Ha scritto una recensione a Walt Disney 7 anni fa

Chiarificante saggio sulla figura di Walt Disney, per decenni oberato da una cappa di disinformazione, o per meglio dire malinformazione. Questo genio assoluto della narrazione, accusato per troppo tempo delle peggiori accuse dal razzismo all'antisemitismo financo, addirittura, di collaborazionismo con le dittature nazi-fasciste, viene qui riabilitato da Mariuccia Ciotta sulla base della più semplice e basilare delle ricerche storiografiche: lo studio delle fonti originali. La giornalista analizza attentamente i film della Disney, legge i documenti del tempo e parla con le persone che hanno conosciuto personalmente Walt, sia collaboratori lavorativi sia parenti (in appendice le loro interviste) e ne ricava un quadro del tutto diverso dalla visione di un Disney gretto conservatore: cresciuto a pane & socialismo (il padre ne era esponente), mette in scena fin dalle prime opere storie in cui il piccolo sconfigge il grande e tutti, per quanto deboli e "diversi", acquistano pari dignità. Persino la più umile delle creature, un topo, arriva a conquistare il cuore di milioni di persone: Mickey Mouse, che nelle sue prime avventure è appunto Davide-Topolino contro Golia-Gambadilegno. La stima assoluta che gli riservavano registi a prima vista lontani come Capra e Ejzenštejn, e la risaputa collaborazione con il presidente democratico Roosevelt per la diffusione del New Deal mostrano ancor di più la credibilità di Disney, minata fondamentalmente dalle ingiurie diffuse nel periodo degli scioperi sindacali e mal gestite dall'incapacità di Walt di vivere nel mondo reale, troppo preso dal suo mondo immaginato. Oltre a ridare luce al nome di Disney, la Ciotta dedica parte del saggio all'analisi critica dei suoi film ed alla dimostrazione dell'alto valore tecnico dei suoi studios: se oggi abbiamo il Technicolor e il suono stereofonico lo dobbiamo all'intima necessità di Walt di progredire nella ricerca scientifica per ottenere una qualità sempre maggiore. Una visione di Walt come Peter Pan in carne ed ossa, costantemente alla ricerca dell'isola che non c'è, concretizzata in Disneyland: considerato per anni il trionfo del kitsch e della plastica, viene dalla Ciotta riletto come il luogo dove l'immaginazione diventa realtà, il posto della creazione, il sogno massimo dell'essere umano. Walt Disney è stato un genio, era importante sottolinearlo.


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