Ha scritto una recensione a Fiore di fulmine 11 mesi fa

L'avvio è buono, poi la narrazione entra in una fase statica che si risolve solo con il secondo snodo, l'arrivo di Nora alla villa nobiliare. Da lì la lettura diventa scorrevole e anche abbastanza coinvolgente, sempre che piaccia il genere. Stiamo parlando di una storia ambientata agli inizi del 1900, ma il punto è un altro: l'autrice la racconta con tutti i topos della narrativa di quell'epoca. Dove i buoni sono buonissimi e i cattivi cattivissimi. C'è la suorina buona e la madre superiora inflessibile. Ci sono le servette buone e la governante perfida. Il classico romanzo d'appendice insomma, in cui l'unico elemento di autentica novità non viene sfruttato in maniera adeguata. In verità, mi è persino sorto il dubbio che la stesura originale dell'autrice non fosse così carente sul lato oscuro di Nora, la sua capacità di comunicare con l'aldilà. Mi è sorto il dubbio che la vicenda sia stata edulcorata in fase di editing, facendola sfociare in una storia a lieto fine, dove i cattivi pagano, i buoni vincono su tutta la linea e l'amore trionfa persino sul soprannaturale. Basti pensare che la pelle di Nora si scalda...e perché mai?
Peccato, perché l'autrice scrive decisamente bene, e almeno su questo il romanzo non cede alle mode attuali, mantenendo sempre un livello linguistico e stilistico più che buono.


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