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" O Monte dos Vendavais "

By Emily Brontë

(20)

| Mass Market Paperback | 9789722342476

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Book Description

O Monte dos Vendavais é uma das grandes obras-primas da literatura inglesa. Único romance escrito por Emily Brontë, é a narrativa poderosa e tragicamente bela da paixão de Heathcliff e Catherine Earnshaw, de um amor tempestuoso e quase demoníaco que Continue

O Monte dos Vendavais é uma das grandes obras-primas da literatura inglesa. Único romance escrito por Emily Brontë, é a narrativa poderosa e tragicamente bela da paixão de Heathcliff e Catherine Earnshaw, de um amor tempestuoso e quase demoníaco que acabará por afectar as vidas de todos aqueles que os rodeiam como uma maldição. Adoptado em criança pelo patriarca da família Earnshaw, o senhor do Monte dos Vendavais, Heathcliff é ostracizado por Hindley, o filho legítimo, e levado a acreditar que Catherine, a irmã dele, não corresponde à intensidade dos seus sentimentos. Abandona assim o Monte dos Vendavais para regressar anos mais tarde disposto a levar a cabo a mais tenebrosa vingança. Magistral na construção da trama narrativa, na singularidade e força das personagens, na grandeza poética da sua visão, nodoso e agreste como a raiz da urze que cobre as charnecas de Yorkshire, O Monte dos Vendavais reveste-se da intemporalidade inerente à grande literatura.

1762 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Uno dei libri più avvincenti che abbia letto. Recensione nel mio blog qui: http://mainchesenso.blogspot.it/2014/07/recensione-cime-tempestose-di-emily.html

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    FormicaPigra said on Sep 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    L'amore tra Heathcliff e Catherine trapela da ogni pagina, ma in realtà trova compimento solo in quei pochi istanti che precedono la fine di Catherine. E'un romanzo sui generis: coloro che dovrebbero esserne i protagonisti o escono di scena a metà ro ...(continue)

    L'amore tra Heathcliff e Catherine trapela da ogni pagina, ma in realtà trova compimento solo in quei pochi istanti che precedono la fine di Catherine. E'un romanzo sui generis: coloro che dovrebbero esserne i protagonisti o escono di scena a metà romanzo (Catherine) o si fanno sempre più crudeli, selvaggi e spietati e si riducono a ombre nere che si muovono solo per rovinare la vita degli altri (Heathcliff). La loro indole tormentata mi ha fatto chiedere come potessero provare un sentimento tanto elevato come l'amore, ma a pensarci bene il loro amore è qualcosa di terreno, di corporeo che non riesce a guardare più in là del proprio io per il bene dell'altro (ciò si rende evidente dal modo in cui Edgar Linton, il marito, e Heathcliff, "l'amante" affrontano la perdita dell'amata: l'uno spera che sia in pace,l'altro prega che il fantasma di lei continui a perseguitarlo). Singolare è anche il tipo di vita che si conduce a "Cime tempestose": nessuno degli abitanti nutre affetto per gli altri (ciò cambierà solo alla fine), ma pare che nessuno abbia il coraggio di andarsene, come a dire che molto spesso è più facile condurre un'esistenza infelice piuttosto che correre dei rischi per essere felici. E'confortante, però, vedere come l'autrice sia stata in grado di trovare un lieto fine (proprio quando sembrava impossibile)che coinvolge due personaggi (Hareton e Cathy) ben più degni dei loro predecessori di essere felici, perché anch'essi hanno sofferto, ma a differenza dei primi hanno un cuore generoso.

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    Il genio dei pensieri said on Sep 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Premesso che adoro i classici, le storie struggenti piene di pathos(e questo libro ne è pieno); ho trovato veramente insopportabile Catherine; il suo carattere dispotico, l'essere viziata ma amata come tutte le donne vorrebbero essere amate.

