Il bambino è competente

Valori e conoscenze in famiglia

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Publisher: Feltrinelli

4.0
(181)

Language: Italiano | Number of Pages: 188 | Format: Paperback

Isbn-10: 8807817306 | Isbn-13: 9788807817304 | Publish date: 

Translator: Bettina Cristiani

Also available as: Others

Category: Children , Education & Teaching , Family, Sex & Relationships

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Book Description
Il bambino nasce "competente" e dispone già di nozioni, valori e criteri di valutazione che orientano concretamente la sua esperienza. Comunemente, invece, ci si comporta con lui come se fosse una specie di tabula rasa su cui i genitori devono imprimere le conoscenze necessarie per un regolare sviluppo umano e sociale. Questo modello nega la sua personalità e induce un deleterio stato di insicurezza. Juul invita, invece, a un'attenta osservazione del bambino, considerato non più come soggetto passivo ma, al contrario, come un "centro attivo di competenze".
  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Testo che non esito a definire illuminante e per certi aspetti rivoluzionario.
    “Il bambino è competente” di Jesper Juul, è un libro piuttosto sottile, ma si legge lentamente, perchè impone frequenti p ...continue

    Testo che non esito a definire illuminante e per certi aspetti rivoluzionario.
    “Il bambino è competente” di Jesper Juul, è un libro piuttosto sottile, ma si legge lentamente, perchè impone frequenti pause di riflessione ed elaborazione dei contenuti. Si può correre il rischio di banalizzare o travisare un autore come Juul se non lo si legge.
    Con lo stile che lo contraddistingue, Juul non offre, al contrario di molti altri autori, soluzioni preconfezionate e pronte per l’uso, non fornisce strategie, non ci dà comode ricette o scorciatoie, ma molti esempi concreti. Il bambino è competente è un libro che impone con prepotenza a genitori, ma anche educatori ed insegnanti, profonde riflessioni ed esami di coscienza, accompagnandoli lungo un percorso introspettivo alla ricerca delle proprie radici, e ad una revisione critica dell’educazione ricevuta.
    Juul parte dall’asserto che tornerà più volte a ribadire, secondo cui il bambino è competente. Dal momento della nascita è una persona, nel senso più pieno del termine; possiede la capacità innata, che non deriva da alcun insegnamento, di comunicare ed interagire con le persone che di lui si prendono cura, e di dare a noi genitori le lezioni di cui abbiamo esattamente bisogno. Ma per poter imparare abbiamo bisogno di riconoscere ai bambini pari dignità rispetto alla nostra. Cosa tutt’altro che facile se non se n’è fatta esperienza diretta nella famiglia in cui siamo nati, e che richiede un forte impegno.
    Da tempi immemorabili la famiglia si è strutturata intorno al potere che il capofamiglia deteneva; il mantenimento dell’ordine, e la felicità di tutti dipendevano dalla capacità di piegarsi ed obbedire. Guardata dall’esterno, la famiglia tradizionale funzionava perfettamente, ma gli effetti distruttivi di una simile organizzazione si nascondevano sotto la superficie.
    I maggiori problemi nascono quando i figli, collaborativi (competenti) per natura, debbono scegliere tra il collaborare con i genitori, o preservare la propria dignità. I figli scelgono sempre la prima strada, anche se noi adulti incontriamo grosse difficoltà nell’interpretare i modi in cui la loro collaborazione si viene a manifestare, modi spesso ignorati, o repressi, che si traducono in disturbi fisici.Se i figli smettono di collaborare è perchè l’hanno fatto per troppo tempo, o perchè la loro integrità è stata pesantemente violata e compromessa.
    Oltre al principio della competenza del bambino, c’è un’altro valore che percorre il libro come un filo conduttore, quello della responsabilità dei genitori nel determinare la qualità dell’interazione familiare tra i vari membri, vale a dire il modo in cui le persone, adulti e bambini si sentono gli uni in relazione agli altri. Sono i genitori a determinarla. Certo, anche i figli possono concorrere ad influirvi, ma i veri responsabili sono gli adulti, che non potrebbero delegarla ai bambini se non facendola pagare loro a caro prezzo.
    Interessante la parte relativa alle punizioni corporali, le più gravi tra le forme di violazione dell’integrità personale. La violenza è SEMPRE sbagliata, e pertanto va censurata, perchè a priori inaccettabili, “la violenza non è altro che violenza” sostiene Juul “distrugge l’autostima e la dignità della vittima e di colui che la pratica“.
    Interessante il capitolo sull’autostima e la fiducia in sé, con un accenno anche al controverso tema di lodi e premi che Juul auspica vengano sostituiti dal riconoscimento del valore della persona del bambino da parte degli adulti, dal fatto di essere visti ed accettati per quel che sono in realtà e dal grado di percezione che i bambini o ragazzi ne hanno, cui l’autostima è direttamente correlata.
    Un libro attualissimo, che vale la pena possedere e leggere.

    said on