Fiore di fulmine

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Publisher: Garzanti

3.7
(105)

Language: Italiano | Number of Pages: 548 | Format: eBook

Isbn-10: 8811142776 | Isbn-13: 9788811142775 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover

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Book Description
Questa è la storia di una scelta difficile che va oltre le decisioni del cuore. È la storia del coraggio di una bambina e della forza di una donna. È la storia di una condanna e della capacità di rinascere alla vita. Dopo Il cuore selvatico del ginepro, strepitoso successo del passaparola per settimane nella classifica dei bestseller, Vanessa Roggeri ci regala un romanzo che ci trascina nella parte più segreta della nostra anima. Quella piena di passione, tormento e voglia di vivere. Ad ogni costo.È quasi sera, quando all’improvviso il cielo si fa livido mentre enormi nuvole nere galoppano a colorare gli ultimi raggi di sole. Da sempre, la prima cosa da fare è rintanarsi in casa, coprire gli specchi e pregare che il temporale svanisca presto. Eppure la piccola Nora, undici anni e il coraggio più scellerato che la gente di Monte Narba abbia mai visto, non ha nessuna intenzione di mettersi al riparo. Nora vuole sfidare il vento che soffia sempre più forte e correre sulla cima della collina. È appena arrivata sotto una grande quercia quando un fulmine la colpisce sbalzandola lontano, esanime. Per tutto il piccolo villaggio sardo dove è cresciuta la bimba è morta. Ma non è quello il suo destino. Nora riapre i suoi enormi occhi verdi, torna alla vita. Il fulmine le ha lasciato il segno di un fiore rosso sulla pelle bianca e la capacità di vedere quello che gli altri non vedono. Nella sua famiglia nessuno la riconosce più. Non sua madre, con cui amava ricamare la sera alla luce fioca di una candela, né i suoi fratelli, adorati compagni di scorribande nei boschi. C’è un nome per quelle come lei, bidemortos, coloro che parlano con i morti, e tutti ne hanno paura. È diventata una reietta, una maledetta. Nel piccolo paese sardo non c’è più posto per lei. La sua nuova casa è Cagliari, in un convento, dove Nora chiude la sua anima in un guscio di dolore, mentre aspetta invano che qualcuno torni a prenderla. Finché un giorno, una donna vestita di nero, elegante e altera, si staglia sulla soglia del convento. È Donna Trinez, una ricca viscontessa. Lei conosce la storia di Nora e sa cosa significa perdere una parte della propria anima. Per questo ha deciso di aiutarla contro tutte le superstizioni. Perché uno sguardo buono e una carezza possono far rifiorire anche un cuore ferito.
  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    L'avvio è buono, poi la narrazione entra in una fase statica che si risolve solo con il secondo snodo, l'arrivo di Nora alla villa nobiliare. Da lì la lettura diventa scorrevole e anche abbastanza coi ...continue

    L'avvio è buono, poi la narrazione entra in una fase statica che si risolve solo con il secondo snodo, l'arrivo di Nora alla villa nobiliare. Da lì la lettura diventa scorrevole e anche abbastanza coinvolgente, sempre che piaccia il genere. Stiamo parlando di una storia ambientata agli inizi del 1900, ma il punto è un altro: l'autrice la racconta con tutti i topos della narrativa di quell'epoca. Dove i buoni sono buonissimi e i cattivi cattivissimi. C'è la suorina buona e la madre superiora inflessibile. Ci sono le servette buone e la governante perfida. Il classico romanzo d'appendice insomma, in cui l'unico elemento di autentica novità non viene sfruttato in maniera adeguata. In verità, mi è persino sorto il dubbio che la stesura originale dell'autrice non fosse così carente sul lato oscuro di Nora, la sua capacità di comunicare con l'aldilà. Mi è sorto il dubbio che la vicenda sia stata edulcorata in fase di editing, facendola sfociare in una storia a lieto fine, dove i cattivi pagano, i buoni vincono su tutta la linea e l'amore trionfa persino sul soprannaturale. Basti pensare che la pelle di Nora si scalda...e perché mai?
    Peccato, perché l'autrice scrive decisamente bene, e almeno su questo il romanzo non cede alle mode attuali, mantenendo sempre un livello linguistico e stilistico più che buono.

    said on