Language: Italiano | Number of Pages: 161 | Format: eBook

Isbn-10: 6050330069 | Isbn-13: 9786050330069 | Publish date:  | Edition 1

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Qual è il mio posto nella ragnatela? Quello della mosca o del ragno? È ciò che si chiede Arianna, un'adolescente che vive in una valle alpina del Nord Italia alla fine degli anni Novanta, quando intorno a lei si verifica una serie di tragici incidenti.Sono io la causa? Sono una specie di strega o si tratta solo di coincidenze? La sua ossessione si intreccia in modo drammatico con le vite di chi le sta accanto, fino a svelarne l'origine in un profondo trauma personale e collettivo.

Questo romanzo fonde elementi di vari generi (horror, giallo, sentimentale, erotico, psicologico) dentro una struttura ispirata al linguaggio delle serie TV americane e delle light novel giapponesi, per un'esperienza di lettura ritmata e viscerale.

  • 4

    ... E dopo anni e decenni infiniti muori, senza rendertene conto, perché magari per te non cambia nulla.

    E' incredibile come, nel palcoscenico illuminato artificialmente della vita, in un caos fantasmagorico di voci e volti, si intrecciano e si sovrappongono le azioni di entità semplici ma creati altrove ...continue

    E' incredibile come, nel palcoscenico illuminato artificialmente della vita, in un caos fantasmagorico di voci e volti, si intrecciano e si sovrappongono le azioni di entità semplici ma creati altrove che determinano il nostro personale destino. Si ha l'abitudine di negarlo in cui la vita diventa una serie di occasioni perdute, un rimpianto di ciò che non è stato e avrebbe potuto essere, sprecando il presente rendendo un'altra occasione perduta.... Per quanto tempo possiamo ignorarlo, per quante cose possano sconvolgere il nostro universo personale nel frattempo, esistono cose che potrebbero ossessionarci. Un guazzabuglio di immagini che galleggiano sull'acqua come miraggi, eventi che assorbiscono nel loro grigiore tutti i colori. Tutto il dolore, la felicità. Ti avvolgono come una seconda pelle infuocandoti come un incendio.
    Mi sono sempre considerata una fatalista e, nella mia prolifica carriera di lettrice, ho sempre pensato che ogni romanzo sia in attesa del suo momento. Fra libri sparsi in mezzo a ombre evanescenti che si tengono per mano, che talvolta non riescono a raggiungere il dolce sguardo di una creatura avida di storie, esistono storie che seducono ma rovinano l'animo, trascinandoci dall'incontrollabile strisciare del mondo. Ci rifugiamo fra le sue pagine confondendo la realtà con la fantasia, in cui a volte l'esigenza di riempirsi il cuore di parole è così grande che non ci importa cosa significhi esattamente o quanto dovremo pagarlo in seguito.
    E' qualcosa di anormale e allo stesso tempo affascinante, tutto questo. Eppure è una felicità imprecisa, tanto che quando riesco a sentirla sulla pelle mi domando se sia tangibile o meno. Reali come l'amore in mezzo a un caos cosmico. Una sferzata di luce che inghiotte un enorme buco nero.
    Da quando ho scoperto questa mia attitudine divoro ogni romanzo che sappia soddisfarmi come desidero. E' dall'età di sedici anni che ho preso questo stile di vita: divoro libri su libri senza saltare nemmeno una pagina, a meno di qualche impedimento eccezionale. Ieri sera ho terminato di leggere una storia che gioca tra il reale e l'irreale, poliziesca e a tratti sentimentale - che oscilla nel passato, popolata da strani ed eccentrici personaggi e patti stretti col diavolo - a sfondo adolescenziale ascoltando musica rap che avevo scaricato nel mio immancabile telefono. E, cercando di riempire il silenzio col numero di parole che mi ero prefissata, desidero arrivare più lontano scrivendo una recensione che possa non essere uguale a tutte le altre.
    Un caso fantasmagorico di voci e volti, di creature le cui voci si intrecciano e si sovrappongono in unica personale catena.