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    Valentina said on Sep 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Estremamente cupo

    Ho trovato questo libro estremamente cupo: a partire dalla prima fino all'ultima pagina, infatti, vi è un susseguirsi di eventi e scene opprimenti, praticamente mai intervallate con avvenimenti piacevoli.
    La signora Dean, la domestica, narra le vicen ...(continue)

    Ho trovato questo libro estremamente cupo: a partire dalla prima fino all'ultima pagina, infatti, vi è un susseguirsi di eventi e scene opprimenti, praticamente mai intervallate con avvenimenti piacevoli.
    La signora Dean, la domestica, narra le vicende delle famiglie Earnshaw, Linton e Heathcliff, i cui membri vengono travolti dalla furia e dal desiderio di vendetta del capostipite di quest'ultima, memore dell'amore - corrisposto, ma non consumato - per la viziata e testarda Catherine. La storia si articola in circa trent'anni e racconta la parabola (da povero trovatello a ricco proprietario terriero) di Heatcliff, che, uno per uno, annienterà i suoi nemici e i figli di questi ultimi, mettendo in atto tutto ciò che è in suo potere per privarli di qualsiasi momento di felicità. Il romanzo è un susseguirsi di prevaricazioni, violenze fisiche e psicologiche, piani di vendetta e azioni deliranti, che catturano l'attenzione del lettore ma che, a mio avviso, rendono il romanzo troppo monocorde (ecco il perché delle mancate cinque stelle), un po' piatto, con i vari personaggi succubi della volontà di Heatcliff e in balìa delle sue mire di vendetta. Inoltre, e non mi è mai capitato prima, la maggior pare dei personaggi, dai protagonisti a quelli minori, mi è risultata estremamente antipatica (perché viziata, testarda o semplicemente cattiva e violenta).
    Ho trovato estremamente accurate ed emozionanti le descrizioni del passaggio delle stagioni nella brughiera inglese, che hanno il merito di dare respiro all'intero romanzo. Infine, pur riconoscendo la totale originalità dell'atmosfera creata dalla giovane autrice e le sue indubbie qualità di narratrice, non considero questo romanzo perfetto come altre opere europee ad esso coeve.

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    Claudio said on Sep 14, 2014 | Add your feedback

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    NOMEN OMEN

    Quando si arriva ad una certa età, bisognerebbe prendere il coraggio a due mani e smettere di leggere. Attenzione: non è un atto di abiura :-) Non si tratta di rinunciare a leggere: quando si arriva ad una certa età dovremmo, semplicemente, impiegar ...(continue)

    Quando si arriva ad una certa età, bisognerebbe prendere il coraggio a due mani e smettere di leggere. Attenzione: non è un atto di abiura :-) Non si tratta di rinunciare a leggere: quando si arriva ad una certa età dovremmo, semplicemente, impiegare il tempo che ci rimane solo a ri-leggere.
    Wuthering Heights, Cime Tempestose, unico romanzo di Emily Brontë, DOVEVA essere ri-letto.
    Conosciuto da ragazzina in una edizione ridotta; letto con grandissimo piacere e integralmente da ragazza; spiluccato nel corso degli anni in lingua originale: mi aspettava alle soglie della vecchiaia in e-book. Costo minimo, caratteri ultraleggibili, bella traduzione.
    E finalmente l'ho capito davvero.

    Heathcliff è la chiave di lettura, non Catherine Earnshaw, la co-protagonista.
    Heathcliff, il ragazzo -poi uomo- senza un cognome, senza radici, senza una patria d'origine.
    Ma siamo poi sicuri che Heathcliff fosse "veramente" privo di un cognome?
    Heath è la brughiera, Cliff la scogliera. Ambienti apparentemente incompatibili convivono insomma all'interno della stessa persona e ce la "rivelano" per quello che è e per quello che non è.

    Io credo adesso che Emily Brontë abbia scritto "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde" quarant'anni prima di R.L. Stevenson.
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    "Ora dimmi come hai potuto essere così crudele con me, crudele e falsa. Perché mi disprezzasti? Perché ingannasti il tuo stesso cuore, Cathy? Non mi viene una sola parola di conforto. Tu meriti questo. Ti sei uccisa da sola. Sì, puoi baciarmi, e piangere; e strapparmi baci e lacrime; essi saranno la tua rovina... la tua dannazione. Tu mi amavi; che diritto avevi di lasciarmi? Che diritto? Rispondimi. Lasciarmi per quel misero capriccio che ti prese per Linton? Giacché né la miseria, né la degradazione, o la morte, né qualunque pena che Dio o Satana potessero infliggere, avrebbero potuto separarci, tu lo facesti di tua volontà. Non ho infranto il tuo cuore, tu l'hai infranto; e nell'infrangerlo, hai spezzato il mio. Tanto peggio per me che sono forte. Se voglio vivere? Che vita sarà quando tu... oh, Dio! Piacerebbe a te vivere con la tua anima nella tomba?".

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    Padmin said on Sep 14, 2014 | Add your feedback

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