come divenni brigante

Di

Editore: nicola bruno editore

3.9
(17)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000115197 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Storia

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Descrizione del libro
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  • 3

    Due sono gli elementi che mi hanno colpito in questo che è una sorta di memoriale, scritto -sul filo del ricordo e della nostalgia- a distanza di tanti anni dagli eventi narrati:
    - il rispetto, sconfi ...continua

    Due sono gli elementi che mi hanno colpito in questo che è una sorta di memoriale, scritto -sul filo del ricordo e della nostalgia- a distanza di tanti anni dagli eventi narrati:
    - il rispetto, sconfinante talvolta in una aperta ammirazione, che Carmine Crocco mostra per gli avversari in divisa, siano essi appartenenti all’esercito borbonico che sabaudo. Non così per i funzionari e i burocrati
    - la mania di raccontare la guerra/guerriglia a scapito di altro.
    Scrive ad un certo punto:
    Ed ora che ho divagato abbastanza con descrizioni noiose e superflue, torno alle mie gesta, agli atti briganteschi da me compiuti dall’agosto 1861 al cader dell’anno stesso.

    Peccato, perché ciò che definisce “superfluo” è in realtà la parte più interessante del libro. E cioè la vita, l’organizzazione e la gestione delle bande; il modo di curarsi (“i farmaci normalmente usati sono: patate, filacce, fascie, bianco d’uovo, olio d’oliva sbattuto e foglie d’erba chiamata stampa cavallo”.); i sistemi di difesa e riparo, l’approvvigionamento…
    Purtroppo in questa edizione digitale manca la prefazione, che ho trovato altrove. Ne riporto un breve stralcio:
    "Carmine Crocco è una di quelle personalità storiche in cui ognuno, a seconda delle necessità, travasa ciò che vuole. Se lo si vuole presentare come un fedele suddito neoborbonico, si sottolinea il suo passato di soldato di Ferdinando II, tacendo il fatto che fosse stato arruolato contro la sua volontà e che quella vicenda sia terminata con una condanna per aver ucciso un commilitone. Se si preferisce usarlo come esempio delle deluse speranze garibaldine, si pone l’accento sulla sua esperienza in camicia rossa, senza enfatizzare troppo la promessa di amnistia che poteva averlo spinto a combattere quella guerra. Si desidera un Crocco paladino del legittimismo? Sotto con gli aneddoti sulla conquista di Venosa a suon di bandiere gigliate. Lo si preferisce criminale comune? Via a sottolineare l’attività di rapina ed estorsione praticata per anni. Si cerca di farne un prodotto dell’ingiustiza sociale? Esistono allo scopo diversi racconti sulla sua infanzia infelice: basta evitare di accorgersi che possono essere stati gonfiati a scopo di giustificazione.
    Ma non si rende giustizia a una figura come Crocco né dipingendolo come un Innominato, né come un Robin Hood".
    ----------
    Citazione
    “Il pretesto è bello [si riferisce all’interesse che lo Stato mostra solo quando ha bisogno dei suoi figli] la Patria, la Legge, la prima è una puttana, la seconda peggio ancora”.

    3 *** e 1/2

    ha scritto il 

  • 0

    La storia bandita

    Ho attraversato la valle del Basento – passaggio in Lucania – fermandomi al Parco della Grancia per godermi il cine spettacolo La storia bandita, e poi ho proseguito verso nord attraverso il Vulture e ...continua

    Ho attraversato la valle del Basento – passaggio in Lucania – fermandomi al Parco della Grancia per godermi il cine spettacolo La storia bandita, e poi ho proseguito verso nord attraverso il Vulture e il Melfese. Terre di briganti e in particolare di Carmine Donatelli Crocco, il Generale. Tra i libri che avevo con me, naturalmente la sua autobiografia, “Come divenni brigante“, scritta in carcere dopo qualche decina di anni, a cavallo del nuovo secolo che s’era aperto con le cannonate di Bava Beccaris e i regicidio di Gaetano Bresci.
    La lettura di Crocco è molto interessante; il linguaggio e le immagini molto dirette, senza veri compiacimenti e nemmeno pentimenti nel senso comune del termine, e lo sguardo è sempre molto lucido e disincantato, pratico, realistico a suo modo: offre una visione dal di dentro o rovesciata di un importante periodo storico, quello fondativo del nostro paese, che conosciamo così poco, soprattutto in quei risvolti che non hanno voluto stare al gioco. La parola che riassume il tutto è “brigantaggio” ma dentro c’è un pezzo intero di società e di storia, e quindi di noi stessi. Avevo letto di Crocco e gli altri quasi quarant’anni fa ma ora ci sono tornato con uno spirito diverso. I briganti come rivoluzionari? Forse faremmo un torto a entrambi, sia ai “briganti” che ai “rivoluzionari”. Ma conoscere meglio tutte queste storie di rivolte a ingiustizie ataviche e a speranze deluse, tra ideali non sempre aderenti alla realtà, occasioni mancate e dignità ostinate, dovrebbe farci soltanto bene.
    Ecco alcuni brani:
    http://tulliobugari.wordpress.com/2013/08/03/come-divenni-brigante/

    ha scritto il 

  • 5

    Poetica del brigantaggio..

    Queste "memorie" del Crocco, considerato uno dei più feroci briganti lucani, sono invece ricche di splendide pagine narrative e a tratti poetiche, ricche di una lenta ironia continua che appassiona, u ...continua

    Queste "memorie" del Crocco, considerato uno dei più feroci briganti lucani, sono invece ricche di splendide pagine narrative e a tratti poetiche, ricche di una lenta ironia continua che appassiona, un ritratto fedele della società postunitaria, di quell'italia ancora frammentata che ribolliva di insurrezioni popolari e manifestazioni brigantesche.
    Ma queste pagine non sono solo racconti di scorribande, di lotte e guerriglie, di invasioni e delinquenza comune, sono pagine in cui Crocco narra con dolente mestizia le cause d'onore che lo hanno portato a diventare la leggenda del terrore dei boschi di Monticchio.
    L'onore nella nostra terra, nel nostro sud, era qualcosa che andava difeso a costo della libertà, a costo della vita, a costo di tutto..non aggiungo altro, avrei voglia di dilungarmi parecchio, ma guasterei forse la curiosità di chi volesse conoscere la vita di questo uomo, detto brigante, ma a mio parere gentiluomo, spirito vivo, mente brillante, povero pastore di capre di una terra ancora semisconosciuta, ma capace di grandi imprese, generale dei suoi capace di trattare con "generali gallonati" da pari a pari, capace di scrivere missive ai vari sindaci dei paesi da lui conquistati, capace di redigere le sue memorie in maniera così squisita.
    Storia di un uomo che ha contribuito a fare storia d'Italia.

    ha scritto il 

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