Quattro personaggi principali: le loro vite e i loro punti di vista si intrecciano nella Cecoslovacchia comunista tra il secondo dopoguerra e la primavera di Praga. Ognuno racconta la sua versione della storia (con “esse” minuscola e maiuscola) ognuno, mi sembra, arriva più o meno alla stessa conclu
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Quattro personaggi principali: le loro vite e i loro punti di vista si intrecciano nella Cecoslovacchia comunista tra il secondo dopoguerra e la primavera di Praga. Ognuno racconta la sua versione della storia (con “esse” minuscola e maiuscola) ognuno, mi sembra, arriva più o meno alla stessa conclusione ovvero, citando Woody Allen: Dio è morto, Marx è morto e anch’io non mi sento tanto bene... Come dar loro torto? Meno sintetico di Allen ma comunque bello e amaro.
Un'eroina come me ha molti papà, ma Italo e Ludovico sono quelli a cui voglio più bene, non posso negarlo. E' bello vederli convivere nelle stesse pagine ed è bello sperare che grazie a questo lavoro di Calvino una delle opere più interessanti di tutta la nostra letteratura possa essere conosciuta a
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Un'eroina come me ha molti papà, ma Italo e Ludovico sono quelli a cui voglio più bene, non posso negarlo. E' bello vederli convivere nelle stesse pagine ed è bello sperare che grazie a questo lavoro di Calvino una delle opere più interessanti di tutta la nostra letteratura possa essere conosciuta anche da chi non ha la voglia, o il coraggio, di affrontare 46 canti in ottava rima cinquecentesca. Però, però, però... dato che nel mio caso l'ottava rima cinquecentesca è l'ultima delle cose spaventose a cui riesco a pensare credo che continuerò a leggere l'Orlando Furioso nella versione integrale di papà Ludovico e a perdermi felicemente tra i mille rivoli di una narrazione così esuberante che neanche il genio di Calvino può riuscire a restituirmi nella sua interezza. Sono sicura che papà Italo non me ne vorrà per questo e che, anzi, sarà il primo a capirmi. In definitiva: consigliatissimo per conoscere meglio Calvino e il rapporto che lo lega al Furioso. Da questo punto di vista il volume non ha prezzo. Per tutto il resto c'è Ariosto.
Non fatevi fregare dalla frase in copertina: "Il primo giallo risolto da Miss Maple, la pecora più intelligente del gregge etc." ovvero: una frase, due depistaggi. Innanzi tutto il vero protagonista è l'intero gregge composto da pecore e montoni assai singolari tra cui Miss Maple non sembra primegg
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Non fatevi fregare dalla frase in copertina: "Il primo giallo risolto da Miss Maple, la pecora più intelligente del gregge etc." ovvero: una frase, due depistaggi. Innanzi tutto il vero protagonista è l'intero gregge composto da pecore e montoni assai singolari tra cui Miss Maple non sembra primeggiare. In secondo luogo: nonostante un morto in circostanze misteriose il "giallo", se c'è, è poco più che un pretesto per dispiegare la visione ovina del mondo in tutto il suo splendore. Su questo versante la lettura regala vere e proprie chicche sopratutto in ambito teologico. Attenzione anche alla quarta di copertina dove spicca un: "Sulla scia di La fattoria degli animali di Orwell, etc". Ragazzi non scherziamo! Insomma: piacevole a patto di non farsi false aspettative. Fortunatamente ho una coscienza distaccata (così distaccata che risiede proprio in un'altra persona): mi ha regalato il libro completo di avvertimento che ben di questo si trattava, una letturina leggera. Come tale meriterebbe forse qualche stellina in più, ma le cinque stelline piene, in questo caso, vanno solo alla mia impagabile coscienza. All'edizione: zero. (E l'editor ringrazi che Orwell è morto e sepolto: avrebbe avuto tutto il diritto, e probabilmente molta voglia, di appenderlo per i pollici).
Non riesco ad apprezzare uno stile che prevede l'ossessiva ripetizione di frasi e concetti più e più volte anche nella stessa pagina. Sicuramente il limite sarà mio. Non riesco a non notare che con la scusa di ricordare un amico l'autore parla in primo luogo di se stesso, sbrodolando giudizi negativ
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Non riesco ad apprezzare uno stile che prevede l'ossessiva ripetizione di frasi e concetti più e più volte anche nella stessa pagina. Sicuramente il limite sarà mio. Non riesco a non notare che con la scusa di ricordare un amico l'autore parla in primo luogo di se stesso, sbrodolando giudizi negativi su tutto ciò che lo circonda e autoincensandosi costantemente. Sicuramente è il mio occhio a essere troppo malizioso. Non riesco a vedere purezza d'intenzioni o traccia di rimorso in chi racconta pubblicamente di come abbia tradito un amico nel momento del bisogno: l'amico resta tradito. Chi ne beneficia è semmai il traditore che si allegerisce la coscienza e magari gode pure della propria onestà intellettuale nell'ammettere il torto fatto. Sicuramente son io che sono troppo cinica. Non nego che Bernhard possa essere un grandissimo letterato, ma non fa per me. Sicuramente.
