Personaggi ben informati e politicamente connotati sostenevano che la religione fosse l'oppio dei popoli, oggi il medesimo ruolo mi sembra sia assolto dalle teorie economiche! Sono altrettanto numerose e tra loro contrastanti delle antiche religioni e pretendono la medesima fiduciosa ed acritica accettazione da parte dei fedeli; sono altrettanto indiferenti dei riscontri fattuali e, trascorsa la fase "nascente e rivoluzionaria", altrettanto fautrici dello statu quo.

E tutte adottano un catechismo per semplificare il proprio credo e favorirne la diffusione: il capitalismo, nella sua forma attuale di iper-liberismo, non fa eccezione. Questo libro si propone di smontare i più noti luoghi comuni economici che imperversano nei media "avvelenando le menti delle masse" (... questa l'avrete già sentita, immagino!).

Strutturato in 23 agili capitoletti, affronta le più trite asserzioni sui benefici e le ineluttabili sorti dell'attuale assetto economico, mostrando come nessuna di queste abbia un minimo di consistenza e come in molti casi la storia si sia incaricata di sconfessarle oltre ogni ragionevole dubbio; il che non impedisce ai poteri più interessati di professarle e praticarle con convinta pervicacia, a beneficio dei propri interessi e danno per la comunità.

Tra tutte la #13, che recita "Rendere i RICCHI ancor più ricchi, rende TUTTI più ricchi" (economia del cosiddetto trickle-down), mi sembra la più amena. Gli increduli possono confrontare l'indice di Gini per le nazioni occidentali e negli ultimi trent'anni per verificare quanto sia verificata nella realtà, tutti gli altri possono più semplicemente chiedere al nonno contadino od operaio cosa pensi dei padroni, verifica più semplice ed immediata.

Leggere, con la prospettiva di divertirsi ma di rimanere con l'amaro in bocca.


0 mi piace