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Zwei von zwei

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Verleger: Diogenes

3.7
(9090)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 448 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) Italian , English

Isbn-10: 3492232949 | Isbn-13: 9783492232944 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Buchbeschreibung
Lizenz des Diogenes-Verl., Zürich.
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  • 5

    Sorpreso

    Un libro che ho iniziato a leggere, con molta diffidenza, solo perché era sullo scaffale della libreria da tanto tempo; finito mi sono domandato perché ci ho messo tanto.
    Adolescenza, amore, amicizia potrebbero far pensare a un libro rosa per ragazzi alle prese con i primi amori. Invece con ...weiter

    Un libro che ho iniziato a leggere, con molta diffidenza, solo perché era sullo scaffale della libreria da tanto tempo; finito mi sono domandato perché ci ho messo tanto.
    Adolescenza, amore, amicizia potrebbero far pensare a un libro rosa per ragazzi alle prese con i primi amori. Invece con questi tre ingredienti, De Carlo confeziona una storia intensa di amicizia che va al di la di un amore fraterno. Guido e Mario, diversi tra loro per carattere per ideali e forza d'animo ma legati da un cordone ombelicale che ne la lontananza ne il tempo ne i diversi principi per affrontare la vita potranno mai tagliare

    gesagt am 

  • 4

    Era davvero un sacco di tempo che volevo leggere questo libro e per fortuna è stato all'altezza delle aspettative.
    Gli alti e bassi dell'amicizia tra Guido e mario mi hanno catturata, specialmente nella seconda metà della storia.

    gesagt am 

  • 5

    Davvero bello

    Il romanzo è forse la miglior opera di De Carlo: i temi trattati sono profondamente interessanti e decisamente vicini ai lettori ed in particolare la prima parte riesce a dipingere realisticamente una tipica situazione adolescenziale.
    Inoltre, a differenza che in altri romanzi, in Due di Du ...weiter

    Il romanzo è forse la miglior opera di De Carlo: i temi trattati sono profondamente interessanti e decisamente vicini ai lettori ed in particolare la prima parte riesce a dipingere realisticamente una tipica situazione adolescenziale.
    Inoltre, a differenza che in altri romanzi, in Due di Due l'autore riesce a costruire una storia appassionante e convincente, i personaggi, pur subendo un’ evoluzione nel corso degli anni, non perdono la loro identità e non subiscono radicali metamorfosi che lascino dubbioso il lettore.

    L'amicizia tra Mario e Guido è sempre costante in tutta l'opera: nata sui banchi del Berchet, quando Mario era un adolescente bisognoso di modelli di riferimento, continua anche dopo l'abbandono degli studi e le diverse scelte di vita.
    Nei primi anni della loro amicizia, quelli dell'adolescenza, la figura guida è senza dubbio Guido [ed il nome non è scelto a caso dall'autore!]: egli è sicuro di sé, ha successo con le ragazze ed è apparentemente indipendente e capace di badare a se stesso e queste sue caratteristiche spiccano particolarmente se confrontate alla timidezza ed alla sostanziale insicurezza di fondo di Mario, che si sente legato alle aspettative dei suoi genitori e che non riesce mai a seguire la via di totale allontanamento dal mondo reale che invece contraddistingue sempre l'amico.
    Se infatti entrambi pensano che la scuola sia un'inutile perdita di tempo, solo Guido ha il coraggio di lasciarla e di tentare la fortuna in giro per il mondo, mentre Mario come un qualsiasi "bravo ragazzo", finisce il Liceo e si iscrive all'università.
    Quello che traspare dal complicato rapporto di amicizia tra i due ragazzi è una profonda insicurezza da parte di Mario che segue Guido con un trasporto affettivo notevole, ma al contempo la necessità di Guido di avere una conferma ed un appoggio in ogni sua scelta.
    Le cose cambiano solo quando entrambi i protagonisti sono ormai adulti: in quel momento è Mario che diventa capace di seguire fino in fondo i propri sogni, andando a vivere in una sperduta località dell'Umbria e dedicandosi alla coltivazione di prodotti naturali, mentre l'amico vaga per il mondo in compagnia di ragazze sempre diverse.
    Il raggiungimento di una stabilità emotiva, con una donna che gli darà poi anche due figli, segna definitivamente la maturità di Mario che diventa per Guido l'esempio di una coerenza ed una forza a lui indubbiamente estranee. Guido infatti mantiene le caratteristiche evidenziate nel periodo dell'adolescenza, non riuscendo a trovare uno stimolo o un interesse tale da fargli dare una svolta definitiva alla sua vita sconclusionata; solo nella scrittura sembra apparentemente trovare un interesse reale che si rivela una nuova fonte di sofferenza nel momento in cui pubblica il suo primo romanzo: il successo è grande, il pubblico si affeziona alla sua figura di autore maledetto, ma egli non è contento.
    Guido infatti non riesce ad accettare una sottomissione al mercato della letteratura e dopo aver ricevuto un anticipo su una nuova pubblicazione, cerca di scrivere un romanzo che possa esprimere senza schemi prefissati i suoi pensieri, i suoi ideali.
    Il risultato è una terribile stroncatura da parte della critica e del pubblico che lo aveva apprezzato per l'opera precedente.
    Anche la sua vita sentimentale, che hai tempi del liceo era sembrata molto più brillante di quella di Mario, si rivela complicata e sofferta: Guido ha un figlio da una donna che amava, ma il loro rapporto è destinato al logoramento a causa del carattere e dell'impulsività di Guido.
    La morte in un tragico incidente stradale segna definitivamente la vita di un uomo alla perenne ricerca di una stabilità caratteriale a lui impossibile.