Lo scherzo
Quattro personaggi principali: le loro vite e i loro punti di vista si intrecciano nella Cecoslovacchia comunista tra il secondo dopoguerra e la primavera di Praga. Ognuno racconta la sua versione della storia (con “esse” minuscola e maiuscola) ognuno, mi sembra, arriva più o meno alla stessa conclu ... (continue)
Quattro personaggi principali: le loro vite e i loro punti di vista si intrecciano nella Cecoslovacchia comunista tra il secondo dopoguerra e la primavera di Praga. Ognuno racconta la sua versione della storia (con “esse” minuscola e maiuscola) ognuno, mi sembra, arriva più o meno alla stessa conclusione ovvero, citando Woody Allen: Dio è morto, Marx è morto e anch’io non mi sento tanto bene...
Come dar loro torto?
Meno sintetico di Allen ma comunque bello e amaro.
The Wonderful Wizard of Oz
The book is wonderful, Sabuda is a wizard and somewhere over the rainbow there’s certainly a new pop up book by him waiting for me.
Italo Calvino racconta l'Orlando furioso
Un'eroina come me ha molti papà, ma Italo e Ludovico sono quelli a cui voglio più bene, non posso negarlo. E' bello vederli convivere nelle stesse pagine ed è bello sperare che grazie a questo lavoro di Calvino una delle opere più interessanti di tutta la nostra letteratura possa essere conosciuta a ... (continue)
Un'eroina come me ha molti papà, ma Italo e Ludovico sono quelli a cui voglio più bene, non posso negarlo. E' bello vederli convivere nelle stesse pagine ed è bello sperare che grazie a questo lavoro di Calvino una delle opere più interessanti di tutta la nostra letteratura possa essere conosciuta anche da chi non ha la voglia, o il coraggio, di affrontare 46 canti in ottava rima cinquecentesca. Però, però, però... dato che nel mio caso l'ottava rima cinquecentesca è l'ultima delle cose spaventose a cui riesco a pensare credo che continuerò a leggere l'Orlando Furioso nella versione integrale di papà Ludovico e a perdermi felicemente tra i mille rivoli di una narrazione così esuberante che neanche il genio di Calvino può riuscire a restituirmi nella sua interezza. Sono sicura che papà Italo non me ne vorrà per questo e che, anzi, sarà il primo a capirmi.
In definitiva: consigliatissimo per conoscere meglio Calvino e il rapporto che lo lega al Furioso. Da questo punto di vista il volume non ha prezzo. Per tutto il resto c'è Ariosto.
Glennkill
Non fatevi fregare dalla frase in copertina: "Il primo giallo risolto da Miss Maple, la pecora più intelligente del gregge etc." ovvero: una frase, due depistaggi. Innanzi tutto il vero protagonista è l'intero gregge composto da pecore e montoni assai singolari tra cui Miss Maple non sembra primegg ... (continue)
Non fatevi fregare dalla frase in copertina: "Il primo giallo risolto da Miss Maple, la pecora più intelligente del gregge etc." ovvero: una frase, due depistaggi. Innanzi tutto il vero protagonista è l'intero gregge composto da pecore e montoni assai singolari tra cui Miss Maple non sembra primeggiare. In secondo luogo: nonostante un morto in circostanze misteriose il "giallo", se c'è, è poco più che un pretesto per dispiegare la visione ovina del mondo in tutto il suo splendore. Su questo versante la lettura regala vere e proprie chicche sopratutto in ambito teologico. Attenzione anche alla quarta di copertina dove spicca un: "Sulla scia di La fattoria degli animali di Orwell, etc". Ragazzi non scherziamo! Insomma: piacevole a patto di non farsi false aspettative. Fortunatamente ho una coscienza distaccata (così distaccata che risiede proprio in un'altra persona): mi ha regalato il libro completo di avvertimento che ben di questo si trattava, una letturina leggera. Come tale meriterebbe forse qualche stellina in più, ma le cinque stelline piene, in questo caso, vanno solo alla mia impagabile coscienza. All'edizione: zero. (E l'editor ringrazi che Orwell è morto e sepolto: avrebbe avuto tutto il diritto, e probabilmente molta voglia, di appenderlo per i pollici).
Il nipote di Wittgenstein
Non riesco ad apprezzare uno stile che prevede l'ossessiva ripetizione di frasi e concetti più e più volte anche nella stessa pagina. Sicuramente il limite sarà mio.continue)
Non riesco a non notare che con la scusa di ricordare un amico l'autore parla in primo luogo di se stesso, sbrodolando giudizi negativ ... (
Non riesco ad apprezzare uno stile che prevede l'ossessiva ripetizione di frasi e concetti più e più volte anche nella stessa pagina. Sicuramente il limite sarà mio.
Non riesco a non notare che con la scusa di ricordare un amico l'autore parla in primo luogo di se stesso, sbrodolando giudizi negativi su tutto ciò che lo circonda e autoincensandosi costantemente. Sicuramente è il mio occhio a essere troppo malizioso.
Non riesco a vedere purezza d'intenzioni o traccia di rimorso in chi racconta pubblicamente di come abbia tradito un amico nel momento del bisogno: l'amico resta tradito. Chi ne beneficia è semmai il traditore che si allegerisce la coscienza e magari gode pure della propria onestà intellettuale nell'ammettere il torto fatto. Sicuramente son io che sono troppo cinica.
Non nego che Bernhard possa essere un grandissimo letterato, ma non fa per me. Sicuramente.