carlamaria
Ha scritto una recensione a La simmetria dei desideri 5 mesi fa

Il protagonista Yuval Fried, traduttore di testi dalla lingua yiddish in inglese e viceversa, scrive per la prima volta un proprio testo, scegliendo di parlare della sua lunga amicizia con Amichai, Ofir e Churchill. Yuval, purtroppo, subisce un incidente, ma il suo sogno di una “simmetria di Baha’ì” dei gesti, dei sentimenti e degli accadimenti rimane cristallizzata nella pagine di un’avventura che porta i quattro ragazzi ad allontanarsi da Haifa per raggiungere Tel aviv. In un paese fra la prima e la seconda antifada, dove si può morire perché si sta assolvendo il periodo di leva obbligatorio o perché si attraversa un check point o semplicemente perché ci si trova al posto sbagliato al momento sbagliato, il bisogno di armonia di un giardino Baha’ ì “assomiglia un po’ al desiderio della nazionale israeliana di partecipare ai Mondiali: per quanto ciò sia triste, rimane sempre irrealizzato” (pz. 5376) L’amicizia è una solida rete di relazioni, è l’utile confronto di menti affini e diverse, è motivo di dolore e scontro, di tradimenti veri e presunti tali. E’ guardare insieme i Mondiali di calcio. I Mondiali del 2006 sono quelli che Yuval indica come termine ultimo per l’avvenuta stampa e la consegna dello scritto ai suoi amici, affinché l’assertiva simmetria degli eventi che sostituisca i desideri scritti su semplici foglietti anni prima diventi reale. La scrittura per Yuval è soddisfare il bisogno di raccontare un amore rubato da un amico e gli eventi che hanno determinato una solitudine segnata da pensieri e cambiamenti, i lutti, l’ottimismo, le risposte e le domande. “…ora tutti i pensieri si erano liberati dalle manette dell’autocontrollo, erano evasi dalla loro prigione e ballavano la danza della libertà nell’enorme spazio bianco del foglio..” (pz. 5012)

“Sab Kuch Milega, tutto è possibile, si dice in India. “…capisci che è meglio accettare quello che la vita ti porta, inserirsi nel flusso naturale, invece di importi alla realtà…perché comunque Sab Kuch Milega” pz. 1017)


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