Ha scritto una recensione a Goffaggini erotiche e involuzioni prosaiche 2 anni fa

Molti anni fa, quando internet era negli anni ruggenti e ancora Facebook e Google non esistevano, avevo collaborato attivamente a un sito di letteratura erotica, Eroxè-Progettoxè, creato da una scrittrice esordiente la cui iniziativa aveva avuto un successo che lei stessa non aveva previsto. La sua politica editoriale era di pubblicare tutto quello che le arrivava; il sito era gratuito, Internet era ancora un posto (relativamente) per pochi, nelle pagine di Eroxè finivano per affastellarsi pagine eccellenti e emerite porcherie che erano poco più che fantasie masturbatorie. Ciò che colpiva, comunque, era la partecipazione paritaria, se non prevalente, della componente femminile, e il fatto che in ogni caso le produzioni di buona qualità, talvolta ottima, non erano poche. Già allora comunque si pose una questione essenziale: il racconto erotico deve essere la verbalizzazione di una fantasia, una modalità di espressione che ha più a che fare col campo della psicologia e dell’espressività sessuale che con quello della letteratura, o non, piuttosto, una vera e propria forma letteraria, in grado di regalare emozioni “estetiche”, oltre che sessuali, a chi legge e a chi scrive?
Da allora molte cose sono cambiate. Internet è diventato un fenomeno di massa, e i luoghi virtuali in cui si può parlare di sesso si sono moltiplicati, togliendo ad Eroxè la sua esclusività; il sito peraltro esiste ancora, in forma chiusa, ed è diventato anche una casa editrice.

Figlia di internet è infatti la diffusione dell’editoria elettronica, grazie alla quale, nel bene e nel male, è molto più facile essere, o improvvisarsi, autori od editori. Quale luogo migliore, quindi, per tirar fuori dal proverbiale cassetto le proprie opere letterarie, erotiche o meno che siano, e lanciarle nel mondo, facendo a meno di qualsiasi intermediario? Questa cosa, in teoria bellissima, ha portato com’era facile immaginarsi alla proliferazione di una quantità enorme di deliri letterari che nei cassetti avrebbero fatto bene a rimanerci, pieni di assurdità, incongruenze, o quanto meno di un linguaggio che, per paura di essere “osceno” o per darsi velleità letterarie, utilizza un vocabolario barocco o decadente pieno di perifrasi e metafore decisamente assurde, se non del tutto ridicole. A maggior ragione questo accade se gli autori, o le autrici, vogliono strizzare un occhio alla letteratura rosa, che con quella erotica è strettamente imparentata (la differenza la fa sostanzialmente il fatto di fermarsi sulla porta della camera da letto, o di entrarci assieme ai protagonisti). Come si può vedere dalla mia biblioteca anobiana, mi sono fatto una certa esperienza in merito. Il problema è che, rispetto al cartaceo che si può sfogliare in libreria prima di comprarlo, l’e-book si compra “a scatola chiusa”, o quasi, dato che le prime pagine offerte da Amazon ben difficilmente consentono di farsi un’idea di quello che verrà dopo, e anche le recensioni aiutano poco dato che scontano i personali gusti dei recensori, magari innamorati di fiorellini e uccellini e infastiditi dall’oscenità o viceversa, o peggio ancora vengono da amici e parenti degli autori… Devo dire che comunque la “caccia al tesoro” a volte dà soddisfazioni, perché in mezzo a tante boiate ogni tanto la perla viene fuori, da parte di qualche autore che sa veramente scrivere, inventarsi una storia, personaggi credibili, situazioni verosimili, e possiede gli strumenti grammaticali e sintattici necessari ad evitare pessime figure. E se va male… beh, per fortuna gli e-book erotici di solito costano poco, quindi non è un gran danno.

Il piccolo manuale scritto da Rita Angelelli e Maria Grazia Beltrami, due collaboratrici di una nuova casa editrice in digitale, Le Mezzelane, ha proprio questo fine: insegnare a scrivere un racconto o un romanzo erotico. Esso non offre, beninteso, nessuna “ricetta di successo”, ma al contrario aiuta a strutturare la propria idea di storia, a costruire dei personaggi che abbiano un senso in quello che fanno e che dicono, a utilizzare un italiano che sia chiaro, comprensivo e credibile fatto di descrizioni, di dialoghi, di riflessioni. Il tutto non certo inventandosi strategie comunicative campate per aria, ma facendo riferimento a scrittori e studiosi di letteratura e grammatica narrativa che hanno analizzato e descritto le forme e gli strumenti del linguaggio e del racconto. Il testo, ovviamente, è pieno di esempi positivi e negativi, a volte esilaranti; non mancano i consigli su come presentarsi al mondo, soprattutto se si vuole rifuggire l’autoproduzione e ci si rivolge a una casa editrice, quindi al giudizio di qualcuno che non è sé stessi; cosa che richiede una buona dose di umiltà, che purtroppo spesso è piuttosto carente in persone convinte più di essere Grandi Scrittori piuttosto che normali esseri desiderosi di eccitarsi con la scrittura erotica e comunicare ad altri, con la dovuta proprietà linguistica e letteraria, la propria eccitazione (che poi la letteratura erotica, questo è).


  • Aprile
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