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Branchie !! SCHEDA INCOMPLETA !!

By Niccolo Ammaniti

(450)

| Paperback

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Book Description

Scheda INCOMPLETA, da non aggiungere in libreria.

429 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Stupefacente, esilerante, eccessivo...in una parole consigliato !!!

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    Simomauri said on Dec 31, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Quando frequentavo il liceo ero solito inventare storielle per passare il tempo, con compagni e amici come protagonisti di mirabolanti disavventure fantastiche tra il grottesco e la parodia, con trasfigurazioni di figure autorità, prestiti dai panthe ...(continue)

    Quando frequentavo il liceo ero solito inventare storielle per passare il tempo, con compagni e amici come protagonisti di mirabolanti disavventure fantastiche tra il grottesco e la parodia, con trasfigurazioni di figure autorità, prestiti dai pantheon di mezzo pianeta, e via dicendo. Mi divertivo e facevo divertire.
    Ecco, Branchie è un po' così. Un librettino senza capo né coda che fa ridere, una sequenza di episodi stravaganti e straordinariamente ilari tenuti insieme da una trama sfilacciata che fa acqua da tutte le parti. Puoi leggerne un capitolo a caso, ridere di gusto, richiudere il libro e dimenticarlo. Proprio come le storielle che mi divertivo a creare nelle ore di matematica.
    Chi mi ascoltava aveva un po' di tempo da buttare, e sicuramente io, che quelle storie le creavo, avevo molto più tempo da gettare alle ortiche. Ecco, è esattamente questa la differenza tra il mio adolescenziale divertimento e un libro come Branchie. Le storielle esagerate vanno bene per intrattenere amici e compagni, un po' meno per essere pubblicate.

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    Tancredi said on Dec 27, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Un errore partire da qui

    L'anno in cui Ammaniti ha vinto lo Strega ho fatto l'errore, non trovando il libro premiato in libreria perchè esaurito, di partire nella lettura di Ammaniti da questo "Branchie". Non mi è piaciuto e mi ha tenuta distante da Ammaniti. Ma grazie alle ...(continue)

    L'anno in cui Ammaniti ha vinto lo Strega ho fatto l'errore, non trovando il libro premiato in libreria perchè esaurito, di partire nella lettura di Ammaniti da questo "Branchie". Non mi è piaciuto e mi ha tenuta distante da Ammaniti. Ma grazie alle recensioni proprio di questo deludente libro lette su anobii, rimedierò senz'altro prossimamente (siamo ormai a Dicembre 2013, da quella prima ed unica lettura del 2007)...anche se magari il prossimo Ammaniti lo prendo in Biblioteca anzichè comperarlo...non sia mai che mi capita una seconda "sola" a distanza di anni :)

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    Olga said on Dec 4, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Marco Donati, malato terminale di cancro ai polmoni, è proprietario di un negozio di pesci a Roma; riceve un giorno una curiosa offerta lavorativa da parte di una donna inglese che abita in India che prevede la costruzione di un acquario: il più gran ...(continue)

    Marco Donati, malato terminale di cancro ai polmoni, è proprietario di un negozio di pesci a Roma; riceve un giorno una curiosa offerta lavorativa da parte di una donna inglese che abita in India che prevede la costruzione di un acquario: il più grande di Delhi. Marco non ci pensa molto e decide di partire per l'India, ma quando scoprirà che la donna che gli ha proposto il lavoro non c'è più si troverà senza impiego, soldi o qualcuno che conosce in una città che non è la propria. Da qui in avanti si susseguiranno una serie di vicissitudini che portano Marco a vivere situazioni bizzarre ed improbabili. Il punto di forza di questo romanzo è proprio l'assurdità delle situazioni in cui il protagonista si troverà; probabilmente non il miglior libro che ho letto di Ammaniti ma che non mi dispiace di aver fatto.

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    Francesca Nevis said on Nov 22, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Vomitabondo

    ma quantomeno non annoia.

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    Margot said on Nov 19, 2013 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Di Ammaniti ho letto molto, forse tutto. Mi mancava proprio l'esordio, questo. Non è il suo miglior romanzo, almeno per il mio gusto, ma c'è una puntualizzazione da fare. Che consiste assurdamente nel ribadire che è il suo primo romanzo, perchè come ...(continue)

    Di Ammaniti ho letto molto, forse tutto. Mi mancava proprio l'esordio, questo. Non è il suo miglior romanzo, almeno per il mio gusto, ma c'è una puntualizzazione da fare. Che consiste assurdamente nel ribadire che è il suo primo romanzo, perchè come è normale in tutte le opere prime (anche cinematografiche) capita che allo stesso tempo ci sia una scarsa consapevolezza del mestiere e un'irrefrenabile ansia di esprimersi. Le due componenti in genere causano una qualche specie di eccesso, e una materia strabordante che difficilmente si riesce a trattenere (devo dire tutto! devo dirlo adesso!). Questo romanzo non fa eccezione: è Ammaniti allo stato puro, ma senza le "finiture" e la maturità delle opere successive. Attenzione però a considerare ciò come un difetto in toto, perchè nel caso in questione è stato proprio questo eccesso a far uscire dall'anonimato l'autore, e a consentirgli di proseguire la sua carriera di scrittore. Non ci sarebbe stato un Ammaniti noto se "Branchie" non fosse diventato un libro cult in un certo ambiente, e se non avesse in qualche modo dato vita, insieme ad altri, a quel filone di testi "cannibali" che negli anni '90 fecero drizzare le orecchie (e storcere il naso) a molti esperti di letteratura italiana.
    Insomma, il miscuglio di situazioni paradossali, musica anni '80, soap opera, fumetto e chi più ne ha più ne metta (il tutto degno di Pulp Fiction) è appunto quello che non c'era in Italia e non è cosa da poco (ad ognuno decidere se se ne sentisse davvero la mancanza). Dunque, volenti o nolenti, questa lunga allucinazione indiana e ittica ha un valore storico, e bisogna quantomeno darle il merito di essersi coraggiosamente allontanata dalle descrizioni standard dell'India pre-esplosione del fenomeno Bollywood in Occidente (ovvero o soltanto spirituali, o soltanto impegnate a dipingerne la miseria, magari in tono pietistico).

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    Crash said on Sep 19, 2013 | 1 feedback

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