    L'opera prima di un giovane esordiente italiano profanata di morti, zeppo di distrazioni magiche e realistiche, che si ammanta di uno stile semplice ma ipnotico che penetra nel lettore al punto tale d'immergerlo in uno stato fra il fascino e l'oblio. Un mistery raccontato in molte pellicole cinematografiche, ma che Davide riesuma col suo tocco spiccatamente maschile le cui poche descrizioni, che esaminano la psicologia maschile e femminile, sono crudelmente sincere in quanto ciò che è descritto è descritto attraverso gli occhi di un amante della musica e dell'horror: l'essere umano descritto nella sua brutale interezza. Il cui mondo che lo circonda è zeppo di inquietudini, ansie, paure e incubi, che rivelano l'intento dell'autore di esaminare, con profondità e tenerezza, un tema piuttosto importante nella produzione letteraria: il senso della vita.
    Leggendolo tutto d'un fiato in una notte fredda dall'aria pulita, ho riscontrato quella toccante e sana profondità cui è impregnato e che, come gran parte delle opere che compongono gli scaffali della mia strapiena libreria, come un meraviglioso compagno di viaggio, ha disegnato la sua orbita. Assistere alle vicende di questi ragazzi, avvertire sulla pelle le loro perplessità, i loro dubbi, una malinconia capace d'inquinare persino il sorriso, trovarsi in un piccolo e sconosciuto paesino è stata la prova che Il tuo posto nella ragnatela è una storia apparentemente semplice e innocua ma che nasconde una certa sensibilità.
    Alcune immagini del romanzo sono rimasta saldamente legate al mondo della mia coscienza e, ritratto umano terribilmente realistico e coinvolgente di protagonisti intrappolati nel lungo limbo delle convenzioni sociali, sulle cui spalle grava il peso di grandi responsabilità, realizzati così bene da essere spontaneamente ideati tutti allo stesso modo, costituiscono un grande gruppo con un passato alle spalle e osannano la vita e il futuro semplicemente per i poteri da cui potrebbero adempiere.
    E' una storia affascinante in cui sembra quasi impossibile distinguere la finzione dalla realtà, che prende vita pian piano come la costruzione di un origami. Reca il presagio di una lenta sofferenza capace di logorare dall'interno lo spirito delle persone. E suscita nel lettore un empatia naturale, risvegliando zone assopite nel fondo della sua coscienza. Una storia che ha un ché di tragico e malinconico, come un valoroso eroe tornato nella sua amata terra, che ci parla di stregoneria, sogni, desideri. E che ci permette di seguire attentamente le vicende di un gruppo di diciassettenni e tutto ciò che li circonda che, intrappolati in un pozzo oscuro, li ha tramutati in mostri. Sfidando il destino con trucchetti che potrebbero indurre alla morte, depurandoli a tal punto di privarli persino della loro anima.
    Avvincente sin dalle prime pagine, fa sorgere le riflessioni più profonde dell'animo umano. Si camuffa tra le mura di un mondo ombroso e sentimentale. Descrive situazioni vere e crude che conducono il lettore a immergersi in profondità del proprio inconscio. Ritratto di figure contrite e appassionate che avvertono la presenza di una nuova realtà, che avrebbe colmato quel senso d'incompletezza delle loro esistenze, nonché richiamo costante alla tangibilità di paure sopite nel tempo, intriganti, nocive, giunto dopo una sfilza di letture di vario genere.
    Il tuo posto nella ragnatela è una selva oscura popolata da personaggi prigionieri dei loro stessi peccati, costantemente punteggiato da riferimenti cinematografici che ne accentuano il tono. Un quadro realistico che non lo fa sembrare un romanzo, piuttosto una proiezione in cui si provano gioie o sofferenze.
    Costellato da immagini frammentarie, dissolti come minuscoli granelli di polvere, sullo sfondo di un epoca che non è più nostra, dialoghi scarni che fungono quasi come monologhi interiori dei protagonisti.
    In un breve lasso di tempo, i personaggi hanno finito per raccontarsi. Inconsapevolmente, hanno lasciato adito a qualche dubbio o perplessità non riuscendo a confidarsi come se stessero confidandosi con delle stelle che splendono nello spazio.
    Una lettura godibile ed emozionante. Un'estrema conseguenza su quello che potrebbe riservarci il passato. Così ossessivo. Doloroso. Ancora sepolto sotto un tappeto di neve.

    Sentire all'unisono che nella vita non c'è niente da capire, bisogna solo sentirsi vivi.

    said on