Ludwig
Ha scritto una recensione a Camere separate 1 anno fa

Parecchi mesi fa, su Ask, un anon mi consigliò come lettura "Camere separate" di Pier Vittorio Tondelli; a causa di libri in lista di essere letti, università e lavoro, sono riuscito a leggerlo proprio quest'estate e, come scrissi qualche giorno fa, è stata una fortuna perché anche questa volta, come per "Chiamami col tuo nome", sono riuscito a leggere il libro giusto al momento giusto.
Proprio di recente è stato ripubblicato dalla Bompiani, per cui penso che, chi vorrà, potrà trovarlo molto più facilmente di prima.
A prima vista potrebbe sembrare un romanzo sentimentale ma in realtà la parte romantica è solo lo scheletro di una trama molto più profonda.
Non è presente una trama lineare ma si riesce facilmente a cogliere il bandolo di base.
Leo, il protagonista, è uno scrittore trentenne che sta attraversando un momento difficile dopo che Thomas, il suo compagno, è venuto a mancare per una non meglio specificata malattia, probabilmente AIDS. Leo è rimasto come bloccato in uno stato di vedovanza dal quale nessuno riesce a tirarlo fuori.
Ci vengono subito mostrati quelli che sono il prologo e l'epilogo della storia d'amore di Leo e Thomas, ovvero il primo incontro ad una festa e il loro avvicinarsi l'uno all'altro, e il loro ultimo incontro in una stanza d'ospedale.
Da qui, poi, si può passare a quella che è la vera trama: il cammino di Leo alla riscoperta di una maturità interiore che si fa più pressante ora che deve abituarsi ad essere "Leo-senza-Thomas", non più "Leo-e-Thomas", sebbene prima il loro rapporto fosse molto difficile, per il bisogno di libertà di Leo che voleva mantenere la loro storia in "camere separate" e il bisogno di Thomas di avere una relazione stabile e concreta, senza dolorosi chilometri di distanza a separarli. Eppure, nonostante questo rapporto tormentato e difficile, loro non potevano lasciarsi perché sapevano di essere destinati a stare insieme.
Ed è così che, tramite un ritorno interiore di Leo sui suoi vecchi passi, vediamo i loro "tentativi", con viaggi continui a Barcellona, Monaco, Londra, Parigi, California, Milano, per conferenze letterarie e presentazioni di libri e lezioni nelle università, dove Leo può sentirsi libero e Thomas può sentirsi parte di una coppia unita e stabile.
Ma in Leo rimane, alla fine, un vuoto che non riesce e non vuole colmare. Lo seguiamo nelle sue continue peregrinazioni in giro per il mondo, il ritorno al suo paese natale, i tentativi di sconfiggere l'assenza di Thomas nella maniera più bassa, le sue riflessioni su un mondo che sta lentamente cambiando in maniera sempre più irreversibile; a questo proposito, sembrano profetici alcuni brani sull'omosessualità e sull'immigrazione (il romanzo è stato scritto nel 1989).
"Camere separate" è non solo la storia di un amore, è la storia, a tratti quasi autobiografica, di un uomo che cerca di ritrovare ciò che lo rende vivo in se stesso, è la storia di un mondo passato che per noi giovani, per noi che non abbiamo vissuto gli anni '80, è ricco di suoni e sapori incastonati nella memoria che i nostri genitori ci hanno passato durante la prima infanzia.
"Camere separate" è l'ultimo vero romanzo scritto da Pier Vittorio Tondelli. Le ultime righe, scritte quasi all'ultimo a tutto, deviano e al tempo stesso completano un finale che è anche un congedo dello scrittore che morì, a soli trentasei anni, due anni dopo di AIDS, lasciando il suo testamento di scrittore che è riuscito a trovare la sua ragione d'esistere proprio attraverso le parole scritte da lui.


0 mi piace