    gesagt am 

  • 4

    "Due di due" è un romanzo apparso per la prima volta nell'89. Narra l'amicizia fra Mario, l'io narrante, e Guido, un suo compagno di scuola. Sono così diversi da essere speculari, Mario e Guido: il primo è un adolescente come tanti, impaurito e attratto dalla vita, indeciso nelle scelte e appena ...weiter

    "Due di due" è un romanzo apparso per la prima volta nell'89. Narra l'amicizia fra Mario, l'io narrante, e Guido, un suo compagno di scuola. Sono così diversi da essere speculari, Mario e Guido: il primo è un adolescente come tanti, impaurito e attratto dalla vita, indeciso nelle scelte e appena abbozzato nella personalità, succube dell'autorevolezza e del carisma altrui; il secondo ne ha da vendere di autorevolezza e carisma, ha entusiasmo per la vita, e è diverso, diverso da tutti gli altri, abbastanza per attrarli, troppo per non spaventarli, per non restare, alla fin fine, sempre isolato. Nonostante le differenze, l'amicizia di Mario e Guido prosegue lungo gli anni Settanta e Ottanta: a scuola e fuori scuola, fino all'età adulta, unisce e cambia per sempre le loro vite. Pubblicato per la prima volta nel 1989, è diventato un vero e proprio "cult", in cui lettori sempre nuovi continuano a identificarsi con passione. Introduzione dell'autore.

    gesagt am 

  • 3

    Vite fluttuanti


    Il romanzo è ambientato negli anni '70-'80, ma nella storia si possono rispecchiare le generazioni di oggi che ritrovano le stesse problematiche dei due protagonisti: Mario e Guido, e la stessa Italia con le contraddizioni, le dinamiche negative, la degenerazione del ...weiter

    Vite fluttuanti

    Il romanzo è ambientato negli anni '70-'80, ma nella storia si possono rispecchiare le generazioni di oggi che ritrovano le stesse problematiche dei due protagonisti: Mario e Guido, e la stessa Italia con le contraddizioni, le dinamiche negative, la degenerazione della città e dei rapporti umani.
    Un' atmosfera malinconica accompagna Mario nel racconto dell' amicizia che lo lega fin dal liceo a Guido, la cui personalità complessa, contraddittoria, in fondo fragile, si dispiega in un equilibrio instabile.
    Mario ci dà le coordinate per entrare nella dimensione utopistica in cui vive Guido, in guerra contro il mondo che sente ostile.
    Disperso in mezzo ai dubbi e alle esitazioni, Guido vive solo dentro la rabbia, con la mente sempre altrove, estraneo a ciò che lo circonda; non riesce a mettere radici, a trovare un approdo tranquillo, ma va allo sbaraglio dietro l' umore fluttuante e le immagini avventurose della sua mente.
    Le tematiche che affronta Andrea De Carlo sono interessanti ma la narrazione ha spesso un ritmo lento e piatto e l' analisi a tratti pecca di profondità.

    gesagt am 

  • 0

    Mi ha vagamente ricordato il noto "Sulla strada" di Kerouac. De Carlo scrive in modo piacevole, naturale ed essenziale nell'uso di termini che il più delle volte hanno una mera funzione riempitiva; grazie a questo ti avvicini e ti perdi nella lettura di "Due di due" senza difficoltà, come se la s ...weiter

