Il fuoco nell'anima

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Publisher: Sogno Edizioni

4.1
(16)

Language: Italiano | Number of Pages: 216 | Format: eBook

Isbn-10: 8896746159 | Isbn-13: 9788896746158 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
«Io credo che a volte succedano cose delle quali non abbiamo il controllo. Situazioni imprevedibili che attraversano la nostra esistenza. Quando capitano, siamo portati a compiere delle scelte. Siamo noi quindi, con le nostre decisioni, più o meno inconsce, a essere artefici del nostro destino. E credo anche che la scelta più insignificante sia in grado di influenzare tutta la nostra vita, nel bene e nel male. Può farci prendere strade che mai avremmo immaginato. Può essere una linea di confine fra la fortuna e la sfortuna, fra la vita e la morte.»

Carlo, brillante studente e appassionato di criminologia, sognava di diventare un grande scrittore e di conquistare Chiara, sua compagna di classe. Manuel, invece, era animato da una forte passione per il giornalismo. Passano gli anni, Manuel diventa un cronista d'assalto senza scrupoli, Carlo un insegnante di italiano, che nel tempo libero collabora come criminologo per la polizia locale. Un macabro ritrovamento, identico a un altro avvenuto dieci anni prima, avrebbe cambiato per sempre le loro esistenze. Oggi Carlo trascina la propria vita fra alcool e psicofarmaci, in uno sperduto paese di montagna, passando le giornate di fronte a una grande tela bianca. Ma un giorno Manuel torna a bussare alla sua porta, spettro di un passato che crede sepolto e lo costringerà a fare i conti col suo destino.

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    E' difficile commentare questo romanzo senza precipitare nello spoiler pesante.
    Gli elementi migliori del libro sono quelli svincolati dall'aspetto "noir" o "giallo" che ho trovato un po' di maniera e ...continue

    E' difficile commentare questo romanzo senza precipitare nello spoiler pesante.
    Gli elementi migliori del libro sono quelli svincolati dall'aspetto "noir" o "giallo" che ho trovato un po' di maniera e poco coinvolgenti, anche perché, c'è da dire, avevo ancora in bocca il sapore del "Leopardo" letto pochi giorni prima.
    Il romanzo parte benissimo con l'impianto di un dramma psicologico con elementi di thriller per nulla banale: i tre piani temporali con un collegamento che si intuisce esserci senza sapere quale è, la presentazione del protagonista con lo squallore angosciante della sua vita e il filo conduttore della tela bianca sono potenti, molto potenti, e mi hanno catturato subito. Perché si è ridotto così? Cosa nasconde? Quale è il rapporto con l'88 e il '98? Mi ricordava un certo King, quello ad es. di Dolores Claiborne.
    Questo aspetto, purtroppo, viene quasi subito abbandonato perché è evidente che Possieri intende scrivere un giallo e non un thriller psicologico. Il collegamento fra i tre piani diventa ovvio quasi subito, gli "spiegoni" polizieschi forzati dentro personaggi a cui non si addicono, la natura della desolazione nelle vite dei protagonisti è messa direttamente sul piatto o indovinata con facilità in quanto vista e sentita molte volte in decine di storie e telefilm. In questo modo la tensione cala a metà romanzo e si prosegue un po' come si assiste a una puntata di Colombo in cui si sa chi è l'assassino ma ci si diverte a guardare l'investigatore metterlo in trappola. Solo che in questo caso i protagonisti sono molto meno intriganti del Tenente.
    C'è una ripresa del pathos narrativo verso il finale, quando con un colpo di scena (forse un po' troppo imprevisto per non assomigliare a un espediente) l'aspetto di dramma delle emozioni prova a rientrare in gioco, ma non c'è verso, l'autore converge di nuovo sul "noir" e ha, inesplicabilmente, fretta di arrivare al finale che quindi risulta un po' forzato e artificioso. Una cinquantina di pagine aggiuntive avrebbero a mio avviso giovato al romanzo, peraltro abbastanza corto del suo.
    In conclusione penso che i due elementi, il thriller psicologico che è la parte migliore, e l'intreccio convenzionale "giallo" abbiano subito una fusione fredda che li ha stretti insieme ma non amalgamati con un risultato non del tutto convincente.

    said on