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Un indovino mi disse

By Tiziano Terzani

(86)

| Hardcover

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Book Description

Scheda INCOMPLETA, da non aggiungere nella propria libreria.

503 Reviews

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    Un libro ha pone le differenze fra essere turisti oggi e il viaggiare di una volta.

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    MAGIO said on Oct 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un indovino mi disse è un viaggio che ha come meta la scoperta di una cultura differente dalla nostra, ovvero quella dell'Asia, dei suoi abitanti, delle credenze che la popolano. E' una lettura molto dinamica che spesso assume l'aria di una cronaca d ...(continue)

    Un indovino mi disse è un viaggio che ha come meta la scoperta di una cultura differente dalla nostra, ovvero quella dell'Asia, dei suoi abitanti, delle credenze che la popolano. E' una lettura molto dinamica che spesso assume l'aria di una cronaca diretta di testimonianze e di esperienze passate, magari proprio appartenute allo stesso scrittore, che incontra indovini, mendicanti e altre tipologie ancora di personaggi.

    Lo stile è fluido, immediato e riesce a trasportare. Non è affatto un romanzo e neppure un saggio. Semplicemente si legge come un diario di vita, pieno di spunti di riflessioni ed esperienze.

    Se volete, potete trovare la recensione completa qua: http://clerville.blogspot.it/2014/09/un-indovino-mi-dis…

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    Davide said on Sep 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Grande umanità e capacità di saper leggere gli avvenimenti e le persone. Tiziano Terzani è da leggere

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    Luke74 said on Sep 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se c’è uno scrittore che ho sempre amato, quello è Tiziano Terzani.
    L’ho imparato a conoscere grazie al suo ultimo libro: “La fine è il mio inizio”, e da lì è stato tutto un viaggio al contrario, alla scoperta dei suoi libri, dei suoi viaggi, di sé s ...(continue)

    Se c’è uno scrittore che ho sempre amato, quello è Tiziano Terzani.
    L’ho imparato a conoscere grazie al suo ultimo libro: “La fine è il mio inizio”, e da lì è stato tutto un viaggio al contrario, alla scoperta dei suoi libri, dei suoi viaggi, di sé stesso.
    Questo scrittore mi è piaciuto così tanto che parte della mia tesina di maturità l’ho fatta su di lui.
    Tiziano Terzani è stato un uomo coraggioso, inarrestabile, un uomo curioso di vedere che cosa c’era dall'altra parte del mondo.
    L’unica cosa che mi dispiace un po’ è il fatto di averlo conosciuto solo dopo la sua morte. Se non avessero fatto il film sulla sua vita, tratto dal libro “La fine è il mio inizio”, forse non lo avrei conosciuto, e se così fosse stato, mi sarebbe mancata una parte importante di conoscenza.
    Di questo scrittore ho letto svariati libri, ma mai ho impiegato così tanto tempo a leggerli come invece è successo con “Un indovino mi disse”.
    È stata una vera e propria sfida, ma alla fine ce l’ho fatta, sono arrivata alla parola “fine”.
    Ho ripreso in mano questo libro decine di volte, l’ho lasciato, l’ho messo da parte, l’ho ripreso, l’ho messo in pausa per leggere qualcos'altro, ma alla fine, non posso non dire di averlo amato.
    In questo libro, Terzani racconta del suo anno “sabbatico” dagli aerei.
    È il 1993, l'anno in cui un indovino predice allo scrittore che corre un grosso pericolo: potrebbe avere un incidente in aereo, ma se riesce a sopravvivere, allora vivrà a lungo.
    Che cosa fare? Accettare la sfida o lasciare perdere?
    Per Terzani inizia così un anno alla ricerca di indovini, per scoprire il suo futuro, per smascherare i fasulli, per conoscere un’arte antica quanto complessa.
    Nel suo viaggiare per l’Asia, rigorosamente non in aereo, Terzani incontra indovini, santoni, astrologi, mediatori, generali, rappresentanti di Stato, donne e uomini comuni, ricchi, poveri, commercianti, industriali.
    Il suo viaggio via terra e mare lo porta a conoscere e a vedere cose che probabilmente non avrebbe mai potuto comprendere se avesse viaggiato in aereo.
    Alla fine, Terzani si ritrova con decine di predizioni sul suo futuro, tutte completamente diverse, altre molto simili, alcune sbagliate e altre sorprendentemente esatte, ma soprattutto, si ritrova con un sacco di amici in più.
    Ho faticato parecchio a finire questo libro, un po’ per l’argomento, un po’ per la realtà narrata, un po’ per le 429 pagine, ma quando ho girato l’ultima pagina, beh, un po’ mi è mancato non vedere un nuovo capitolo. Perché alla fine quello che Terzani ti ha raccontato ti fa riflettere, ti fa conoscere un mondo diverso, nuovo e antico. Terzani ti apre gli occhi su qualcosa per noi così apparentemente lontano e per noi difficile da capire. Ti racconta tutto con assoluta semplicità, come se stesse facendo due chiacchiere.
    Terzani ti racconta qualcosa di vero, di reale, qualcosa di assolutamente diverso.
    Questo libro va letto con coraggio, accettando e rispettando la realtà che viene mostrata.
    Non importa quale sia il vostro credo o il vostro pensiero, se decidete di leggere il libro, dovete partire dal presupposto che esiste una credenza, un pensiero e un modo di vivere diverso dal vostro.
    Leggete questo libro per avventurarvi in un mondo diverso, per scoprire che diversità non vuol dire male ma solo: un’altra prospettiva di vita.

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    Toglietemi tutto, ma non i miei libri said on Sep 25, 2014 | Add your feedback

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    Il mio primo incontro con Terzani è stato di una delusione immensa. Errori grammaticali, obbrobri lessicali, un uso folle del punto esclamativo, una passione spropositata per la parola quiete, tutte cose che non dovrebbero essere ammesse in ne ...(continue)

    Il mio primo incontro con Terzani è stato di una delusione immensa. Errori grammaticali, obbrobri lessicali, un uso folle del punto esclamativo, una passione spropositata per la parola quiete, tutte cose che non dovrebbero essere ammesse in nessuno scrittore, a maggior ragione se giornalista di professione. Purtroppo l'irritazione non si ferma alla forma: superata la bella descrizione del Laos, ho trovato un compendio di riflessioni banali e superficiali, un uomo evidentemente pieno di sé, un vecchio che si lamenta di come "le cose erano diverse una volta", senza darci una descrizione decente di come effettivamente fossero. Dal retro di copertina, mi aspettavo il racconto della riscoperta di un continente, di un uomo occidentale sempre di corsa che per la prima volta si ferma a guardare il posto in cui vive da decenni e a coglierne gli aspetti nascosti ai più. E invece è una lista di sessioni dall'indovino di turno, tutte uguali, tutte con gli stessi commenti idioti.
    Fortunatamente si riscatta un po' verso la fine. Il capitolo sulla meditazione non mi è dispiaciuto, ma la parte migliore di tutto il libro è il viaggio in nave da La Spezia a Singapore.
    Con tutto il rispetto, a conti fatti, non mi spiego l'enorme successo - al limite della deificazione - di cui gode Terzani. Che sia stato l'effetto pioniere? Mah…

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    l'asino di buridano said on Sep 7, 2014 | Add your feedback

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