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Ha scritto una recensione a Chic low cost 5 anni fa

Il libro di Sabrina Beretta e Sara Pupillo (rispettivamente stylist nel mondo del teatro ed esperta di marketing e che dice di scrive da tempo nascondendosi dietro altri nomi) si può riassumere in tre punti. Primo: fare un inventario dei propri abiti. Secondo: riorganizzare il proprio guardaroba, individuando i quattordici capi indispensabili per tutte le tipologie di fisico ed applicando un buon criterio d’ordine per individuarli rapidamente. Terzo: dare sfogo alla fantasia attraverso il noleggio, la creatività ed il baratto (le autrici sottolineano come negli ultimi tempi sia esplosa la mania di Reoose). Il tutto con lo scopo di far trovare alle lettrici un compromesso tra il desiderio di avere vestiti nuovi e la necessità, in tempi di crisi, di spendere il meno possibile attraverso la rivisitazione degli abiti del nostro guardaroba.

Il testo, che si presenta un po’ troppo altezzoso (“manuale dell’eleganza”) per i suoi contenuti , si dipana fra i vari capitoli volando molto ad alto livello con suggerimenti semplici. Ad esempio: come riconoscere i tessuti e le forme che durano nel tempo; un bozzetto per analizzare le varie linee e tipologie di donna attraverso il quale migliorare l'aspetto e camuffare i piccoli difetti a seconda di chi siamo e dell’età (la parte più interessante del libro). Il segreto per far durare gli abiti nel tempo sta nel lavaggio appropriato; le correzioni sartoriali da applicare agli indumenti dagli anni Cinquanta agli Ottanta, appartenuti magari ad una mamma o una nonna; suggerimenti per come piegare ed appendere un capo, importanti per la sua conservazione negli anni; a chi vendere o scambiare abiti usati o non utilizzati.

Ho trovato, da professionista del settore, questa guida poco pratica, di carattere informativo e a tratti divulgativo, ricca di suggerimenti scontati e priva di una adeguata bibliografia in grado di approfondire i sobri concetti illustrati. Del resto non è certo semplice intrufolarsi in un guardaroba e risolvere la questione solo a parole o affidandosi ad una generica sarta. Chi, dunque, è alla ricerca di indicazioni di eleganza, rigorosità dei dettagli, praticità ed interventi competenti, resterà molto deluso da questo libro. A riguardo mi preme comunque sottolineare che le autrici insistono sull’importanza di affidarsi ad un wardrobe consultant, ovvero un esperto conoscitore della moda in grado di occuparsi adeguatamente degli armadi altrui. Insomma il completo “fai da te”, in questo campo, è senz’altro molto pericoloso in fatto di stile.

Il messaggio del libro che ho apprezzato, e che vorrei sottolineare in questa sede, è quello che io stessa (da sempre) ribadisco: avere stile non significa necessariamente essere alla moda o acquistare prodotti di lusso. Ma, piuttosto, consiste nell’avere l’abito giusto, il mood corretto e tutta una serie di dettagli ed accorgimenti adatti che ci facciano apparire al meglio in ogni occasione. A riguardo, con la diffusione della moda “low cost”, le cose oggi sono radicalmente cambiate. A favore di questi concetti. Lo hanno capito anche gli stilisti di alta moda che, di recente, hanno iniziato a disegnare modelli per le catene del prêt-à-porter come, ad esempio, H&M.


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