    Mi ha vagamente ricordato il noto "Sulla strada" di Kerouac. De Carlo scrive in modo piacevole, naturale ed essenziale nell'uso di termini che il più delle volte hanno una mera funzione riempitiva; grazie a questo ti avvicini e ti perdi nella lettura di "Due di due" senza difficoltà, come se la storia te la stesse raccontando lui stesso ripescando nella memoria ordinata i diversi episodi. Ho apprezzato la semplicità e la realtà degli stessi, il desiderio di ribellione che durante l'adolescenza abbraccia più o meno tutti e il silenzio con cui questo impulso svanisce maturando; la sensazione di vuoto dopo aver concluso gli studi, la continua ricerca di qualcosa di sensazionale, di quel brivido fuori dalla routine cittadina che poi, talvolta, scopri non esistere, e la conseguente rassegnazione ad abbracciare uno stile di vita che, seppur felicemente costruito su misura, non ha niente a che vedere con i mirabolanti progetti abbozzati da bambino. Guido Laremi incarna l'incapacità naturale a piegarsi a questo normale flusso esistenziale, con tutte le conseguenze negative che ciò comporta; De Carlo racconta la realtà, i trascorsi di Mario e Guido sono due delle possibili forme, agli antipodi, in cui essa può essere vissuta. La fine lascia l'amaro in bocca perché troppo immediata rispetto alla lentezza della seconda parte; due pagine e mezzo chiudono un ciclo di duecento, ma la soluzione che a molti pare scontata io trovo sia la più adatta. L'ho finito in poco più di un giorno occupando con la lettura ogni singolo momento libero e non mi era mai capitato; è il primo libro di De Carlo che ho fra le mani, e mi unisco a coloro a cui ha risvegliato il desiderio di leggere.

    gesagt am 

  • 5

    stupendo è dir poco

    semplicemente il mio libro preferito... letto a 14 anni proprio alla stessa età dei protagonisti (econ lo stesso stato d'animo loro!) quando iniziano le vicende e riletto più e più volte, è sempre un grande piacere godermelo... meraviglioso!!!

    gesagt am 

  • 4

    Romanzo di formazione nel senso più ampio e completo del termine; anzi la formazione riveste qui un doppio significato: attraverso gli anni '60-'70-'80 si racconta della formazione dei singoli protagonisti ma anche dell'evoluzione della loro amicizia, partendo da Milano e poi via per l'Italia e p ...weiter

    Romanzo di formazione nel senso più ampio e completo del termine; anzi la formazione riveste qui un doppio significato: attraverso gli anni '60-'70-'80 si racconta della formazione dei singoli protagonisti ma anche dell'evoluzione della loro amicizia, partendo da Milano e poi via per l'Italia e per il mondo.
    L'ambientazione, i personaggi, le situazioni e le tematiche proposte, insomma l'intera storia è di assoluta e sorprendente attualità: pur essendo nata nella mente dell'autore come un qualcosa che si svolge negli anni di cui sopra, calza a pennello anche per questi disgraziati anni 0 e '10.

    E' il primo libro che leggo di De Carlo, così ora posso dire la mia sui giudizi che ho visto prevalere nelle recensioni qui su anobii. Io l'ho trovata una bella storia e ben scritta: non sarà una scrittura perfetta ma sicuramente piacevole, immediata e con una buona precisione nella descrizione della psicologia dei personaggi. Francamente tutto questo autoreferenzialismo di cui tanti parlano, io non l'ho trovato proprio. Ci saranno personaggi ed elementi autobiografici, ma questo è del tutto normale e positivo. Non ho trovato nessuna scimmiottatura de "Il giovane Holden" e non ho sentito trasudare dalle righe il messaggio "quanto sono figo", come altri hanno scritto. Casomai è uno dei personaggi, Guido Laremi, ad essere un personaggio assolutamente figo (e comunque nemmeno lui se ne fa un vanto), uno di quei personaggi addosso ai quali anche i lati negativi diventano in qualche modo positivi. Ed in effetti esistono davvero persone così, che immediatamente catalizzano l'attenzione di tutti senza che debbano compiere alcuno sforzo per raggiungere tale risultato. Dunque in questo sono d'accordo con quello che dice Pietro Citati nella citazione nel retro di copertina, Guido Laremi è davvero un gran bel personaggio. Ma anche la città di Milano, la crisi e la rinascita di Mario sono raccontate con sorprendente realismo, e tutti gli altri personaggi di contorno. Nel complesso voto molto positivo.

    gesagt am 

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