi sembra campato per aria, con l'ambizione di arrivare a "Il maestro e Margherita" ma senza lo stesso talento. Un po' deludente, maapprofondirò la conoscenza di Carroll. Qualcuno me ne consiglia un altro migliore?

    ha scritto il 

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