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il giornalino di gianburrasca

Di

4.0
(4268)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8809000676 | Isbn-13: 9788809000674 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico

Genere: Children , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
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  • 5

    Che divertimento leggerlo e rileggerlo!

    “Mi garba proprio”! direbbe un lettore toscano, come l’autore che fa sprizzare tutta la “verve” comica tipicamente toscana dalle pagine di questo capolavoro della letteratura per ragazzi, ...continua

    “Mi garba proprio”! direbbe un lettore toscano, come l’autore che fa sprizzare tutta la “verve” comica tipicamente toscana dalle pagine di questo capolavoro della letteratura per ragazzi, ma non solo. Oggi come oggi è talmente difficile trovare della letteratura (e anche del cinema) efficacemente comica, che andare a rileggersi dei classici comici come questo non può che far bene all’umore e, in definitiva, alla salute. L’arte comica, a mio avviso, è la più difficile e perciò rara da trovare tra le pieghe delle varie forme artistiche, questa di Vamba è autenticamente toscana, quindi italiana, quindi godibilissima.

    ha scritto il 

  • 5

    Vamba, Il Giornalino di Gian Burrasca

    Nonostante i tempi profondamente cambiati, il ragazzino terribile creato dalla mente di Vamba ha ancora un suo fascino inalterato. Scherzi e marachelle ci fanno sorridere, la vita in collegio è ...continua

    Nonostante i tempi profondamente cambiati, il ragazzino terribile creato dalla mente di Vamba ha ancora un suo fascino inalterato. Scherzi e marachelle ci fanno sorridere, la vita in collegio è esilarante, i rapporti con tutti i membri della famiglia sono unici eppure comuni a tanti ragazzi del periodo. Una lettura per ragazzi? Forse. Una lettura per adulti? Certamente sì.

    ha scritto il 

  • 0

    Non avrei mai immaginato di scrivere qualcosa sul “Giornalino di Gian Burrasca” riletto a 200 anni dopo averlo letto a 13. E invece c’è qualcosa di estremamente maturo in questo libro, detto ...continua

    Non avrei mai immaginato di scrivere qualcosa sul “Giornalino di Gian Burrasca” riletto a 200 anni dopo averlo letto a 13. E invece c’è qualcosa di estremamente maturo in questo libro, detto all’uomo maturo. Che, cioè, si è bambini fino a quando la nostra esperienza non ci porta a prevedere le conseguenze delle nostre azioni, spesso molto più terribili della nefandezza delle azioni medesime. E trovo molto bello e sapiente questo concetto di maturità, perché attiene alla consapevolezza della vita, quindi all’intelligenza della quotidianità, dunque alla responsabilità delle proprie scelte. Nulla si può imputare, in fondo, a Giannino, proprio perché il suo basso grado di vissuto non lo mette in grado di fare previsioni; egli trova spesso giustificazioni alla monelleria commessa, che attengono, proprio perché giustificazioni, solo alla sua condotta, a ciò che è stato fatto, non a ciò che ne è conseguito; e sono, a livello speculativo, giustificazioni peraltro inoppugnabili, del tipo: se non mangiavi la banana non mi sarei trovato tra le mani la sua buccia che poi ho lasciato dietro l’uscio e sulla quale poi sei scivolato rompendoti la gamba. Perfetto. Alla fine del libro, un’ inquietante domanda che mi rimane senza risposta è la seguente: chissà se Vamba, al secolo Luigi Bertelli, che nel 1906 scriveva di questa immaturità, per caso non cogliesse in alcuni gesti degli uomini dell’epoca alcune possibili tragiche conseguenze che da li a poco si sarebbero drammaticamente verificate ? Cos’è stata la carneficina del 15/18 se non un ripetersi di scelte sconsiderate e folli, inspiegabili se pensate in persone mature e consapevoli ? A margine: scrittura che viene dal profondo dei secoli; nulla di ciò che oggi si impone come politicamente corretto; Giannino che compie distruttive monellerie - tipo dar fuoco a una casa - e che viene preso dal padre a calcioni nel sedere senza alcun editorialista che urli scandalizzato e senza alcun talk show che approfondisca il tema con esperti che vagabondano di sera in sera in quei salotti; ideologie oggi sacralizzate ma nel libro intelligentemente smascherate, come nel caso dell’avvocato socialista che ambisce all’eredità dello zio il quale però, lascia tutto ai poveri (dopo avere saputo da Giannino cosa l’avvocato diceva di lui) sadicamente dichiarandosi convinto che il nipote, socialista, appunto, sarebbe stato felice di ciò; al contrario, l’egualitario professionista felice non fu e da ciò seguì l’ennesima carrettata di calcioni al piccolo autore della delazione. Mi è parso di leggere il mio amato Richler, in alcuni passaggi.

    ha scritto il 

  • 4

    Direi antipatico forte il ragazzino che solo per divertimento mette in difficoltà e soprattutto in pericolo chi gli sta vicino. Poi quando viene "rinchiuso" in collegio cambia. Prima di tutto la ...continua

    Direi antipatico forte il ragazzino che solo per divertimento mette in difficoltà e soprattutto in pericolo chi gli sta vicino. Poi quando viene "rinchiuso" in collegio cambia. Prima di tutto la motivozione dei suoi "scherzi" diventa eroica, smascherare la meschinità dei grandi e anche le sue malefatte hanno ben altra pericolosità, non mettono più a rischio l'incolumità delle persone. Mi ricordavo un altro Gian Burrasca televisivo, più divertente e scanzonatorio. Ma forse i miei ricordi sono annacquati dal tempo.

    ha scritto il 

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