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il mondo capovolto

i missionari e l'altra informazione

Di

Editore: Einaudi (Gli struzzi)

4.0
(16)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 180 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806165291 | Isbn-13: 9788806165291 | Data di pubblicazione: 

Genere: Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 4

    Cosa sappiamo dell'Africa?

    Per la serie "tutto quello che sai è falso" padre Giulio Albanese, comboniano, fondatore del network MISNA, agenzia di stampa indipendente divenuta una delle più autorevoli fonti di informazione sull'Africa, racconta i meccanismi di manipolazione delle
    notizie a fini politici, bellici ed ec ...continua

    Per la serie "tutto quello che sai è falso" padre Giulio Albanese, comboniano, fondatore del network MISNA, agenzia di stampa indipendente divenuta una delle più autorevoli fonti di informazione sull'Africa, racconta i meccanismi di manipolazione delle
    notizie a fini politici, bellici ed economici. La schiavitù dell'Africa è anche nel nostro ignorare ciò che veramente succede laggiù. Ma la rete MISNA è anche un modello di organizzazione ...

    ha scritto il 

  • 0

    Giulio Albanese è missionario comboniano e giornalista. È da questo punto d'osservazione che sviluppa un saggio interamente dedicato al senso dall'informazione rapportato al lavoro svolto da chi si rapporta ai problemi dall'interno e al difficile percorso che deve seguire nelle varie realtà loca ...continua

    Giulio Albanese è missionario comboniano e giornalista. È da questo punto d'osservazione che sviluppa un saggio interamente dedicato al senso dall'informazione rapportato al lavoro svolto da chi si rapporta ai problemi dall'interno e al difficile percorso che deve seguire nelle varie realtà locali dei paesi in cui opera. Si tratta di un libro scritto in prima persona, con tutta la passione e la sofferenza che comporta. La prima parte del volume è dedicata alla nascita di una realtà importante, la Misna (Missionary Service News Agency), un'agenzia giornalistica specializzata nel diffondere notizie e servizi di approfondimento e reportage sul Sud del mondo che ha trovato in internet una giusta collocazione e uno spazio interessante (http://www.misna.org/). Seguono drammatiche Storie di guerra e di Pace raccontate in prima persona, dalla Sierra Leone al Mozambico all'Uganda, per incontrare i protagonisti di guerre mercenarie, più o meno ambiguamente sostenute dall'Occidente, e i reduci di massacri spaventosi, prevalentemente ignorati dai media dei paesi ricchi. Un capitolo è dedicato ai Poveri: dai bambini di strada ai malati di Aids che trovano aiuto soltanto nelle organizzazioni missionarie, cui è dedicato l'ultimo capitolo del saggio (con il ritratto di alcuni protagonisti importanti), in forte contrasto con quello precedente incentrato sulle figure dei leader locali. La conclusione è che il mondo di oggi, che si autodefinisce multimediale, in cui l'informazione avviene in tempo reale e gli approfondimenti sono a portata di mano per tutti, in realtà conosciamo la più minuta cronaca rosa di casa nostra ma ignoriamo le tragedie di interi popoli. Ecco le prime righe del libro che sintetizzabno il senso di questo saggio:
    "A parole si afferma che viviamo in un "villaggio globale" in cui le notizie, sulle ali delle moderne tecnologie, dovrebbero viaggiare alla velocità della luce. E come si spiega allora che sono davvero pochi i volonterosi che riescono a mantenersi informati su fatti, anche rilevanti, accaduti a Timbuctu o a Dar es Salaam? La darsena del nostro angusto mondo televisivo è intasata da programmi di piccolo cabotaggio, assai deludenti sia dal punto di vista informativo sia, a maggior ragione, da quello formativo. La sensazione è che la sete di conoscenza degli utenti venga mortificata dallo stordimento collettivo, indotto ad arte perché il pubblico cerchi e trovi appagamento in un mercato massmediale che risponde solo a logiche di interessi economici quasi sempre impresentabili dal punto di vista etico. La stampa italiana, inoltre, contrariamente a quanto avviene in altri Paesi come la Francia o il Regno Unito, è da sempre affetta da una sorta di provincialismo in base al quale da tempo in molte redazioni, anche serie e impegnate, si tende a sostenere e dimostrare che ai lettori interessano solo gli accadimenti del portone accanto e non quelli che li fanno sentire cittadini del mondo, il gossip più dell'analisi politica internazionale".

    ha scritto il